{"id":10707,"date":"2025-12-22T18:11:50","date_gmt":"2025-12-22T18:11:50","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=10707"},"modified":"2026-01-04T11:29:33","modified_gmt":"2026-01-04T11:29:33","slug":"repubblica-matteo-pucciarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/tutti-gli-articoli\/repubblica-matteo-pucciarelli\/","title":{"rendered":"Republic, journalists and the need for conflict. Dialogue with Matteo Pucciarelli."},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">A pochissime settimane di distanza dal 50esimo anniversario di nascita del quotidiano La Repubblica \u2013 che esord\u00ec nelle edicole il 14 gennaio 1976 \u2013 il destino di quello che a lungo tempo \u00e8 stato il punto di riferimento principale di un blocco di sinistra (di estrazione largamente borghese o imborghesita) ampio e variegato si preannuncia triste e inquietante. La testata, acquisita dalla holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann nel 2020 insieme all&#8217;intero Gruppo GEDI di cui facevano parte anche La Stampa, Il Secolo XIX, L&#8217;Espresso, una quindicina di testate locali oltre a Limes, National Geographic, MicroMega e tre importanti radio nazionali \u2013 Radio Capital, Radio DeeJay e m2o \u2013 rischia concretamente di passare nelle mani del gruppo greco Antenna, guidato dall&#8217;imprenditore Theodore Kyriakou. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi \u00e8 Kyriakou <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erede di una famiglia di armatori attivi nel settore del trasporto commerciale e petrolifero, uomo di destra e amico personale di Trump, Kyriakou controlla un discreto impero televisivo e di pay-tv in Europa, che comprende il principale canale TV privato greco (ANT1), ma non ha mai posseduto testate cartacee. Il gruppo Antenna ha gi\u00e0 reso noto di non essere interessato a conservare la propriet\u00e0 de La Stampa. Il quotidiano torinese andr\u00e0 perci\u00f2 venduto separatamente. Impossessandosi di Repubblica, la holding greco-saudita (Kyriakou \u00e8 in affari con un fondo gestito dallo sceicco Bin Salman) entrerebbe per la prima volta nel mercato della carta stampata. Ma la paura dei giornalisti delle testate al centro dell&#8217;operazione e delle trattative \u2013 i primi incontri risalgono all&#8217;estate scorsa, e l&#8217;ipotesi \u00e8 che l&#8217;acquisizione venga conclusa nei primissimi mesi del 2026, dopo che l&#8217;offerta concorrente mossa dall&#8217;imprenditore italiano Leonardo Del Vecchio \u00e8 stata rifiutata da Exor \u2013 \u00e8 che l&#8217;inesperienza dell&#8217;imprenditore nella carta stampata, oltre alla scarsa\/nulla redditivit\u00e0 del settore in questo momento storico e ai <em>rumour<\/em> che lo vorrebbero interessato soprattutto a impossessarsi delle frequenze radiofoniche, possano portare alla fattuale dismissione del quotidiano romano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il deputato di Fratelli d&#8217;Italia Federico Mollicone, presidente della VII Commissione Cultura della Camera, ha di recente garantito una audizione a breve presso la Commissione stessa, in cui ascoltare tanto la propriet\u00e0 quanto i sindacati interni delle testate. Al momento per\u00f2 l&#8217;audizione non \u00e8 stata ancora calendarizzata. La redazione di Repubblica, gi\u00e0 in sciopero per il rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti il 28 novembre scorso insieme ai giornalisti di tante altre testate, ha proclamato lo stato d&#8217;agitazione permanente, in conflitto con la propriet\u00e0 e la sua sostanziale indifferenza nei confronti del futuro dei suoi <em>asset<\/em> e dei lavoratori. In due diverse assemblee durante il mese di dicembre ha proclamato un pacchetto di 5 giorni di sciopero. Attualmente, l&#8217;unico giorno effettivo di sciopero \u00e8 stato il 12 dicembre, quando i lavoratori di Repubblica sono scesi in piazza con la CGIL, trovando spazio anche dai palchi per denunciare la loro situazione. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il canto del cigno?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;annuncio della possibile dismissione di Repubblica \u00e8 stato accolto con relativa freddezza dall&#8217;opinione pubblica. Il quotidiano fondato da Scalfari, che nei suoi momenti d&#8217;oro vendeva oltre 600mila copie, gi\u00e0 da tempo aveva perso il suo appeal presso il pubblico della sinistra borghese al quale si \u00e8 sempre rivolto. Un pubblico che, cos\u00ec come tutti gli altri, ha gradualmente abbandonato in modo definitivo l&#8217;acquisto della stampa cartacea e non ha mai sostituito la fedelt\u00e0 ai quotidiani con una pratica informativa altrettanto solida. Come ben sappiamo, il mondo dell&#8217;informazione negli ultimi vent&#8217;anni si \u00e8 sgretolato. Repubblica oggi vende non pi\u00f9 di 60\/80 mila copie cartacee giornaliere, e arriva alle 140 mila al massimo con le vendite medie digitali, come rilevano diversi istituti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma insieme all&#8217;abbandono concreto da parte dei lettori, quello che \u00e8 cambiato attorno a Repubblica e attorno al mondo della stampa progressista \u00e8 il sentimento diffuso. Specialmente negli ultimi due anni di genocidio su Gaza, le posizioni smaccatamente filo-israeliane del direttore Maurizio Molinari \u2013 uomo degli Elkann che lo vollero dal giorno stesso dell&#8217;acquisizione \u2013 hanno portato decine se non centinaia di migliaia di ex lettori storici a una distanza e una contrariet\u00e0 profonde nei confronti della testata, sancita simbolicamente anche dalla rottura del rapporto lavorativo con un collaboratore storico, <a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/palestine\/chronicles-from-gaza\/popolo-meraviglioso-gaza-genocidio-civilta\/\">Raffaele Oriani<\/a>, che scrisse dopo poco un efficacissimo pamphlet di denuncia della &#8220;scorta mediatica&#8221; al genocidio che tanta parte della stampa occidentale, Repubblica compresa, aveva rappresentato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di tutto questo, nei giorni scorsi Kritica ha parlato con il redattore e membro del Comitato di Redazione di Repubblica Matteo Pucciarelli. Fra i pi\u00f9 giovani lavoratori nell&#8217;organico del giornale, in quanto esponente del sindacato interno Pucciarelli si \u00e8 molto esposto, negli ultimi due anni, per provare a marcare una distanza fra le posizioni politico-sindacali dei giornalisti e quelle della direzione. Una distanza che l&#8217;opinione pubblica, come dimostra anche il recente assalto alla redazione della Stampa a Torino, rivolto contro le postazioni di lavoro dei giornalisti e non contro l&#8217;ufficio della direzione o tanto meno della propriet\u00e0, non sembra percepire. Una mancata percezione che pone numerosi interrogativi, dalle possibili risposte tutt&#8217;altro che scontate.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Ricostruiamo sinteticamente gli eventi che hanno portato al vostro attuale stato di agitazione permanente. Come siete arrivati fin qui?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia in realt\u00e0 parte da abbastanza lontano, quando cinque anni e mezzo fa i figli dell\u2019ingegner Carlo De Benedetti, che avevano ricevuto in eredit\u00e0 dal padre il gruppo editoriale \u00abL\u2019Espresso\u00bb, decidono di venderlo. Viene venduto a John Elkann, quindi alla famiglia Agnelli, la famiglia della Fiat. E gi\u00e0 quello \u00e8 stato per&nbsp;<em>Republic<\/em>&nbsp;uno shock, perch\u00e9 storicamente&nbsp;<em>Republic<\/em>&nbsp;nasce come giornale che voleva parlare al mondo della sinistra largamente intesa: da quella post-movimentista dell\u2019epoca a quella socialista, fino alla sinistra democristiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa fisionomia \u00e8 durata per tutti questi 45 anni. Ma quando uno dei pi\u00f9 grandi gruppi del capitalismo italiano ne acquisisce la propriet\u00e0, \u00e8 chiaro che c&#8217;\u00e8 un cambiamento in corso, ed \u00e8 traumatico. John Elkann ha licenziato la persona il direttore in carica, Carlo Verdelli, il giorno stesso in cui ha acquisito formalmente la propriet\u00e0 del gruppo \u2013 <em>e lo stesso giorno in cui Verdelli riceveva minacce esplicite di morte, ndr<\/em> \u2013: non ha aspettato neanche un giorno. Verdelli era direttore da un anno, ma aveva un po\u2019 riportato&nbsp;<em>Republic<\/em>&nbsp;nel vecchio solco di un giornale molto di sinistra. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi cinque anni e mezzo dopo l&#8217;acquisizione sono stati difficili. Ci \u00e8 apparso subito chiaro che l\u2019obiettivo dell\u2019editore non era quello di rilanciare il gruppo, renderlo pi\u00f9 internazionale, pi\u00f9 forte, pi\u00f9 solido, ma quello di smantellarlo. <\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Avete capito dall\u2019inizio che fosse quello l\u2019obiettivo?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono passati pochi mesi e si \u00e8 cominciato a cedere testate locali molto importanti per il gruppo, come il&nbsp;<em>Tirreno<\/em>, la&nbsp;<em>Gazzetta di Reggio<\/em>, la&nbsp;<em>Nuova Ferrara<\/em>&nbsp;e poi, soprattutto,&nbsp;<em>L\u2019Espresso<\/em>.<br><em>L\u2019Espresso<\/em>&nbsp;che prima dava il nome all\u2019intero gruppo. Da l\u00ec \u00e8 stato un \u201cvia uno, via l\u2019altro\u201d:&nbsp;<em>MicroMega<\/em>&nbsp;chiusa, i giornali veneti ceduti, il quotidiano dei locali veneti,&nbsp;<em>Il Secolo XIX<\/em>&nbsp;ceduto. Alla fine siamo rimasti solo con i due principali giornali, le radio e basta.<br>L\u2019operazione di smantellamento \u00e8 stata chiara, evidente, e si conclude ora, con la cessione di&nbsp;<em>Republic<\/em>&nbsp;e de&nbsp;<em>The Press<\/em>, tra l\u2019altro non allo stesso editore: \u00e8 gi\u00e0 stato detto ai colleghi de&nbsp;<em>The Press<\/em>&nbsp;che il loro giornale forse verr\u00e0 preso dal greco per poi essere ceduto, oppure proveranno a cederlo subito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il senso di tutta questa operazione, dopo cinque anni, dal punto di vista editoriale \u2013 penso soprattutto alla direzione Molinari \u2013 \u00e8 stato il tentativo di cambiare proprio il DNA del giornale.<br>E anche dal punto di vista manageriale ed editoriale abbiamo vissuto una continua commistione con accadimenti che prima per noi erano inconcepibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora la vicenda si conclude con la cessione a un editore greco, straniero, legato al centrodestra del suo paese, con amicizie internazionali come Trump, e che ha nel suo pacchetto di interessi anche un fondo condiviso con Bin Salman.<br>Chiaramente tutto questo non pu\u00f2 che preoccupare non solo chi lavora a&nbsp;<em>Republic<\/em>, ma \u2013 io penso \u2013 tutti quelli che hanno a cuore il pluralismo e la democrazia in un paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se pensiamo all\u2019Italia, dove la Rai \u00e8 praticamente occupata militarmente da questa maggioranza, Mediaset \u00e8 di centrodestra da sempre, il&nbsp;<em>Corriere della Sera<\/em>&nbsp;\u00e8 un giornale filogovernativo, borghese, che ha sempre fatto quello e continuer\u00e0 a fare quello \u2013 dando spazio a voci diverse, ma con un\u2019impostazione molto moderata \u2013 l\u2019unico polo con un po\u2019 di forza di opposizione era, con tutti i limiti e le difficolt\u00e0 del caso, il gruppo Gedi.<br>Se anche il gruppo Gedi finisce nelle mani di mondi conservatori, di destra, comunque non progressisti, questo diventa un problema per tutto l\u2019ecosistema informativo.<br>\u00c8 questo che, secondo me, dovrebbe preoccupare, al di l\u00e0 della vertenza legata ai posti di lavoro, alle questioni retributive \u2013 che poi vedremo \u2013 ma c\u2019\u00e8 un tema pi\u00f9 ampio: se l\u2019informazione \u00e8 solo da una parte, \u00e8 chiaro che il gioco \u00e8 falsato.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">L\u2019obiezione che molti fanno \u00e8 che, di fatto, gi\u00e0 con il gruppo Gedi era difficile dare ai giornali \u2013 tanto a&nbsp;<em>The Press<\/em>&nbsp;quanto a&nbsp;<em>Republic<\/em>&nbsp;\u2013 un connotato propriamente di sinistra, o anche solo progressista.<br>E in gran parte, questo \u00e8 vero: c\u2019\u00e8 stato uno spostamento, tu stesso lo dicevi, soprattutto con la direzione Molinari, sfacciatamente non solo verso destra, ma verso posizioni quasi <em>neocon<\/em>, in particolare sulla politica internazionale, ma non solo. Ma questo spostamento non \u00e8 avvenuto senza che voi lavoratori opponeste alcuna reazione, giusto? Il senso comune vuole cos\u00ec, ma quanto corrisponde ai fatti? Forse c\u2019\u00e8 stata in realt\u00e0 una risposta \u2013 che \u00e8 lecito ritenere inadeguata \u2013 ma \u00e8 importante capire chi vi ha sostenuto, se avete avuto un appoggio sindacale, di che tipo, come vi siete organizzati, come avete risposto a tutto questo e che conseguenze ha avuto, nell\u2019immediato e in questi cinque anni.<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diciamo che cinque anni e mezzo fa, chi ne aveva la possibilit\u00e0 ha dato subito <em>forfait<\/em>.<br>Penso, ad esempio, a Lucia Annunziata, che era la creatrice dell\u2019<em>Huffington Post<\/em>: nel momento in cui Elkann acquisisce la propriet\u00e0, lei si dimette e se ne va, ed \u00e8 stata una grande perdita per il gruppo. Penso a Gad Lerner, che ha fatto la stessa cosa, e altri ancora.<br>Stiamo parlando di grandi nomi, persone con altre possibilit\u00e0, altre alternative, altre capacit\u00e0 di ricollocamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi oggi siamo 315 giornalisti a&nbsp;<em>Republic<\/em>. Le persone che hanno la possibilit\u00e0 e la capacit\u00e0 di ricollocarsi immediatamente sul mercato, forse saranno due o tre, considerata anche la fase che sta vivendo il mondo dell\u2019editoria. Ecco, questo per esempio \u00e8 importante che si capisca: l\u2019editoria, per come l\u2019abbiamo conosciuta, \u00e8 un mondo che sta crollando. Sta crollando per vari fattori.<br>Io penso soprattutto allo strapotere dei social media, sia dal punto di vista della raccolta pubblicitaria sia della capacit\u00e0 di penetrazione nel condividere informazioni \u201cgratuitamente\u201d \u2013 noi pensiamo che tutto questo sia gratis, ma in realt\u00e0 con la nostra presenza sui social alimentiamo quel sistema. Tutto questo ha eroso il mercato classico dei media.<br>Con tutti i difetti che aveva, quel sistema aveva una struttura molto pi\u00f9 seria del modo di informarci che abbiamo oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi un influencer fa il lavoro del giornalista senza essere un giornalista; il problema non \u00e8 il \u201ctitolo\u201d, ma il non avere quelle regole deontologiche che un giornalista dovrebbe avere. Se parliamo, per esempio, del caso Gaza\u2013Palestina\u2013Israele: la notizia di Israele che ingaggia degli influencer e li porta a vedere gli aiuti abbandonati dando la colpa all\u2019Onu.<br>Al di l\u00e0 dell\u2019ignobilt\u00e0 dell\u2019operazione, questo dovrebbe farci comprendere che oggi conviene pi\u00f9 ingaggiare degli influencer \u2013 che non hanno alcun tipo di regola deontologica \u2013 che portarci dei giornalisti.<br>S\u00ec, magari qualche giornalista lo porti, ma \u00e8 pi\u00f9 facile prendere degli influencer, perch\u00e9 \u00e8 un \u201cpacchetto incluso\u201d: ti pago per farmi pubblicit\u00e0, ma chi sta dall\u2019altra parte non capisce che quella non \u00e8 informazione. Sono influencer nel vero senso del termine: devono influenzare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi stiamo dentro questa incredibile crisi di sistema.<br>Dentro questa crisi c\u2019eravamo e ci siamo noi, che abbiamo lavorato per tanti anni in un giornale di sinistra moderata \u2013 per come sono fatto io, anche troppo \u2013 ma dove per tanti anni c\u2019\u00e8 comunque stato diritto di cittadinanza anche per firme e persone che esprimevano una visione del mondo pi\u00f9 radicale.<br>Per me era bellissimo la mattina aprire il giornale e trovare, ad esempio, un editoriale di Luciano Gallino. Poi \u00e8 morto, d\u2019accordo, ma per dire che dentro quel prodotto editoriale potevi trovare una variet\u00e0 di voci, anche radicali, che avevano una capacit\u00e0 di influenza e di dibattito a sinistra molto importante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi anni questa capacit\u00e0 \u00e8 venuta un po\u2019 meno.<br>La redazione l\u2019ha vissuta come ha potuto, cercando di fare sempre il proprio lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per\u00f2 dobbiamo avere in mente una cosa che chi non sta dentro i giornali spesso non sa: i giornali sono monarchie assolute. Il contratto nazionale dice che il direttore \u00e8 padrone della vita e della morte di tutto ci\u00f2 che va sul giornale. Tutto il lavoro che puoi fare passa attraverso riunioni, discussioni, arrabbiature, ma l\u2019ultima parola non \u00e8 tua.<br>Quindi la cosa pi\u00f9 forte che il sindacato interno ha provato a fare, e ha fatto, \u00e8 stata sfiduciare il direttore.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Una scelta abbastanza anomala nel mondo editoriale.<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una cosa molto rara, \u00e8 l\u2019atto pi\u00f9 forte che puoi mettere in campo.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">E cos\u2019\u00e8 che vi ha portato alla sfiducia?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 stata una concatenazione di fattori.<br>Nel caso specifico, il fatto gravissimo \u2013 mai visto prima \u2013 \u00e8 stato questo: a&nbsp;<em>Republic<\/em>, siccome c\u2019era un articolo di&nbsp;<em>Affari &amp; Finanza<\/em>&nbsp;che parlava di interessi legati all\u2019editore, e c\u2019era un inciso che non piaceva al direttore in quanto secondo lui non del tutto in linea con quello che avrebbe voluto l\u2019editore, il direttore ha deciso, a giornale gi\u00e0 stampato, di mandare al macero 100 mila copie per fare questa modifica. A parte il costo spropositato, \u00e8 stata proprio la goccia che ha fatto traboccare il vaso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019erano state varie questioni che, nel corso degli anni, ci avevano pi\u00f9 volte fatto intravedere questo esito. Era una miccia pronta, bastava poco per farla esplodere.<br>Di sicuro la copertura del conflitto in Palestina \u00e8 stata un tema che ha fatto spesso discutere, cos\u00ec come il modo in cui venivano trattati i temi legati agli interessi dell\u2019editore.<br>Ricordo, ad esempio, un incontro con esponenti del mercato delle armi presentato sul sito come se i produttori di armi fossero benefattori dell\u2019umanit\u00e0.<br>Ci sono stati vari episodi, varie questioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricorderete i \u201clanzichenecchi\u201d di Alain Elkann; o quell\u2019articolo contro i ragazzi che protestavano nelle universit\u00e0 per la Palestina, che era in realt\u00e0 un pezzo di 15 anni prima, firmato da una persona morta da tre anni. Pesantissimi svarioni giornalistici.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/597731990_10237662801936839_3980946411791639411_n-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10711\" style=\"aspect-ratio:1.501534019130121;width:399px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Pucciarelli dal palco dello sciopero del 12 dicembre 2025<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">E avete avuto modo di portare il vostro dissenso all\u2019interno della vita redazionale, pur in questa condizione?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io ricordo innumerevoli riunioni sia con il direttore precedente che con l\u2019azienda su questi temi.<br>Abbiamo organizzato assemblee in cui provavamo a tenere insieme due piani: quello sindacale e quello editoriale. Sul piano editoriale il sindacato non ha grande voce in capitolo, su quello sindacale s\u00ec. Abbiamo provato a portare nel campo sindacale anche il tema editoriale, dicendo: se voi cambiate DNA al giornale, i lettori se ne vanno.<br>E se i lettori se ne vanno, il conto chi lo paga?<br>Lo paga chi ci lavora. Lo dicevano i numeri, e infatti \u00e8 andata cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo tentato di dimostrare che il problema editoriale di identit\u00e0 del giornale, oltre a creare imbarazzo a chi ci lavora, stava erodendo il nostro lettorato classico.<br>Ed \u00e8 l\u2019esito finale di tutta questa vicenda.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Quindi non siete stati minimamente ascoltati.<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assolutamente no.<br>Quando fai una sfiducia, devi sapere che non \u00e8 vincolante. Un editore intelligente, di fronte a una redazione che sfiducia un direttore, non pu\u00f2 far altro che prenderne atto.<br>Nel caso specifico ci sono voluti 4\u20135 mesi, poi l\u2019editore ha compreso che la situazione non era pi\u00f9 governabile.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Quindi Molinari \u00e8 stato allontanato dall\u2019editore?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stata chiaramente una scelta dell\u2019editore. Anche qui: il direttore \u00e8 il re, l\u2019editore \u00e8 un po\u2019 l\u2019imperatore, in questa gerarchia molto ferrea.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Secondo te, con la nuova direzione \u00e8 cambiato qualcosa?<br>Siete davvero pi\u00f9 liberi di seguire una linea meno \u201cdi destra\u201d, per dirla con una formula, rispetto a quella precedente, oppure \u00e8 lo stesso percorso?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto bisogna dire che Molinari non aveva, nella sua storia professionale \u2013 di livello, per carit\u00e0 \u2013 alcun legame con&nbsp;<em>Republic<\/em>&nbsp;o con il mondo&nbsp;<em>Repubblica\u2013Espresso<\/em>. In questo senso la scelta era stata sbagliata sin dall\u2019inizio. L\u2019attuale direttore, invece, a&nbsp;<em>Republic<\/em>&nbsp;aveva lavorato 15 anni, prima di fare altre scelte di carriera. Quindi \u00e8 arrivata una persona che aveva pi\u00f9 coscienza dell\u2019identit\u00e0 e della storia del giornale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla questione Israele\u2013Palestina il cambiamento \u00e8 stato praticamente immediato, dal giorno dopo: c\u2019\u00e8 una lettura dei fatti sicuramente non schierata come prima.<br>Per esempio, non si sono pi\u00f9 visti editoriali di Bernard-Henri L\u00e9vy, che sul nostro giornale scriveva cose anche molto violente rispetto al conflitto in corso; un suprematista ebraico, diciamolo cos\u00ec, che non si \u00e8 pi\u00f9 letto. Da quel punto di vista, i cambiamenti si sono visti.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">E i vostri lettori li hanno notati? Ve lo hanno comunicato? Che rapporto c\u2019\u00e8 in questo momento con i lettori? Esiste ancora un rapporto? Forse non \u00e8 banale neanche chiedersi se esiste, e la cosa non riguarda solo&nbsp;<em>Republic<\/em>.<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta c\u2019erano le lettere: anni fa si spedivano le lettere ai giornali, c\u2019era un rapporto pi\u00f9 forte.<br>Adesso le occasioni di incontro sono le fiere del libro, Torino, Roma. Di sicuro c\u2019\u00e8 stato un riavvicinamento di un pezzo di lettorato. Il problema \u00e8 che, a volte, certe cose sono difficili da recuperare. La nostra paura, in questo periodo, \u00e8 che si fossero superati talmente tanti step che non dovevano essere superati, da rendere poi difficilissimo tornare indietro.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Nel nuovo assetto che potrebbe prendere il giornale \u2013 che, come dicevi, separer\u00e0 i destini de&nbsp;<em>The Press<\/em>&nbsp;da quelli di&nbsp;<em>Republic<\/em>&nbsp;\u2013 voi temete comunque un rischio concreto per i vostri posti di lavoro, giusto? Non tutti i lavoratori necessariamente conserveranno il posto.<br>Questo rischio, secondo te, come lo potete scongiurare? Negli anni precedenti c\u2019era gi\u00e0 stato un assottigliamento della forza lavoro?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, c\u2019\u00e8 stato un assottigliamento. Diciamo che questo processo va avanti da 15 anni, e accomuna tutti i giornali, italiani e internazionali. Il discorso che facevamo prima sulla crisi del settore \u00e8 ineludibile: non ci sono pi\u00f9 n\u00e9 il numero di giornalisti di prima, n\u00e9 le retribuzioni di prima.<br>Questo \u00e8 un dato di fatto che non riguarda solo&nbsp;<em>Republic<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso del tempo, come hanno fatto praticamente tutti, si \u00e8 proceduto con i prepensionamenti che, ricordiamolo, sono pagati dallo Stato. Gli editori hanno cos\u00ec una sorta di finanziamento indiretto: ti liberi dei giornalisti con le buste paga pi\u00f9 sostanziose, ne licenzi due e poi sei tenuto ad assumerne uno. \u00c8 un grande vantaggio per gli editori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per\u00f2 qual \u00e8 il risultato? Risparmi dei soldi, ma i giornali perdono esperienza e qualit\u00e0.<br>Ovviamente ci sono meno persone, quindi segui peggio le cose. E con una nuova generazione: quando entri in un giornale da giovane non hai lo stesso peso, la stessa autonomia, la stessa capacit\u00e0 di dire no di chi ha alle spalle una lunga storia giornalistica \u2013 alcuni, anche politica \u2013 pi\u00f9 connotata. I risultati sono quelli che vediamo: giornali dove si fa pi\u00f9 fatica a seguire bene e a raccontare bene gli avvenimenti.<br>\u00c8 un po\u2019 un gatto che si morde la coda: meno qualit\u00e0, meno lettori; meno lettori, meno investimenti; meno investimenti, meno qualit\u00e0, e avanti cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da un punto di vista dei numeri, <em>Republic<\/em>&nbsp;aveva, fino a qualche anno fa \u2013 vent\u2019anni fa, direi \u2013 circa 450 giornalisti, oltre a un numero molto maggiore di collaboratori. Oggi siamo 300\u2013315, qualcosa del genere. Sappiamo benissimo che gli editori \u2013 sia l\u2019attuale, sia probabilmente quello che verr\u00e0 \u2013 pensano che questi non siano numeri sostenibili. Quindi, in qualche modo, magari attraverso altri prepensionamenti, scivoli, incentivi alle uscite per chi vuole andare via, l\u2019idea sar\u00e0 quella di alleggerire ancora.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">E questo fa parte chiaramente delle preoccupazioni che vi hanno portato alla giornata di sciopero e allo stato di agitazione permanente.<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo. Ma la preoccupazione maggiore, che al momento non \u00e8 messa nero su bianco da nessuno \u2013 questo lo voglio dire \u2013 \u00e8 che possano chiudere delle redazioni locali. Per quanto ci riguarda, sono un presidio fondamentale in quei territori e sono anche ci\u00f2 che ha fatto un po\u2019 la ricchezza di&nbsp;<em>Republic<\/em>&nbsp;come giornale nazionale. Al momento <em>Republic<\/em>&nbsp;ha nove redazioni locali.<br>Parto dal Sud: Palermo, Bari, Napoli, la cronaca locale di Roma, Firenze, Genova, Torino, Milano, e basta. Sono le pagine locali del giornale nazionale, giustamente realizzate dai giornalisti delle redazioni locali, che vivono l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finora sono uscite sulle agenzie dichiarazioni di Exor in cui si dice che il pluralismo verr\u00e0 garantito, l\u2019identit\u00e0 della testata non sar\u00e0 modificata, che ci sono piani di sviluppo, addirittura di nuove assunzioni. Ma chi \u00e8 disposto a fidarsi sulla parola di note diramate da un ufficio stampa? Nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nuovo editore ha canali televisivi in Grecia, in altri paesi dell\u2019Est Europa, radio, e cos\u00ec via.<br>Fa questo lavoro, ma ha anche altri interessi legati al mondo marittimo e finanziario.<br>Trovare \u201ceditori puri\u201d ormai, nel mondo, \u00e8 abbastanza difficile, proprio perch\u00e9 \u00e8 un settore non pi\u00f9 redditizio come una volta. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E purtroppo questa perdita di redditivit\u00e0 comporta anche una perdita di libert\u00e0 per chi fa questi prodotti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se fai qualcosa che \u00e8 sostenibile economicamente, la tua capacit\u00e0 negoziale \u2013 sia in termini contrattuali, sia editoriali \u2013 \u00e8 molto pi\u00f9 alta.<br>Se quel prodotto \u00e8 in perdita, devi solo ringraziare che ti pagano uno stipendio: puoi anche metterti a discutere di linea editoriale, ma i tuoi colleghi ti diranno \u201cfatti i fatti tuoi, non rompere, stiamo buoni e zitti, se no finiamo in mezzo a una strada\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Quindi, per te, \u00e8 normale che per un lavoratore la preoccupazione per il proprio posto di lavoro sovrasti, in un certo senso, quella legata all\u2019etica del proprio lavoro? Lo consideri normale? Perch\u00e9 alcuni ti potrebbero rispondere di no.<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dipende dalla sensibilit\u00e0 delle persone. Per come sono fatto io, \u00e8 chiaro che la premessa \u00e8 questa: il giornalista \u00e8 un lavoratore. \u00c8 un lavoratore salariato, sotto diverse forme: puoi avere un contratto a tempo indeterminato, determinato, puoi essere un collaboratore.<br>La sostanza \u00e8 che presti un lavoro a qualcuno che ti paga per quel lavoro.<br>Questa \u00e8 la premessa da non dimenticare, perch\u00e9 le persone pensano che i giornalisti chiss\u00e0 cosa siano, come se fossero diversi dagli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopodich\u00e9, \u00e8 un lavoro che implica il rispetto di norme deontologiche e, io penso, anche un rispetto della propria dignit\u00e0 professionale.<br>Ognuno la intende a modo suo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io penso che avere paura di perdere il proprio lavoro sia pi\u00f9 che normale, ovvio, umano.<br>Non condanno chi prova questo sentimento.<br>Per\u00f2 penso che, allo stesso tempo, oltre alla paura, sia necessario continuare a ritenerci professionisti e cittadini, che fanno comunque sentire la propria voce e possono dire, finch\u00e9 ne hanno la possibilit\u00e0 e lo spazio, \u201cio a questo non ci sto\u201d, \u201cquesto non lo faccio\u201d, \u201cio dissento\u201d.<br>Di questo non bisogna avere paura.<br>Si pu\u00f2 aver paura di perdere il posto di lavoro, s\u00ec.<br>Non si deve aver paura di esporsi o far sentire la propria voce: prima di essere lavoratori siamo cittadini, e il lavoro che hai \u00e8 anche un diritto di cui stai usufruendo, ed \u00e8 giusto usufruirne fino in fondo.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Quello che stiamo vivendo tutti, in questo momento, \u00e8 il fatto che il nostro lavoro \u00e8 al centro di una temperie epocale che ci vede direttamente implicati anche da un punto di vista di coscienza.<br>Siamo quelli che possono o meno raccontare e far capire quello che sta succedendo in un preciso luogo del mondo \u2013 oggi Gaza, ma in generale la Palestina \u2013 e quello che succede altrove, perch\u00e9 Gaza \u00e8 un po\u2019 il centro di un cambiamento mondiale. <br>C\u2019\u00e8 una forte attenzione sulle nostre scelte di professionisti e di esseri umani, com\u2019\u00e8 giusto che sia.<br>Ma quello che forse tante persone non ricordano pi\u00f9 o non sanno \u00e8 che i margini di libert\u00e0 all\u2019interno di una rivista o di un giornale sono molto ristretti, perch\u00e9 non stiamo parlando di organi democratici, ma di strutture in cui la gerarchia del potere \u00e8 molto forte, molto verticale. L\u00ec \u2013 parlo anche per esperienza personale \u2013 per esprimere dissenso e agire secondo coscienza rimane solo la rottura netta: non ci sono tanti compromessi possibili. E questo fa parte del problema; forse \u00e8 anche una delle ragioni per cui il giornalismo \u00e8 in crisi, perch\u00e9 questa verticalit\u00e0 non risponde davvero alle esigenze etiche di questo mestiere. Sono interrogativi interessanti da porsi. <br>Quello che mi interessa capire \u00e8 quanto i lettori e, in generale, le persone che gravitano attorno al vostro lavoro vi abbiano lasciato soli oppure, invece, stiano compartecipando a questo momento di crisi.<br>Perch\u00e9 senza il lettore viene a mancare una funzione fondamentale del giornalismo: se manca quella parte, l\u2019equilibrio si sposta completamente a favore di chi ha in mano i soldi.<br>Che cosa pensi di questo?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono due piani: quello delle persone in carne e ossa e quello dei social.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano delle persone in carne e ossa: allo sciopero generale della Cgil siamo andati come redazione. Ognuno era libero di andare o meno, ma eravamo in tanti in piazza.<br>La Cgil ci ha messo a disposizione, in tutte le citt\u00e0 dove abbiamo una redazione, un palco per intervenire, e ci siamo andati con grande gioia.<br>In quelle piazze abbiamo ritrovato una connessione con un mondo che si era un po\u2019 persa, e anche una certa solidariet\u00e0, un certo attaccamento, persino una certa sorpresa nel vederci l\u00ec: \u201ccosa ci fate qui? Ma allora siete anche voi dei lavoratori. Siete reali, e siete anche dei lavoratori come noi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato bello e, dal punto di vista editoriale, dovrebbe farci riflettere: si \u00e8 aperto un solco di distanza con un mondo che in parte era nostro.<br>Ne abbiamo parlato in assemblea: \u00e8 stato qualcosa di bello ed emozionante, perch\u00e9 abbiamo visto che tante persone hanno capito che c\u2019\u00e8 bisogno di provare a tutelare quello spazio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sui social, invece, \u00e8 una sfida impari: sei tempestato di insulti, sei additato come il colpevole di tutti i problemi. Penso che una grande parte di quei commenti sia politicamente orientata da centrali organizzate: lo vedi dagli account che ti scrivono. C\u2019\u00e8 una guerra social in corso, \u00e8 palese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per\u00f2 devo dire che anche da sinistra, da persone politicamente consapevoli e impegnate, la solidariet\u00e0 un po\u2019 manca, perch\u00e9 comunque vieni visto come un privilegiato, come complice di linee editoriali sbagliate, di articoli scritti male.<br>Figurati, penso che ogni giornalista di&nbsp;<em>Republic<\/em>, ogni giorno, avrebbe da ridire su dieci cose che pubblichiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 ormai, in generale, una difficolt\u00e0 a comprendere la complessit\u00e0 delle cose.<br>E non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 complesso del funzionamento di un giornale, figuriamoci in un contesto ancora pi\u00f9 complesso rispetto al passato: un\u2019editoria che cala a picco, editori \u201cimpuri\u201d che ti acquistano solo per fare i loro interessi.<br>Noi siamo stretti fra due morse, e provare a far capire alle persone, dall\u2019esterno, cose che oggettivamente sono difficili da comprendere \u00e8 complicato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte mi piacerebbe che chi ci legge o ci ascolta provasse a pensare che magari ha di fronte una persona in buona fede, che ci mette la testa e che comunque campa del proprio lavoro. Perch\u00e9 di questo stiamo parlando.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Probabilmente, anche il fatto che la famigerata linea editoriale sia cambiata cos\u00ec tanto senza esplicitare questo cambiamento ha contribuito allo scollamento?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, perch\u00e9 formalmente sei ancora un giornale di centrosinistra: nessuno ha mai detto \u201cquesto non \u00e8 pi\u00f9 un giornale di centrosinistra\u201d, \u00e8 sempre stato detto il contrario. Ma un lettore medio capisce che c\u2019\u00e8 uno smottamento, cos\u00ec come lo capivamo noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro tema che per me \u00e8 stato da molla, e mi ha spinto a candidarmi nel sindacato interno e a fare questa battaglia \u00e8 stato quello della guerra e della pace. Vedere che improvvisamente, anche sul nostro giornale, chiunque parlasse di pace veniva additato come una specie di criminale filorusso, mi feriva e addolorava, perch\u00e9 significava non ascoltare e non rispettare un sentire che \u00e8 il sentire storico di quella che dovrebbe essere la sinistra. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta solo di Russia\u2013Ucraina, Israele\u2013Palestina: il tema \u00e8 la pace, le lotte non violente, tutto quel mondo che ci mette la faccia per stare nei luoghi dei conflitti e spiegare perch\u00e9 la guerra \u00e8 comunque sbagliata.<br>Questo \u00e8 mancato completamente per molto tempo, e penso che anche i lettori se ne siano accorti.<br>Quella voce non c\u2019era pi\u00f9, e anzi veniva bollata come \u201cintelligenza col nemico\u201d qualsiasi pensiero laterale, che in realt\u00e0 non doveva essere laterale: doveva essere il pensiero di un giornale progressista, o almeno avere pari dignit\u00e0 rispetto a chi ti dice \u201cdobbiamo comprare pi\u00f9 armi, riarmarci, perch\u00e9 il mondo \u00e8 cos\u00ec\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Quando la linea editoriale di un giornale cambia, i giornalisti hanno una possibilit\u00e0 \u2013 garantita pi\u00f9 sulla carta che non nella vita reale, perch\u00e9 va rimessa comunque alle decisioni dei giudici \u2013 di dimettersi con effetto immediato per \u201cbuona causa\u201d, ricevendo anche un certo numero di mensilit\u00e0 di stipendio in cambio di questo allontanamento. <br>Ma si tratta di una misura che ti tutela molto poco in un mercato come quello che tu descrivevi, ovvero un mercato in cui al 99 per cento non trover\u00f2 un altro posto dove andare a lavorare. Quindi forse \u00e8 vero che la vera grande questione \u00e8 proprio l\u2019economia del giornalismo in questo momento, che rende tutti molto pi\u00f9 vulnerabili e ricattabili, cos\u00ec come in tanti altri posti di lavoro. In questo non c\u2019\u00e8 una grande differenza fra i giornalisti e tutti gli altri lavoratori. <br>Quello che \u00e8 diverso \u00e8 la delicatezza del materiale che maneggiamo in un momento cos\u00ec complicato: di fronte alle guerre, ai genocidi, a tutto quello che succede, \u00e8 chiaro che i giornalisti vengono percepiti come un avamposto che pu\u00f2 condizionare la differenza tra il bene e il male, tra il vero e il falso. Le persone lo sentono cos\u00ec.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Voi come state recependo il fatto che alcuni, quasi, sembrano aver gi\u00e0 cantato l\u2019ultima canzone per voi, avervi gi\u00e0 salutato mentre siete ancora nel pieno della battaglia? Questa cosa non vi d\u00e0 forza, immagino, nel momento in cui state cercando di portare avanti i vostri diritti.<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se dovessi basarmi sui commenti sui social, mi sentirei gi\u00e0 sconfitto.<br>Dopodich\u00e9, vedere la disponibilit\u00e0 della Cgil, vedere forze politiche che hanno compreso \u2013 magari non al 100% in questi anni, ma ora s\u00ec \u2013 mi fa pensare che ci siano spazi per continuare a fare questo lavoro. Non di \u201ccontropotere\u201d \u2013 il sindacato non pu\u00f2 fare contropotere editoriale \u2013 ma di far capire all\u2019esterno che \u00e8 tutto meno bianco e nero di quanto si creda.<br>Sono fiducioso che riusciremo comunque a far sentire la nostra voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa bella di questo passaggio \u00e8 che persone del giornale, pi\u00f9 persone rispetto al passato, hanno trovato la forza di esporsi e di dire le cose chiaramente. Non limitandosi alle nostre discussioni interne \u2013 sacre e fondamentali \u2013 ma esternando disagio e insofferenza, che negli anni scorsi, anche sul piano personale, sono state molto faticose. Perch\u00e9 ti senti un po\u2019 in gabbia, chiaramente.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Pur essendo un giornalista esperto, sei comunque molto giovane. L\u2019et\u00e0 media dei lavoratori si \u00e8 abbassata in redazione, dopo i prepensionamenti?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;et\u00e0 media \u00e8 alta. Su 315 che siamo, gli under 40 non sono pi\u00f9 di 15 persone.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Quindi non c\u2019\u00e8 stato alcun ricambio generazionale.<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un tema generazionale legato al fatto che la maggior parte dell&#8217;organico \u00e8 composto da persone assunte quando i giornali tiravano, quando c\u2019erano le cosiddette \u201cvacche grasse\u201d. Una persona entrata 30 anni fa, che oggi ne ha 60, \u00e8 entrata in un determinato giornale, con una determinata sensibilit\u00e0. <em>Republic<\/em>&nbsp;\u00e8 uno di quei luoghi di lavoro dove arrivi raramente per caso: ci vuoi andare, lavori per arrivarci, perch\u00e9 credi in quel prodotto \u2013 se vuoi, anche in maniera un po\u2019 ingenua. Ritrovarsi dopo anni con questi stravolgimenti non \u00e8 stato banale.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Comunque non eravate abituati al conflitto: \u00e8 stata un po\u2019 la novit\u00e0 degli ultimissimi anni.<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non cos\u00ec forte.&nbsp;<em>Republic<\/em>&nbsp;nasce come giornale in cui editore e direttore erano Scalfari, poi con il principe Caracciolo e altri. Era un giornale dove i giornalisti si sentivano parte del mondo dell\u2019editore. Poi \u00e8 arrivato De Benedetti, e l\u00ec \u00e8 cambiato qualcosa: Scalfari e Caracciolo vendono le loro quote, e l\u2019editore a tutto tondo diventa De Benedetti.<br>Dopodich\u00e9, De Benedetti \u00e8 stato \u2013 ed \u00e8 \u2013 un imprenditore criticabilissimo, ma di sinistra, un editore di sinistra che ti teneva un po\u2019 al riparo, da questo punto di vista. <br><br>Ricordo diversi anni fa \u2013 <em>nel 2005, ndr<\/em> \u2013 quando usc\u00ec la notizia che De Benedetti poteva entrare in un fondo insieme a Berlusconi. Successe l\u2019ira di Dio: assemblee, minacce di sciopero, e De Benedetti usc\u00ec dall\u2019affare. Non era un accordo diretto tra loro due, ma una cosa in cui si ritrovavano insieme. \u00c8 interessante vedere il rispetto che l\u2019editore aveva per il prodotto giornalistico e i suoi giornalisti, al punto da recedere da quell\u2019investimento. Erano altri anni.<br>In questi anni, Elkann non ci ha mai incontrati. Noi l&#8217;abbiamo chiesto pi\u00f9 volte, ma non si \u00e8 mai degnato. Questo, secondo me, \u00e8 importante da sapere: prima c\u2019era un certo tipo di rapporto, oggi no.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Molinari e poi Orfeo hanno fatto \u2013 come da dovere contrattuale \u2013 una presentazione della propria linea editoriale quando si sono insediati? Voi l\u00ec avevate capito subito che cambiava qualcosa o non c\u2019\u00e8 stata chiarezza?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c&#8217;\u00e8 stata alcuna chiarezza, Molinari \u00e8 arrivato facendo professioni di progressismo. Ma alle sue parole non ho creduto neanche per un attimo. Arriva un direttore portato dall\u2019editore, dopo aver cacciato in malo modo il direttore precedente.<br>\u00c8 un direttore che ha una storia professionale magari di livello ma che non \u00e8 la tua e che \u00e8 molto vicino &#8220;alla famiglia&#8221;, negli Stati Uniti da corrispondente della Stampa aveva un ufficio messo a disposizione dalla Fiat. Era un chiaro commissariamento di Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quando fu cacciato Verdelli, avete espresso dissenso e solidariet\u00e0 con l&#8217;ex direttore?<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, scioperammo il giorno stesso. Io all\u2019epoca non ero nel sindacato, ma ricordo che facemmo un\u2019assemblea e decidemmo tutti di scioperare immediatamente. Quando sei debole come redazione \u2013 e sei debole perch\u00e9 il prodotto \u00e8 in perdita \u2013 capisci che lo sciopero ha un peso relativo: l\u2019editore ti dice \u201csciopera pure\u201d. Ci perde dei soldi, ma tanto li perde comunque.<br>Questo non aiuta, in generale.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Vorrei chiederti come hai vissuto l&#8217;assalto ai locali della Stampa di qualche settimana fa. Sappiamo che il governo ha subito approfittato dell&#8217;episodio per calcare ancora di pi\u00f9 la mano repressiva, come gli piace fare, e sgomberare il centro sociale Askatasuna. Da quel punto di vista, la solidariet\u00e0 rispetto alla repressione che stanno subendo \u00e8 totale: durante lo sgombero hanno chiuso le scuole accanto, hanno creato un clima di militarizzazione. <\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Ma quell&#8217;atto violento nei confronti dei giornalisti ha fatto emergere che per tante persone anche nel campo antifascista non c&#8217;\u00e8 alcuna distinzione tra attaccare il marchio, attaccare il padrone e attaccare i lavoratori: \u00e8 stata operata una corrispondenza totale fra questi elementi. Che ne pensi?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi \u00e8 sembrato un atto politicamente stupido. Quando fai un\u2019azione politica, la fai perch\u00e9 immagini di ottenere qualcosa. In questo caso non ho capito quale fosse l\u2019obiettivo e quale il risultato. Nessuno, anzi: totalmente controproducente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aggiungo che quell\u2019atto \u00e8 avvenuto in un giorno di sciopero: i giornalisti non c\u2019erano perch\u00e9 erano in sciopero per il rinnovo del contratto. Anche i simboli contano, in politica e nelle azioni che fai: se entri con la forza in una redazione vuota, perch\u00e9 le persone stanno scioperando, lo trovo di un\u2019immaturit\u00e0 politica enorme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi scrivemmo un comunicato molto chiaro, in cui ci domandavamo \u2013 e io continuo a domandarmi \u2013 come sia stato possibile che siano stati completamente lasciati liberi di fare quello che hanno fatto. E questo rimane un punto di domanda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, poi Piantedosi ha rimosso il questore, per\u00f2 si fa presto cos\u00ec: pagano sempre i capri espiatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pagano sempre quelli che stanno in mezzo. <br>Detto ci\u00f2, penso che quest\u2019azione sia servita oggi a permettere al governo di fare serenamente quello che voleva fare da tempo, e che sta facendo da tempo: reprimere tutti gli spazi di dissenso, anche radicale, che possono non essere i miei, oppure s\u00ec, ma non \u00e8 quello il punto. Il punto \u00e8 che, come al solito, assistiamo a queste prove di forza sempre nella stessa direzione: reprimere il dissenso.<br>E parliamo di un governo che, se c\u2019\u00e8 un trafficante di esseri umani, lo prende e lo rimanda a casa col volo di Stato; ma poi, di fronte a centri sociali, ambientalisti, operai che picchettano o occupano una strada, mostra il volto duro della legge e della legalit\u00e0.<br>\u00c8 una vergogna. \u00c8 una vergogna.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come interpreti questa sorta di <em>requiem<\/em> precoce che vi si sta creando attorno, anche da parte di altri giornalisti pi\u00f9 interessanti a cantarvi il canto d&#8217;addio che non a esprimere solidariet\u00e0 nei vostri confronti?<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Penso che sia, da una parte, un tic della nostra professione: i bellissimi tempi del passato sono sempre quelli di chi parla. Chi \u00e8 andato in pensione molto spesso, per ovvie ragioni, tende a romanticizzare il passato e a ritenere che quelli venuti dopo siano tutti un po\u2019 pi\u00f9 scemi di lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Penso che, pi\u00f9 in generale, nella societ\u00e0 ci sia questo senso di totale impotenza: \u201cormai \u00e8 andata, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da fare\u201d, perch\u00e9 i ricchi sono sempre pi\u00f9 ricchi, e sono anche quelli che detengono il potere. C\u2019\u00e8 ormai questo binomio inscalfibile. Se pensi a Trump che si incontra con i finanzieri e dice in anticipo quello che dir\u00e0, cos\u00ec loro fanno i soldi sulle sue dichiarazioni; se pensi al totale non rispetto di qualsiasi legge internazionale\u2026 C\u2019\u00e8 un senso di impunit\u00e0 da parte di chi ha il potere \u2013 e oggi \u00e8 anche il pi\u00f9 ricco \u2013 che fa s\u00ec che noi, che stiamo dall\u2019altra parte, quel 99 o 98 per cento (ognuno se la legge come vuole), preferiamo ormai tirarci i pesci in faccia tra di noi.<br>Perch\u00e9 almeno, cos\u00ec, li tiri a uno che vedi, che sai che li riceve e su cui vedi una reazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo trovo molto pericoloso, perch\u00e9 se perdiamo l\u2019idea che collettivamente possiamo essere il granello di sabbia nell\u2019ingranaggio, allora non vale pi\u00f9 la pena occuparsi di nulla che non sia soltanto la nostra individualit\u00e0. E questa la trovo una sconfitta.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Tu non l\u2019hai persa, questa idea?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No. Io non la perdo perch\u00e9 la ritengo \u2013 dir\u00f2 una cosa grossa \u2013 quasi una ragione di vita.<br>Se uno non ha pi\u00f9 questo\u2026 S\u00ec, ci sono gli affetti, per carit\u00e0, ma lo trovo un po\u2019 limitante.<br>La voglia di lottare \u00e8 un po\u2019 quello che ci muove, che dovrebbe muoverci, o comunque farci sentire davvero vivi: non siamo soli, siamo parte di una collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Perci\u00f2, anche&nbsp;<em>Republic<\/em>&nbsp;\u00e8 viva e lotta insieme a noi.<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Speriamo. S\u00ec, dai. Voglio risponderti di s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"http:\/\/kritica.it\/en\/2025-campaign\/\">If you enjoyed this article, please contribute to our extraordinary support campaign for 2025 and help us keep Kritika alive and thriving.<\/a><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"https:\/\/donate.stripe.com\/4gM4gz0FPafVgkg9dQ2B201\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Donazioni-1-768x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9754\" srcset=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Donazioni-1-768x1024.png 768w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Donazioni-1-225x300.png 225w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Donazioni-1-150x200.png 150w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Donazioni-1-450x600.png 450w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Donazioni-1.png 1080w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https:\/\/kritica.it\/campagna-2025\/&amp;title=25mila%20euro%20per%20il%202025\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><a href=\"http:\/\/x.com\/share?url=https:\/\/kritica.it\/campagna-2025\/&amp;text=25mila%20euro%20per%20il%202025\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?mini=true&amp;url=https:\/\/kritica.it\/campagna-2025\/&amp;title=25mila%20euro%20per%20il%202025\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><a href=\"https:\/\/api.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/kritica.it\/campagna-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><a href=\"mailto:?subject=25mila%20euro%20per%20il%202025&amp;body=https:\/\/kritica.it\/campagna-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><a href=\"https:\/\/telegram.me\/share\/url?url=https:\/\/kritica.it\/campagna-2025\/&amp;text=25mila%20euro%20per%20il%202025\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><a href=\"https:\/\/threads.net\/intent\/post?text=https:\/\/kritica.it\/campagna-2025\/\"><\/a>Can't contribute a \u20ac50 share? 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