{"id":10160,"date":"2025-11-17T17:01:18","date_gmt":"2025-11-17T17:01:18","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=10160"},"modified":"2025-11-21T15:01:51","modified_gmt":"2025-11-21T15:01:51","slug":"demoni-e-angeli-simona-musco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/giustizia\/demoni-e-angeli-simona-musco\/","title":{"rendered":"\u201cSimona Musco's \u201dDemons and Angels\": The Bibbiano case (finally) in facts"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Pubblichiamo un estratto dal libro &#8220;Demoni e angeli&#8221; (uscito per BeHopeBooks) della giornalista Simona Musco. Per il quotidiano &#8220;Il Dubbio&#8221;, Musco ha seguito per sei anni la vicenda giudiziaria che ha visto protagonista una cittadina della provincia emiliana, Bibbiano, al centro di uno scandalo politico su cui hanno marciato, per anni, i pi\u00f9 improbabili difensori dei bambini, specialmente nell&#8217;estrema destra. Come la stessa vicenda giudiziaria ha dimostrato, si \u00e8 trattato in larga parte di una caccia alle streghe scientificamente orchestrata, e di un attacco \u2013 non il primo e non meno scientifico \u2013 al sistema dell&#8217;assistenza sociale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/2025-campaign\/\">PRIMA DI PROSEGUIRE&#8230; PARTECIPA ALLA NOSTRA CAMPAGNA DI SOSTEGNO!<\/a><\/h2>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019Armageddon<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ventisette giugno 2019. \u00abDirettore, c\u2019\u00e8 un flash di agenzia raccapricciante: \u201cReggio Emilia, lavaggio del cervello e falsi documenti per allontanare bambini dai genitori\u201d\u00bb. Il titolo lampeggia davanti ai miei occhi, e lo stomaco si stringe. Le notizie che parlano di bambini non mi piacciono mai: l\u2019idea che qualcuno possa far del male a chi non ha mezzi per difendersi mi fa venire la nausea. Quando mi capita di occuparmi di storie del genere, cerco sempre una via di fuga, un modo per tenere a distanza quel peso. Ma stavolta non posso sottrarmi. Questa storia ha il sapore di qualcosa di grosso. E se fosse vero quanto si racconta, sarebbe davvero agghiacciante. La prima cosa da fare \u00e8 recuperare l\u2019ordinanza di custodia cautelare. Ma Reggio Emilia \u00e8 lontana, l\u00ec non ho contatti. E fino a poco tempo prima lavoravo in una piccola redazione regionale in Calabria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggo <a href=\"https:\/\/bologna.repubblica.it\/cronaca\/2019\/06\/27\/news\/ reggio_emilia_falsi_documenti_per_allontanare_bambini_dalle_famiglie-229743324\/\">il pezzo di Repubblica<\/a> e, senza accorgermene, il volto mi si fa pallido. \u00abCome 20 anni fa, in quel paese della Bassa Padana raccontato dall\u2019inchiesta \u201cVeleno\u201d di Pablo Trincia. Ore e ore di intensi lavaggi del cervello durante le sedute di psicoterapia, bambini suggestionati anche con l\u2019uso di impulsi elettrici, spacciati ai piccoli come \u201cmacchinetta dei ricordi\u201d, un sistema che in realt\u00e0 avrebbe \u201calterato lo stato della memoria in prossimit\u00e0 dei colloqui giudiziari\u201d. Sono alcune contestazioni che emergono dall\u2019inchiesta <em>Angeli e Demoni<\/em> sulla rete dei servizi sociali della Val D\u2019Enza, nel Reggiano, che ha portato a misure cautelari per diciotto persone, tra cui il sindaco Pd di Bibbiano Andrea Carletti. E poi politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una Onlus di Moncalieri, \u201cHansel e Gretel\u201d, perquisita questa mattina\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continuo a leggere, scorro tutti i siti. Si parla persino di elettroshock. Stringo i pugni. Se tutto questo fosse vero, avremmo a che fare con mostri. \u00c8 una parola che dentro la nostra redazione evitiamo, perch\u00e9 i mostri non esistono. Esistono le persone, esistono i reati, e a volte le persone commettono reati. Ma nella mia testa posso dirla eccome questa parola. Come pu\u00f2 essere falsa un\u2019accusa cos\u00ec pesante? Come si pu\u00f2 parlare di elettroshock, addirittura, se non fosse vero?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bambini rubati. Bambini strappati. Genitori annichiliti. Ogni parola disegna una galleria degli orrori. Sento la nausea risalirmi dalla gola. Vorrei tirarmi indietro. \u00abProva a capire se l\u2019inchiesta regge\u00bb, mi dice il caporedattore Davide Var\u00ec<sup data-fn=\"a52d6784-bee6-435f-9a83-090e1b40a343\" class=\"fn\"><a href=\"#a52d6784-bee6-435f-9a83-090e1b40a343\" id=\"a52d6784-bee6-435f-9a83-090e1b40a343-link\">1<\/a><\/sup> , che mi sveglia da un torpore nel quale non ero consapevole di essere caduta. Il nostro quotidiano si chiama, appunto, <em>Il Dubbio<\/em>. Qui non diamo nulla per scontato. Quando qualcuno viene accusato, la presunzione di innocenza \u00e8 la nostra fede. Cerchiamo di capire se c\u2019\u00e8 qualcosa che non torna. Ma questa volta vorrei non essere io a doverlo scoprire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSembra che regga, lasciamo perdere?\u00bb<br>\u00abMacch\u00e9. D\u00e0 un\u2019occhiata\u00bb, ribatte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con riluttanza cerco le carte. Ma nessuno sembra potermi o volermi aiutare. Pi\u00f9 leggo, pi\u00f9 cresce la rabbia. Decido allora di scrivere al pubblico ministero Valentina Salvi. Se quello che leggo \u00e8 vero, quella donna merita una statua, penso. Le chiedo l\u2019ordinanza con una mail timida e impacciata: non so che tono usare. Spero sia disponibile, ma non risponder\u00e0 mai. Provo allora a contattare il Comando provinciale dei Carabinieri. Per quell\u2019atto non possono aiutarmi, mi dicono. Possono per\u00f2 inviarmi il comunicato stampa. Accetto. Poco dopo arriva una mail: \u00abIn allegato l\u2019allegato comunicato. Saluti\u00bb. Ma nonostante la ridondanza, in allegato non c\u2019\u00e8 proprio niente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per oggi, mi tocca arrangiarmi. Chiedo a un collega di Bologna, che impiega ventiquattr\u2019ore per mandarmi le carte. Ma forse, cos\u00ec, posso finalmente sfuggire a questa storia, che in fondo \u00e8 quello che voglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo articolo che <em>il Dubbio<\/em> pubblica il giorno dopo su questa inchiesta \u00e8 identico a quello degli altri giornali. Se non \u00e8 colpevolista poco ci manca e il pezzo si allinea a quanto emerso dall\u2019indagine della pm e avallato da un giudice per le indagini preliminari. Perch\u00e9 \u00e8 su quello che trovo online, in un primo momento, che dovr\u00f2 basarmi. E mi fido di ci\u00f2 che leggo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 una storia cos\u00ec brutta che non sembra vera. Perch\u00e9 dentro ci sono tutti gli ingredienti giusti per dar vita ad un film horror: disegni di bambini falsificati, padri e madri dipinti come mostri, scene di violenza simulata con travestimenti, regali e lettere d\u2019affetto tenuti nascosti. Una vera e propria manipolazione su bambini dai 6 agli 11 anni, con un unico tremendo obiettivo: togliere decine di ragazzi ai propri genitori per affidarli ad altri, per guadagnare soldi in cure private e corsi di formazione. Un quadro raccapricciante descritto nell\u2019inchiesta \u201cAngeli e demoni\u201d, condotta dalla procura di Reggio Emilia\u00bb, scrivo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSi parla di lavaggi del cervello, con ore e ore di psicoterapia e suggestioni indotte attraverso impulsi elettrici, per alterare \u201clo stato della memoria in prossimit\u00e0 dei colloqui giudiziari\u201d. Sono 27, in totale, le persone coinvolte nell\u2019inchiesta del pm Valentina Salvi, 18 destinatarie di ordinanza. Tra loro il sindaco Pd di Bibbiano (Reggio Emilia) Andrea Carletti, al centro di tutto assieme alla rete dei servizi sociali dell\u2019Unione comuni Val D\u2019Enza. Carletti \u00e8 finito ai domiciliari assieme alla responsabile e una coordinatrice del Servizio sociale integrato, un\u2019assistente sociale e due psicoterapeuti della onlus di Moncalieri \u201cHansel e Gretel\u201d. Le accuse sono a vario titolo di frode processuale, depistaggio, abuso d\u2019ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d\u2019uso. E agli arresti \u00e8 finito anche un ex giudice onorario del Tribunale dei minori di Torino, Claudio Foti, direttore scientifico della onlus. Secondo il gip \u201calterava lo stato psicologico ed emotivo attraverso modalit\u00e0 suggestive e suggerenti con la voluta formulazione di domande sul tema dell\u2019abuso sessuale e con tali modalit\u00e0 convinceva la minore dell\u2019avvenuta commissione dei citati abusi\u201d. A far scattare l\u2019inchiesta alla fine dell\u2019estate del 2018, l\u2019anomala escalation di denunce da parte dei servizi sociali, che ipotizzavano abusi sessuali e violenze ai minori da parte dei genitori. Inchieste che, puntualmente, finivano nel nulla ma che hanno rappresentato i pezzi del puzzle di un\u2019altra storia. Nonostante le archiviazioni, infatti, i servizi sociali proseguivano con il percorso psicoterapeutico, attraverso falsi documentali redatti in complicit\u00e0 con alcuni psicologi. L\u2019iter era sempre uguale: al bambino di turno veniva diagnosticata una patologia post traumatica e cos\u00ec veniva preso in carico dalla onlus, con prestazioni psicoterapeutiche senza procedura d\u2019appalto. Gli affidatari &#8211; amici e conoscenti dei servizi sociali &#8211; venivano incaricati di accompagnare i bambini alle sedute e di pagare le fatture a proprio nome, ricevendo mensilmente rimborsi sotto una simulata causale di pagamento. Un giro d\u2019affari di centinaia di migliaia di euro tramite quello che per tutti rappresentava un modello istituzionale per la tutela dei minori abusati. Gli inquirenti \u00abparlano di \u201cintensi lavaggi del cervello\u201d durante le sedute di psicoterapia. L\u2019utilizzo di apparecchiature elettriche spacciate come strumenti per recuperare i ricordi delle \u201cbrutte cose\u201d commesse dai genitori attraverso l\u2019applicazione di alcuni elettrodi. Tecniche messe in pratica in prossimit\u00e0 delle testimonianze dei bambini davanti all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. E a volte era proprio la terapeuta a raccontare cosa i bambini avrebbero dovuto ricordare, evocando esperienze traumatiche come abusi sessuali da parte dei genitori. Il sindaco Carletti, secondo il gip, sarebbe stato \u201cpienamente consapevole della totale illiceit\u00e0 del sistema\u201d\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sei anni dopo, rileggendo quel primo articolo, mi sembra il copione di un film dell\u2019orrore. Ma come ogni film dell\u2019orrore, quando spuntano i titoli di coda ti ricordi che \u00e8 solo finzione. Questa volta, almeno a me, \u00e8 bastato aspettare 24 ore. Il giorno dopo gli arresti, infatti, le cose cambiano. La notizia dell\u2019elettroshock, riportata da tutti, indistintamente, viene smentita dalla stessa procura. Ma com\u2019\u00e8 possibile che tutti abbiano fatto lo stesso raccapricciante errore?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il collega di Bologna finalmente mi gira l\u2019ordinanza. Comincio a scorrere i capi d\u2019accusa. Sembrano assurdi. Non solo perch\u00e9 \u00e8 difficile immaginare gente disposta a fare quello che viene descritto, ma anche perch\u00e9 non si comprende nemmeno bene cosa significhi. Le accuse sono centinaia. Ma ogni passaggio, anzich\u00e9 chiarire qualcosa, lo complica. E in fondo all\u2019ordinanza leggo una frase scioccante: Claudio Foti, lo psicoterapeuta famoso, la star dell\u2019inchiesta, meritava i domiciliari in quanto \u00abtipico autore per convinzione\u00bb, come si evincerebbe dalla \u00absaccente presunzione, priva di qualsiasi deviazione dal dubbio incrollabile di essere dalla parte della ragione, con la quale commenta durissimamente l\u2019inchiesta giornalistica\u00bb \u201cVeleno\u201d, che aveva l\u2019aspirazione di riscrivere la storia dei \u201cdiavoli della Bassa Modenese\u201d. Una convinzione imperdonabile, per il giudice, nonostante siano stati ben 70 suoi colleghi, in diversi momenti, a stabilire la veridicit\u00e0 degli stupri denunciati da decine di bambini. E, dunque, il fatto di aderire ad una verit\u00e0 riconosciuta processualmente &#8211; criticabile, ma comunque definitiva &#8211; certificherebbe il curriculum criminale di Foti. Andava arrestato perch\u00e9 aveva un\u2019idea. Tanto basta per farmi ricredere.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La fabbrica dei mostri<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le redazioni esplodono. I titoli arrivano prima dei fatti. Hanno la forza di un verdetto, l\u2019immediatezza di un pugno in faccia. Dal 28 giugno 2019 i giornali spremono l\u2019ordinanza di custodia cautelare come un limone. Ogni riga interpretata, ogni frase gonfiata. Il processo? Non serve nemmeno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cFinti abusi e lavaggio del cervello per togliere i bambini ai genitori\u201d, scrive il <em>Corriere<\/em>. \u201cScariche elettriche sui bimbi\u201d, rincara il <em>Mattino<\/em>. Nessuna sentenza. Un\u2019indagine appena avviata. Ma la storia \u00e8 gi\u00e0 scritta, il copione gi\u00e0 distribuito. Bibbiano, piccolo paese emiliano, diventa una parola oscura, un sinonimo di orrore. I giornalisti inseguono notizie, audio, dettagli. Alimentano il fuoco. \u201cMostri malati di cupidigia\u201d, \u201cbimbi strappati alle famiglie\u201d, \u201cun affare da cinque miliardi\u201d. Nessun condizionale. Si parla al presente. Si accusa. Si condanna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi arrivano le televisioni. <em>Uno Mattina<\/em>. <em>La Vita in Diretta<\/em>. I talk serali. Scenografie appositamente studiate per evocare l\u2019angoscia. Il mostro, si lascia intendere, pu\u00f2 bussare alla porta di chiunque. Nei salotti tv spuntano sedicenti genitori vittime dei servizi. Nessuno chiede riscontri di quei racconti: sono strappalacrime e tanto basta. Le vittime di questi \u201cmostri\u201d sembrano migliaia. L\u2019inferno \u00e8 concentrato tutto l\u00ec, a Bibbiano. Nessuno ha dubbi. Le immagini scorrono: il municipio, le case famiglia, i volti sfocati degli operatori sociali. Il linguaggio \u00e8 netto, perfino crudele. Nessuno dubita, nessuno corregge. La macchina del fango corre. In questo clima, la verit\u00e0 non interessa. Conta il racconto. E il racconto vuole eroi e mostri. Bibbiano diventa un totem, un campo di battaglia ideologico. Le magliette con scritto \u201cParliamo di Bibbiano\u201d spuntano ovunque. Indossarle \u00e8 un atto di guerra. Gli hashtag popolano feroci la rete. Non c\u2019\u00e8 luogo in cui non si parli di Bibbiano. E i politici fiutano l\u2019aria. Il vicepremir Luigi Di Maio annuncia una commissione d\u2019inchiesta e attacca frontalmente: \u00abNoi col \u201cpartito di Bibbiano\u201d, il partito che toglie i bambini alle famiglie con l\u2019elettroshock allo scopo di venderli, non avremo mai a che fare\u00bb. Giorgia Meloni, leader dell\u2019unico partito di opposizione, promette: \u00abRipareremo noi i danni della sinistra\u00bb. E si fa immortalare sotto il cartello di Bibbiano: \u00abSiamo stati i primi ad arrivare e saremo gli ultimi ad andarcene\u00bb. L\u2019altro vicepremier, Matteo Salvini, chiede pene durissime. Le parole rimbalzano, si amplificano, diventano slogan. Perch\u00e9 le elezioni regionali sono alle porte e conquistare l\u2019Emilia Romagna significa espugnare la roccaforte rossa d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel giro di pochi giorni, un\u2019indagine diventa un caso morale. Poi mediatico. Poi politico. Ogni prudenza \u00e8 complicit\u00e0. Ogni invito a tacere, una confessione. Tutti parlano. Tutti sanno. Tutti sentenziano. Anche chi non c\u2019entra. Laura Pausini, sui social, scrive: \u00abSono senza parole, senza fiato, piena di rabbia nei miei pugni, mi sento incazzata fragile impotente\u2026 Questa notizia \u00e8 uno scandalo per il nostro Paese\u2026 Se avete un figlio pensate che improvvisamente una persona, della quale potreste anche fidarvi, fa un lavoro psicologico tanto grave da portarveli via. Come si rimedia adesso nella testa e nei cuori e nell\u2019anima di queste persone? Ma vogliamo fare qualcosa?\u00bb. Trentottomila like. Settemila commenti. Tutti indignati. Anche Nek scrive: \u00abPenso a mia figlia e alla possibilit\u00e0 che mi venga sottratta senza reali motivazioni solo per abuso di potere e interesse economico\u2026 Ci sono famiglie distrutte, vite rovinate per sempre. E non se ne parla. Ci vuole giustizia!\u00bb. Nessuno ne parla, urlano indignati. Ma sui giornali e in televisione non si parla d\u2019altro. E chi chiede cautela pare difendere i colpevoli. E allora anche Ornella Vanoni dice la sua: \u00ab\u00c8 mostruoso ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a Bibbiano. Questi bambini hanno perso l\u2019infanzia\u2026 Non sono pupazzi che si possono spostare da una famiglia all\u2019altra. Queste persone dovrebbero andare in galera senza processo\u00bb. Senza processo. \u00c8 esattamente quello che chiede l\u2019opinione pubblica. Un patibolo pronto in piazza. Nessuna attesa. Solo la gogna. A nessuno importa pi\u00f9 se quei bambini sono stati salvati o strappati. Se ci sono responsabilit\u00e0 o solo errori. Se l\u2019indagine \u00e8 fondata o no. E questo, in uno Stato di diritto, non dovrebbe essere possibile. Lo so, penso, sono parole che si dicono spesso. Trite e ritrite. Slogan, come quelli dei politici in piazza. Ma stavolta \u00e8 diverso. Stavolta persino i giornali pi\u00f9 prudenti, quelli che si dichiarano garantisti, attaccano. Nessuno difende la presunzione d\u2019innocenza. E mentre tutto intorno si muove a velocit\u00e0 vertiginosa, sento che sto per imboccare una strada stretta, scomoda. Forse senza uscita. Ma sento anche che \u00e8 l\u2019unica che posso prendere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il caporedattore mi fissa. \u00abQuindi? Ti sei fatta un\u2019idea?\u00bb<br>Annuisco. \u00abS\u00ec. Secondo me c\u2019\u00e8 qualcosa che non torna\u00bb<br>\u00abBene. Comincia a scriverlo\u00bb. Non so ancora che questo viaggio durer\u00e0 sei lunghi anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rileggo ancora una volta l\u2019ordinanza. Voglio essere certa. D\u2019altronde, non si tratta solo di un pezzo qualsiasi: sento che se sbaglio perder\u00f2 ogni credibilit\u00e0. Ma se ho ragione, rischio comunque. Perch\u00e9 questa storia sta gi\u00e0 diventando un caso politico. La rabbia cresce, alimentata da una narrazione che parla di un \u201csistema\u201d criminale radicato, di un\u2019intera rete di operatori sociali e politici che avrebbero lucrato sulla pelle dei bambini. Uno schema perfetto per il dibattito urlato: il male assoluto contrapposto al bene assoluto. Ma qualcosa non quadra. Il castello di accuse mi appare fragile. Molti capi d\u2019imputazione si reggono su deduzioni, interpretazioni, ipotesi che poggiano su presunzioni pi\u00f9 che su evidenze concrete. E alcuni elementi che hanno alimentato il clamore mediatico nelle carte nemmeno si trovano. Faccio delle ricerche. Il dispositivo usato durante le terapie, il \u201cmacchinario dei ricordi\u201d, non sarebbe altro che un comune apparecchio Emdr, una tecnica psicoterapeutica riconosciuta, che utilizza stimoli bilaterali per aiutare i pazienti a rielaborare traumi. Niente impulsi elettrici, niente shock, niente elettrodi. Solo vibrazioni leggere o movimenti oculari. L\u2019inchiesta giudiziaria, per\u00f2, ha gi\u00e0 fatto scattare le manette. I titoli dei giornali sono gi\u00e0 scolpiti nella pietra. E i bambini? Loro restano al centro del caso, ma la loro voce sembra svanire sotto il rumore assordante dello scontro politico e mediatico. Comincio a scrivere, consapevole che il mio sar\u00e0 un racconto controcorrente. So che qualcuno non gradir\u00e0. So che verr\u00f2 accusata di voler difendere i colpevoli. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Voglio solo capire, raccontare ci\u00f2 che le carte dicono davvero, al netto delle suggestioni e delle letture ideologiche. Perch\u00e9 la verit\u00e0, spesso, sussurra. Il contrario di quanto avviene nei talk show, che alimentano il dibattito con ospiti urlanti e risse verbali. I toni si fanno sempre pi\u00f9 accusatori. Bibbiano diventa il simbolo di ogni malfunzionamento dello Stato, di ogni abuso del potere, di ogni devianza possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMusco, il Riesame si \u00e8 pronunciato su Foti, chi vogliamo sentire su questa storia?\u00bb I colleghi degli altri quotidiani tirano fuori ogni giorno una storia, un orrore sempre nuovo. Ma il mio compito \u00e8 diverso. Proviamo con il protagonista, Claudio Foti. O meglio, il suo avvocato. Si chiama <a href=\"http:\/\/kritica.it\/en\/tag\/girolamo-andrea-coffari\/\">Girolamo Andrea Coffari<\/a>. Il telefono squilla. Dalla parte opposta del telefono, la voce di Coffari \u00e8 pronta a difendere con fermezza un uomo che \u00e8 stato ridotto, suo malgrado, a simbolo di un\u2019ingiustizia che il sistema giudiziario rischia di amplificare a dismisura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Claudio Foti, mi dice, non avrebbe manipolato nessuna minore. Non l\u2019avrebbe convinta di aver sub\u00ecto abusi che, in realt\u00e0, non ci sarebbero stati. E lo dicono anche i giudici dopo aver guardato i nastri di 15 sedute di psicoterapia, che dimostrerebbero l\u2019inconsistenza di teorie sul lavaggio del cervello. I domiciliari, dunque, non servono. Dietro l\u2019indagine \u201cAngeli e Demoni\u201d, dice Coffari, ci sono \u00aberrori grossolani\u00bb e polveroni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante la posizione di Foti sia marginale, forse per la sua fama o forse per via di quei vecchi casi raccontati dall\u2019inchiesta giornalistica di Pablo Trincia, dal titolo \u201cVeleno\u201d &#8211; \u00abuna mera tesi giornalistica contestata anche dall\u2019Associazione nazionale magistrati\u00bb, dice Coffari -, Foti \u00e8 diventato il centro di tutto. \u00c8 la vittima predesignata dell\u2019ennesimo processo mediatico, sfogatoio di una rabbia sociale, cieca e superficiale. Sono due le accuse mosse allo psicoterapeuta. La pi\u00f9 grave \u00e8 quella di frode processuale, per aver \u00abalterato lo stato psicologico ed emotivo di una minore\u00bb. Una ragazza usata come \u00abcavia\u00bb, dicono le accuse, nell\u2019ambito di un corso di formazione, con una psicoterapia dalle modalit\u00e0 \u00absuggestive e suggerenti\u00bb, che l\u2019avrebbero convinta di cose mai avvenute: di aver sub\u00ecto abusi dal padre. E poi un concorso in abuso d\u2019ufficio, perch\u00e9 il servizio di psicoterapia dell\u2019Unione Comune della Val d\u2019Enza \u00e8 finito in mano, in via esclusiva, alla sua onlus, senza alcun bando pubblico. I giudici del Riesame, quelli che valutano la legittimit\u00e0 e il merito dei provvedimenti cautelari emessi dal giudice, spiegano che sull\u2019accusa pi\u00f9 infamante non sussistono i gravi indizi di colpevolezza. Rimane solo l\u2019abuso d\u2019ufficio. Che, dice Coffari, \u00ab\u00e8 una sciocchezza\u00bb: si contesta ad un privato cittadino di non aver controllato \u00abse l\u2019amministrazione pubblica abbia osservato le regole amministrative\u00bb. Ma la cosa pi\u00f9 assurda, per Coffari, \u00e8 quell\u2019accusa che vorrebbe Foti come un demiurgo di ricordi ossessionato dalle violenze sessuali come ragione di ogni disagio. A sostegno della tesi dell\u2019accusa ci sarebbero \u00abdue pagine di sommarie informazioni rilasciate dalla ragazza che ha effettuato con lui la psicoterapia, che non dicono granch\u00e9 &#8211; dice l\u2019avvocato &#8211; e, soprattutto, un\u2019intercettazione ambientale del 2018\u00bb. Si tratta di frasi estrapolate da una seduta, nella quale Foti parte dal presupposto della violenza subita e da l\u00ec fa delle domande alla giovane. Come se volesse indottrinarla, ipotizza l\u2019accusa. Ma quella non era la prima seduta per i due, bens\u00ec la ventesima, ognuna documentata da una registrazione. Le sedute precedenti \u00abnon si possono ignorare &#8211; dice Coffari -. Noi abbiamo avuto la fortuna di trovare le videoregistrazioni delle prime 15 sedute, nelle quali si vede la giovane parlare spontaneamente di queste ipotesi di violenza\u00bb. Foti si sarebbe cos\u00ec limitato a ripetere le stesse parole usate in precedenza dalla ragazza, nel tentativo, sostiene la difesa, di approfondire i suoi ricordi e ricollegarli ad un malessere grave da lei stessa lamentato. Per la pm la sua presenza al centro di una sala, con altri psicoterapeuti ad ascoltarla nascosti da un vetro, sarebbe stata una sorta di esperimento da laboratorio e lei un oggetto da vivisezionare. Il contesto \u00e8 un corso di formazione per psicoterapeuti bandito dall\u2019Asl, con lo scopo di qualificare una equipe di esperti in traumi, attraverso \u00abil trattamento di un caso specifico\u00bb. Una \u00abprassi in tutta la psicologia clinica sistemico- relazionale dell\u2019occidente\u00bb, dice Coffari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foti diventa il modello ideale di un orrore da buttare subito sul palcoscenico, senza garanzie, senza contraddittorio. Le carte lo descrivono come un uomo dalla personalit\u00e0 \u00abbrutale, violenta e impositiva\u00bb, arrivando ad ipotizzare maltrattamenti sulla moglie, la ex compagna e i figli. \u00abQuesto sulla base di una telefonata in cui litiga con la moglie, anche lei psicologa che tratta maltrattamenti e abusi all\u2019infanzia da una vita\u00bb. Insomma, anzich\u00e9 urlarsi parolacce, i due si danno dei \u201cmaltrattanti\u201d. \u00abE questo basta\u00bb. Perch\u00e9 a carico di Foti non c\u2019\u00e8 alcuna denuncia per maltrattamenti. E allora com\u2019\u00e8 diventato il mostro di Bibbiano? \u00abFa comodo, in un periodo in cui si cercano ghigliottine, teste da ghigliottinare\u00bb, dice Coffari durante la nostra prima telefonata. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 \u00abun clima da un prefascismo, un senso di rabbia che si deve sfogare istintivamente su dei capri espiatori\u00bb. L\u2019indagine, conclude Coffari, magari non \u00e8 tutta da buttare. Ma gli errori, afferma, non si possono ignorare. Come quando si parla di elettroshock, \u00abmentre si ha a che fare con un macchinario acquistabile su Amazon, usato normalmente dagli psicologi\u00bb. O dell\u2019Emdr, approccio psicoterapico riconosciuto dall\u2019organizzazione mondiale della sanit\u00e0, \u00abtrattato come una specie di sabba delle streghe\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMi metterebbe in contatto con Foti?\u00bb, gli chiedo.<br>\u00abCerto. Le giro il suo contatto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 22 luglio 2019 compongo il numero dello psicoterapeuta \u00ababusologo\u00bb, cos\u00ec lo chiamano tutti. Il telefono squilla. \u00c8 un\u2019altra giornata tesa, dall\u2019altro lato della cornetta c\u2019\u00e8 un uomo che ha vissuto giorni che pochi potrebbero immaginare, e che nonostante tutto, non sembra voler abbassare la guardia. Quando mi risponde, la sua voce \u00e8 un po\u2019 roca, come se avesse passato ore a parlare con se stesso, cercando un senso in mezzo al caos che lo ha travolto. \u00abBuon pomeriggio dottore, la disturbo?\u00bb. Scopro che ha appena sentito al Tg una notizia che lo riguarda. \u00abDicono che sono indagato per maltrattamenti su mia moglie\u00bb, spiega confuso. \u00c8 la telefonata di cui parlava Coffari, quella che il gip utilizza nell\u2019ordinanza per descrivere la personalit\u00e0 dello psicoterapeuta. Mi sembra di vederlo scuotere la testa. \u00c8 chiaro che sta tentando di mantenere un contegno, di mostrarsi saldo. Scoprir\u00f2 solo molto dopo che la mia telefonata \u00e8 la prima che riceve dopo quel servizio, che l\u2019ha costretto a gettarsi a terra, in preda ad una crisi di pianto, facendo attenzione a non farsi sentire dai figli in un\u2019altra stanza. Non sa nulla di me, ma almeno non sono tra quelli che gli hanno dato addosso. Sono l\u2019unica, mi dice. Respinge le accuse e si dice certo di dimostrare la sua innocenza. Con la storia degli affidi non c\u2019entra nulla, giura, mentre quelle con la moglie erano le liti di una coppia in via di separazione. <a href=\"https:\/\/www.ildubbio.news\/interviste\/foti-non-sono-un-mostro-ho-solo-cercato-di-riavvicinare-i-ragazzi-alle-loro-madri-gdnzegu4\">E la verit\u00e0, secondo Foti, \u00e8 una sola<\/a>: \u00abHo costruito la mia rispettabilit\u00e0 con 30 anni di carriera. Ma a qualcuno, forse, non sta bene. E questa nuova indagine \u00e8 forse la risposta alla mia scarcerazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nadia Bolognini, la moglie di Foti, anche lei indagata, parlando con un\u2019amica, si lamentava del fatto che Foti trattasse male lei e i bambini. \u00abParlava di un episodio in cui avevo rotto dei piatti. Ci stiamo separando, con qualche conflittualit\u00e0, e lo facciamo usando termini diversi dagli insulti, ma pi\u00f9 vicini al nostro mondo. Ma questa lite \u00e8 stata spettacolarizzata. Si usa tutto, anche un normale conflitto coniugale, per distruggermi. Conosco mia moglie, sono sicuro che tutto questo finir\u00e0 nel nulla\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli atti sui presunti maltrattamenti da Reggio Emilia vengono spediti a Torino. \u00c8 quella la procura competente visto che i due risiedono in Piemonte. Ma possibile che si indaghi cos\u00ec, senza una denuncia della parte offesa? \u00abNadia stessa ammette pacificamente che entrambi abbiamo fatto degli errori nella nostra storia. Io mi sento attaccato\u00bb. La vede come una risposta al fatto che per i giudici del Riesame non ha manipolato la mente della sua paziente. \u00abNon c\u2019\u00e8 manipolazione alcuna\u00bb, scandisce con forza. \u00abLa madre stessa, che alla pm ora dice che la figlia stava benissimo, nella prima seduta con me aveva parlato di un triplice abuso e aveva descritto in modo estremamente preciso le sofferenze che la ragazza provava prima della psicoterapia, sofferenze che io ho cercato di curare. Le registrazioni dimostrano anche i miglioramenti, seduta dopo seduta. Con quei nastri ho dimostrato che non c\u2019\u00e8 stata alcuna manipolazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E la frode processuale? \u00abIo non ho mai sentito parlare di alcun processo e in quelle registrazioni non c\u2019\u00e8 un solo accenno a procedimenti civili o penali. Io lavoro sul paziente e sui suoi problemi. E non sono mai stato chiamato a testimoniare da qualche parte. Non ci sono elementi di prova: gli investigatori si sono basati su un\u2019unica seduta registrata nel 2018 ed \u00e8 chiaro il metodo di lavoro si desume dal complesso della terapia. Io ho lavorato sul materiale che mi hanno portato la madre e la paziente. I video sono stati un colpo di fortuna per me\u00bb. Eppure, nonostante anche il Riesame abbia negato la gravit\u00e0 indiziaria, l\u2019opinione pubblica \u00e8 ancora contro Foti. \u00abPerch\u00e9 c\u2019\u00e8 molta confusione\u00bb, dice. Impossibile dargli torto. \u00abSono accusato, nel processo mediatico, di aver organizzato un giro di affidamenti retribuiti. Ma io non mi occupo di affidi. Mi imputano qualcosa che non appartiene al mio ruolo. E non potevo incidere in quelle scelte, perch\u00e9 non competono a me e non me ne viene in tasca nulla\u00bb. Ma tutti credono proprio questo: che Foti vendesse bambini in giro per l\u2019Italia inventando abusi e orribili storie. Perch\u00e9 tutto questo odio preventivo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMolti di coloro che mi hanno espresso odio, minacce di morte, cose terribili, vogliono bene ai bambini e sono indignati, giustamente, nei confronti della violenza sui pi\u00f9 deboli. Ma hanno un piccolo problema: hanno gi\u00e0 fatto il processo e si \u00e8 concluso con la condanna a morte. Io dico a queste persone che il processo non si \u00e8 ancora celebrato e dimostreremo che abbiamo curato correttamente dei bambini sessualmente abusati, su cui c\u2019era una diagnosi di trauma sessuale precedente all\u2019inizio della terapia\u00bb. Una diagnosi fatta da psicologi, assistenti sociali ed educatori che avevano gi\u00e0 raccolto tanti elementi. \u00abUna diagnosi di trauma sessuale non nasce dal fatto che uno \u00e8 fissato con l\u2019abuso e costruisce su un sintomo isolato una diagnosi. Questa \u00e8 una bufala &#8211; insiste -. Le diagnosi da cui le terapie sono partite sono una raccolta di tantissimi elementi, tra cui le dichiarazioni dei bambini, i sintomi delle loro sofferenze, le loro confidenze non solo agli assistenti sociali ma anche, a seconda dei casi, all\u2019insegnante, ai familiari, al genitore affidatario. Dichiarazioni credibili, coerenti e ripetute\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 che alla gente non piace l\u2019idea che i bambini vengano allontanati da casa. Anche quando la casa \u00e8 pi\u00f9 simile ad un inferno che ad un luogo d\u2019amore. Preferisce non vedere, non sapere. \u00abIo lavoro spesso e volentieri mettendo madre e figlia insieme &#8211; spiega Foti -. Sono estreme e penosissime le occasioni in cui consiglio di stravolgere il nucleo familiare, la pi\u00f9 straordinaria risorsa formativa. L\u2019allontanamento \u00e8 una situazione estrema\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 anche un\u2019altra accusa, il concorso in abuso d\u2019ufficio. Un\u2019accusa stranissima, considerando che si tratta di un privato. \u00abDa 30 anni, con il centro studio, lavoriamo con l\u2019ente pubblico e non ci siamo mai occupati di come lo stesso definisse le modalit\u00e0 di affidamento. Diamo per scontato che lo faccia seguendo le regole. Si parla di ingenti somme guadagnate tramite questi incarichi: si tratta di 135 euro a seduta che \u00e8 la cifra che io, che ho 30 anni di esperienza, prendo a Torino, senza alcuno spostamento. In questo dovevo andare a Reggio Emilia, per 600 euro massimo a giornata, per due giornate al mese. Beh, in altre zone d\u2019Italia mi pagano il doppio o il triplo e ci mettono anche il rimborso spese\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda su \u201cVeleno\u201d la devo fare. Anche se ogni volta che pronuncio quella parola sento un morso allo stomaco. Non riesco mai a capire perch\u00e9. C\u2019entra qualcosa con la storia dei Diavoli della Bassa? \u00abCon quella storia io non c\u2019entro nulla, non ero presente in quella vicenda 20 anni fa. L\u2019unica contestazione \u00e8 che ho fatto una lettera aperta, firmata da 410 persone, contro quella ricostruzione. Non credo si possa contestare la libert\u00e0 di pensiero. E devo dire che quell\u2019inchiesta non rende giustizia alle vittime, che continuano ad essere fedeli e coerenti alle dichiarazioni che allora vennero prese sul serio dai giudici e in base a cui, con tre gradi di giudizio, si arriv\u00f2 ad una sentenza di condanna. C\u2019\u00e8 un comitato di vittime, di cui Trincia non si \u00e8 occupato, e continuano a ricordare i traumi subiti. Vittime che non hanno mai chiesto notizie dei loro genitori naturali e non sono andati ai loro funerali\u00bb. E allora mi chiedo: com\u2019\u00e8 possibile, ancora oggi, ignorare chi ha sofferto davvero? E com\u2019\u00e8 possibile, in nome di una storia pi\u00f9 accattivante, mettere a tacere ogni dubbio? Questo, col giornalismo, non ha nulla a che vedere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attacco. Ma questa storia produce notizie come una fucina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci mancava solo Matteo Salvini, in effetti. \u00abNon avr\u00f2 pace fino a che l\u2019ultimo bambino sottratto ingiustamente alle famiglie non torner\u00e0 a casa da mamma e pap\u00e0\u00bb. Il ministro dell\u2019Interno parla dal sagrato del municipio di Bibbiano. Non legge, non guarda appunti. Arringa. \u00c8 fine luglio, l\u2019inchiesta \u201cAngeli e Demoni\u201d \u00e8 appena agli inizi, ma lui parla gi\u00e0 di resa dei conti. \u00abDa pap\u00e0, prima che da ministro\u00bb, specifica. E promette una commissione d\u2019inchiesta entro agosto. \u00abNon mi interessa associare una schifezza come questa a questo o quel partito, perch\u00e9 qua c\u2019\u00e8 da salvare dei bambini. Mi auguro che tutti i partiti prendano le distanze. Quindi non vengo qui per attaccare Renzi o Zingaretti\u00bb, dice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La giornata del ministro inizia con un incontro riservato. Alcuni genitori gli chiedono di riabbracciare i figli. Lui li ascolta. Promette. Anche se i numeri dell\u2019inchiesta sono contenuti \u2013 otto casi, sei bambini gi\u00e0 rientrati nelle famiglie prima dell\u2019inchiesta per decisione del Tribunale dei Minori \u2013 Salvini allarga il campo. Parla dell\u2019intero sistema affidi in Emilia-Romagna. \u00abSolo negli ultimi anni sono 10mila i bambini portati via ai genitori in Emilia Romagna\u00bb, denuncia. \u00c8 un numero enorme, difficile da verificare. Ma colpisce. E nessuno, in quel momento, gli chiede fonti. \u00abAndremo fino in fondo\u00bb, ribadisce. In piazza la folla acclama. Alcuni urlano. Chiedono giustizia. Qualcuno chiede \u00abil taglio della pensione per queste persone\u00bb. Salvini non frena. Asseconda. \u00abIl posto giusto per certa gente \u00e8 la galera\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La reazione del Partito democratico arriva rapida, anche se come sempre tiepida: nessuno ha ancora dato solidariet\u00e0 ad Andrea Carletti, quel sindaco che ha avuto la sfortuna di essere tesserato del Pd. Veronica De Micheli, vicesegretaria, parla di \u00abuna passerella di dubbio gusto\u00bb. Ma Salvini \u00e8 categorico. \u00abDovrebbero parlare con quelle mamme e quei pap\u00e0 a cui sono stati rubati bambini con false perizie ed elettroshock\u00bb. Ancora l\u2019elettroshock. Nonostante le smentite degli inquirenti, questa fake news viene ripetuta senza esitazioni. \u00abIo spero che su questo la politica si unisca. Non so se c\u2019\u00e8 un sistema, so che mi arrivano segnalazioni di abusi da diverse parti d\u2019Italia\u00bb, dice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vuole occuparsene lui, direttamente. Lo dice con enfasi, guardando in camera. Promette di \u00abrivedere personalmente tutte le pratiche\u00bb. Poi, il discorso prende una piega diversa. Salvini si sofferma su un\u2019ossessione ricorrente. \u00abMi domando perch\u00e9 quando gli assistenti sociali visitano un campo rom non tolgono loro i bambini\u00bb, rincara. \u00abSono implacabili con chi non riesce a pagare le bollette, mentre con chi educa i bambini a rubare non fanno niente. Perch\u00e9 i tribunali dei minori non vanno a salvare quei bimbi?\u00bb. \u00c8 un\u2019accusa agghiacciante. Generalizzante. Un problema che, dice, affronter\u00e0 \u00abpi\u00f9 avanti\u00bb. Ora la priorit\u00e0 \u00e8 un\u2019altra: cambiare il sistema degli affidi. \u00abQuando si sbaglia sulla pelle dei bambini si deve pagare il doppio\u00bb. E, infine: \u00abIn un Paese civile, prima di portare via un bimbo da casa le devi avere provate tutte\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ultime parole restano sospese. Pronunciate con forza, ma svuotate dal rumore che le ha precedute. Dalla consapevolezza che nemmeno lui, che pure arriva a Bibbiano come un supereroe, sappia di cosa sta parlando. Il discorso \u00e8 finito. La folla applaude. La macchina della politica \u00e8 gi\u00e0 ripartita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla scalinata del Municipio tante piccole scarpe, a simboleggiare i bambini che non ci sono pi\u00f9. Un colpo d\u2019occhio retorico disgustoso, che stordisce e inganna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pochi giorni dopo un altro tassello lo aggiunge il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: la squadra speciale affidi. Sembra il titolo di un film, va a capire se una commedia o un poliziesco. Fatto sta che sembra fiction. La prima riunione \u00e8 prevista il 31 luglio 2019. Sedici membri, con l\u2019obiettivo di vigilare sull\u2019applicazione delle leggi sull\u2019affidamento dei minori, sulla loro collocazione in case famiglia, nel rispetto \u00abdel preminente diritto del minore a crescere e ad essere educato nel proprio nucleo familiare ed a mantenere con esso continuit\u00e0 affettiva\u00bb. La task force dovr\u00e0 creare una banca dati nazionale sui procedimenti minorili, con particolare attenzione ai ricoveri in istituti di assistenza. Che poco c\u2019entra con Bibbiano: l\u00ec gli affidi erano familiari. Ma \u00e8 la prova che nessuno sa davvero di cosa si sta parlando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ognuno vuole dire la sua. Le elezioni in Emilia Romagna, d\u2019altronde, si avvicinano. Salvini coglie di nuovo la palla al balzo e organizza una conferenza stampa alla Camera. Mi ci fiondo. \u00abPerch\u00e9 i Tribunali dei minori non vanno nei campi rom?\u00bb, ripete come un mantra il leghista al fianco di Alessandra Locatelli, ministro per la Disabilit\u00e0 e la Famiglia. I due hanno appena firmato un protocollo d\u2019intesa, un impegno condiviso per la tutela dei minori. Vogliono rivedere il sistema degli affidi, con l\u2019obiettivo di ridurli al minimo indispensabile. Un sistema in crisi, messo a nudo, dice, non solo dal caso Bibbiano, ma dalle molte segnalazioni giunte al Dipartimento per le politiche della famiglia. \u00abIl mio impegno \u00e8 quello di tutelare per prime le famiglie, i minori, i pi\u00f9 fragili\u00bb, aggiunge Locatelli. \u00abNel tentativo di fare questo, ho fatto delle audizioni e ascoltato persone che hanno voce in capitolo sui temi che riguardano la tutela dei minori\u00bb. Tutti hanno portato proposte che ora si raccolgono in un documento destinato al ministro Bonafede, con l\u2019ipotesi di una riforma urgente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIo penso che portare via un bambino a mamma e pap\u00e0 debba essere l\u2019ultima delle ultime scelte\u00bb, dice Salvini. \u00abSolo in caso di violenze evidenti, o di condizioni economiche che impediscono una vita tranquilla. Non credo che ci siano 50mila casi di questo tipo\u00bb. Infatti non ci sono. Nemmeno sulla carta. E proprio Bibbiano, secondo lui, dimostra che \u00abquel sistema qualcosa non funzionava. Perch\u00e9, a denuncia archiviata, non \u00e8 seguito il ritorno a casa del bambino strappato alla famiglia\u00bb. Come se bastasse questo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel caso di cronaca diventa cos\u00ec lo spunto per \u00abrivedere l\u2019intero sistema del diritto di famiglia\u00bb, con l\u2019idea di introdurre anche il reato di alienazione parentale, una pericolosa fandonia antiscientifica. \u00abUtilizzare i bambini come mezzo di ricatto per risolvere conflitti degli adulti \u00e8 indegno di un paese civile\u00bb, <a href=\"https:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/580519\/conferenza-stampa-del-ministri-dellinterno-matteo-salvini-e-del-ministo-per-la?qt-blocco_interventi=0\">sottolinea Salvini<\/a>. Cio\u00e8: le madri usano i bambini. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra questione: la povert\u00e0, spesso motivo per cui i bambini vengono tolti alle famiglie, insiste il ministro diventato all\u2019improvviso sociologo. \u00abSe la povert\u00e0 riguarda una persona con un lavoro fisso da vent\u2019anni, come ho visto nel caso di una donna a Bibbiano, allora mi domando che concetto di povert\u00e0 si possa applicare ai campi rom\u00bb, insiste il ministro. Una vera e propria ossessione. \u00abTutto dipende dall\u2019uomo o dalla donna che applica la norma, dalla coscienza degli assistenti sociali e dai giudici dei minori che decidono\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna salvare le famiglie naturali, salvarle sempre, a prescindere da tutto. A prescindere dal bambino. Me ne vado da l\u00ec con la convinzione, ancora pi\u00f9 forte, che questa storia distrugger\u00e0 tutto il mondo della tutela. E che nessuno, nemmeno per sbaglio, abbia capito di cosa si stia parlando.<\/p>\n\n\n<ol class=\"wp-block-footnotes\"><li id=\"a52d6784-bee6-435f-9a83-090e1b40a343\">Oggi \u00e8 il direttore del Dubbio <a href=\"#a52d6784-bee6-435f-9a83-090e1b40a343-link\" aria-label=\"Jump to footnote reference 1\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><\/ol>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The Bibbiano judicial affair and the media affair have, for years, been entirely separate. 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