{"id":13670,"date":"2026-06-14T09:53:30","date_gmt":"2026-06-14T07:53:30","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=13670"},"modified":"2026-06-14T09:53:31","modified_gmt":"2026-06-14T07:53:31","slug":"confessioni-di-un-recensore-di-libri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/","title":{"rendered":"Confessions of a book reviewer"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Questo articolo scritto da Orwell per <\/em>Tribune<em>, pubblicato il 3 maggio 1946, \u00e8 parte di una vasta produzione pubblicistica in cui esplora e critica il mondo dell\u2019editoria e della letteratura con la consueta sincerit\u00e0 ironica, disincantata e umanista al tempo stesso, portando sotto i riflettori in questo caso il mestiere impossibile del recensore di libri. Tutte le traduzioni della nostra rubrica Orwell sono affidate alla penna della talentuosa ed esperta traduttrice letteraria Anna Martini.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019aria fredda ma viziata di una camera da letto-soggiorno, con mozziconi di sigaretta e tazze di t\u00e8 mezze vuote sparsi ovunque, un uomo in vestaglia tarmata siede a un tavolo traballante, cercando di far spazio alla macchina da scrivere circondata da pile di fogli polverosi. Non pu\u00f2 buttarli via perch\u00e9 il cestino \u00e8 gi\u00e0 stracolmo, e inoltre, l\u00ec in mezzo alla corrispondenza inevasa e alle bollette non pagate, potrebbe esserci un assegno da due ghinee che \u00e8 quasi sicuro di aver dimenticato di versare in banca. Ci sono anche lettere con indirizzi che andrebbero trascritti nella rubrica. Rubrica che lui ha perso, e il pensiero di cercarla, o a dire il vero di cercare qualsiasi cosa, gli desta acuti impulsi suicidi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha trentacinque anni ma ne dimostra cinquanta. \u00c8 calvo, ha le vene varicose e porta gli occhiali, o meglio, li porterebbe se non perdesse regolarmente il suo unico paio. In condizioni normali \u00e8 denutrito, ma se ultimamente gli \u00e8 andata bene, \u00e8 reduce da una sbornia. Sono le undici e mezzo del mattino e, secondo programma, dovrebbe essere al lavoro gi\u00e0 da due ore; ma anche se ci si fosse messo d\u2019impegno, lo squillo pressoch\u00e9 continuo del telefono, gli strilli del bambino, il frastuono di un trapano a percussione in strada e le suole pesanti dei creditori su e gi\u00f9 per le scale glielo avrebbero impedito. L\u2019ultima interruzione \u00e8 stata la seconda distribuzione della posta, che gli ha portato due circolari e un\u2019ingiunzione di pagamento delle imposte stampata in rosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inutile dire che questa persona \u00e8 uno scrittore. Potrebbe essere un poeta, un romanziere, uno sceneggiatore o un autore di programmi radiofonici \u2013 quelli che si occupano di letteratura si assomigliano tutti \u2013 ma diciamo che \u00e8 un recensore di libri. Seminascosto tra i mucchi di fogli c\u2019\u00e8 un grosso pacco contenente cinque volumi, inviati dal suo redattore con un biglietto secondo cui \u201cdovrebbero andar bene insieme\u201d. Sono arrivati quattro giorni fa, ma per quarantotto ore una paralisi morale ha impedito al recensore di aprire il pacco. Ieri, in un attimo di risolutezza, ha strappato lo spago e ha scoperto che i cinque volumi erano\u00a0<em>Attraverso la<\/em>\u00a0<em>Palestina inquieta<\/em>,\u00a0<em>L\u2019allevamento scientifico dei bovini da latte<\/em>,\u00a0<em>Breve storia della democrazia europea<\/em>\u00a0(quest\u2019ultimo di 680 pagine e due chili di peso),\u00a0<em>Usanze tribali nell\u2019Africa orientale portoghese<\/em>\u00a0e un romanzo,\u00a0<em>Sdraiati \u00e8 pi\u00f9 bello<\/em>, probabilmente incluso per errore<a href=\"applewebdata:\/\/D7E3E2E6-71E8-48F9-9A28-2FA9BE05B33B#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. La sua recensione \u2013 diciamo ottocento parole \u2013 dev\u2019essere \u201cdentro\u201d per domani a mezzogiorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre di questi libri trattano argomenti di cui sa talmente poco che dovr\u00e0 leggere almeno una cinquantina pagine se vuole evitare di scrivere castronerie che lo tradirebbero non solo agli occhi dell\u2019autore (il quale, ovviamente, ben conosce le abitudini dei recensori), ma anche a quelli del lettore comune. Entro le quattro del pomeriggio avr\u00e0 spacchettato i libri, ma l\u2019ansia ancora gli impedir\u00e0 di aprirli. La prospettiva di doverli leggere, e persino l\u2019odore della carta, gli sorride quanto la prospettiva di mangiare un budino freddo di riso in polvere all\u2019olio di ricino. Eppure, per strano che sia, il pezzo arriver\u00e0 in ufficio in tempo. Ci arriva sempre in tempo, in un modo o nell\u2019altro. Verso le nove di sera sar\u00e0 relativamente lucido, e fino alle ore piccole se ne star\u00e0 seduto in una stanza che si fa sempre pi\u00f9 fredda, con il fumo di sigaretta sempre pi\u00f9 denso, sfogliando con mano esperta un libro dopo l\u2019altro ed emettendo per ciascuno la sentenza: \u201cDio, che fesseria!\u201d Al mattino, con gli occhi annebbiati, scontroso, la barba non fatta, fisser\u00e0 per un\u2019ora o due un foglio bianco finch\u00e9 la lancetta minacciosa dell\u2019orologio non lo sproner\u00e0 all\u2019azione. E di colpo comincer\u00e0 a darci sotto. Tutte le formule trite e ritrite \u2013 \u201cun libro da non perdere\u201d, \u201cqualcosa di memorabile in ogni pagina\u201d, \u201cdi particolare interesse sono i capitoli che trattano di, ecc. ecc.\u201d \u2013 balzeranno al loro posto come limatura di ferro che obbedisce al magnete, e la recensione finir\u00e0 esattamente alla lunghezza giusta e con circa tre minuti di anticipo. Nel frattempo sar\u00e0 arrivata per posta un\u2019altra pila di libri male assortiti e assai poco ghiotti. E cos\u00ec di seguito. Eppure, con quali grandi speranze era partita la carriera di questa creatura vessata e angariata, solo pochi anni fa!<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"xb30CnLoz2\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/lo-spirito-sportivo\/\">Lo spirito sportivo<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cLo spirito sportivo\u201d \u2014 Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/lo-spirito-sportivo\/embed\/#?secret=FIlasd8dpN#?secret=xb30CnLoz2\" data-secret=\"xb30CnLoz2\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi sembra che esageri? A qualsiasi recensore abituale \u2013 chiunque recensisca, diciamo, almeno un centinaio di libri all\u2019anno \u2013 domando se possa onestamente negare che le sue abitudini e il suo carattere corrispondano alla mia descrizione. Ogni scrittore ricorda un personaggio simile, ma recensire libri a getto continuo, in modo indiscriminato, \u00e8 un lavoro straordinariamente ingrato, irritante ed estenuante. Non solo si tratta di elogiare porcherie \u2013 certo si tratta anche di questo, come mostrer\u00f2 tra un attimo \u2013 ma di&nbsp;<em>inventare<\/em>&nbsp;reazioni a libri che non suscitano il bench\u00e9 minimo sentimento spontaneo. Il recensore, per quanto stremato sia, nutre per i libri un interesse professionale, e delle migliaia che escono ogni anno, ce ne sono forse cinquanta o cento di cui gli piacerebbe scrivere. Se \u00e8 un eccellente professionista, potrebbe riuscire a procurarsene dieci o venti; ma \u00e8 pi\u00f9 probabile che se ne accaparri due o tre. Per il resto il suo lavoro, per quanto coscienzioso nell\u2019esaltare o nel condannare, \u00e8 in sostanza un\u2019impostura. Egli getta nello scarico il suo spirito immortale, un bicchiere alla volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le recensioni, in larghissima parte, offrono del libro in oggetto una descrizione lacunosa o fuorviante. Dopo la guerra, per gli editori \u00e8 diventato pi\u00f9 difficile mettere alle strette i redattori delle pagine letterarie e fargli incensare ogni libro che pubblicano; ma d\u2019altro canto il livello delle recensioni si \u00e8 abbassato, a causa della mancanza di spazio e di altre difficolt\u00e0. Vedendo i risultati, qualcuno suggerisce che la soluzione stia nel togliere le recensioni dalle mani degli scribacchini. I libri su argomenti specialistici dovrebbero essere trattati da esperti; gran parte delle recensioni, invece \u2013 specialmente di romanzi \u2013 sembrano scritte da dilettanti. Tutti i libri, o quasi, sono capaci di suscitare sentimenti appassionati, fossero pure di appassionata avversione, in lettori le cui idee al riguardo sarebbero certo pi\u00f9 interessanti di quelle di un professionista annoiato. Ma purtroppo, come ogni editore sa, questa \u00e8 una faccenda molto difficile da organizzare. In pratica l\u2019editore si ritrova sempre a ricorrere alla sua squadra di scribacchini \u2013 i \u201cfissi\u201d, come li chiama.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tutto questo non c\u2019\u00e8 rimedio, finch\u00e9 daremo per scontato che ogni libro meriti di essere recensito. \u00c8 quasi impossibile parlare di libri all\u2019ingrosso senza sperticarsi in lodi esagerate per quasi tutti. Finch\u00e9 non si ha con i libri un rapporto in qualche modo professionale, non si scopre quanto siano in larga parte scadenti. In ben pi\u00f9 di nove casi su dieci, l\u2019unica critica oggettivamente sincera sarebbe \u201cQuesto libro \u00e8 inutile\u201d, e l\u2019autentica reazione del recensore sarebbe probabilmente \u201cQuesto libro non mi interessa per niente, e non ne scriverei se non fossi pagato per farlo\u201d. Ma il pubblico non paga per leggere cose del genere. Perch\u00e9 dovrebbe? Vuole una qualche guida ai libri che gli si chiede di leggere, e vuole un giudizio. Ma non appena si accenna al valore, i criteri saltano. Perch\u00e9 se si dice \u2013 e quasi tutti i recensori dicono cose del genere almeno una volta alla settimana \u2013 che&nbsp;<em>Re Lear<\/em>&nbsp;\u00e8 un buon dramma e&nbsp;<em>I quattro giusti<a href=\"applewebdata:\/\/D7E3E2E6-71E8-48F9-9A28-2FA9BE05B33B#_ftn2\"><sup><strong>[2]<\/strong><\/sup><\/a><\/em>&nbsp;\u00e8 un buon giallo, che significato ha la parola \u201cbuono\u201d?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u00c8 quasi impossibile parlare di libri all\u2019ingrosso senza sperticarsi in lodi esagerate per quasi tutti. Finch\u00e9 non si ha con i libri un rapporto in qualche modo professionale, non si scopre quanto siano in larga parte scadenti. In ben pi\u00f9 di nove casi su dieci, l\u2019unica critica oggettivamente sincera sarebbe \u201cQuesto libro \u00e8 inutile\u201d, e l\u2019autentica reazione del recensore sarebbe probabilmente \u201cQuesto libro non mi interessa per niente, e non ne scriverei se non fossi pagato per farlo\u201d. <\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La soluzione migliore, mi \u00e8 sempre sembrato, sarebbe semplicemente ignorare la grande maggioranza dei libri e dedicare recensioni molto lunghe \u2013 non meno di mille parole \u2013 ai pochi che sembrano importanti. Brevi note di un paio di righe sui libri di prossima pubblicazione possono essere utili, ma la solita recensione media, di circa seicento parole, varr\u00e0 certamente ben poco, anche nel caso in cui il recensore desideri davvero scriverla. Normalmente non lo desidera, e i ritagli che sforna una settimana dopo l\u2019altra lo ridurranno presto al personaggio annichilito in vestaglia che ho descritto all\u2019inizio. Comunque, a questo mondo, tutti hanno qualcuno da poter guardare dall\u2019alto in basso, e devo dire, per l\u2019esperienza che ho di entrambi i mestieri, che il recensore di libri se la passa meglio del critico cinematografico, che non pu\u00f2 nemmeno lavorare a casa sua ma deve assistere a proiezioni per gli addetti ai lavori alle undici del mattino e, con un paio di notevoli eccezioni, presumibilmente vender\u00e0 il proprio onore per un bicchiere di sherry da due soldi.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/D7E3E2E6-71E8-48F9-9A28-2FA9BE05B33B#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>\u00a0Si tratta di titoli quasi certamente inventati. Di tutti questi, l\u2019unico a cui oggi si trova una traccia \u00e8\u00a0<em>Palestine at the Crossroads<\/em>, di Ladislas Farago, scritto nel 1937, cio\u00e8 quasi dieci anni prima dell\u2019articolo. Particolare che rinforza l\u2019idea che Orwell stesse giocando con la fantasia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/D7E3E2E6-71E8-48F9-9A28-2FA9BE05B33B#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>&nbsp;<em>The Four Just Men<\/em>, romanzo d\u2019esordio di Edgar Wallace (1905). (NdT)<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Kritica, per la sola traduzione qui pubblicata. I testi scritti da George Orwell in lingua originale, con la sola eccezione della sua corrispondenza privata, sono di dominio pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CREDITI FOTO: \u201cTea and Tobacco,\u201d George Orwell fotografato dal suo amico Vernon Richards, 1945. Fonte: Orwell Archive, University College London, ORWELL\/T\/2\/E\/3.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In this 1946 article for Tribune, Orwell ironically explores the impossible job of the book reviewer in the post-war publishing world.<\/p>","protected":false},"author":29,"featured_media":13671,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[2056,312],"tags":[2060,4315,2057,4319,2654,4317,4316,4318,2431],"ppma_author":[4152,4186],"class_list":["post-13670","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-orwell","category-tutti-gli-articoli","tag-anna-martini","tag-editoria","tag-george-orwell","tag-giornalismo-culturale","tag-libri","tag-recensire-libri","tag-recensore-di-libri","tag-scrivere-libri","tag-tribune"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Orwell, Confessioni di un recensore di libri - Kritica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"In questo articolo per Tribune del 1946, Orwell esplora con ironia il mestiere impossibile del recensore di libri nell\u2019editoria post-guerra.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/culture\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Orwell, Confessioni di un recensore di libri - Kritica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"In questo articolo per Tribune del 1946, Orwell esplora con ironia il mestiere impossibile del recensore di libri nell\u2019editoria post-guerra.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/kritica.it\/en\/culture\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Kritica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/people\/Kritica\/61571651969391\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-06-14T07:53:30+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-06-14T07:53:31+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Orwell-alla-scrivania.webp\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1600\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1067\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/webp\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"George Orwell, Anna Martini\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@kritica_news\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@kritica_news\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Written by\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"George Orwell\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Estimated reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"9 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"NewsArticle\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/cultura\\\/orwell\\\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/cultura\\\/orwell\\\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"George Orwell\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/b7efa7630d7bedbfbbd413851d6e5f70\"},\"headline\":\"Confessioni di un recensore di libri\",\"datePublished\":\"2026-06-14T07:53:30+00:00\",\"dateModified\":\"2026-06-14T07:53:31+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/cultura\\\/orwell\\\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\\\/\"},\"wordCount\":1664,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/cultura\\\/orwell\\\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/06\\\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp\",\"keywords\":[\"Anna Martini\",\"editoria\",\"George Orwell\",\"giornalismo culturale\",\"libri\",\"recensire libri\",\"recensore di libri\",\"scrivere libri\",\"Tribune\"],\"articleSection\":[\"Orwell\",\"Tutti gli articoli di Kritica\"],\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/cultura\\\/orwell\\\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/cultura\\\/orwell\\\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/cultura\\\/orwell\\\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\\\/\",\"name\":\"Orwell, Confessioni di un recensore di libri - Kritica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/cultura\\\/orwell\\\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/cultura\\\/orwell\\\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/06\\\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp\",\"datePublished\":\"2026-06-14T07:53:30+00:00\",\"dateModified\":\"2026-06-14T07:53:31+00:00\",\"description\":\"In questo articolo per Tribune del 1946, Orwell esplora con ironia il mestiere impossibile del recensore di libri nell\u2019editoria post-guerra.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/cultura\\\/orwell\\\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/cultura\\\/orwell\\\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/cultura\\\/orwell\\\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/06\\\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/06\\\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp\",\"width\":860,\"height\":1067,\"caption\":\"\u201cTea and Tobacco,\u201d George Orwell fotografato dal suo amico Vernon Richards, 1945. Fonte: Orwell Archive, University College London, ORWELL\\\/T\\\/2\\\/E\\\/3.\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/cultura\\\/orwell\\\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Confessioni di un recensore di libri\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/\",\"name\":\"kritica\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"La fisica dei punti di vista.\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#organization\",\"name\":\"kritica\",\"alternateName\":\"Un portale, aperiodico per ora, in cui troverai articoli di analisi, interviste, notizie, reportage, letture di libri, film, serie TV\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/01\\\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/01\\\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg\",\"width\":2282,\"height\":717,\"caption\":\"kritica\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/people\\\/Kritica\\\/61571651969391\\\/\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/kritica_news\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/kritica.it\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/@Kritica_it\",\"https:\\\/\\\/t.me\\\/pazzafolla\",\"https:\\\/\\\/www.tiktok.com\\\/@kritica_it\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/b7efa7630d7bedbfbbd413851d6e5f70\",\"name\":\"George Orwell\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/06\\\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp7da97e3e12ac096ce24c244561dfa297\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/06\\\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/06\\\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp\",\"caption\":\"George Orwell\"},\"description\":\"Pseudonimo di Eric Arthur Blair (1903-1950). Nato in India da una famiglia di funzionari britannici della borghesia medio-bassa, mor\u00ec di tubercolosi a soli 46 anni. Scrittore, giornalista, saggista letterario e politico, i suoi scritti hanno puntellato il secolo di utopie e distopie in cui ha vissuto grazie a un acume critico e a un coraggio ideale fuori da ogni dottrina e dogma, alla ricerca di verit\u00e0 intellettuale.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/en\\\/author\\\/george-orwell\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Orwell, Confessioni di un recensore di libri - Kritica","description":"In this 1946 article for Tribune, Orwell ironically explores the impossible job of the book reviewer in the post-war publishing world.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/kritica.it\/en\/culture\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/","og_locale":"en_GB","og_type":"article","og_title":"Orwell, Confessioni di un recensore di libri - Kritica","og_description":"In questo articolo per Tribune del 1946, Orwell esplora con ironia il mestiere impossibile del recensore di libri nell\u2019editoria post-guerra.","og_url":"https:\/\/kritica.it\/en\/culture\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/","og_site_name":"Kritica","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/people\/Kritica\/61571651969391\/","article_published_time":"2026-06-14T07:53:30+00:00","article_modified_time":"2026-06-14T07:53:31+00:00","og_image":[{"width":1600,"height":1067,"url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Orwell-alla-scrivania.webp","type":"image\/webp"}],"author":"George Orwell, Anna Martini","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@kritica_news","twitter_site":"@kritica_news","twitter_misc":{"Written by":"George Orwell","Estimated reading time":"9 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/"},"author":{"name":"George Orwell","@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/person\/b7efa7630d7bedbfbbd413851d6e5f70"},"headline":"Confessioni di un recensore di libri","datePublished":"2026-06-14T07:53:30+00:00","dateModified":"2026-06-14T07:53:31+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/"},"wordCount":1664,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp","keywords":["Anna Martini","editoria","George Orwell","giornalismo culturale","libri","recensire libri","recensore di libri","scrivere libri","Tribune"],"articleSection":["Orwell","Tutti gli articoli di Kritica"],"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/","url":"https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/","name":"Orwell, Confessioni di un recensore di libri - Kritica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp","datePublished":"2026-06-14T07:53:30+00:00","dateModified":"2026-06-14T07:53:31+00:00","description":"In this 1946 article for Tribune, Orwell ironically explores the impossible job of the book reviewer in the post-war publishing world.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/#primaryimage","url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp","contentUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp","width":860,"height":1067,"caption":"\u201cTea and Tobacco,\u201d George Orwell fotografato dal suo amico Vernon Richards, 1945. Fonte: Orwell Archive, University College London, ORWELL\/T\/2\/E\/3."},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/kritica.it\/cultura\/orwell\/confessioni-di-un-recensore-di-libri\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/kritica.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Confessioni di un recensore di libri"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/kritica.it\/#website","url":"https:\/\/kritica.it\/","name":"criticism","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#organization"},"alternateName":"La fisica dei punti di vista.","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/kritica.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"en-GB"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/kritica.it\/#organization","name":"criticism","alternateName":"Un portale, aperiodico per ora, in cui troverai articoli di analisi, interviste, notizie, reportage, letture di libri, film, serie TV","url":"https:\/\/kritica.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg","contentUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg","width":2282,"height":717,"caption":"kritica"},"image":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/people\/Kritica\/61571651969391\/","https:\/\/x.com\/kritica_news","https:\/\/www.instagram.com\/kritica.it\/","https:\/\/www.youtube.com\/@Kritica_it","https:\/\/t.me\/pazzafolla","https:\/\/www.tiktok.com\/@kritica_it"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/person\/b7efa7630d7bedbfbbd413851d6e5f70","name":"George Orwell","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp7da97e3e12ac096ce24c244561dfa297","url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp","contentUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp","caption":"George Orwell"},"description":"Pseudonym of Eric Arthur Blair (1903\u20131950). Born in India to a family of lower-middle-class British officials, he died of tuberculosis at just 46 years old. A writer, journalist, literary essayist, and politician, his writings underpinned the century of utopias and dystopias in which he lived, thanks to a critical insight and an ideal courage free from any doctrine or dogma, in pursuit of intellectual truth.","url":"https:\/\/kritica.it\/en\/author\/george-orwell\/"}]}},"authors":[{"term_id":4152,"user_id":29,"is_guest":0,"slug":"george-orwell","display_name":"George Orwell","avatar_url":{"url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp","url2x":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Orwell-alla-scrivania-e1781423819910.webp"},"author_category":"1","first_name":"","last_name":"","user_url":"","job_title":"","description":"Pseudonym of Eric Arthur Blair (1903\u20131950). Born in India to a family of lower-middle-class British officials, he died of tuberculosis at just 46 years old. A writer, journalist, literary essayist, and politician, his writings underpinned the century of utopias and dystopias in which he lived, thanks to a critical insight and an ideal courage free from any doctrine or dogma, in pursuit of intellectual truth."},{"term_id":4186,"user_id":32,"is_guest":0,"slug":"anna-martini","display_name":"Anna Martini","avatar_url":{"url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/207f2378-841c-416b-9daa-df5ab582d46e.jpg","url2x":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/207f2378-841c-416b-9daa-df5ab582d46e.jpg"},"author_category":"1","first_name":"","last_name":"","user_url":"","job_title":"","description":"Born in 1963, from Turin but also a bit of Naples. She has been translating novels \u2013 and some essays \u2013 for almost thirty years. Her works have been published by Fanucci, Sperling&amp;Kupfer, Editrice Nord, Einaudi, Mondadori, Piemme."}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13670","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13670"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13670\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13672,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13670\/revisions\/13672"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13671"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13670"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13670"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=13670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}