{"id":11794,"date":"2026-03-13T15:07:39","date_gmt":"2026-03-13T15:07:39","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=11794"},"modified":"2026-03-24T08:43:10","modified_gmt":"2026-03-24T07:43:10","slug":"guerra-alliran-e-fine-della-diplomazia-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/politica\/vicino-oriente\/iran\/guerra-alliran-e-fine-della-diplomazia-europea\/","title":{"rendered":"The war with Iran and the end of European diplomacy"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 5 marzo, il filosofo Giorgio Agamben ha condiviso la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-la-vergogna-dell-u2019europa\">seguente riflessione<\/a>\u00a0intitolata \u201cLa Vergogna dell\u2019Europa\u201d: \u201cUn paese \u00e8 stato attaccato senza alcuna vera ragione e a tradimento, mentre si fingeva di trattare, assassinando il suo capo spirituale. La comunit\u00e0 europea \u2013 o quella illegittima organizzazione che porta questo nome \u2013 non solo non ha condannato un\u2019aperta violazione del diritto internazionale, operata da due Paesi che sembrano aver smarrito ogni coscienza di s\u00e9 e ogni responsabilit\u00e0, ma ha ingiunto al popolo iraniano di cessare di difendersi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non nominata, non condannata<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aggressione militare congiunta di Israele e Stati Uniti contro l\u2019Iran, avviata il 28 febbraio scorso, costituisce una grave violazione della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.un.org\/en\/about-us\/un-charter\/full-text\">Carta delle Nazioni Unite<\/a>, minando la sovranit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Iran.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ha osservato Giorgio Agamben, tuttavia, tale aggressione \u2014 compiuta ancora una volta durante i negoziati tra Iran e Stati Uniti, come gi\u00e0 avvenuto nel&nbsp;<a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/lattacco-alliran-e-la-deriva-delle-elite-europe\/\">giugno 2025<\/a>&nbsp;\u2014 non ha ricevuto alcuna condanna da parte della leadership dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha infatti&nbsp;<a href=\"https:\/\/x.com\/vonderleyen\/status\/2027691363811090828?s=20\">reagito<\/a>&nbsp;all\u2019attacco limitandosi a definire \u201cmolto preoccupanti\u201d gli \u201csviluppi\u201d in Iran, senza nemmeno nominare l\u2019aggressione militare, n\u00e9 i due Paesi responsabili dell\u2019escalation.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica-it wp-block-embed-kritica-it\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"0jZsjE2CW2\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/economy\/ursula-von-der-leyen-si-sente-la-super-premier-tecnocratica-deuropa\/\">Ursula von der Leyen sees herself as Europe's techno-managerial super-premier.<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Ursula von der Leyen si sente la super-premier tecnocratica d\u2019Europa&#8221; &#8212; Kritica.it\" src=\"https:\/\/kritica.it\/economia\/ursula-von-der-leyen-si-sente-la-super-premier-tecnocratica-deuropa\/embed\/#?secret=ZNyOA3pHJv#?secret=0jZsjE2CW2\" data-secret=\"0jZsjE2CW2\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha invece&nbsp;<a href=\"https:\/\/x.com\/EP_President\/status\/2027710158562849185?s=20\">parlato<\/a>&nbsp;degli \u201ceventi in corso in Iran\u201d, aggiungendo che Teheran dovrebbe \u201castenersi da qualsiasi ulteriore escalation, inclusi eventuali attacchi contro gli Stati del Golfo, Israele o cittadini europei o statunitensi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Alta rappresentante dell\u2019Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,&nbsp;<a href=\"https:\/\/x.com\/kajakallas\/status\/2027683279789252990?s=20\">Kaja Kallas<\/a>, ha invece definito \u201cmolto pericolosi\u201d quelli che ha descritto come \u201cgli ultimi sviluppi in tutto il Medio Oriente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla lettura di queste dichiarazioni emerge non solo l\u2019assenza di una condanna a un\u2019aggressione unilaterale illegale, ma perfino la mancata restituzione del quadro oggettivo degli eventi: Stati Uniti e Israele hanno avviato un attacco congiunto contro un altro Paese sovrano e membro delle Nazioni Unite.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La doppia misura e la soggettivit\u00e0 negata<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I vertici dell\u2019Unione Europea, infatti, sono perfettamente consapevoli dell\u2019illegalit\u00e0 dell\u2019aggressione militare russa contro l\u2019Ucraina, un aspetto che hanno correttamente sottolineato in innumerevoli occasioni. Nel caso dell\u2019Iran, invece, il crimine di aggressione non solo non viene n\u00e9 nominato n\u00e9 condannato, ma c\u2019\u00e8 persino l\u2019incapacit\u00e0 (o il rifiuto) di nominare l\u2019aggressione stessa \u2013 o anche solo la catena degli eventi che hanno portato all\u2019escalation attuale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di una scelta comunicativa molto significativa, perch\u00e9 rivela una negazione radicale della soggettivit\u00e0 stessa dell\u2019Iran. La scelta di non usare parole come \u201caggressione\u201d, \u201cattacco\u201d o \u201cresponsabilit\u00e0\u201d suggerisce, infatti, che agli occhi dell\u2019Unione Europea, l\u2019Iran non appartenga davvero al novero dei \u201csoggetti\u201d titolari di diritti, ma piuttosto a quello degli \u201coggetti\u201d da gestire, contenere, punire o bombardare, senza nemmeno dover nominare esplicitamente la violenza esercitata contro di essa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l\u2019assenza di una reale giustificazione coerente per l\u2019avvio di questa guerra si alimenta di questa rimozione: non appare indispensabile fornire una motivazione solida, cos\u00ec come non appare necessario ricostruire (anche solo vagamente) la sequenza degli eventi, proprio perch\u00e9 questa soggettivit\u00e0 viene negata a monte. E\u2019 superflua. Il \u201cnon-soggetto\u201d, nella visione di molti leader europei e statunitensi, non \u00e8 quindi titolare delle tutele e delle protezioni derivanti dalla Carta delle Nazioni Unite: quando queste vengono violate, non viene riconosciuto neppure come vittima di una violazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sorge allora spontanea una domanda: come si pu\u00f2 dire di sostenere le sacrosante mobilitazioni in Iran ed essere solidali con i diritti umani degli iraniani, mentre si negano loro le pi\u00f9 basilari protezioni derivanti dalla Carta delle Nazioni Unite?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica-it wp-block-embed-kritica-it\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"XO5qOBPBAt\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/near-east\/iran\/nessun-attore-in-guerra-vuole-che-il-popolo-iraniano-decida-del-suo-destino\/\">No actor at war wants the Iranian people to decide their own destiny.<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Nessun attore in guerra vuole che il popolo iraniano decida del suo destino&#8221; &#8212; Kritica.it\" src=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/vicino-oriente\/iran\/nessun-attore-in-guerra-vuole-che-il-popolo-iraniano-decida-del-suo-destino\/embed\/#?secret=7DI8B0G6MS#?secret=XO5qOBPBAt\" data-secret=\"XO5qOBPBAt\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nessuno pu\u00f2 autodeterminarsi sotto le bombe<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i sostenitori del crimine di aggressione, spesso viene menzionata \u201cl\u2019autodeterminazione del popolo iraniano\u201d. Certo, la Repubblica Islamica \u00e8 profondamente impopolare presso gran parte della popolazione iraniana, come accade in molti regimi autoritari e repressivi. Ma sostenere un\u2019aggressione militare unilaterale, in aperta violazione della Carta ONU, nonch\u00e9 della sovranit\u00e0 e dell\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Iran, nella convinzione che ci\u00f2 possa favorire il percorso degli iraniani verso l\u2019autodeterminazione, significa adottare una lettura del diritto internazionale non solo distorta, ma completamente rovesciata. \u00c8 vero il contrario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante ci\u00f2, molti sostengono che opporsi al crimine di aggressione sia, in realt\u00e0, una forma velata di \u201csostegno\u201d alla Repubblica Islamica e alla sua violenza repressiva, resa ancora pi\u00f9 evidente dal terribile massacro di gennaio (a tale proposito, si suggerisce la lettura del rapporto del 23 febbraio di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.en-hrana.org\/the-crimson-winter-a-50-day-record-of-irans-2025-2026-nationwide-protests\/\">HRANA<\/a>&nbsp;per comprenderne la portata). Se questa contrapposizione fosse reale \u2014 \u201co si sostiene un regime autoritario, oppure si sostiene la guerra per abbatterlo\u201d \u2014 allora bisognerebbe concludere che esiste un\u2019incompatibilit\u00e0 strutturale e insanabile tra la Carta delle Nazioni Unite e i diritti umani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, nonostante questa presunta faglia insanabile tra legalit\u00e0 internazionale e tutela dei diritti umani, organizzazioni come&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.amnesty.org\/en\/latest\/news\/2026\/01\/iran-massacre-of-protesters-demands-global-diplomatic-action-to-signal-an-end-to-impunity\/\">Amnesty International<\/a>&nbsp;hanno indicato con chiarezza una serie di misure da adottare dopo il massacro compiuto dalle autorit\u00e0 iraniane contro i manifestanti lo scorso gennaio. Da qui, emergono due aspetti.&nbsp;<br>Il primo \u00e8 che Amnesty, come molte altre organizzazioni, \u00e8 riuscita nell\u2019impresa apparentemente impossibile di tenere insieme ci\u00f2 che molti presentano come \u201cinconciliabile\u201d: attivare meccanismi di responsabilit\u00e0 a tutela dei civili, senza invocare un\u2019aggressione militare unilaterale; il secondo \u00e8 che nessuna di queste misure, o qualsiasi tema legato alle pi\u00f9 gravi violazioni dei diritti umani commesse dalla Repubblica Islamica, sono state discusse durante i negoziati tra Stati Uniti e Iran, prima che questi venissero interrotti dall\u2019aggressione militare israelo-statunitense.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al centro, infatti, vi erano ben altre questioni: il programma missilistico iraniano, le milizie filo-iraniane nella regione, il dossier nucleare. E non risulta neppure che l\u2019Unione Europea abbia esercitato pressione affinch\u00e9 i diritti umani entrassero davvero nell\u2019agenda negoziale, per quanto i volti delle donne assassinate dal regime compaiano con una certa regolarit\u00e0 nel marketing politico di Bruxelles.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 da interrogarsi proprio su questa assenza. Dopo la violenta repressione delle mobilitazioni e delle proteste di gennaio, in una fase in cui la Repubblica Islamica \u00e8 pi\u00f9 debole sia sul piano interno che su quello esterno, non esistevano forse le condizioni ideali per aprire un canale multilaterale con la leadership iraniana? Un canale che puntasse, certo, a includere alcuni elementi ritenuti realisticamente rilevanti per gli interessi geopolitici israelo-statunitensi, ma che lasciasse anche sufficiente spazio negoziale, ad esempio, per stabilire un percorso finalizzato a monitorare, ridurre e infine potenzialmente eliminare le esecuzioni nel Paese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa lettura, certamente, potr\u00e0 essere ritenuta, da chi legge, come fin troppo \u201cidealista\u201d. Viene da chiedersi, allora, per quale motivo si debba credere che una guerra \u2013 con gli altissimi costi politici, economici e in termini di vite umane che comporta \u2013 possa essere finalizzata a \u201cliberare gli iraniani\u201d, se gli aggressori non sono disposti a ridimensionare nemmeno alcune leve negoziali massimaliste (e irrealistiche, come nel caso del programma missilistico), pur di ottenere qualche pi\u00f9 probabile risultato concreto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le donne iraniane sono solo un vessillo da sfoggiare?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene da chiedersi, inoltre, per quale motivo i diritti umani in Iran siano un tema che anche Bruxelles sostiene di avere particolarmente a cuore, se sul piano concreto e strategico non ci sia evidenza di un impegno reale in questa direzione. \u00c8 ipotizzabile che le vittime di un regime oppressivo come quello iraniano siano, per Bruxelles, di importanza del tutto secondaria rispetto agli interessi israelo-statunitensi nella regione. Oppure che, ma stiamo solo speculando, i volti delle donne iraniane \u2013 che&nbsp;<a href=\"https:\/\/x.com\/tara_riva\/status\/2030589529371918516?s=20\">Ursula von der Leyen ha ricordato nel video pubblicato l\u20198 marzo in occasione della giornata internazionale della donna<\/a>&nbsp;\u2013 siano pi\u00f9 uno strumento per ripulire la propria immagine, salvo poi tacere quando quello stesso popolo diventa vittima di un\u2019aggressione che non si vuole nemmeno nominare, figuriamoci condannare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 per\u00f2 anche chi sostiene che l\u2019assenza di questi temi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran non avrebbe comunque risolto il problema di fondo: il regime sarebbe comunque \u201crimasto in piedi\u201d. Dunque, anche se il regime avesse accettato ipoteticamente un \u201ccompromesso\u201d sui diritti umani, la questione di fondo non sarebbe stata risolta, ossia l\u2019esistenza stessa della Repubblica Islamica come sistema politico-istituzionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certamente, persino un\u2019ipotetica riduzione delle esecuzioni non eliminerebbe gli molti altri problemi strutturali della Repubblica Islamica: il carattere autoritario e illiberale del sistema, la corruzione diffusa, l\u2019aggravarsi delle disuguaglianze socio-economiche, le crisi ambientali, le repressioni cicliche delle proteste legittime della popolazione, la censura, le atrocit\u00e0 commesse anche recentemente e molto altro ancora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono, tuttavia, diverse osservazioni importanti da fare rispetto a questa tesi, seppur brevemente, dato che ciascuna di queste meriterebbe un approfondimento a s\u00e9 stante. Intanto, un ipotetico \u201ccompromesso\u201d di quel tipo avrebbe potuto risparmiare la vita ad almeno 1245 persone (di cui almeno 194 bambini) in dieci giorni di guerra (stando ai dati del 9 marzo di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.en-hrana.org\/day-ten-of-the-u-s-israeli-war-on-iran-extensive-damage-to-isfahans-historical-sites\/\">HRANA<\/a>), oltre che a potenzialmente prevenire migliaia di esecuzioni future; va poi osservato che l\u2019alternativa \u00e8 sotto gli occhi di tutti ed \u00e8 ci\u00f2 che abbiamo osservato per anni: isolamento, sanzioni unilaterali (secondo le stime pubblicate su&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/langlo\/article\/PIIS2214-109X(25)00189-5\/fulltext\">The Lancet<\/a>, le sanzioni unilaterali sono associate a un bilancio annuo di 564.258 decessi a livello globale, un dato paragonabile alla mortalit\u00e0 globale associata ai conflitti armati), rafforzamento di organismi e reti mafiose o clientelari legate agli apparati pi\u00f9 repressivi del regime e infine una guerra che, prevedibilmente, si \u00e8 rivelata essere contro l\u2019Iran, non \u201ccontro la Repubblica Islamica\u201d, come alcune formulazioni fantasiose avevano suggerito.<br>Imbarcarsi in avventure militari unilaterali volte esplicitamente a \u201crovesciare\u201d il sistema politico-istituzionale di un altro Paese sovrano, per quanto possa essere pubblicizzato bene, \u00e8 difficilmente compatibile con la Carta ONU; vi sono eccezioni al divieto dell\u2019uso della forza, certamente, ma richiedono procedimenti precisi presso le Nazioni Unite e dovrebbero essere approvate compatibilmente con i principi di sovranit\u00e0 e integrit\u00e0 territoriale. Infine, quale sarebbe la garanzia che, dopo aver appoggiato un crimine internazionale (quello di aggressione) e tutte le conseguenze che questo comporta, le condizioni del famoso \u201cday after\u201d siano migliori per la popolazione, rispetto a prima?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019occasione persa per provare a negoziare<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I vertici della Repubblica Islamica hanno dimostrato pi\u00f9 volte \u2014 ed \u00e8 un dato di fatto \u2014 una certa disponibilit\u00e0 a negoziare, anche di recente, in un contesto di indebolimento sia interno sia esterno. Per puro spirito di autoconservazione, \u00e8&nbsp;<em>plausibile ipotizzare<\/em>&nbsp;che gli esponenti pi\u00f9 moderati e riformisti preferissero negoziare su \u201cconcessioni\u201d (per loro) e \u201cconquiste\u201d (per la popolazione) in termini di diritti umani, piuttosto che su questioni che, in realt\u00e0, equivalgono a una richiesta di capitolazione e dunque ad un invito alla guerra (per esempio tentare di negoziare sul programma missilistico iraniano).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualora la Repubblica Islamica non dovesse crollare su s\u00e9 stessa, sar\u00e0 difficilmente immaginabile tornare a sedersi al tavolo negoziale, non solo con gli Stati Uniti, ma persino con l\u2019Europa di oggi. Questi ultimi, infatti, avrebbero confermato pi\u00f9 volte ci\u00f2 che le correnti pi\u00f9 oltranziste e conservatrici del sistema iraniano hanno sempre sostenuto: che non sono interlocutori affidabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se invece si verificasse uno \u201cstate collapse\u201d, un colpo di Stato o una guerra civile con l\u2019ingresso di milizie nel Paese, allora si dovr\u00e0 osservare se questa ennesima scommessa, giocata sulla vita di oltre novanta milioni di persone, sar\u00e0 valsa il prezzo imposto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad oggi, l\u2019unica certezza \u00e8 che a pagare il costo pi\u00f9 alto sono gli iraniani stessi: non soltanto in termini di vite spezzate, ma anche di ulteriore impoverimento del Paese, dovuto alla distruzione di infrastrutture e abitazioni. Di quel Paese che questo popolo, schiacciato per anni tra sanzioni debilitanti e un sistema autoritario e repressivo, ha cercato comunque di costruire, mantenere e sviluppare con enormi sacrifici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>With the war against Iran launched by Israel and the USA, the European Union has lost yet another opportunity to assert law and diplomacy.<\/p>","protected":false},"author":6,"featured_media":11802,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[306,312],"tags":[52,2778,2769,2565,2768,2776,350,2772,2767,2770,2780,71,2705,2781,2779,2777,777,2775,2771,2773,657,2774,2704],"ppma_author":[805],"class_list":["post-11794","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-iran","category-tutti-gli-articoli","tag-amnesty-international","tag-attacco-israele-iran","tag-attacco-usa-iran","tag-carta-onu","tag-crimine-di-aggressione","tag-diritti-umani-iran","tag-diritto-internazionale","tag-doppio-standard-europa","tag-giorgio-agamben","tag-guerra-iran-2026","tag-hrana","tag-iran","tag-kaja-kallas","tag-massacro-iran-gennaio-2026","tag-medio-oriente-2026","tag-negoziati-iran-usa","tag-repubblica-islamica","tag-roberta-metsola","tag-sanzioni-iran","tag-sovranita-territoriale","tag-tara-riva","tag-unione-europea-iran","tag-ursula-von-der-leyen"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - 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