{"id":10940,"date":"2026-01-13T13:34:06","date_gmt":"2026-01-13T13:34:06","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=10940"},"modified":"2026-01-21T18:41:05","modified_gmt":"2026-01-21T18:41:05","slug":"the-iranian-people-are-caught-between-two-fires","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/politica\/vicino-oriente\/iran\/il-popolo-iraniano-e-preso-fra-due-fuochi\/","title":{"rendered":"The Iranian people are caught between two fires."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle ultime settimane, le strade di numerose citt\u00e0 iraniane sono tornate a riempirsi di manifestanti. Le proteste, iniziate a dicembre 2025, hanno raggiunto l\u2019apice nei giorni scorsi, nonostante una repressione sempre pi\u00f9 brutale da parte delle autorit\u00e0 della Repubblica Islamica. Il bilancio provvisorio \u00e8 di almeno <a href=\"https:\/\/x.com\/SinaToossi\/status\/2010501270017122352?s=20\">600 vittime<\/a> (una cifra con ogni probabilit\u00e0 destinata a crescere; alcuni organi di monitoraggio parlano in verit\u00e0 gi\u00e0 ora di migliaia di morti) e di diverse migliaia di arresti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 la prima volta che la Repubblica Islamica (IRI) si trova a fronteggiare un profondo e diffuso malcontento, rispondendo con una repressione violenta e massiccia alle legittime proteste da parte della popolazione. Questa volta, tuttavia, le mobilitazioni colgono il regime in una fase di particolare vulnerabilit\u00e0, non solo sul piano geopolitico, ma anche su quello interno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un malcontento diffuso<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 ormai ampiamente riconosciuto che una parte significativa della societ\u00e0 iraniana si sia progressivamente alienata dall\u2019IRI. Non si tratta soltanto di giovani o di segmenti \u201claici\u201d, ma di una porzione molto pi\u00f9 ampia e trasversale della popolazione. Come sostiene <a href=\"https:\/\/www.vox.com\/politics\/474763\/iran-protests-trump-khamenei\">Vali Nasr in una recente intervista per Vox<\/a> \u201cpersino coloro che in passato erano pi\u00f9 favorevoli [alla Repubblica Islamica] oggi sono profondamente indignati per il livello di corruzione, cattiva gestione e disuguaglianze economiche\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La reintroduzione delle sanzioni statunitensi nel 2018, dopo l\u2019uscita unilaterale dal JCPOA da parte di Donald Trump, ha inflitto un colpo durissimo all\u2019economia iraniana. A pagarne il prezzo pi\u00f9 alto \u00e8 stata soprattutto la classe media, gi\u00e0 da anni schiacciata da un\u2019inflazione galoppante e dalla progressiva perdita di potere d\u2019acquisto. A questo si \u00e8 aggiunta una gestione disastrosa, da parte dell\u2019IRI, delle conseguenze nefaste della \u201cmassima pressione\u201d economica statunitense: invece di proteggere la popolazione, il sistema ha favorito una ristretta cerchia di oligarchi che ha concentrato potere e risorse, aggravando ulteriormente le condizioni delle fasce medie e basse e alimentando la polarizzazione socio-economica. A fine dicembre, il Rial (moneta iraniana) \u00e8 crollato nuovamente, colpendo duramente le attivit\u00e0 dei commercianti e <a href=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/mobilitazioni\/lotta-di-classe-non-geopolitica-le-proteste-in-iran-sono-per-i-mezzi-di-sussistenza\/\">facendo scattare la nuova ondata di proteste<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Condizioni materiali disastrose<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le condizioni economiche disastrose del Paese rappresentano dunque uno dei motori centrali di questa ondata di proteste, sebbene non l\u2019unico. <a href=\"http:\/\/youtube.com\/watch?time_continue=1&amp;v=v2SPQ_LVYxY&amp;embeds_referring_euri=https%3A%2F%2Fx.com%2F&amp;source_ve_path=Mjg2NjY\">Maziyar Ghiabi<\/a><strong>,<\/strong> esperto di Iran e professore all\u2019Universit\u00e0 di Exeter, descrive le proteste come una \u201cconvergenza multilivello di insoddisfazione\u201d, in primis di natura socio-economica, ma a cui si aggiungono anche dimensioni culturali e rivendicazioni legate ai diritti civili che sono state al centro di molte mobilitazioni negli scorsi anni. Queste istanze, sommandosi e accumulandosi negli anni, hanno contribuito ad alienare segmenti sempre pi\u00f9 ampi della societ\u00e0 iraniana. Per molti iraniani, infatti, l\u2019IRI non solo non \u00e8 riuscita a scongiurare il rischio di una guerra ma, soprattutto, ha dimostrato di non saper affrontare le profonde crisi economiche, ambientali e sociali che gravano sul Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli scorsi giorni, al picco delle proteste, le autorit\u00e0 iraniane hanno imposto un blackout digitale totale e senza precedenti. Sebbene l\u2019accesso a internet fosse gi\u00e0 stato duramente limitato in passato, questa volta il blackout ha reso quasi impossibile persino comunicare telefonicamente con i propri cari nel Paese. Questo ha immediatamente fatto temere una repressione su larga scala e di estrema violenza, timore purtroppo confermato dalle immagini successivamente emerse. Tra queste, va menzionato <a href=\"https:\/\/x.com\/yarbatman\/status\/2010468664513085901?s=20\">un video particolarmente straziante<\/a> che mostra le famiglie mentre tentano di identificare i corpi dei propri cari. Alcuni, fuori dall\u2019Iran, hanno sollevato dubbi in merito a diverse immagini, ma va notato che <em>persino<\/em> la televisione di Stato iraniana ha trasmesso i servizi dall\u2019obitorio, riconoscendo che, sebbene alcune delle vittime potessero essere state considerate \u201cpericolose\u201d (secondo la Televisione di Stato, ribadiamo), la stragrande maggioranza di queste fossero persone comuni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una rivolta pi\u00f9 violenta che in passato<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diversamente da altri cicli di protesta, in questo caso si \u00e8 osservato un maggiore ricorso ad atti violenti anche da parte di quelli che, per ora, sembrano essere dei manifestanti. Pur non escludendo che questi atti possano provenire anche da elementi usati dal governo per \u201cdelegittimare\u201d la causa di chi protesta \u2013 un\u2019ipotesi che andrebbe valutata sia in Iran che in altre proteste altrove \u2013 il ricorso maggiore alla violenza di queste mobilitazioni si presta a molteplici letture.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In primis, come nota <a href=\"https:\/\/x.com\/tparsi\/status\/2010485393125257399\">Trita Parsi<\/a>, la rabbia accumulata ha raggiunto un\u2019intensit\u00e0 molto pi\u00f9 elevata rispetto al passato e \u201cin certi ambienti si sta diffondendo l\u2019idea che la violenza sia necessaria, visti i fallimenti passati nel rovesciare il regime\u201d. <a href=\"https:\/\/x.com\/yarbatman\/status\/2009742665961881903\">Esfandyar Batmanghelidj<\/a><strong>,<\/strong> invece, condivide un\u2019interessante prospettiva di un\u2019attivista femminista iraniana: \u201ctre anni fa, le donne iraniane avevano posto le basi di un movimento di liberazione non violento, capace di incanalare una mobilitazione di massa; oggi quel movimento viene escluso. L\u2019escalation della violenza \u00e8 il risultato di questa esclusione. Se gli uomini avessero continuato a seguire e le donne avessero continuato a guidare, non staremmo assistendo a tante scene terribili\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ricorso alla violenza da parte di alcuni manifestanti va affrontato con cautela, anche per l\u2019asimmetria tra le autorit\u00e0 (armate) e i manifestanti. Tuttavia, come evidenzia <a href=\"https:\/\/x.com\/tparsi\/status\/2010485393125257399\">Parsi<\/a>, in passato il ricorso alla violenza ha tendenzialmente indebolito le mobilitazioni. Resta quindi difficile prevedere quale direzione prenderanno gli eventi nei prossimi giorni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In queste drammatiche giornate, dove molti di noi non riescono a comunicare con i propri cari in Iran, un ulteriore elemento di profonda angoscia \u00e8 quello delle ripetute minacce di aggressione militare da parte degli Stati Uniti. L\u2019amministrazione di Donald Trump \u2013 che sta attualmente affrontando diverse proteste negli Stati Uniti per l\u2019uccisione di Renee Good da parte di un agente dell\u2019Immigration and Customs Enforcement (ICE) \u2013 ha dichiarato di essere pronta ad agire in \u201cdifesa del popolo iraniano\u201d. Il rischio di una nuova escalation militare, dunque, resta purtroppo molto alto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non scaricate responsabilit\u00e0 sul popolo iraniano<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, attribuire alle proteste in Iran la responsabilit\u00e0 di una possibile nuova guerra \u00e8 profondamente sbagliato. Le mobilitazioni in Iran riflettono una crescente insoddisfazione verso i ripetuti fallimenti interni della Repubblica Islamica, non possono dunque essere considerate come \u201ccausa\u201d delle tensioni internazionali. Se un intervento militare dovesse verificarsi, \u00e8 probabile che fosse stato pianificato indipendentemente dalle mobilitazioni nel Paese, anche qualora le usasse come \u201calibi\u201d per giustificare un\u2019altra aggressione militare illegale.\u00a0 Scaricare questa responsabilit\u00e0 sulla popolazione iraniana, gi\u00e0 intrappolata tra repressione interna e minacce esterne, equivale a sollevare da ogni dovere morale e responsabilit\u00e0 chi, in Europa e negli Stati Uniti, ha potere di influenzare le scelte dei <em>propri governi <\/em>e di esigere il rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un momento di crisi profonda, sia interna che internazionale, \u00e8 frustrante dover tornare a dedicare energie a smontare narrazioni favorevoli a interventi militari e progetti di regime-change, soprattutto alla luce delle <a href=\"https:\/\/www.amnesty.org.uk\/press-releases\/iran-deliberate-israeli-attack-tehrans-evin-prison-must-be-investigated-war-crime\">conseguenze disastrose della guerra dei 12 giorni<strong> <\/strong><\/a>dello scorso giugno. Questo dibattito non dovrebbe nemmeno essere considerato un\u2019ipotesi su cui discutere, se il diritto internazionale venisse preso sul serio. L\u2019accettazione di questa come un\u2019ipotesi legittima e discutibile tende ad \u201cavvelenare\u201d, infatti, il dibattito anche tra gli iraniani della diaspora, finendo per \u201coscurare\u201d i temi centrali che meritano una profonda riflessione, primo fra cui quello delle disuguaglianze socio-economiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tale proposito, si consiglia la lettura del brillante articolo di <a href=\"https:\/\/www.bourseandbazaar.org\/vision-iran-initiative-articles\/2026\/1\/7\/what-iran-needs-is-a-new-social-revolution\">Esfandyar Batmanghelidj<\/a>, dove viene fatto notare come una parte dei critici dell\u2019IRI credano che le profonde difficolt\u00e0 dell\u2019economia iraniana siano dovuti alla presenza di un \u201cwelfare ipertrofico\u201d, una sorta di \u201csocialismo islamico\u201d. Per tale motivo, spesso propongono riforme neoliberali per \u201cridurre la burocrazia, tutelare la propriet\u00e0 privata, affidarsi ai meccanismi di mercato e imporre disciplina fiscale\u201d. Ma come fa notare Batmanghelidj, \u201csono proprio queste le riforme che i policy-makers della Repubblica Islamica tentano di implementare da quasi trent\u2019anni, sotto la guida di economisti formatisi negli Stati Uniti e nel Regno Unito, cresciuti nel culto di figure come Friedman e Mankiw\u201d. Sono proprio questi interventi, dunque, ad aver aggravato le disparit\u00e0 socio-economiche nel Paese, con i risultati che osserviamo oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello stesso articolo, si fa notare anche quanto il tema delle diseguaglianze economiche venga trattato con marginalit\u00e0 e superficialit\u00e0 anche da Reza Pahlavi e dalla <a href=\"https:\/\/nufdiran.org\/\">National Union for Democracy in Iran (NUFDI)<\/a>, il noto gruppo di pressione a suo supporto. Eppure, le proteste in corso non sono soltanto una mobilitazione politica e civica: sono, in modo evidente e preponderante, <em>una rivolta sociale<\/em>. \u00c8 quindi legittimo interrogarsi su quali siano, concretamente, le eventuali prospettive e le proposte di qualunque presunta \u201calternativa\u201d alla Repubblica Islamica. Come osserva Batmanghelidj, oltre\u201cai diritti politici, gli iraniani rivendicano opportunit\u00e0 economiche e dignit\u00e0 sociale. In questo contesto, una transizione democratica priva di redistribuzione economica non porterebbe a nulla: non sarebbe in grado di consolidarsi\u201d. Un sistema in cui ricchezza e potere si sono progressivamente concentrati nelle mani di pochi a scapito della stragrande maggioranza della popolazione, nessuna alternativa credibile e realmente democratica pu\u00f2 emergere senza affrontare concretamente la questione prioritaria delle profonde diseguaglianze economiche che attraversano il Paese.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rispettare il diritto all&#8217;autodeterminazione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre anche il dibattito italiano sull\u2019Iran sembra via via polarizzarsi, una parte della sinistra e ampi settori della destra finiscono invece per muoversi lungo una falsa dicotomia: o minimizzare\/giustificare i crimini commessi dell\u2019IRI, o legittimare una nuova aggressione militare per \u201cliberare gli iraniani\u201d. In entrambi i casi, si evita il nodo centrale: nel caso di un\u2019aggressione militare contro l\u2019Iran, a risponderne sono, e devono essere, i governi che compiono e giustificano questo grave crimine internazionale. Non i manifestanti iraniani. Focalizzarsi su ci\u00f2 che gli iraniani dovrebbero o non dovrebbero fare, mentre sono gi\u00e0 schiacciati dalla repressione interna e dalla minaccia esterna, sposta il focus da ci\u00f2 che riguarda gli europei e statunitensi direttamente: esercitare pressione affinch\u00e9 i propri Paesi non commettano o giustifichino un\u2019ulteriore crimine internazionale, quello dell\u2019aggressione. Va ribadito, infatti, che la sovranit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 territoriale di uno Stato non sono subordinate alla sua natura democratica o autoritaria. Violarle, quindi, \u00e8 e resta un crimine. Rispettare il diritto all\u2019autodeterminazione del popolo iraniano, per coloro che vogliono essere \u201csolidali\u201d, significa non giustificare tanto la repressione interna quanto le aggressioni esterne, una lezione che la storia dell\u2019Iran, segnata da ingerenze e colpi di Stato per mano di Stati terzi, dovrebbe aver reso ormai inequivocabile.\u00a0 Non a caso, la stessa Repubblica Islamica \u00e8 <em>anche<\/em> il prodotto di tali interferenze nefaste, in particolare del colpo di Stato anglo-americano del 1953.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CREDITI FOTO: EPA\/MOHAMMED BADRA &#8211; Un manifestante con un cartello con la scritta \u201cN\u00e9 Shah n\u00e9 Mullah\u201d partecipa a una manifestazione a sostegno del movimento di protesta in corso in Iran, vicino all&#8217;ambasciata iraniana a Parigi, Francia, il 12 gennaio 2026.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Concerns about any geopolitical implications of events in Iran cannot be weighed down upon the Iranian people. <\/p>","protected":false},"author":6,"featured_media":10945,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[306,61,312],"tags":[75,170,2109,186,2111,683,71,2106,2110,777,2112,311,657,2108,2107],"ppma_author":[805],"class_list":["post-10940","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-iran","category-mobilitazioni","category-tutti-gli-articoli","tag-donald-trump","tag-donna-vita-liberta","tag-esfandyar-batmanghelidj","tag-geopolitica","tag-ice","tag-immigration-and-customs-enforcement-ice","tag-iran","tag-popolo-iraniano","tag-renee-good","tag-repubblica-islamica","tag-reza-pahlavi","tag-rivoluzione-iraniana","tag-tara-riva","tag-trita-parsi","tag-vali-nasr"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - 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