{"id":11152,"date":"2026-02-03T22:14:36","date_gmt":"2026-02-03T22:14:36","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=11152"},"modified":"2026-02-04T12:38:06","modified_gmt":"2026-02-04T12:38:06","slug":"i-fatti-di-torino-e-il-bisogno-di-tecnocrazia-di-giorgia-meloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/editoriale\/i-fatti-di-torino-e-il-bisogno-di-tecnocrazia-di-giorgia-meloni\/","title":{"rendered":"The events in Turin and Giorgia Meloni's need for technocracy"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Proviamo ad applicare un ragionamento controintuitivo, per porci una domanda: cosa vuole davvero ottenere il governo Meloni, con le dichiarazioni che la Presidente ha lanciato, anche abbastanza frettolosamente, subito dopo gli scontri?  Di che cosa ha bisogno e che cosa teme di pi\u00f9, in questo momento?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel breve periodo, pu\u00f2 esserci una risposta unica ad entrambe le domande, e questa risposta si pu\u00f2 sintetizzare cos\u00ec: il Partito Democratico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riavvolgiamo il nastro per un momento, torniamo a qualche mese fa, aiutandoci con <a href=\"https:\/\/www.gruppoabele.org\/it-schede-1948-contro_la_violenza_rilanciamo_il_dialogo\">l&#8217;utilissimo intervento di don Luigi Ciotti<\/a> dopo i fatti di Torino. Perch\u00e9 a suo modo, ricorda don Ciotti, quanto rischiava di accadere prima dello sgombero del centro sociale di Vanchiglia era un fatto alquanto storico. L&#8217;Askatasuna, luogo simbolo dei movimenti antagonisti italiani, stava per essere integrato, diciamo cos\u00ec, in un processo di riconoscimento istituzionale, portato avanti dal sindaco del Partito Democratico; un processo di co-gestione che avrebbe contribuito in modo di certo significativo a un avvicinamento tra partiti riformisti del centro sinistra e movimenti sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo avvicinamento, evidentemente, non piaceva ad alcuni, e forse era temuto da tutti, anche da quelli che sembravano volerlo. Ma perch\u00e9? Il punto, l\u2019ago della bilancia \u2013 per citare il buon Luigi di Maio \u2013 all\u2019interno dell\u2019assetto istituzionale, e sociale, attuale \u00e8 proprio il Partito Democratico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto la guida di Elly Schlein, il Partito democratico ha cominciato a spostarsi, seppur secondo alcuni \u2013 fra cui chi scrive \u2013 troppo timidamente, dalla posizione organicamente centrista che ha tenuto fin dalla fondazione. Una posizione che \u00e8 esplosa con la direzione di Enrico Letta e con il suo rivendicato draghismo. \u00c8 esplosa portando in maniera diretta, e a nostro avviso intenzionale, alla vittoria alle elezioni della destra nel 2022, e al cammino di Giorgia Meloni verso la poltrona di Presidente del Consiglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza Letta, Meloni non sarebbe mai stata la nostra attuale Presidente, e di certo non si sarebbe mai guadagnata il diritto di diventare <a href=\"https:\/\/www.today.it\/politica\/angelo-meloni-prima-restauro-roma.html\">il volto di un angelo del Purgatorio<\/a>, conferito da zelanti sostenitori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, per\u00f2, siamo in una fase ben differente rispetto al 2022; e lo stesso Partito Democratico sta mostrando sempre di pi\u00f9 l\u2019impossibilit\u00e0 di tornare al centrismo organico per ricomporre una contraddizione che lo lacera; quella fra un settore del partito con smaccate tendenze sempre pi\u00f9 affini non pi\u00f9 al centro, bens\u00ec alla destra vera e propria, e un\u2019altra parte che invece sta cercando o forse non pu\u00f2 evitare di cercare un percorso di avvicinamento nuovo, ai movimenti e ai sommovimenti sociali. Non \u00e8 decisamente una cosa qualsiasi, da questo punto di vista, che ci siano stati parlamentari del PD fra i partecipanti alla missione della Flotilla nei mesi scorsi, tanto per dirne una.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale percorso di avvicinamento \u2013&nbsp;che comporta anche una stretta dell\u2019alleanza fra PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra \u2013 rappresenta, a parer di chi scrive, il vero bersaglio del governo in questa fase; lo dimostra anche l\u2019ultima mano che Giorgia Meloni ha teso all\u2019opposizione, quella di costruire insieme <a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/2026\/02\/-sicurezza-appello-di-meloni-alle-opposizione-per-una-risoluzione-unitaria-restano-nodi-sul-ddl-5cabd557-42fb-4055-ba85-48d1017b2638.html\">un nuovo provvedimento repressivo nel nome della sicurezza<\/a>. Vale a dire: tornare a farsi tutti insieme <em>tecnocrazia<\/em>, come era stato fino a pochissimo tempo fa, nel nome di una unit\u00e0 nazionale i cui cardini non possono essere messi in discussione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo e fondamentale cardine della tecnocrazia \u00e8 che l\u2019ordine si tiene se non c\u2019\u00e8 conflitto nella societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma le vicende di Palestina prima, e le elezioni di Trump poi, hanno fatto saltare il tappo di ogni possibile pace sociale. Non solo e non tanto per le movenze dei movimenti, bens\u00ec per le movenze delle alleanze, e dei conseguenti vassallaggi, a cui il governo italiano \u00e8 costretto e che gli hanno imposto (probabilmente anche oltre la loro effettiva volont\u00e0, al di l\u00e0 della convergenza solida con il movimento MAGA e con il sionismo) di radicalizzare l\u2019autoritarismo, la violenza repressiva ma anche la sostanziale adesione a ogni mossa di Trump, persino la pi\u00f9 improvvida, in modo pi\u00f9 rapido e netto del previsto. Tant\u2019\u00e8; per il governo, nei prossimi mesi, non sar\u00e0 facile controllare la situazione sociale; e di certo, se la Storia insegna qualcosa, fare leva solo sulla repressione non servir\u00e0 a nulla in questo senso. Lo dice bene <a href=\"https:\/\/www.officinaprimomaggio.eu\/intifada-a-torino\/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email\">Sergio Fontegher Bologna<\/a>. Hanno fortemente bisogno della collaborazione delle opposizioni, da questo punto di vista. Anche per ovviare alle divisioni e alle fughe in avanti interne alla loro stessa alleanza e area, come quella di recente tentata da Roberto Vannacci, il cui addio alla Lega promette di non essere senza conseguenze non solo nella Lega ma in tutta l&#8217;alleanza di governo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due episodi ulteriori sembrano avvalorare una tale lettura. Il primo riguarda la ricerca di alleanza con i centristi del Partito democratico come Graziano Del Rio nel tentativo di arrivare <a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/mussolini-enacted-a-fascist-law-against-antisemitism\/\">a una legge censoria sull&#8217;antisemitismo<\/a>. Il secondo \u00e8 l&#8217;attacco virulento che, a seguito dei fatti di Torino, stanno subendo personalit\u00e0 di Alleanza Verdi Sinistra, fra cui il segretario Angelo Bonelli e il deputato <a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/marco-grimaldi-avs-e-il-momento-di-una-manifestazione-moltitudinaria-per-gaza-anche-in-italia\/\">Marco Grimaldi<\/a>, che era in piazza sabato nella sua citt\u00e0. Entrambi questi eventi suggeriscono che sia in corso un tentativo di ricostituzione di un fronte tecnocratico che sia capace di far passare l&#8217;autoritarismo, la repressione e la censura come figlie di scelte effettuate nel nome dell&#8217;unit\u00e0 nazionale, spingendo il pi\u00f9 possibile il PD, in quanto ago della bilancia suddetto, verso una convergenza politica di fatto con il potere, e lontano dalle sue attuali alleanze. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna, perci\u00f2, stare a vedere quello che succeder\u00e0 nelle prossime settimane; se l\u2019opposizione sar\u00e0 tentata nuovamente dal passaggio tecnocratico, vorr\u00e0 dire che Meloni avr\u00e0 guadagnato una vittoria storica, il PD sar\u00e0 rientrato nei ranghi del suo solito ruolo, e la societ\u00e0 democratica avr\u00e0 rimediato una sconfitta che brucer\u00e0 ancora per molti anni a venire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se invece l\u2019opposizione manterr\u00e0 il punto, e decider\u00e0 di costituirsi realmente come tale, allora questa fase si pu\u00f2 rivelare un\u2019occasione d\u2019oro per tentare una nuova ripoliticizzazione della spoliticizzata societ\u00e0 italiana, a una sola condizione: che i partiti dell\u2019opposizione non inseguano i movimenti o le avanguardie per rosicchiare consenso, bens\u00ec comincino a rappresentare direttamente, in prima persona, la ben pi\u00f9 ampia e ben pi\u00f9 sana radicalizzazione che \u00e8 in corso nella societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I movimenti stessi, in questa fase, se di movimenti si pu\u00f2 parlare, sono pi\u00f9 un problema che una risorsa; presi da logiche tribali e autoreferenziali, non appaiono in grado di rappresentare tale radicalizzazione ampia; gli scontri di sabato parlano di una manifestazione da dichiarare con seriet\u00e0 fallita, non fosse che per l\u2019incapacit\u00e0 della sua direzione di impedire che i settori antagonisti entrassero nel corteo. \u00c8 stato triste, invece, assistere alla rincorsa agli alibi secondo criteri di puro infantilismo politico, come quelli di chi ha insistito dicendo \u201cla maggior parte erano manifestanti pacifici\u201d o che \u201cnon spetta ai manifestanti gestire l\u2019ordine pubblico\u201d, o ha sminuito la bruttura e la portata della violenza antagonista e il suo tratto totalmente impolitico, fino ad arrivare alla totale deumanizzazione delle vittime della stessa. Deumanizzazione che non solo rappresenta un pericoloso segnale di imbarbarimento in corso, ma tradisce una visione delle stesse forze dell\u2019ordine ancorata tuttora a schemi vecchi che impediscono di vedere, per esempio, come la radicalizzazione umana prodotta dall\u2019aver assistito per due anni al genocidio di un popolo abbia coinvolto, nei mesi scorsi, anche settori stessi delle forze dell\u2019ordine.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A testimoniare l\u2019inadeguatezza attuale degli attivisti \u00e8 anche tanto altro; il fatto che la manifestazione del 31 gennaio a Torino fosse figlia di una convergenza solo fra alcuni settori; mentre altri, in altre piazze, in altre date, si stanno dando appuntamento a ranghi sparsi, incapaci e probabilmente demotivati a trovare una effettiva unione generale. Si va dal prossimo 6 febbraio dei portuali, alle manifestazioni di fine marzo dei No Kings. Tutti momenti slegati l\u2019uno dall\u2019altro, con l\u2019unico collante dei mesi scorsi, il \u201cBlocchiamo tutto\u201d a fianco della Global Sumud Flotilla, che ha mostrato immediatamente quei limiti <a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/mobilisations\/the-global-summer-flotilla-transports-our-limits-and-good-intentions\/\" type=\"post\" id=\"9433\">che avevamo indicato in tempo reale<\/a>: una costruzione del tutto emotiva dell\u2019evento, attraverso le tecniche del marketing e non facendo leva sulle coscienze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la radicalizzazione sociale, per quanto confusa e segnata da una lunga educazione spoliticizzata, \u00e8 in corso. I segnali per intercettarla sono numerosi. Quello che non c\u2019\u00e8, da parte delle avanguardie di attivisti che si autodefiniscono \u201cmovimento\u201d, \u00e8 la capacit\u00e0 e la volont\u00e0 di rappresentare un contropotere che la guidi e la indirizzi, con tutto il carico di responsabilit\u00e0 che questo comporta, la necessit\u00e0 di abbracciare e praticare realmente il conflitto, smettendo di scimmiottarlo e basta; al contrario, come abbiamo visto con le movenze di sabato stesso, alcuni preferiscono <em>il potere di far fallire le feste<\/em>, esercitando di fatto la stessa funzione dei liberali e liberisti di questo Paese; abortire il protagonismo sociale diffuso con azioni avanguardiste, avventuriste e minoritarie, che alle persone chiedono solo un consenso passivo di massa, perfettamente in linea con la spoliticizzazione dilagante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta, allora, di provare a fare un grosso salto di qualit\u00e0 nella necessaria intelligenza politica, anche da parte dei tanti che in questi anni hanno accumulato mille e pi\u00f9 legittime ragioni per detestare il Partito democratico o, in generale, la politica istituzionale. Serve spingere per l\u2019unit\u00e0 allo scopo di contendere potere al Governo; fuori da ogni campo largo, per\u00f2. Una unitariet\u00e0 che possa rappresentare \u2013 attraverso obiettivi specifici e istanze concrete di contesa al potere \u2013 un segmento reale, materiale, di societ\u00e0: quel segmento in via di radicalizzazione contro l\u2019autoritarismo e contro la disumanizzazione dilagante prodotta <em><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/tag\/israeli-ation\/\" type=\"post_tag\" id=\"1802\">dall\u2019israelizzazione<\/a><\/em> in corso del nostro Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se questa unitariet\u00e0 potr\u00e0 assumere una effettiva fisionomia oppure no, se il ritorno della tecnocrazia potr\u00e0 essere scongiurato, e la democrazia difesa, lo capiremo soltanto con il tempo, a cominciare da un primo, decisivo snodo: il risultato dell\u2019imminente referendum sulla giustizia.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">PHOTO CREDITS: <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Askatasuna_torino.jpg\">Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Articolo aggiornato il 4 febbraio, ore 13.36)<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The stakes in the events in Turin could be Giorgia Meloni's need to return to some form of unitary technocracy 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