{"id":12865,"date":"2026-04-29T18:50:42","date_gmt":"2026-04-29T16:50:42","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=12865"},"modified":"2026-05-04T18:29:45","modified_gmt":"2026-05-04T16:29:45","slug":"sardinia-refusing-colonialism-with-a-green-sauce-twist","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/politica\/italia\/la-sardegna-che-rifiuta-il-colonialismo-in-salsa-verde\/","title":{"rendered":"Sardinia, rejecting colonialism with a green sauce"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abC\u2019\u00e8 un Governo centrale che sta cercando di imporre alla Sardegna, attraverso delle decretazioni, un portato speculativo che non abbiamo mai visto prima\u00bb. Spinte dal maestrale e mescolate al crepitio dei passi sulla pietra, queste sono le parole che, il 30 novembre scorso, rimbalzano tra le mura del centro storico di Cagliari. A scandirle al megafono \u00e8 Luigi Pisci, militante del\u00a0<em>Sarcidano Territorial Defence Committee<\/em>\u00a0in Isili, where he founded a bookshop that serves as a vibrant cultural centre.<br>D\u2019intorno, la piazza \u00e8 gremita. Nel comune sud-orientale dell\u2019isola si sta svolgendo una\u00a0manifestazione\u00a0in protesta del\u00a0nuovo\u00a0\u2018Decreto Aree Idonee\u2019\u00a0per l\u2019installazione di impianti a fonti rinnovabili\u00a0(<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2025\/11\/21\/25G00185\/sg\">n.175\/2025<\/a>): decine di migliaia di ettari diventano automaticamente validi per la costruzione di parchi eolici e fotovoltaici, includendo ampie porzioni di terre agricole e pastorali, aree gi\u00e0 segnate da servit\u00f9 militari o da dismissioni industriali e minerarie, siti contaminati o prossimi a zone di pregio paesaggistico e archeologico. Intanto, la\u00a0resistenza popolare\u00a0lotta contro un modello di sviluppo che promette sostenibilit\u00e0 e modernizzazione, ma continua a produrre spopolamento, dipendenza e perdita di identit\u00e0: il colonialismo verde, il \u00abcolonialismo estrattivista\u00bb dell\u2019industria verde.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894090-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12873\" srcset=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894090-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894090-300x200.jpg 300w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894090-768x512.jpg 768w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894090-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894090-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894090-150x100.jpg 150w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894090-450x300.jpg 450w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894090-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">The race for renewables in Sardinia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In 2024, Sardinia has&nbsp;<a href=\"https:\/\/download.terna.it\/terna\/06_CONSUMI_8de38d06c930a94.pdf\">Eaten<\/a>&nbsp;just over 7,800 GWh of energy,&nbsp;<a href=\"https:\/\/download.terna.it\/terna\/06_CONSUMI_8de38d06c930a94.pdf\">producing<\/a>&nbsp;di contro pi\u00f9 di 12.500 GWh, di cui circa 1\/3 da fonti rinnovabili (FER): un incremento dell\u201911% rispetto al 2022. A dicembre 2024, erano stati&nbsp;<a href=\"https:\/\/download.terna.it\/terna\/Terna_Piano_Sviluppo_2025_Programmazione_territoriale_efficiente_interventi_connessione_8dd62ec86ec25d1.pdf\">Allow me to introduce myself.<\/a>&nbsp;progetti&nbsp;per la costruzione o ampliamento di impianti FER pari a&nbsp;52,1 GW di potenza totale, fra solare ed eolico. Tradotto in termini di capacity factor, cio\u00e8 provando a calcolare una stima della resa incrociando le ore effettive di produzione e le condizioni ambientali del Mediterraneo, l\u2019isola&nbsp;arriverebbe a produrre 11 volte il proprio fabbisogno energetico, cio\u00e8 circa 90.000 GWh. Anche se, stando ai milestones del Piano Nazionale Integrato per l\u2019Energia e il Clima (PNIEC), basterebbe un incremento di soli 5,8 GW rispetto al 2023.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A dare una forte spinta a questi investimenti sono stati, rispettivamente sul piano degli indirizzi politici e dei fondi stanziati, il&nbsp;Green Deal Europeo&nbsp;e il PNRR. Ma se, come ha sottolineato Michele Zuddas, avvocato ed attivista, durante un\u2019assemblea cittadina di met\u00e0 autunno ad Alghero, \u00abl\u2019Unione Europea nelle proprie direttive&nbsp;privilegiava la produzione per il consumo in loco, cio\u00e8 produzione di prossimit\u00e0\u00bb risulta invece che \u00abquesta terra \u00e8 destinata a dover produrre per chi consuma pi\u00f9 energia\u00bb, con le parole di Maria Grazia Demontis, portavoce del&nbsp;<em>Gallura Coordination Against Energy Speculation<\/em>, durante lo stesso incontro \u2013 cio\u00e8 l\u2019Italia continentale e, in piccola misura, l\u2019estero, con un totale di&nbsp;circa il 30% di energia esportata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Even the&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.mimit.gov.it\/it\/pnrr\/piano\">allocations<\/a>&nbsp;del&nbsp;PNRR&nbsp;\u2013 che dei 194,4 miliardi complessivi destinava alla transizione ecologica il 40% delle risorse \u2013 inizialmente favorivano impianti piccoli e diffusi, con 2,2 miliardi per le Comunit\u00e0 Energetiche Rinnovabili (CER), strumento che permette ai cittadini di ottenere contributi per installare impianti FER condivisi su piccola scala. Con la&nbsp;revisione&nbsp;del Piano nel 2023, \u00e8 stato per\u00f2 introdotto il capitolo REPowerEU, il&nbsp;piano per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia e accelerare la transizione verde: le nuove risorse, ricavate da ridistribuzioni settoriali, sono state concesse per 2,76 miliardi come contributi a fondo perduto, mentre i fondi per le CER sono stati ridotti a 795,5 milioni. Si \u00e8&nbsp;privilegiata un\u2019autonomia energetica non orizzontale e diffusa, ma verticale e accentrata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto, spiega Zuddas, \u00abstiamo assistendo a una\u00a0legislazione che nasce come decretazione d\u2019urgenza, senza una disciplina organica\u00bb. E con il nuovo decreto \u00abla differenza \u00e8 procedurale, perch\u00e9\u00a0nelle aree idonee c\u2019\u00e8 una procedura semplificata, nelle aree non dichiarate idonee c\u2019\u00e8 la procedura ordinaria\u00bb. In teoria, \u00abla disciplina della produzione e del trasporto di energia \u00e8 concorrente, cio\u00e8 ci deve essere un accordo Stato-Regione, mentre in realt\u00e0 noi abbiamo dei dictat che arrivano sotto forma di decreti legge,\u00a0senza il coinvolgimento dei territori interessati\u00bb. Tutto ci\u00f2 \u00absi scontra con\u00a0lo Statuto speciale della Sardegna, che \u00e8 legge costituzionale dello Stato italiano\u00bb. E considerando che \u00abnel nostro statuto \u00e8 previsto che\u00a0l\u2019urbanistica \u00e8 materia di esclusiva competenza della Regione\u00bb, dunque \u00abl\u2019individuazione di aree idonee e non idonee rientra principalmente nella materia urbanistica perch\u00e9 \u00e8\u00a0governo del territorio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa debolezza politica della Regione, cos\u00ec, accresce l\u2019istanza indipendentista presente in diversi cittadini sardi. \u00abLa&nbsp;rivoluzione autonomista \u00e8 partita zoppa&nbsp;nel 1948 perch\u00e9 si \u00e8 scontrata non con uno Stato federalista, ma centralista.&nbsp;Il primo passo verso una condizione indipendente \u00e8 la capacit\u00e0 dell\u2019autogoverno e di autodeterminazione\u00bb, afferma Pisci, ma \u00abquesto non pu\u00f2 avvenire in maniera ideologica, meccanica, dilettantesca\u00bb: basti pensare che fra gli ostacoli c\u2019\u00e8 un deficit strutturale di 5 miliardi che affossa la Regione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325893950-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12875\" srcset=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325893950-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325893950-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325893950-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325893950-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325893950-1-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325893950-1-150x100.jpg 150w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325893950-1-450x300.jpg 450w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325893950-1-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Compromised land: abandoned mines, disused industries and military bases<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella regione del Sulcis-Iglesiense, a Nebida i volumi massicci in pietra e cemento della vecchia&nbsp;cava mineraria&nbsp;si affacciano sul mare con facciate cieche e finestre vuote, mentre i piazzali sono segnati da colature e crepe corrose dal sale, con la grande laveria che incombe dall\u2019alto. Nel complesso, l\u2019insieme appare come un\u2019architettura sorretta pi\u00f9 dall\u2019abitudine che dalla stabilit\u00e0 strutturale, con un&nbsp;potenziale di musealizzazione mai attuato. Poco lontano,&nbsp;i capannoni di lavorazione metallurgica e i depositi&nbsp;di Eurallumina e della ex Alcoa-Alumix giacciono&nbsp;in rovina, testimoniando decenni di&nbsp;promesse di riconversione rimaste inevase.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)&nbsp;<a href=\"https:\/\/mosaicositicontaminati.isprambiente.it\/report\/sardegna.pdf\">estimate<\/a>&nbsp;che i procedimenti di recupero dei siti contaminati in Sardegna coprano oggi 6.772 ettari, pari allo 0,3 % dell\u2019isola, a cui si aggiungono 1.506 ettari di interventi conclusi dal 1999. Intanto, il&nbsp;<a href=\"https:\/\/portal.sardegnasira.it\/-\/approvazione-piano-regionale-bonifiche\">Regional Reclamation Plan<\/a>&nbsp;In 2019, a survey identified more than a thousand potentially contaminated sites, 25% of which were classified as medium-high or high priority: among these, the site&nbsp;<em>The New Sardinia<\/em>&nbsp;ha&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.lanuovasardegna.it\/regione\/2023\/05\/12\/news\/la-faccia-oscura-dell-isola-ha-piu-di-mille-siti-inquinati-1.100302931\">contact<\/a>&nbsp;404 landfill sites, 151 mining sites, 169 industrial areas, 257 fuel distribution sites, as well as 9 military areas.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019isola, infatti,&nbsp;ospita il 65% del demanio militare e delle servit\u00f9 militari italiane, e si&nbsp;<a href=\"https:\/\/old.regione.sardegna.it\/j\/v\/2568?&amp;s=45602&amp;v=2&amp;c=3696&amp;t=1&amp;b=1&amp;aclang=it-IT,it;q=0.9,en;q=0.8\">map<\/a>&nbsp;a surface area of 373.72 km<sup>2<\/sup>&nbsp;sottratta alla cittadinanza, pari a&nbsp;pi\u00f9 dell\u20191,5% della regione. Ne offre un esempio la parte meridionale della stessa area, dove un\u2019enclave fatta di dune sabbiose e macchia mediterranea ospita il Poligono Militare di Teulada: 7.200 ettari per esercitazioni di tiro e addestramento di forze italiane e NATO.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">War economies are highly energy-intensive, hence the need to expand the territories where these energy monsters are established. And this is imposed using the rhetoric of decarbonisation and climate change.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894055-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12872\" srcset=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894055-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894055-300x200.jpg 300w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894055-768x512.jpg 768w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894055-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894055-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894055-150x100.jpg 150w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894055-450x300.jpg 450w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894055-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">The Sardinian rural and archaeological landscape as a bulwark of identity<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAbbiamo visto&nbsp;progetti che sono a brevissima distanza da siti che oggi sono patrimonio UNESCO. Sembra quasi che le imprese proponenti abbiano piazzato le bandierine sopra una mappa geografica&nbsp;dando l\u2019impressione che potessero essere tranquillamente liberi di ignorare quello che c\u2019era a fianco\u00bb spiega Pisci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su un rilievo che domina le valli del Sulcis, la fortezza di Pani Loriga si distende come una terrazza fortificata, dove i resti delle&nbsp;abitazioni fenicie e puniche&nbsp;affiorano tra la macchia mediterranea e la terra rossa. Pi\u00f9 nell\u2019entroterra, il&nbsp;pozzo sacro di et\u00e0 nuragica&nbsp;di Is Arenas, a Nuraxi Figus, \u00e8 incassato nel terreno e circondato da una vegetazione che ne attenua i contorni, circondato da affioramenti archeologici che suggeriscono un contesto molto pi\u00f9 ampio. In prossimit\u00e0 di entrambi i siti, sono state avanzate proposte di impianti FER.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abWe cannot know the value of a nuraghe that has not yet been excavated, so we have also seen the possible loss of an enhancement that we have always awaited and which, due to this aggression, may never happen,\u00bb she continues.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meanwhile, if the road from Oristano to Portoscuso shows the signs of that \u00abindustrial desert without a future and without prospects\u00bb, as Pili defines it, and on which the FER renewables could deliver the final blow, continuing in the diametrically opposite direction, i.e. northwards, the coastal road to Alghero still offers \u00abintact Sardinian rurality\u00bb, untouched by major works.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl mondo rurale, da che mondo in mondo, ha sempre fatto dell\u2019economia del cibo&nbsp;la sua ragion d\u2019essere. L\u201980% per cento veniva prodotto in Sardegna e il 20% arrivava da fuori\u00bb, nota Pisci, ma ora le percentuali si sono invertite. \u00c8 \u00abla fine del nostro paesaggio, e quindi di quanto pi\u00f9 identitario c\u2019\u00e8\u00bb, ovvero una connessione profonda con un\u2019et\u00e0 dell\u2019oro pre-colonizzatrice, un passato florido per tutti quegli popoli antichi che hanno prosperato delle risorse offerte dall\u2019isola. \u00abL\u2019unica cosa che c\u2019era rimasta per un faticosissimo tentativo di riscatto era la bellezza paesaggistica e dei nostri beni culturali\u00bb, custodendo uno stile di vita legato a \u00abuna dimensione dell\u2019esistere pi\u00f9 naturale,&nbsp;alternativa all\u2019inflazione della vita urbanizzata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche Claudia Zuncheddu, medica affiliata all\u2019&nbsp;<em>Associazione Italiana Medici per l\u2019Ambiente<\/em>&nbsp;(ISDE), ha pi\u00f9 volte ribadito l\u2019imperterrita avanzata del \u00abfurto del suolo&nbsp;per trasformare&nbsp;la Sardegna in un hub energetico\u00bb. Una di queste \u00e8 stata nella citt\u00e0 meridionale di Iglesias, il 15 novembre scorso, in occasione di un\u2019assemblea pubblica volta a discutere i nuovi progetti di parchi eolici a largo della costa: perch\u00e9 il fenomeno investe, oltre che la terra, anche il mare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894111-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12874\" srcset=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894111-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894111-300x200.jpg 300w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894111-768x512.jpg 768w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894111-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894111-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894111-150x100.jpg 150w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894111-450x300.jpg 450w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894111-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Restricted waters: ecosystems threatened and fishing sacrificed<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSebbene questi progetti non verranno tutti realizzati \u2013 molti insistono nelle stesse aree \u2013 il numero stesso dei progetti rappresenta un dato certamente importante che mette in evidenza non solo l\u2019alto potenziale del nostro Paese, ma anche il fermento del settore dell\u2019eolico offshore\u00bb afferma&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.rinnovabili.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Report-Finalmente-Offshore-2025.pdf\">Finally offshore 2025<\/a>,&nbsp; report stilato da Legambiente. I toni entusiasti per la crescita del settore, per\u00f2, non sono condivisi dalla maggioranza di quei sardi che vi leggono 24 nuovi progetti destinati all\u2019isola, per un totale di 996 pale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">It's early November, and in Alghero, in one of those buildings that deviates from the characteristic Catalan style which so well marks four centuries of Spanish rule, the&nbsp;<em>Gallura Coordination&nbsp;<\/em>ha organizzato un\u2019assemblea cittadina. Per l\u2019area sono stati avanzati&nbsp;tre&nbsp;progetti di impianti eolici off-shore&nbsp;che, se approvati, si estenderanno con un totale di&nbsp;158 pale eoliche in un\u2019area di quasi 800 km<sup>2<\/sup>&nbsp;along the coast: Sardinia NorthWest, Mistral and Poseidon.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le migliaia di pagine delle proposte di progetto presentate al MESA, gli organizzatori ne indicano una come emblematica della percezione del popolo sardo dalle imprese proponenti. Vi si legge che \u00abi bastimenti adibiti alla pesca sono caratterizzati da dislocamenti molto ridotti\u00bb e che, \u00abnel caso estremo di impatto, non si ritiene che tali imbarcazioni possano arrecare danni sostanziali alle strutture galleggianti del parco eolico\u00bb. Per Aldo, pescatore,&nbsp;la prospettiva andrebbe rovesciata: non sono le barche a dover essere considerate un rischio, ma quelle grandi girandole artificiali, capaci di alterare&nbsp;le rotte dell\u2019avifauna e dei mammiferi acquatici&nbsp;spingendoli verso le zone di pesca, con effetti potenzialmente devastanti sul settore e l\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">But sometimes the errors are even more elementary and, for their banality, impressive. The mathematician Agostino Conti points out that, in&nbsp;<a href=\"https:\/\/va.mite.gov.it\/it-IT\/Oggetti\/Documentazione\/10889\/16274?pagina=1\">Mistral Project<\/a>, ci sono s\u00ec le rilevazioni degli anemometri (che stimano, sulla base delle correnti ventose in un determinato arco temporale, quanto potrebbe fruttare l\u2019energia prodotta da un impianto eolico in una certa zona), ma nei grafici manca l\u2019intervallo di tempo osservato. In un passaggio, addirittura, si confonderebbe il diametro con il raggio in calcoli geometrici sulle circonferenze di alcune componenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualche giorno prima, lungo la costa orientale, nel piccolo borgo marinaro di&nbsp;Siniscola, i pescatori galluresi si erano uniti in protesta:&nbsp;un giorno prima della fine del blocco delle attivit\u00e0 di pesca, il provvedimento valido per ottobre era stato rinnovato per l\u2019intero mese di novembre. Mentre la Capitaneria di Porto sequestrava volantini e striscioni, davanti alle telecamere Pili denunciava \u00abgli scellerati progetti eolici\u00bb che ostacolano \u00abla dignit\u00e0 dei pescatori e la tutela dell\u2019economia del mare\u00bb, sottolineando anche&nbsp;i mancati indennizzi per i \u201cdecreti blocca-pesca\u201d&nbsp;che si sono susseguiti fra 2023 e 2024.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">These kinds of measures are officially intended as a conservation measure for fish stocks, but protestors also identify offshore plant design seabed inspection projects among the motivations. And in this \u00ablayered superposition of failures,\u00bb Pisci reiterates, \u00abthis for us is an existential battle.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894023-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12871\" srcset=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894023-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894023-300x200.jpg 300w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894023-768x512.jpg 768w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894023-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894023-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894023-150x100.jpg 150w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894023-450x300.jpg 450w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1776325894023-1200x800.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una lunga storia di piani di sviluppo calati dall\u2019alto<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sardinia's crisis, for Pisci and a large part of Sardinians, cannot be separated from \u00aba series of development plans that were not indigenous.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La \u00abgenesi coloniale\u00bb \u00e8&nbsp;l\u2019integrazione forzata della Sardegna nello Stato sabaudo nel Settecento, quando l\u2019isola passa in mano a una classe dirigente esterna, che produce una serie di politiche piemontesi sullo&nbsp;sfruttamento delle risorse forestali. \u00abNon sappiamo se fare i porcari in mezzo alla foresta sarebbe stato conveniente. Per\u00f2 \u00e8 arrivato il trauma esterno,&nbsp;il colonialista che si \u00e8 preso 400.000 ettari di foresta primaria per l\u2019industria del legno&nbsp;di allora\u00bb spiega. \u00abSparite le foreste,&nbsp;si sono aperti gli spazi per i pascoli, e cos\u00ec siamo diventati&nbsp;i massimi depositari di capi ovini\u00bb: una sorta di \u00abmonocultura, esattamente come \u00e8 stata quella del caff\u00e8, del cacao o della noce moscata\u00bb nelle grandi colonie europee. I sardi hanno sub\u00ecto e si sono adattati, ma poi \u00e8 venuta quella&nbsp;fase&nbsp;di&nbsp;\u00abindustrializzazione italiana trasferita meccanicamente su suolo sardo\u00bb, ed ecco che negli anni Sessanta aprono il polo petrolchimico di Porto Torres, quello chimico di Ottana, la produzione metallurgica dei capanni di Portovesme e la grande raffineria a Sarroch, fra gli altri. \u00abCos\u00ec potete smetterla di mungere e potete finalmente mettervi la tuta blu\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The Porto Torres plant no longer exists. It was progressively decommissioned with relocations from 2007 onwards. It is undergoing clean-up and includes an RDF plant.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.eni.com\/it-IT\/azioni\/attivita-mondo\/italia\/porto-torres.html?utm\">Sustained<\/a>&nbsp;from the great fossil giant Eni. A similar fate befell the Ottana facilities, with the difference that currently they are not&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.unionesarda.it\/en\/sardinia\/ottana-a-new-and-revolutionary-energy-storage-facility-aiathly1?utm\">managed<\/a>&nbsp;directly from Eni, but from one of its partner companies, Energy Dome.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">If yesterday it was the Piedmontese, now \u00abWe are faced with the world of businesses that are bogus limited companies behind which are big investment funds and big energy giants, Italian and international\u00bb. Who, Pisci claims, \u00absimply think that these lands are uninhabited, and therefore they can do more or less whatever they want, also because those who still live there do not know how to make proper use of them\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The ports of Portovesme and Sarroch, on the other hand, are still operational but in crisis. The former is owned by the multinational Glencore, and sees&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/2025\/03\/01\/nuovi-licenziamenti-a-portovesme-monta-protesta-dei-sindacati_1735a3c9-7a84-44a3-bf29-36f53414eff0.html?utm\">recent<\/a>&nbsp;and significant staff cuts and together with the Canadian Li-Cycle has&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/business_wire\/news\/2023-05-09_109549824.html?utm\">announced<\/a>&nbsp;un progetto per trasformare parte del sito in un hub europeo per il riciclo delle batterie al litio. Di fronte alla&nbsp;disoccupazione galoppante, \u00abIl sud \u00e8 stato condannato a dover evocare questa produzione\u00bb, aveva chiarito Demontis durante l\u2019assemblea cittadina di Alghero, perci\u00f2 \u00abi grandi sindacati sono favorevoli, perch\u00e9 il gas andrebbe a alimentare le ultime industrie energivore rimaste a cui i sindacati sono fisiologicamente agganciati\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Sarroch invece ha registrato una significativa diminuzione dell\u2019utile. Il suo futuro \u00e8 incerto, anche a seguito di incidenti ambientali e quantitativi di emissioni ora&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.kalaritanamedia.it\/capoterra-e-sarroch-puzza-dalla-raffineria-saras-il-ministero-avvia-il-riesame-dellaia\/\">under review<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non in ultimo, infatti, i territori si svuotano perch\u00e9 \u00abSiamo di fronte a&nbsp;eccessi di mortalit\u00e0&nbsp;rispetto al resto d\u2019Italia\u00bb, aveva affermato Zuncheddu durante l\u2019assemblea pubblica ad Iglesias. All\u2019industria si imputano la presenza diffusa di&nbsp;metalli pesanti, idrocarburi e solventi, mentre alla indiscriminata e massiccia presenza dell\u2019eolico si contestano gli effetti non solo dell\u2019inquinamento acustico&nbsp;sulla psiche, ma anche le conseguenze della&nbsp;contaminazione del sottosuolo: \u00abservono 400 tonnellate di cemento e 600 tonnellate di ferro&nbsp;per impiantare&nbsp;una pala eolica\u00bb, e in pi\u00f9&nbsp;mancano garanzie&nbsp;alla cittadinanza sullo smaltimento&nbsp;degli impianti, considerando che hanno \u00abuna vita media di circa 20-30 anni\u00bb. Parallelamente, se grandi e concentrati in una piccola area, \u00abgli impianti fotovoltaici accumulano talmente tanto calore, poi rilasciato, da creare dei danni alle coltivazioni o agli allevamenti adiacenti per via delle&nbsp;variazioni dei microclimi\u00bb, spiega Zuddas.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso, aveva denunciato la dottoressa, \u00e8 che \u00abOggi non abbiamo servizi sanitari che ci permettono di poter andare a imparare quello che altri ci vanno a provocare\u00bb. Ma se la crisi del sistema sanitario pubblico dilaga generale nell\u2019intero Paese, c\u2019\u00e8 ancora un modo di fare&nbsp;prevenzione primaria: \u00abCambiare i modelli di sviluppo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">An alternative proposal for a popular initiative<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pi\u00f9 dell\u2019opinione pubblica sarda, intanto, non considera&nbsp;le istituzioni locali&nbsp;come vittime di Roma, ma come sue&nbsp;complici. \u00abLa Regione si \u00e8 calata le braghe\u00bb lamenta Mauro Pili, giornalista e attivista nonch\u00e9 ex-presidente della Regione Sardegna: \u00abLa classe politica di questo territorio non ha alzato un dito&nbsp;per connivenza con i partiti nazionali\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ferita con le amministrazioni locali si \u00e8 irrimediabilmente lacerata quando la societ\u00e0 civile ha presentato una proposta di legge alternativa sull\u2019identificazione delle aree idonee. Si tratta della&nbsp;<a href=\"https:\/\/coordinamentogallura.it\/proposta-di-legge\/\">Pratobello 24<\/a>,&nbsp;mai giunta in discussione&nbsp;in Consiglio regionale. Zuddas, che ne \u00e8 portavoce ufficiale, denuncia che \u00abil peggiore insulto \u00e8 stato quello di&nbsp;mettere una legge di iniziativa popolare&nbsp;in un cassetto&nbsp;dicendo \u2018la legge siamo noi\u2019\u00bb, ricordando come, nella torrida estate sarda e in appena due settimane, pi\u00f9 di&nbsp;200 mila persone&nbsp;si fossero mobilitate a firmarla. Anche perch\u00e8 \u00abNon abbiamo posto la condizione di approvarla\u00bb continua, \u00abma che venisse quantomeno discussa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abWe have asked for Sardinia to be divided into energy districts. Each district has its own characteristics, its own needs,\u00bb clarifies Pisci, making it clear that \u00abthe energy grid should be modernized first, and then a tailored transition made,\u00bb with regard for the CERs.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Zuddas clarifies: \u00abThe protest against energy speculation is not against renewable energy. What we are demanding is to be able to decide how and where to produce renewable energy.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019anti-colonialismo internazionalista per un&nbsp;<em>Fair winds<\/em>&nbsp;to tomorrow's resistance<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa pongono sull\u2019incomprensione del locale rispetto alla valenza tecnologica del progresso\u00bb riflette Pisci. \u00abMa quella che loro chiamano modernit\u00e0 ha portato&nbsp;306 dei nostri 377 comuni in regresso demografico. Quindi, devono ancora spiegarmi&nbsp;in cosa consiste una modernit\u00e0 che, anzich\u00e9 arricchire i territori, li svuota\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">During the demonstration in Alghero at the end of November, a young woman from the collective&nbsp;<em>A doorway<\/em>, rete che si oppone all\u2019occupazione militare della Sardegna, prende la parola: \u00abA tutti quei giovani sardi che non vedono il futuro e si stanno lasciando andare, io dico:&nbsp;non \u00e8 colpa nostra ma \u00e8 compito nostro reagire\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attualmente&nbsp;l\u2019emigrazione&nbsp;\u00e8 un fenomeno diffuso fra i giovani sardi piegati dalla crisi. \u00abDa un punto di vista demografico siamo una preda facile&nbsp;perch\u00e9 sono rimasti soprattutto gli anziani e la propriet\u00e0 della terra, a causa della crisi dell\u2019agricoltura e dell\u2019allevamento, non ha pi\u00f9 quella valenza che poteva avere decenni fa\u00bb continua Pisci. E in caso di impianti FER,&nbsp;chi resiste senza vendere subisce l\u2019esproprio&nbsp;per pubblica utilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con le parole di Zuncheddu, mentre \u00abla politica senza morale \u00e8 brigantaggio\u00bb, non basta la \u00abguerriglia legale\u00bb, come la definisce Pili. In un clima di \u00absfiducia nella politica e crisi della militanza\u00bb, come puntualizza Zuddas, \u00e8 imprescindibile&nbsp;una presenza, tanto di piazza quanto virtuale, che sia capillare e rappresentativa dell\u2019intera societ\u00e0: fra gli organizzatori di assemblee cittadine in citt\u00e0 ubicate ai poli opposti dell\u2019isola, spesso si rivedono gli stessi volti, mentre solo alcuni giovani si dedicano l\u2019attivismo digitale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Today, mobilisations against Israel's crimes in Palestine seem to offer new intersectional horizons of struggle: \u00abThe great challenge now is to engage this new militant generation,\u00bb says Pisci, because \u00abthe forms of colonialism and supremacy that one directly experiences are no less serious than those experienced by other peoples\u00bb: the distinction is, if anything, between settler colonialism and extractive colonialism.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abWe are naturally awaiting this generational change with great necessity,\u00bb he continues, since \u00abwe cannot be turning over construction sites with retired workers. We cannot ask a generation that already participated in \u00bb68 to also participate in '28 or '38.\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto, \u00abLa mobilitazione che c\u2019\u00e8, \u00e8 ancora una febbrile fiammella\u00bb, ammette realisticamente Pili. Che per\u00f2, sotto quello stesso vento che fa girare centinaia di pale eoliche su suolo e mare sardo, e quel sole che alimenta migliaia di impianti fotovoltaici, pu\u00f2 far scaturire \u00abun incendio popolare, sociale, di reazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Kritica \u2013 Riproduzione parziale consentita dietro cortese richiesta e accordo, citando la fonte e inserendo link all\u2019articolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">PHOTO CREDITS: \u00a9 Giulia Venturini\/Lorenzo Timilli<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Sardinia, the green colonialism takes the form of wind and photovoltaic installations imposed from above. The population is mobilising. 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