{"id":14576,"date":"2026-08-27T12:32:12","date_gmt":"2026-08-27T10:32:12","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=14576"},"modified":"2026-09-22T17:43:52","modified_gmt":"2026-09-22T15:43:52","slug":"antonella-bundu-stay-woke-e-un-grido-storico-di-lotta-per-la-giustizia-sociale-rilanciamolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/lettere-a-kritica\/antonella-bundu-stay-woke-e-un-grido-storico-di-lotta-per-la-giustizia-sociale-rilanciamolo\/","title":{"rendered":"Antonella Bundu: &#8220;Stay woke&#8221; \u00e8 un grido storico di lotta per la giustizia sociale. Rilanciamolo"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Da un\u2019intervista di Alexandra Ocasio Cortez ad ABC nelle scorse settimane, fino a un intervento del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte su Repubblica, \u00e8 nato nella seconda met\u00e0 di agosto un frammentario ma interessante dibattito sul senso delle lotte e delle idee raccolte in un termine contenitore come \u201cwoke\u201d.&nbsp;<a href=\"https:\/\/kritica.substack.com\/p\/sul-woke-ci-stiamo-sbagliando\">La direttrice di Kritica Federica D\u2019Alessio \u00e8 intervenuta con uno speciale della sua newsletter \u201cCi stiamo sbagliando, ragazzi\u201d<\/a>. <\/em><br><em>Abbiamo<\/em> <em>pubblicato <a href=\"https:\/\/kritica.it\/lettere-a-kritica\/allargare-il-woke-decolonizzare-anche-il-sud-italiano\/\">l\u2019interessante lettera ricevuta dal nostro lettore e sostenitore Franco Fiordellisi<\/a>,<\/em>&nbsp;<em>da tanti anni militante sindacale nel territorio campano, e qui pubblichiamo un lungo intervento di <a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/tag\/antonella-bundu\/\">Antonella Bundu<\/a>, leader di \u201cSinistra Progetto Comune\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Stay Woke 2.0 &#8211; Non c\u2019\u00e8 diritto sociale senza diritto civile<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel novembre del 2024, subito dopo le elezioni americane, scrivevo che volevo tenere il punto. Tutti&nbsp;cercavano di spiegare perch\u00e9 avesse vinto Trump. Gli analisti&nbsp;di mestiere e quelli denoantri prendevano il voto americano, lo smontavano, lo stiravano, lo adattavano all&#8217;Italia, alla Toscana, a Firenze. E alla \ufb01ne la spiegazione sembrava sempre la stessa: la Sinistra aveva parlato troppo di identit\u00e0, troppo di discriminazioni, troppo di minoranze, troppo di diritti. &#8220;Basta con il woke&#8221;. Bisogna tornare alla gggente vera, all&#8217;America reale, all&#8217;Italia reale, alla Toscana reale, a Firenze reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era stato tradotto da: non perdiamo tempo con i diritti&nbsp;civili, parliamo di cose tangibili, reali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era passato un secolo dal primo utilizzo della parola WOKE da parte degli afrodiscendenti&nbsp;e un <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/2014\/11\/25\/l-omicidio-di-michael-brown\">decennio dall&#8217;uccisione di Michael Brown<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il termine <em>woke<\/em> si era allargato, disprezzato da alcuni e deriso da altri. <\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Geneaologia del termine <em>woke<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parola <em>woke<\/em>, nata nella comunit\u00e0 afrodiscendente per descrivere la consapevolezza delle ingiustizie razziali, \u00e8 stata presa e usata fuori dal suo contesto originale. Usata in contesti&nbsp;e comunit\u00e0 diverse, ha fatto perdere il signi\ufb01cato originario delle parole, ma non \u00e8 arrivata a cancellare o rendere incomprensibili concetti&nbsp;importanti&nbsp;per le comunit\u00e0 prima afrodiscendenti, razzializzate e poi allargate alle classi e alle categorie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Torniamo a parlare di cose vere\u2026\u201d Come se chi subisce una discriminazione non fosse gente reale. Come se il lavoratore nero che non viene assunto in quanto nero e la lavoratrice che non arriva alla \ufb01ne del mese non fossero persone reali. Come se la donna che non riesce a pagare l&#8217;a\ufb03tto fosse una questione sociale e la donna che viene discriminata sul lavoro perch\u00e9 \u00e8 donna fosse una questione identitaria. Come se il migrante che lavora per quattro euro l&#8217;ora fosse prima un problema di immigrazione e solo dopo, eventualmente, un lavoratore. Come se fosse possibile separare le persone dalle condizioni nelle quali vivono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora avevo scritto: <em>Stay Woke<\/em>. Stai accorta. Stai attenta. Non dormire davanti&nbsp;all&#8217;ingiustizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;espressione <em>Stay Woke<\/em> appartiene agli afroamericani e indica, letteralmente, l&#8217;essere svegli, vigili, consapevoli. Forse parte da prima, mentre l&#8217;espressione <em>Stay wok<\/em>e \u00e8 documentata in modo particolarmente noto negli anni Trenta. Nel 1931, in Alabama, nove ragazzi e giovani uomini neri vennero falsamente accusati&nbsp;di aver violentato due donne bianche. <a href=\"https:\/\/www.thoughtco.com\/timeline-of-scottsboro-boys-45428\">\u00c8 la vicenda degli Scottsboro Boys<\/a>. Nel 1938 Lead Belly registr\u00f2 la canzone Scottsboro Boys e, parlando della vicenda, ammoniva chi attraversava l&#8217;Alabama a stare attento: <em>stay woke, keep your eyes open<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Lead Belly - Scottsboro Boys {1938}\" width=\"788\" height=\"443\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/srYjaMfRHLQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stai attento alla polizia, alla giustizia, alla violenza, alle accuse costruite contro di te, al fatto che in quel sistema il tuo essere nero poteva trasformarsi in una condizione di pericolo. Stay woke nasce dentro una comunit\u00e0 per la quale essere consapevole era necessario e vitale (letteralmente). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una recente intervista a un noto \ufb01losofo di sinistra&nbsp;titola: La sinistra riparta da Karl Marx e lasci andare il woke. Non abbiamo mai smesso di parlare di Marx. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo continuato a parlare di classe, di sfruttamento, di capitalismo, di lavoro povero, di salario, di propriet\u00e0, di disuguaglianza. Ma abbiamo anche continuato a parlare di colonialismo, di razzismo, di patriarcato, di genere, di cittadinanza, di migrazioni, di disabilit\u00e0, di diritti&nbsp;civili. Non sono mondi alternativi. Sono rapporti&nbsp;di potere che si incontrano nella vita delle persone. Il <em>woke<\/em> parte proprio da questo: essere consapevoli di ci\u00f2 che il potere produce anche quando il potere pretende di presentarsi come neutrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E questa consapevolezza attraversa tutta la storia delle lotte nere americane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passa per il movimento per i diritti&nbsp;civili, per il Black Power, per le Black Panthers, per Angela Davis, per Malcolm X, per la rivendicazione di quel Black is Beautiful. Passa dai capelli, dall&#8217;afro, dai dreadlocks.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando nel 2014 esplosero le <a href=\"https:\/\/www.today.it\/mondo\/scontri-ferguson-omicidio-michael-brown.html\">proteste di Ferguson dopo l&#8217;uccisione di Michael Brown<\/a>, <em>Stay Woke<\/em> torn\u00f2 a circolare con una forza enorme e divent\u00f2 uno degli slogan della nuova mobilitazione contro la violenza della polizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Black Lives Matter<\/em> nasce dalla constatazione che le persone che venivano colpite da una determinata forma di violenza dello Stato erano soprattutto persone nere, afrodiscendenti,o pi\u00f9 in generale, persone razzializzate.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli anni di <em>Black Lives Matter<\/em> and <em>Defund the Police<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi nel 2020, a Seattle, durante le proteste di <em>Black Lives Matter<\/em>, nasce la Capitol Hill Autonomous Zone, poi La Capitol Hill Organized Protest CHOP, mentre la polizia si ritira dalla zona. La sindaca Jenny Durkan si trova a governare quella situazione, dentro un movimento che chiede anche di ridurre il ruolo e i \ufb01nanziamenti&nbsp;della polizia e di destinare risorse alle comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Defund the Police! (quello del &#8220;Woke 1&#8221; che era \u201ccrazy\u201d, <a href=\"https:\/\/kritica.substack.com\/p\/sul-woke-ci-stiamo-sbagliando\">con cui Alexandria Ocasio Cortez ha aperto il dibattito<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta solo di stabilire se il Woke 1.0 con la richiesta <em>Defund the Police<\/em> fosse giusto o sbagliato. \u00c8 capire la domanda che c&#8217;era dentro: che cosa intendiamo quando diciamo sicurezza?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 se dico pi\u00f9 welfare, pi\u00f9 sanit\u00e0, pi\u00f9 scuola, pi\u00f9 casa, ma non guardo chi viene maggiormente colpito dalla repressione, sto ancora ragionando soltanto in termini di classe. Il woke nasce anche dalla consapevolezza che una misura apparentemente universale pu\u00f2 produrre e\ufb00etti&nbsp;molto diversi su persone diverse, perch\u00e9 razza, genere, cittadinanza e classe si sovrappongono. E nel caso di <em>Black Lives Matter <\/em>questo \u00e8 evidente: le persone che subiscono in modo sproporzionato determinate forme di controllo e di violenza sono persone nere, afrodiscendenti, <em>brown<\/em> e, pi\u00f9 in generale, persone razzializzate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora <em>Defund the Police<\/em> non signi\ufb01ca semplicemente spostare una voce da un bilancio all&#8217;altro, togliere soldi alla polizia per metterli nel welfare. Signi\ufb01ca anche chiedersi chi viene protetto e chi viene controllato, chi bene\ufb01cia delle politiche pubbliche e chi, invece, quando mancano quelle politiche, \ufb01nisce pi\u00f9 facilmente dentro i meccanismi della repressione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Woke<\/em>. Perch\u00e9 se quei soldi che non metto nel welfare li metto nella repressione, non sto semplicemente togliendo risorse a tutte e tutti. Sto aumentando il controllo proprio sulle persone che gi\u00e0 si trovano ai margini. E allora il problema non \u00e8 soltanto: meno soldi alla sanit\u00e0, pi\u00f9 soldi alla polizia. \u00c8 capire che diritti&nbsp;sociali e diritti&nbsp;civili devono andare insieme, altrimenti&nbsp;i diritti&nbsp;sociali rischiano di essere davvero universali soltanto sulla carta, mentre nella pratica alcune persone continueranno a essere pi\u00f9 esposte al controllo, alla discriminazione e alla violenza dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stay woke. Stai sveglio, perch\u00e9 una politica che sembra universale pu\u00f2 non esserlo a\ufb00atto.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 anche da qui che arriva lo <em>stay woke<\/em>: stai sveglio, stai attento, guarda chi rischia di essere lasciato indietro e guarda chi, in nome della sicurezza, \ufb01nisce per essere considerato il problema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stay woke. Stai sveglio, perch\u00e9 una politica che sembra universale pu\u00f2 non esserlo a\ufb00atto. Da l\u00ec il concetto si allarga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La consapevolezza della pro\ufb01lazione e poi discriminazione razziale si intreccia con quella di genere, con i diritti&nbsp;delle persone LGBTQ+, con la disabilit\u00e0, con la migrazione, con il colonialismo, con il cambiamento climatico, con le disuguaglianze economiche. \u00c8 qui che la parola woke smette di essere soltanto una parola interna alle lotte nere e diventa una parola utilizzata per descrivere una pi\u00f9 ampia consapevolezza delle disuguaglianze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E naturalmente, quando una parola si allarga, pu\u00f2 anche diventare per alcuni confusa e altri la vogliono far diventare tale. Ed \u00e8 esattamente qui che oggi mi interessa il dibattito italiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;La sinistra riparta da Karl Marx e lasci andare il woke\u201d. E penso: ma perch\u00e9 dovrei scegliere?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggo <a href=\"https:\/\/www.dagospia.com\/politica\/travaglio-ci-voleva-dibattito-woke-per-ritrovare-supercazzola-chiara-484673\">Marco Travaglio che racconta, direi a mo\u2019 di presa per i fondelli, di Chiara Valerio<\/a> &#8220;La Superval\u00e9riola\u201d\u2026la supercazzola di Chiara (si fa per dire) Valerio (\u2026) se ci domandassero cosa ha imparato dal Woke non sapremmo cosa rispondere (\u2026) riscaldamento globale, parit\u00e0 salariale, di\ufb00erenze di genere, migranti&nbsp;climatici, riarmo, intelligenza arti\ufb01ciale, ascesa delle destre, colonialismo, razzismo, povert\u00e0, smantellamento del sistema educativo pubblico, impoverimento delle classi lavoratrici, guerra&#8230; \u201c A quanto pare, nel mucchio, ci sarebbe anche l&#8217;aperitivo, almeno il sabato sera, ma quello lo lascerei stare&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema, semmai, \u00e8 proprio capire perch\u00e9 quelle cose stanno insieme. Perch\u00e9 non \u00e8 necessario che ogni cosa sia uguale alle altre perch\u00e9 siano collegate. Poi leggo <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/idee-e-commenti\/se-la-pace-non-e-woke_112288\">il pezzo su Avvenire di Pasquale Ferrara<\/a> e mi fermo sull&#8217;incipit: &#8220;Con l&#8217;emergere della contrapposizione tra cultura MAGA e un campo fumosamente e ideologicamente de\ufb01nito \u201cwoke\u201d.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco, <em>fumosamente<\/em> and <em>ideologicamente<\/em> mi interessa. Perch\u00e9 &#8220;la cultura MAGA&#8221; viene lasciata l\u00ec, come qualcosa di riconoscibile, politicamente concreto, mentre &#8220;il woke&#8221; diventa fumoso e ideologico. Ma poi spiega quello che ha fatto il MAGA: il ritiro dagli accordi climatici, l&#8217;abbandono dell&#8217;OMS, lo smantellamento della cooperazione allo sviluppo, dei programmi culturali ed educativi, delle politiche di promozione umana, la rappresentazione dei migranti&nbsp;come parassiti&nbsp;e la loro candidatura alla remigrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla sua pagina social Gianni Cuperlo arriva a dire che Il Generale (Vannacci, ndr) ha superato il limite <a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/politica\/no-gay-in-tv-laborto-non-e-un-diritto-e-abolite-le-unioni-civili-vannacci-lancia-il-programma-di-fn\/\">con il suo programma che prevede il divieto, dalle 6 alle 23, di mostrare persone gay nei programmi televisivi<\/a> e che pensa che sia culturalmente e politicamente un criminale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma con la <a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/tag\/remigration\/\" data-type=\"post_tag\" data-id=\"2482\">remigration<\/a> non avevamo gi\u00e0 oltrepassato il limite? Non si era gi\u00e0 candidato a essere, culturalmente e politicamente, un criminale? <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si comincia a immaginare di spedire in un altro Paese una persona, anche un connazionale, che magari quel Paese non l&#8217;ha mai visto perch\u00e9 non si \u00e8 &#8220;assimilata&#8221;, dove la mandiamo? A Ventotene? In Congo (dove diversi, commentando i miei post, vorrebbero spedire anche me)? Dove? Saprei io a quale Paese spedire i remigrazionisti&nbsp;dei miei stivali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Remigrazione. Zingaro. Maranza. ONG\/Taxi di mare. Le parole e l\u2019uso che se ne fanno: anche qua c\u2019\u00e8 un dibattito italiano sul <em>woke<\/em> e come rompe-le-balle. Alcune parole nascono male e \ufb01niscono peggio. Altre magari nascono bene o con un signi\ufb01cato neutro e vengono sporcate dall&#8217;uso politico che se ne fa. ONG, per esempio, dopo anni di propaganda \u00e8 diventata una parola zozza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Taxi di mare. Remigrazione, che sembra quasi una parola tecnica, innocua, amministrativa, che si legge: Deportazione, Esilio, Con\ufb01no&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio qui che, secondo me, la sinistra deve ricominciare a parlare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non nel senso che dobbiamo &#8220;scegliere \ufb01nalmente tra Marx e il woke&#8221;. Non dobbiamo farci raccontare che, per tornare a parlare delle persone vere, dobbiamo smettere di parlare di diritti&nbsp;civili. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una vera sinistra, quella che ha continuato a stare nelle fabbriche, nei quartieri, nei comitati, nei movimenti, nelle piazze, quella che non ha mai smesso di parlare di lavoro, salario, casa, sanit\u00e0, scuola, sfruttamento, precariet\u00e0, non ha bisogno di essere riscoperta attraverso una contrapposizione arti\ufb01ciale con il woke.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dobbiamo continuare a parlare di tutela del territorio, di politiche industriali, di cibo sano, di cura, di salari che non bastano, di lavoro povero, di a\ufb03tti, di sanit\u00e0 pubblica, di scuola, di pensioni, di disuguaglianze, di chi non arriva alla \ufb01ne del mese. Dobbiamo parlare di pro\ufb01tti, di chi li incassa e di chi invece paga il conto. Dobbiamo parlare di un sistema economico nel quale pochi continuano ad accumulare mentre sempre pi\u00f9 persone vengono lasciate con le pezze al culo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma dobbiamo farlo senza accettare l&#8217;idea che i diritti&nbsp;civili siano un lusso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 non \u00e8 cos\u00ec che funziona la vita delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando chi \u00e8 <em>n\u00e9didestran\u00e9disinistra<\/em> rilascia interviste sul bisogno di combattere le diseguaglianze sociali e meno <em>woke<\/em>, deve sapere che senza quella componente non potr\u00e0 redistribuire ricchezza, garantire salari dignitosi, difendere la sanit\u00e0 e la scuola pubblica, garantire il diritto alla casa, proteggere chi lavora e chi non riesce pi\u00f9 a vivere dignitosamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Equit\u00e0 sociale signi\ufb01ca anche chiedersi chi viene discriminato, chi viene controllato, chi viene escluso, chi ha meno possibilit\u00e0 di esercitare quei diritti&nbsp;sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 io posso volere pi\u00f9 sanit\u00e0 pubblica e contemporaneamente chiedermi perch\u00e9 alcune persone incontrino pi\u00f9 ostacoli di altre nell&#8217;accedervi. Posso volere pi\u00f9 case popolari e contemporaneamente chiedermi chi viene discriminato quando cerca una casa. Posso volere salari pi\u00f9 alti&nbsp;e contemporaneamente chiedermi perch\u00e9 una parte dei lavoratori migranti&nbsp;sia pi\u00f9 facilmente ricattabile, sfruttabile, invisibile. Posso volere pi\u00f9 sicurezza sociale e contemporaneamente chiedermi chi viene fermato, perquisito, controllato, detenuto in nome della sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 politica sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marco Rizzo, l&#8217;autode\ufb01nitosi comunista di destra, quando ha cominciato a dare di balta, diceva: &#8220;I diritti&nbsp;civili? Una distrazione di massa.\u201d Ma chi sta facendo pro\ufb01tti&nbsp;sulla pelle di chi lavora, quando decide di comprimere i salari, guarda il modo in cui una persona pu\u00f2 essere resa pi\u00f9 ricattabile. E quella ricattabilit\u00e0 pu\u00f2 dipendere dalla classe, dalla cittadinanza, dal genere, dal permesso di soggiorno, dall&#8217;origine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sono battaglie concorrenti. Sono la stessa battaglia vista da punti&nbsp;diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo possiamo anche smettere di chiamarlo woke 1, se la parola non ci piace pi\u00f9. Possiamo chiamarlo woke 2.0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non possiamo accettare l&#8217;idea che per tornare a parlare di classe dobbiamo smettere di parlare dei diritti&nbsp;civili E allora s\u00ec: torniamo a parlare di classe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parliamo di salari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parliamo di ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parliamo di pro\ufb01tti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parliamo di casa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parliamo di sanit\u00e0. Parliamo di scuola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parliamo di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parliamo di chi ha troppo e di chi ha troppo poco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parliamo di sicurezze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma mentre ne parliamo, restiamo svegli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 se non guardiamo anche chi viene discriminato, chi viene escluso, chi viene controllato e chi viene trasformato in un nemico, rischiamo di costruire una politica sociale universalistica soltanto nelle parole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora: sicurezza per chi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 qui che torno alla parola <em>sicurezze<\/em>, con la E \ufb01nale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 se abbiamo capito che diritti&nbsp;sociali e diritti&nbsp;civili non possono essere separati, dobbiamo anche smettere di pensare alla sicurezza come a qualcosa che riguarda soltanto polizia, con\ufb01ni, carcere e armi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi&nbsp;giorni per esempio, il governo torna a parlare del CPR in Lunigiana, nonostante le frane, gli allagamenti, le strade interrotte e nonostante il niet della Regione. L&#8217;emergenza, evidentemente, \u00e8 costruire un centro per il trattenimento dei migranti. Nei CPR una persona pu\u00f2 essere privata della libert\u00e0, detenuta e sedata, come ci raccontava l&#8217;altro giorno Sofri, \ufb01no a 18 mesi, senza aver commesso reati, ma in attesa di rimpatri che nella maggior parte dei casi non avverranno mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vogliamo una rivoluzione non solo di fenicotteri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A dicembre del 2024 ero in Albania, con il Network Against Migrant Detention, l\u00e0, dove il governo italiano ha costruito il proprio sistema di CPR sul territorio albanese. E penso alle giuste proteste che durano da un paio di mesi, degli albanesi contro il progetto dell&#8217;isola che Jared Kushner vorrebbe trasformare in un resort di lusso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"nCJYIn2bBc\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/mobilisations\/in-albania-i-manifestanti-hanno-superato-la-paura-del-potere-di-edi-rama\/\">&#8220;In Albania, i manifestanti hanno superato la paura del potere di Edi Rama&#8221;<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201c\u201cIn Albania, i manifestanti hanno superato la paura del potere di Edi Rama\u201d\u201d \u2014 Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/mobilitazioni\/in-albania-i-manifestanti-hanno-superato-la-paura-del-potere-di-edi-rama\/embed\/#?secret=hflt69kZKY#?secret=nCJYIn2bBc\" data-secret=\"nCJYIn2bBc\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;La terra \u00e8 nostra, non si vende.\u201d Giusto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sarebbe stato importante vedere quelle manifestazioni anche quando gli italiani hanno preso la terra per esternalizzare le frontiere, territorio italiano su terra albanese, spendere circa un miliardo in 5 anni per costruirci galere da 3000 posti. Quei posti&nbsp;che sono poi stati&nbsp;occupati&nbsp;dai cani. Vi ricordate i&nbsp;titoli di quei giorni? <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cDopo le prime cure mediche, sono stati portati all&#8217;interno del carcere, dove sono stati seguiti durante la convalescenza\u201d: erano i cani randagi che gironzolavano nella zona\u2026 Eravamo in diversi in quei due giorni contro i CPR. Circa l&#8217;80 per cento di noi erano italiane e italiani arrivati da posti diversi: dal Nord-Est, con chi conosce la storia dei con\ufb01ni di Trieste, dal Sud che vive a\ufb00acciato sul Mediterraneo. E c&#8217;erano anche alcune e alcuni greci, che della frontiera, dei campi e dei suicidi di bambini a Lesbo sanno purtroppo molto pi\u00f9 di quanto vorrebbero e altre nazionalit\u00e0 oltre agli albanesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A un certo punto, per comunicare, qualcuno ha detto di usare l&#8217;italiano e non l&#8217;inglese, perch\u00e9 eravamo tanti e la lingua da usare non poteva essere l&#8217;inglese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;\u00c8 la lingua del colonizzatore.\u201d E un&#8217;attivista albanese ha detto no alla lingua coloniale italiana. Ha ricordato l&#8217;Italia fascista e la colonizzazione dell&#8217;Albania.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 il nemico non era fuori. Era dentro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E in questi giorni penso a ora che si sono svegliati (<em>woke<\/em>) gli albanesi, che sono scesi in piazza e ricordano che i loro padri e le loro madri erano quelli che arrivavano in Italia sui barconi stracolmi da respingere. \u00c8 anche questo il punto del woke. Forse di quello 2.0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiederci chi decide, chi occupa, chi viene spostato, chi viene trattenuto, chi pu\u00f2 parlare e soprattutto come.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre in questi giorni su la7 la giornalista Marianna Aprile rispondeva a FdI che le aveva contestato i dati forniti dal Viminale stesso &#8211; come i &#8220;migranti&#8221; arrivano di meno perch\u00e9 muoiono di pi\u00f9: in percentuale in mare, rispetto a chi riesce a fare la traversata; e come ne arrivano di meno sia perch\u00e9 vengono lasciati a morire nel deserto e trattenuti nei lager da quelli che noi italiani ed europei \ufb01nanziamo per fare il nostro sporco lavoro. Libia e Tunisia e deserto del Sahara.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E spendiamo anche per la sicurezza contro quel migrante che ce l&#8217;ha fatta. E spendiamo per il Piano Mattei, che rischia di riproporre, sotto il nome della cooperazione, un vecchio rapporto: infrastrutture costruite in Africa per garantire a noi l&#8217;accesso alle sue risorse, mentre continuiamo a sfruttare combustibili fossili che noi bruciamo e che pagano tutti, con i pro\ufb01tti che \ufb01niscono nelle tasche di pochi.Il punto, allora, non \u00e8 se vogliamo sicurezza. \u00c8 quale sicurezza scegliamo di \ufb01nanziare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E questa stessa domanda torna quando parliamo di riarmo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci dicono che l&#8217;Europa deve spendere di pi\u00f9 per la difesa, \ufb01no ad arrivare alla nuova soglia del 5 per cento del PIL richiesta dalla NATO. Ci viene ripetuto che non ci sono soldi per la sanit\u00e0, per la scuola, per la casa, per la manutenzione del territorio. Poi, quando si parla di armi, i soldi si trovano. Quando a 16 anni, nella classe di <em>Economics<\/em> alla <em>Lebanese International School<\/em>, studiavamo Keynes, mi era rimasta impressa l&#8217;immagine delle bottiglie piene di banconote, sepolte in una miniera e poi disseppellite. Una spesa apparentemente assurda, ma capace di rimettere in moto un&#8217;economia capitalista. E Keynes aggiungeva: certo, sarebbe stato molto meglio costruire case.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 anche volendo semplicemente far funzionare meglio questo sistema, senza volerlo ribaltare, non dovrebbe bastare chiedersi se una spesa crea lavoro e fa crescere l&#8217;economia. Bisognerebbe chiedersi che cosa produce, per chi lo produce, chi ci guadagna e quale societ\u00e0 costruisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perhc\u00e9 possiamo spendere soldi pubblici per rimettere in moto l&#8217;economia, costruire case, scuole, ospedali, mettere in sicurezza un territorio. Oppure produrre armi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In entrambi i casi si crea lavoro, salari, pro\ufb01tti, commesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non stiamo producendo la stessa societ\u00e0. Non dovrebbe interessarci soltanto che l&#8217;economia funzioni, ma per chi funziona, chi incassa e cosa lascia dietro di s\u00e9. Come il riarmo.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Deumanizzazione e a cosa serve<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima serve il nemico. E prima ancora, la sua disumanizzazione. Deve diventare un invasore, un terrorista, una minaccia, un clandestino. Qualcuno la cui morte possa essere raccontata come necessaria o inevitabile o come prezzo da pagare per la sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La IDF \u2014 la I sta per Israele, la F per Forze, la D per Difesa \u2013 Difesa? Difesa di che? Dai sassi contro i carri armati? Per quale motivo ci hanno tenuto, noi che eravamo disarmati, legati mani e piedi dentro gabbie e celle? Di cosa avevano paura? Non era solo un deumanizzare, cos\u00ec come fanno ogni giorno ai palestinesi? Oggi ho letto dei bambini che non possono far volare aquiloni e mi \u00e8 venuto un magone, un groppo alla gola, la voglia di voltare pagina, mettere sotto il tappeto, non sapere, non vedere, nascondere&#8230;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"7V3rXObQZL\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/palestine\/chronicles-from-gaza\/per-israele-gli-aquiloni-dei-bambini-di-gaza-sono-armi-di-guerra\/\">Per Israele gli aquiloni dei bambini di Gaza sono &#8220;armi di guerra&#8221;<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cPer Israele gli aquiloni dei bambini di Gaza sono \u201carmi di guerra\u201d\u201d \u2014 Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/palestina\/cronache-da-gaza\/per-israele-gli-aquiloni-dei-bambini-di-gaza-sono-armi-di-guerra\/embed\/#?secret=89QuSUXfrt#?secret=7V3rXObQZL\" data-secret=\"7V3rXObQZL\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La disumanizzazione \u00e8 la prima cosa. Prima trasformi una persona in un problema, poi in una minaccia, poi puoi costruire l&#8217;apparato che la controlla, la respinge, la detiene, \ufb01no ad arrivare a fare della sua morte una banale necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sumud. Resilienza. Non voglio che una donna palestinese debba diventare resiliente per sopportare la violenza, un bambino palestinese per sopportare l&#8217;ingiustizia di non poter far volare un aquilone, per sopportare lo sfruttamento, un migrante per sopportare il razzismo, una comunit\u00e0 della Lunigiana per sopportare un territorio lasciato senza manutenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non bisogna imparare o insegnare alle persone a sopportare meglio l&#8217;ingiustizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vogliamo il pane e le rose, una rivoluzione che non sia solo di fenicotteri. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stay Woke. Una sinistra che vuole tornare a parlare alle persone che non arrivano alla \ufb01ne del mese, deve farlo. Anzi, deve farlo ancora di pi\u00f9. Deve parlare di salari, a\ufb03tti, pensioni, sanit\u00e0, scuola, lavoro, pro\ufb01tti, disuguaglianze. Ma deve continuare a parlare anche di razzismo, discriminazioni, genere, migrazioni, diritti civili. Non perch\u00e9 sono due agende. Perch\u00e9 sono la stessa idea di giustizia. Altrimenti si tratta di privilegi sociali, e non di diritti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 forse questo, oggi, che dovrebbe essere il nostro Woke 2.0.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Jason Arday e perch\u00e9 la sua storia \u00e8 importante<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma proprio per questo voglio \ufb01nire con la vicenda di Jason Arday, dal quale potevamo partire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E la vicenda \u00e8 partita da Nathan Cofnas, un accademico che si de\ufb01nisce &#8220;race realist&#8221; e che ha espresso pubblicamente posizioni sulla razza e sulla meritocrazia fortemente controverse. Aveva scritto che, in una societ\u00e0 realmente meritocratica, ci sarebbe stato un numero \u201cpari a zero\u201d di professori neri a Cambridge. \u00c8 stato lui a sollevare pubblicamente le accuse di plagio che hanno aperto la diga mediatica che ha sottoposto Arday a un linciaggio pubblico di proporzioni enormi. In sole tre settimane la vicenda ha prodotto centinaia di articoli: dicono 289 articoli in 22 giorni, con la gran parte della copertura anche dopo le sue dimissioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardiamo da dove parte un attacco e che cosa produce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 il problema diventa enorme quando una persona nera viene trasformata nell&#8217;ennesima occasione per mettere in discussione la sua presenza in quei luoghi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo dice bene Paul Gilroy, professore emerito alla University College London e uno dei pi\u00f9 importanti studiosi britannici di razza e razzismo, che mi aveva intervistata nel 2020 proprio sui temi del razzismo e della razzializzazione in Italia. Gilroy attribuisce una responsabilit\u00e0 sia a chi ha sostenuto Arday senza spirito critico sia ai suoi critici razzisti, e invita soprattutto a non perdere di vista un&#8217;altra questione: i tagli violentissimi che stanno impoverendo e devastando le universit\u00e0 britanniche e rendendo ancora pi\u00f9 di\ufb03cile la vita degli accademici neri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 un professore nero a Cambridge continua a poter essere percepito come qualcosa che deve essere spiegato. E in Italia siamo ancora molto pi\u00f9 indietro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Firenze i cittadini stranieri residenti sono il 15% circa della popolazione. Eppure, se vedo una donna nera dietro il bancone di un grande supermercato, pu\u00f2 capitarmi di \ufb01ssarla. Non perch\u00e9 ci sia qualcosa di strano: perch\u00e9 non siamo ancora abituati a vederla l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo abituati a vedere le persone razzializzate molto pi\u00f9 facilmente nei lavori ancora meno pagati e meno quali\ufb01cati che negli u\ufb03ci, nelle universit\u00e0, nei luoghi della politica e delle decisioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 se una parte della popolazione \u00e8 presente nella citt\u00e0, anche se prendiamo in considerazione solo chi \u00e8 regolarmente presente e lavora, paga le tasse, vive qui o \u00e8 anche cittadino italiano ma quando si sale nella scala del prestigio e del potere improvvisamente scompare, non stiamo parlando soltanto di rappresentanza. Stiamo parlando di potere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 per questo che trovo surreale che oggi ci si chieda se abbiamo parlato troppo di razza, di discriminazione, di rappresentanza, di woke e troppo poco di disuguaglianza. Forse, prima di preoccuparci di averne parlato troppo, dovremmo chiederci quanto poco ne abbiamo parlato \ufb01nora.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Kritica &#8211; Riproduzione parziale consentita citando la fonte all\u2019inizio e inserendo il link<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un\u2019intervista di Alexandra Ocasio Cortez ad ABC nelle scorse settimane, fino a un intervento del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte su Repubblica, \u00e8 nato nella seconda met\u00e0 di agosto un frammentario ma interessante dibattito sul senso delle lotte e delle idee raccolte in un termine contenitore come \u201cwoke\u201d.&nbsp;La direttrice di Kritica Federica<\/p>","protected":false},"author":9,"featured_media":14577,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[235,61,312],"tags":[801,2860,5133,1930,4180,5132,5131],"ppma_author":[808],"class_list":["post-14576","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-lettere-a-kritica","category-mobilitazioni","category-tutti-gli-articoli","tag-albania","tag-antonella-bundu","tag-black-lives-matter","tag-cpr","tag-giustizia-sociale","tag-lotte-antirazziste","tag-stay-woke"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Antonella Bundu: &quot;Stay woke\u201d \u00e8 la storia di un secolo di lotta - Kritica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Per la leader di Sinistra progetto comune Antonella Bundu, Stay woke \u00e8 un grido storico di lotta alle ingiustizie, da conoscere e rilanciare.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/mobilisations\/antonella-bundu-stay-woke-e-un-grido-storico-di-lotta-per-la-giustizia-sociale-rilanciamolo\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Antonella Bundu: &quot;Stay woke\u201d \u00e8 la storia di un secolo di lotta - Kritica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Per la leader di Sinistra progetto comune Antonella Bundu, Stay woke \u00e8 un grido storico di lotta alle ingiustizie, da conoscere e rilanciare.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/mobilisations\/antonella-bundu-stay-woke-e-un-grido-storico-di-lotta-per-la-giustizia-sociale-rilanciamolo\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Kritica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/people\/Kritica\/61571651969391\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-08-27T10:32:12+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-09-22T15:43:52+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/GettyImages-515581708-5895c5df3df78caebcaec3e3-2270890406.jpeg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1064\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@kritica_news\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@kritica_news\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Written by\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Estimated reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"22 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"NewsArticle\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/mobilitazioni\\\/antonella-bundu-stay-woke-e-un-grido-storico-di-lotta-per-la-giustizia-sociale-rilanciamolo\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/mobilitazioni\\\/antonella-bundu-stay-woke-e-un-grido-storico-di-lotta-per-la-giustizia-sociale-rilanciamolo\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/6fc7092e5a4e4c775b43017262a6f756\"},\"headline\":\"Antonella Bundu: &#8220;Stay woke&#8221; \u00e8 un grido storico di lotta per la giustizia sociale. 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