{"id":13711,"date":"2026-06-16T18:13:03","date_gmt":"2026-06-16T16:13:03","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=13711"},"modified":"2026-06-17T16:46:07","modified_gmt":"2026-06-17T14:46:07","slug":"the-sky-was-also-crying-interview-with-uljana-gazidede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/societa\/piangeva-anche-il-cielo-intervista-a-uljana-gazidede\/","title":{"rendered":"Even the sky was weeping. An interview with Uljana Gazidede"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Uljana Gazidede \u00e8 nata in Albania e risiede in Italia da oltre trent\u2019anni anni. Naturalizzata italiana, di professione avvocata, si occupa di difendere i diritti dei migranti in tutti i tribunali d\u2019Italia. In questi giorni in cui l\u2019Albania \u00e8 sotto i riflettori per la cosiddetta \u201crivoluzione dei fenicotteri\u201d, dialogare con lei sul rapporto fra Italia e Albania \u00e8 tanto pi\u00f9 interessante. L\u2019intervista che segue, iniziata prima che scoppiassero le proteste e proseguita durante, pu\u00f2 essere confrontata con l\u2019articolo di approfondimento sulle attuali proteste \u201c<a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/mobilisations\/from-italy-it-is-not-simple-to-understand-the-protests-in-albania\/\" type=\"post\" id=\"13697\">From Italy, it is not easy to understand the protests in Albania<\/a>\u201dby Alice Luta, to gauge similarities and differences in viewpoints.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019intervista a Uljana Gazidede \u00e8 parte di una rubrica di interviste curate da Asmae Dachan a personalit\u00e0 con storie di migrazione in Italia. <a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/author\/asmae-dachan\/\">Read Asmae Dachan's articles here<\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Uljana, c<strong>How would you present your homeland to the world?&nbsp;<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Well, Albania is a very beautiful, welcoming country, with decent, very humble, welcoming people who open their doors, and who, even if they have little, love to share it. There's also a saying, \u201cWhen they knock on our door, we open it and say welcome,\u201d as if to say, \u201cAt our table, even if there's only bread and salt, you are welcome.\u201d The people are proud, attached to their roots, to their traditions, they are very tolerant of other cultures and nationalities. They don't have genuine prejudices. Having endured communism for so many years, they have learned to suffer in silence, not to be critical a priori. We can say that Albanians, in general, have a well-defined character, warm-blooded, yet they are willing to accept, sometimes in a very subdued way, what others tell them, especially when they are not in their own country, particularly towards Italians.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Why?<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Among Albanians, there is a visceral love for all things Italian. Even without prior personal acquaintance, Italians are automatically considered trustworthy people and are welcomed with open arms, as if they were at home. There are historical reasons for this. First and foremost, because Albanians, starting in the 1400s, made the first migrations to Italy. Even back in the time of Skanderbeg (<em><a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/scanderbeg_(Enciclopedia-Italiana)\/\">Giorgio Castriota, known as Skanderbeg<\/a>, was an Albanian prince and general who led his countrymen in rebellion against the Ottoman Turkish occupation of Albania<\/em>) the first mass emigration to Italy took place, where many were welcomed, giving rise to the first communities of <em>Arb\u00ebresh<\/em> (albanesi d\u2019Italia). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la Seconda guerra mondiale l\u2019Albania divenne protettorato italiano; c&#8217;era il re d&#8217;Italia e d&#8217;Albania, con grande vanto ovviamente, tanto che ancora oggi in Albania si vede tutto quello che gli italiani hanno costruito all&#8217;epoca.&nbsp;La citt\u00e0 di Durazzo ha tutto il boulevard in stile neoclassico, mentre ci sono monumenti palesemente in stile fascista; anche a Tirana ci\u00f2 \u00e8 visibile, specialmente le sedi dei vari ministeri. C&#8217;\u00e8 un&#8217;impronta chiara, evidente, del lavoro che hanno fatto gli italiani. Va ricordato che, durante l&#8217;occupazione, al contrario dei nazisti, gli italiani furono generalmente ben accolti; non vennero mai visti come invasori.&nbsp;Il&nbsp;popolo albanese ha salvato soldati italiani. Ho un ricordo legato a mio nonno, che faceva il cuoco; considerata la sua professione, i nazisti non gli fecero la perquisizione a casa e nel suo sottoscala ha potuto cos\u00ec salvare la vita a tre soldati napoletani. Grazie a loro ha poi imparato come cucinare all&#8217;italiana; c\u2019\u00e8 stato un interscambio culturale, culinario. All\u2019epoca c&#8217;erano i piccoli balilla. Mio padre, che \u00e8 del 1930, ha partecipato egli stesso alla formazione.&nbsp;Durante il protettorato italiano c&#8217;erano le suore che portavano i bambini albanesi a San Benedetto del Tronto per trasformarli in balilla. Quindi, per una ragione o per l\u2019altra, c&#8217;\u00e8 stato un interscambio con l&#8217;Italia in varie epoche, fino alla chiusura totale, con la definitiva interruzione dei rapporti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>And so, we arrive at 1991, at Vlor\u00eb, at the great exodus. The younger ones might need to hear this story.&nbsp;<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, questa \u00e8 una storia a tratti commovente, a tratti scioccante. Quando sono venuta in Italia avevo diciotto anni, subito dopo aver finito il liceo. Fino a un certo momento eravamo tutti seduti sui banchi di scuola, poi mi sono trovata in aula con un solo compagno. All&#8217;improvviso la gente era come impazzita, prendevano d&#8217;assalto il porto di Durazzo, l&#8217;unico dove attraccavano navi mercantili. Fu presa d&#8217;assalto la Vlora, che arrivava dal porto di Brindisi, mentre molte persone si rifugiavano nelle ambasciate a Tirana. A scatenare il panico e l\u2019esodo fu un discorso di Ramiz Al\u00eca (fedelissimo e successore del dittatore <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/enver-hoxha\/\">Enver Hoxha<\/a>, ndr), che dichiar\u00f2 che il Paese era in bancarotta, che non c\u2019era pi\u00f9 da mangiare per nessuno e che tutti erano liberi. Era un momento di transizione politica molto difficile, dove le proteste dei giovani universitari ebbero un\u2019eco importante.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>What do you remember about those days?<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho immagini nitide di quell\u2019epoca. Un momento spartiacque \u00e8 stato sicuramente l\u2019abbattimento della statua del dittatore Enver Hoxha, in piena piazza Skanderbeg, proprio per mano degli studenti, che hanno dato vita a una vera e propria rivoluzione che si \u00e8 trasformata a tratti in guerra civile. Non potr\u00f2 mai dimenticare che le strade delle nostre citt\u00e0 sono state invase dai mezzi militari, n\u00e9 le immagini delle persone inermi a cui veniva sparato perch\u00e9 facevano manifestazioni. In Albania all&#8217;epoca era vietato dimostrare per strada il proprio dissenso e quelli furono momenti terribili. L\u2019esodo di massa inizi\u00f2 con i primi voli di Stato che furono fatti per portare via la gente che si era ammassata nelle ambasciate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gente era terrorizzata, non voleva uscire da quelle sedi e chiedeva solo di partire per l\u2019estero, e gli Stati hanno organizzato voli dedicati, ma questo ha incoraggiato sempre pi\u00f9 persone a scavalcare le recinsioni e invadere le sedi diplomatiche, che a un certo punto hanno chiuso. Fu in quel momento che, presi dalla fame e dalla disperazione, molti albanesi sono corsi in massa verso il porto di Durazzo. Alcuni arrivavano scalzi, emaciati, e si arrampicavano per prendere un posto su quella famosa nave, senza sapere dove fosse diretta e se sarebbe partita. Le mamme piangevano disperate, spaventate per i propri figli che da giorni non mangiavano. Persino il tempo piangeva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">It was a kind of collective mourning among the people crammed onto the ships, with a great fear of the unknown. The desire for freedom, to escape a place where people were dying, had created a surreal situation, which I truly can't describe in words. I was a high school student and I remember it all with pain; that memory often comes back to me. It was raining, as if even the sky was crying.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>C\u2019\u00e8 indubbiamente una connessione tra la scelta di diventare una donna di legge, un\u2019avvocata per i diritti dei migranti e quella giornata grigia, dove anche il cielo piangeva<\/strong>.<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Penso che tutto il mio percorso di vita sia effettivamente stato segnato da quelle scene, e credo in modo profondo nelle scelte che ho intrapreso. Decisi che mi sarei dedicata alla Legge, che sarei andata a studiare giurisprudenza a Tirana, ma, nonostante il regime fosse caduto, c\u2019era ancora il sistema del numero chiuso, che non era solo legato al merito ma anche al partito, ai legami personali. Da figlia di un uomo che aveva combattuto il regime, proveniente da una famiglia di oppositori che hanno conosciuto la carcerazione, che sono stati internati per motivi religiosi \u2013 mio nonno faceva l&#8217;<em>imam<\/em> del paese \u2013 avevo le porte sbarrate. I miei zii erano tutti laureati, professori universitari, chi di Matematica, chi Filosofia e chi studiava le lingue, dal persiano, all\u2019arabo; gente acculturata che si opponeva al regime. Uno degli zii \u00e8 morto in carcere per difendere le proprie idee, la sua libert\u00e0. Ero quindi consapevole di non avere alcuna speranza di poter frequentare Giurisprudenza. L\u2019unica opzione era iscrivermi per corrispondenza a qualche facolt\u00e0, ma non era assolutamente quello che desideravo. Il bisogno di giustizia cresceva dentro di me, cos\u00ec ho chiesto ai miei genitori un sacrificio e ho comunicato loro che desideravo andare a studiare in Italia. Gi\u00e0 al liceo studiavo la lingua italiana, la parlavo molto bene.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>And so his new life in Puglia began.<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1995 una signora italiana mi fece da garante, versando cinque milioni delle vecchie lire per iscrivermi all&#8217;Universit\u00e0 di Bari. Senza quell\u2019aiuto, non avrei avuto il visto. Ho restituito con gratitudine quella somma. All\u2019inizio \u00e8 stata dura, mi sentivo sola, lavoravo e studiavo contemporaneamente e con molto sacrificio sono riuscita in tre anni e mezzo a finire gli esami e laurearmi. Nella mia tesi mettevo a confronto il diritto della famiglia nella Costituzione italiana e quello albanese. Il professor <a href=\"https:\/\/www.uniba.it\/it\/ateneo\/nucleovalutazione\/curriculum-vitaee\/DAMMACCOGaetano.pdf\">Gaetano D\u2019Ammacco<\/a> mi diede lo spunto di occuparmi del diritto dell&#8217;immigrazione, sapendo che avrei voluto fare l\u2019avvocato. Fu un suggerimento importante; fino a quel momento avevo fatto sempre molta attenzione a dire che ero albanese. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano anni difficili e dire a Bari che si era albanesi equivaleva a essere esclusi, denigrati; alcuni avevano atteggiamenti fortemente razzisti, anche all\u2019universit\u00e0. C&#8217;erano persone che non ti si sedavano accanto al solo sospetto che potevi essere albanese. Avendo i tratti somatici di una donna slava o dell&#8217;Europa del nord, e parlando bene italiano, nessuno intuiva che potessi essere albanese, ma quando poi raccontavo quali erano le mie origini, molti si allontanavano e io ne ho sofferto molto.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Did you notice a form of discrimination in the gaze of others?&nbsp;<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, lo avvertivo anche quando davo il mio libretto, quando mi chiamavano, persino alcuni professori. Una volta una docente, scoperte le mie origini, mi ha rimproverato davanti a tutti dicendo che i miei connazionali le avevano rubato l\u2019auto e poi ha elencato fatti di cronaca di cui i giornali erano pieni. In quegli anni i titoli dei giornali a Bari, ma posso dire anche in tutta Italia, non erano tanto carini nei confronti degli albanesi; venivamo sbattuti in prima pagina sempre con titoli offensivi. Bastava che una persona delinquesse perch\u00e9 tutta la comunit\u00e0 venisse offesa, insultata. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti noi che invece ci impegnavamo duramente, rispettando le regole, restando ligi al dovere, non facevamo notizia, anzi. Ricordo che a casa mia arrivavano telefonate ogni volta che un albanese commetteva un reato. \u201cHai sentito quello che ha fatto?\u201d Io chiedevo perch\u00e9 chiamassero me, cosa c\u2019entrassi io. Questa cosa mi faceva specie. Ho dovuto cambiare anche diverse comitive, perch\u00e9 spesso capitava che qualcuno iniziasse senza un perch\u00e9 a elencare le malefatte di qualche straniero raccontate dai giornali e io non lo sopportavo. Era veramente uno stillicidio quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, per fortuna, le cose sono cambiate. Potrei dire che negli ultimi anni c\u2019\u00e8 stato un cambiamento importante del racconto degli albanesi e dell&#8217;Albania; adesso la gente ci va a fare le vacanze, hanno scoperto che \u00e8 un Paese meraviglioso, mi chiedono consigli, cosa vedere, dove andare a mangiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In your opinion, what has brought about this new attitude?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Because the years have passed, and not in vain. There has also been an actual change in Albania, a <em>boom<\/em> economical and more, which has progressively led to a different narrative. Today it's common to hear people who have visited Albania for tourism and fallen in love with it, who have seen firsthand the reality of a welcoming, sunny people and a country that has suffered, yes, but has never lost its beauty and generosity. But it's also and above all because many Albanians who have become naturalised Italians have become doctors, lawyers, judges, and high-level professionals. Over the years, our generation, which has suffered greatly but has forged a constructive path, a truly active citizenship, has become an example that has changed perspectives, the narrative.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-8f761849 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"sEDRgHhzn5\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/culture\/being-a-foreigner-means-not-having-a-history-for-others-interview-with-gassid-mohammed\/\">\u201cTo be a foreigner means not having a history for others\u201d: interview with Gassid Mohammed<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cBeing a foreigner means not having a history for others\u201c: interview with Gassid Mohammed \u2013 Kritika\" src=\"https:\/\/kritica.it\/cultura\/essere-straniero-vuol-dire-non-avere-una-storia-per-gli-altri-intervista-a-gassid-mohammed\/embed\/#?secret=AjeJVat9jU#?secret=sEDRgHhzn5\" data-secret=\"sEDRgHhzn5\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Oggi l\u2019Albania \u00e8 nuovamente protagonista rispetto al tema delle migrazioni, in particolare per l\u2019apertura dei cosiddetti centri per il rimpatrio. Come avvocato che difende i diritti dei migranti, come vive questa realt\u00e0?&nbsp;<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho iniziato a documentarmi subito su questo accordo tra lo Stato italiano e quello albanese, e mi pare davvero un\u2019idea malsana, in nome del \u201cvil denaro\u201d. Perch\u00e9 \u00e8 tutto dovuto a questo. Gjad\u00ebr \u00e8 un posto dove gli albanesi stessi non andavano perch\u00e9 era una zona militare, un posto effettivamente inaccessibile e renderlo ancora pi\u00f9 estraneo al Paese, consegnandolo nelle mani di un altro Stato, \u00e8 folle. Gjad\u00ebr adesso \u00e8 territorio italiano; \u00e8 come se fosse un pezzo dell&#8217;Italia all&#8217;interno dell&#8217;Albania. Questo perch\u00e9, giuridicamente, per poter poi processare le persone e detenerle bisognava necessariamente fare un accordo di questa natura, dove Gjad\u00ebr diventasse competenza esclusiva dello Stato Italiano giuridicamente e processualmente. Tant&#8217;\u00e8 vero che i procedimenti vengono svolti in Italia, non vengono svolti in Albania. Tutte le udienze sono celebrate in Camera di Consiglio sui portali telematici, esclusivamente con la Corte d&#8217;Appello di Roma, che \u00e8 l&#8217;unica Corte competente a giudicare i richiedenti asilo, che vengono letteralmente deportati dall\u2019Italia in modo arbitrario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Working on various cases, we have discovered that people are often brought to Albania who actually have administrative, rather than criminal, problems. They do not have criminal records, as is claimed, and they are not even subjected to the psychophysical evaluation that should be carried out before introducing someone to detention and expelling them.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"0hhlC5tw7w\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/justice\/the-ppps-are-the-window-through-which-the-privatisation-of-the-italian-prison-system-is-passing\/\">The CPRs are the gateway through which the privatisation of the Italian prison system is taking place<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cThe CPRs are the window through which the privatisation of the Italian prison system is passing\u201d \u2014 Critics\" src=\"https:\/\/kritica.it\/giustizia\/i-cpr-sono-la-finestra-da-cui-passa-la-privatizzazione-del-sistema-carcerario-italiano\/embed\/#?secret=xuZRs0xykZ#?secret=0hhlC5tw7w\" data-secret=\"0hhlC5tw7w\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi hanno portato l\u00ec persone con patologie psichiche o psichiatriche, e gente con condizioni di salute gravi, che non possono assolutamente essere curate, in barba alla legge. Ma in Italia, per fortuna, la Legge ha un valore e c\u2019\u00e8 chi la fa rispettare. Siamo arrivati al punto che ci\u00f2 che non ha fatto il governo, lo ha fatto la magistratura e per fortuna, mi vien da dire, che ci sono i giudici a Roma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Questi accordi, tra l\u2019altro, colpiscono i cittadini albanesi stessi.<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, c\u2019\u00e8 anche questa assurdit\u00e0. Che uno Stato come l&#8217;Albania, i cui cittadini sono ancora extracomunitari, si presti a far privare la libert\u00e0 i suoi stessi cittadini per irregolarit\u00e0 amministrative, sottoponendoli al trattenimento nei CPR, per me \u00e8 veramente una cosa fuori dal normale, oltre ogni grazia di Dio umanamente parlando e oltre ogni norma di decenza umana. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I would have expected the Albanian authorities, who came up with this agreement with the Italian authorities, to at least protect their own citizens, excluding them from these mechanisms. Today we have people whose passports simply expire, who have never committed any crimes, but are being taken to a CPR.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora che hanno tolto la possibilit\u00e0 di mettere il timbro sul passaporto, come si fa a dimostrare di essere legalmente sul territorio italiano? Questa \u00e8 l\u2019ennesima stortura del sistema. Lo Stato albanese si \u00e8 prestato a un accordo contro il suo popolo; per l&#8217;ennesima volta le scelte del governo albanese si rivelano anti-albanesi, anti-popolo, antidemocratiche. Non capisco perch\u00e9.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Torniamo agli aspetti pi\u00f9 belli del racconto sull\u2019Albania. Oggi conosciamo diversi artisti di origine albanese, che cantano e scrivono in italiano.&nbsp;<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The contribution of intellectuals in this sense is very important. In addition to the professional categories that were mentioned earlier, those who, through their music, dance, and literature, present a slice of their country and tell its story in Italian also contribute to an important change in attitude. I appreciate these artists, but, personally, I have a soft spot for artists, so to speak, of the classic kind, such as <a href=\"https:\/\/www.laltroveappuntidipoesia.com\/2024\/07\/04\/addio-a-ismail-kadare-laltrove\/\">Ismail Qadareh<\/a>, a man of great courage, who even during the regime wrote wonderful texts, using symbolism, evading censorship and communist ideology.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di un noto poeta, i cui libri sono stati tradotti anche in italiano e che aiutano a comprendere come \u00e8 cambiata l&#8217;Albania, com\u2019era durante il regime. Quello che per me lo distingue \u00e8 che \u00e8 stato poeta in un periodo in cui era veramente difficile emergere, scrivere ed essere cos\u00ec raffinato nel racconto senza farsi scoprire nell&#8217;esprimere il proprio pensiero e il proprio giudizio. Sono legata anche a figure come <a href=\"https:\/\/www.fishtainstitute.org\/biography\">Gjergj Fishta<\/a> who wrote stories that help us understand the real Albania, its tradition, culture, language, the importance of our civil resistance carried out by artists of great value, before and during the regime, people who did not hesitate to give their lives for their ideals.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">What do you think of the mobilisations in your country in recent weeks?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi giorni, in Albania, l\u2019attenzione pubblica \u00e8 concentrata su due questioni centrali: le accese proteste ambientaliste contro il grande progetto turistico legato alla societ\u00e0 del genero di Donald Trump, Jared Kushner, e il dibattito politico sul controverso accordo con l\u2019Italia per la gestione dei migranti, di cui abbiamo parlato poc&#8217;anzi.&nbsp;Le proteste contro il mega\u2011resort di Kushner hanno visto migliaia di manifestanti scendere in piazza a Tirana contro il progetto della societ\u00e0 Affinity Partners di Jared Kushner e la laguna di Vjosa\u2011Narta, considerate ecosistemi unici e vulnerabili. Il piano prevede la costruzione di strutture di lusso nell\u2019area protetta di Vjosa\u2011Narta \u2014 la cosiddetta \u201cprotesta dei fenicotteri\u201d \u2014 e sull\u2019isola di Sasan. I manifestanti accusano il primo ministro Edi Rama di speculazione immobiliare a danno dell\u2019ambiente e di alcune aree protette, mentre il governo sostiene che il progetto non sia ancora stato approvato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meno sotto i riflettori, anche il futuro dell\u2019accordo con l\u2019Italia sui migranti \u00e8 oggi al centro di una mobilitazione senza precedenti. Il protocollo firmato con il governo Meloni, che prevede la gestione dei richiedenti asilo nei centri di Gjad\u00ebr e Sh\u00ebngjin, \u00e8 al centro di un acceso confronto politico. Le dichiarazioni di alcuni funzionari di Tirana sul possibile mancato rinnovo dell\u2019intesa oltre il 2030 \u2014 in vista della futura adesione all\u2019UE \u2014 hanno provocato tensioni diplomatiche, poi rientrate dopo le rassicurazioni del premier albanese. I manifestanti chiedono trasparenza e fine della corruzione, denunciando una gestione del territorio che favorirebbe investitori stranieri e grandi capitali a scapito dei cittadini.&nbsp;&nbsp; Le proteste hanno spinto anche la Commissione Europea a intervenire, chiedendo all\u2019Albania di allinearsi alle normative ambientali dell\u2019Unione. Oggi, l\u2019Albania appare pi\u00f9 unita che negli ultimi trentacinque anni. Il popolo \u00e8 stanco di essere privato di tutto: della sanit\u00e0, dei beni essenziali, della propriet\u00e0 privata, dell\u2019ambiente. Non sopporta pi\u00f9 soprusi, corruzione dilagante, mancanza di prospettive, una narrazione filogovernativa distante dalla realt\u00e0, la progressiva erosione dei diritti fondamentali. Gli albanesi sembrano essersi finalmente risvegliati dal torpore. Da ogni parte del mondo stanno tornando a Tirana per unirsi alle manifestazioni e gridare:&nbsp;\u201cRama dimettiti! Rama vattene! Rama in galera!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Kritica \u2013 Partial reproduction allowed (no more than half an article) by citing the source and including the link. <\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uljana Gazidede, an Albanian lawyer specialising in migrants\u2019 rights, is fighting against Italian xenophobia, which she believes her own country is complicit in.<\/p>","protected":false},"author":43,"featured_media":13715,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[3,312],"tags":[801,2454,4425,3179,4426,634,4416,4431,4430,2858],"ppma_author":[4143],"class_list":["post-13711","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-societa","category-tutti-gli-articoli","tag-albania","tag-asmae-dachan","tag-dittatura-albanese","tag-migrazioni","tag-proteste-in-albania","tag-razzismo","tag-regime-comunista-albanese","tag-rivoluzione-dei-fenicotteri","tag-uljana-gazidede","tag-xenofobia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Piangeva anche il cielo. 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