{"id":14613,"date":"2026-09-02T14:53:14","date_gmt":"2026-09-02T12:53:14","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=14613"},"modified":"2026-09-02T14:53:16","modified_gmt":"2026-09-02T12:53:16","slug":"bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/","title":{"rendered":"Bosnia, la morte di Mladi\u0107 e 30 anni di pace incompiuta"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Ratko Mladi\u0107 \u00e8 morto il 27 agosto in un ospedale penitenziario dell&#8217;Aia. Scontava l&#8217;ergastolo confermato in appello nel giugno 2021 per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giorno dopo il ministro della Giustizia serbo Nenad Vuji\u0107 ha annunciato che la salma sar\u00e0 rimpatriata con un volo speciale e sepolta con gli onori militari e di Stato. A Zvornik, a pochi chilometri dalle fosse comuni, centinaia di persone avevano gi\u00e0 sfilato con la bandiera dell&#8217;esercito della Republika Srpska scandendo il nome del generale; a Vi\u0161egrad alcune decine avevano acceso torce e fuochi d&#8217;artificio sul ponte di Mehmed-pa\u0161a Sokolovi\u0107. Sini\u0161a Karan, presidente della Republika Srpska, ha dichiarato all&#8217;agenzia Srna che la memoria di Mladi\u0107 va onorata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bruxelles ha ricordato a Belgrado che i paesi candidati non glorificano i criminali di guerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le associazioni delle vittime hanno risposto ringraziando il tribunale dell&#8217;Aia per averlo tenuto in carcere fino all&#8217;ultimo giorno. \u0106amil Durakovi\u0107, ex sindaco di Srebrenica, ed Emir Suljagi\u0107, direttore del Memoriale, hanno ricordato che alle oltre ottomila vittime del luglio 1995 non fu concessa la possibilit\u00e0 di invecchiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1991, all&#8217;inizio della guerra in Croazia, Mladi\u0107 era un colonnello semisconosciuto. La sua carriera sal\u00ec in pochi mesi, dentro un progetto pi\u00f9 ampio sostenuto dai vertici serbi e da una parte dell&#8217;apparato federale, che avrebbe preso il nome di Grande Serbia. Gli artefici di quella strategia erano Branko Kosti\u0107, vicepresidente e poi presidente facente funzioni della Presidenza jugoslava; Blagoje Ad\u017ei\u0107, capo di Stato maggiore dell&#8217;Armata Popolare Jugoslava (JNA); Borisav Jovi\u0107, membro serbo della Presidenza; e Slobodan Milo\u0161evi\u0107, presidente della Serbia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno di loro fu mai condannato per i crimini commessi durante le guerre jugoslave. Milo\u0161evi\u0107 fu l&#8217;unico a essere processato all&#8217;Aia, e mor\u00ec nel 2006 prima del verdetto; diversi altri non furono nemmeno incriminati. Una responsabilit\u00e0 politica non equivale a una responsabilit\u00e0 penale accertata, ma per capire come nacque la guerra in Bosnia-Erzegovina non bastano i due uomini che la condussero sul terreno, Radovan Karad\u017ei\u0107 e Ratko Mladi\u0107.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>La macchina militare di Belgrado<\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il diario di Borisav Jovi\u0107, pubblicato nel 1995 con il titolo Poslednji dani SFRJ (Gli ultimi giorni della SFRJ), resta tra le fonti principali per ricostruire la trasformazione della JNA. Jovi\u0107 racconta di un incontro riservato convocato d&#8217;intesa con Milo\u0161evi\u0107, al quale parteciparono anche il ministro della Difesa Veljko Kadijevi\u0107 e il generale Ad\u017ei\u0107.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al centro c&#8217;era un problema pratico. Far operare la JNA senza la legittimazione della Presidenza collegiale, ormai paralizzata dai contrasti tra le repubbliche. Da l\u00ec, secondo Jovi\u0107, si cominci\u00f2 a piegare l&#8217;apparato militare federale agli obiettivi politici della leadership serba.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo passaggio riguardava direttamente la Bosnia. Jovi\u0107 scrive che lui e Milo\u0161evi\u0107 temevano che, dopo il riconoscimento internazionale dell&#8217;indipendenza bosniaca, la presenza della JNA sul territorio venisse letta come aggressione esterna. La soluzione fu ritirare in Serbia e Montenegro i militari originari di quelle repubbliche e lasciare sul posto ufficiali e soldati serbo-bosniaci, insieme a gran parte delle armi, dell&#8217;equipaggiamento e delle strutture.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 4 maggio 1992 la Presidenza jugoslava ordin\u00f2 il ritiro dalla Bosnia, completato entro il 19. Otto giorni dopo l&#8217;ordine nasceva l&#8217;Esercito della Republika Srpska, il VRS, affidato a Mladi\u0107.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Formalmente la JNA aveva lasciato la Bosnia. In pratica una parte consistente del suo apparato era rimasta. Uomini, armi, equipaggiamenti e catene di comando continuarono a legare le forze serbo-bosniache agli apparati militari e politici di Belgrado.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Preparare la guerra<\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terreno era stato preparato prima. Le ricostruzioni di quella fase indicano il cosiddetto Piano RAM, nome con cui si designano le attivit\u00e0 di pianificazione e armamento clandestino delle strutture serbe in Croazia e in Bosnia-Erzegovina in vista del conflitto. Non tutti gli storici sono concordi sull&#8217;esistenza di un piano unitario, ma le attivit\u00e0 di armamento clandestino sono ben documentate. Tra i responsabili militari figurano Ad\u017ei\u0107 e Aleksandar Vasiljevi\u0107, capo del controspionaggio della JNA. Quest&#8217;ultimo, anni dopo, ha deposto come testimone dell&#8217;accusa al processo Milo\u0161evi\u0107.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le oltre duecento intercettazioni prodotte al processo Milo\u0161evi\u0107 all&#8217;Aia ce n&#8217;\u00e8 una in cui Karad\u017ei\u0107 viene sollecitato a contattare il generale Nikola Uzelac, al comando del corpo d&#8217;armata di Banja Luka, con riferimento a un accordo preso al livello pi\u00f9 alto: le armi sarebbero arrivate da l\u00ec. \u00c8 un elemento utile a ricostruire il coinvolgimento della leadership serba, anche se non basta, da solo, a fondare una responsabilit\u00e0 penale individuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli atti d&#8217;accusa dell&#8217;ICTY contro Radovan Karad\u017ei\u0107 descrivono lo stesso rapporto operativo: forze serbo-bosniache, Partito Democratico Serbo e istituzioni della Republika Srpska da un lato, forze provenienti da Serbia e Montenegro dall&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La documentazione sui rapporti tra Belgrado, la JNA e le strutture politico-militari serbo-bosniache \u00e8 considerevole.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>La violenza come progetto territoriale<\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1991 la Bosnia era la repubblica pi\u00f9 composita della Jugoslavia. Il 43% della popolazione si dichiarava musulmana, il 31% serba, il 17% croata; il 5,5 % si registrava come jugoslavo. Non esisteva una separazione territoriale netta. Serbi, musulmani e croati vivevano gli uni accanto agli altri, spesso negli stessi comuni e negli stessi quartieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella primavera del 1992 quella composizione divent\u00f2 essa stessa un obiettivo di guerra. Le forze serbo-bosniache, con l&#8217;apparato ereditato dalla JNA e con le formazioni paramilitari serbe &#8211; le milizie di \u017deljko Ra\u017enatovi\u0107, detto Arkan, e quelle legate a Vojislav \u0160e\u0161elj &#8211; avviarono una conquista territoriale accompagnata dalla persecuzione e dal trasferimento forzato della popolazione non serba.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Espulsioni e deportazioni, esecuzioni, campi di detenzione, violenze sessuali, distruzione del patrimonio religioso, assedi prolungati. Sarajevo rest\u00f2 accerchiata quasi quattro anni. La Biblioteca Nazionale bruci\u00f2 nella notte tra il 25 e il 26 agosto 1992. Nel corso della guerra furono distrutte o gravemente danneggiate oltre mille moschee.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Quando \u201cpulizia etnica\u201d non basta<\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cPulizia etnica\u201d non \u00e8 un crimine autonomo nel diritto penale internazionale. L&#8217;espressione si impose durante le guerre jugoslave per descrivere le campagne volte a rimuovere una popolazione da un territorio con espulsioni, deportazioni, persecuzioni, violenze e uccisioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La giornalista bosniaca Nid\u017eara Ahmeta\u0161evi\u0107 ne ha ricostruito l&#8217;origine politica. Sostiene che Milo\u0161evi\u0107 us\u00f2 il termine gi\u00e0 nel 1987 a proposito del Kosovo e che si diffuse a partire dal 1991, e che deriverebbe dall&#8217;uso militare di \u010di\u0161\u0107enje, \u201cpulizia\u201d, riferito alla bonifica di un territorio conquistato. La datazione \u00e8 discussa, perch\u00e9 l&#8217;espressione circolava nella stampa serba anche prima. Il punto di Ahmeta\u0161evi\u0107 per\u00f2 regge. Il termine nasce dal lessico di chi lo praticava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il genocidio \u00e8 definito dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 1948, che impegna gli Stati firmatari a prevenirlo e a punirlo. Non \u00e8 un obbligo di intervento armato. La Convenzione prevede che gli Stati si rivolgano agli organi delle Nazioni Unite, e la Corte internazionale di giustizia lo ha interpretato come dovere di impiegare i mezzi ragionevolmente disponibili. Richiede per\u00f2 la prova di un intento specifico: distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso in quanto tale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella soglia ha pesato sul caso jugoslavo. Nelle sentenze su Bosnia-Erzegovina (2007) e Croazia (2015) la Corte ha preteso la prova dell&#8217;intento specifico e ha riconosciuto il genocidio soltanto a Srebrenica, senza estendere la qualificazione al resto del territorio bosniaco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Corte, per\u00f2, non ha assolto Belgrado. Ha stabilito che la Serbia aveva violato la Convenzione due volte: non aveva prevenuto il genocidio di Srebrenica, pur avendo influenza sui serbo-bosniaci, e non lo aveva punito, perch\u00e9 non aveva consegnato all&#8217;ICTY l&#8217;uomo morto il 27 agosto all&#8217;Aia. Quel punto del dispositivo, approvato con quattordici voti contro uno, porta il nome di Ratko Mladi\u0107.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su questa dottrina si concentra la critica principale rivolta alla Corte. Per Gregory H. Stanton, fondatore di Genocide Watch, i giudici hanno adottato quello che lui chiama un test dell&#8217;unico intento, seguendo l&#8217;interpretazione del giurista William Schabas. Se accanto alla distruzione del gruppo esiste un altro obiettivo &#8211; la conquista di un territorio, l&#8217;espulsione di una popolazione &#8211; l&#8217;intento genocida decade.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 come sostenere che un rapinatore che spara e uccide non possa essere processato per omicidio perch\u00e9 voleva anche derubare la vittima. Le azioni, osserva Stanton, hanno quasi sempre pi\u00f9 di un movente. A maggior ragione quelle degli Stati, che possono perseguire insieme obiettivi territoriali, politici e demografici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cPulizia etnica\u201d e \u201cgenocidio\u201d possono riferirsi agli stessi fatti materiali e produrre conseguenze giuridiche opposte. La documentazione giudiziaria ha accertato persecuzioni, deportazioni, omicidi e violenze sistematiche in decine di municipalit\u00e0, da Prijedor a Zvornik a Fo\u010da. La qualificazione di genocidio si \u00e8 fermata a Srebrenica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Embargo, pace e spartizione<\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;atteggiamento occidentale fu contraddittorio fin dall&#8217;inizio. Il Piano Vance, negoziato per la Croazia, consent\u00ec il trasferimento in Bosnia di parte dell&#8217;arsenale pesante della JNA proprio mentre si moltiplicavano i segnali di un attacco imminente. L&#8217;embargo sulle armi imposto all&#8217;intera Jugoslavia con la risoluzione 713 del settembre 1991 rimase in vigore anche dopo il riconoscimento della Bosnia-Erzegovina come Stato sovrano, lasciando Sarajevo in inferiorit\u00e0 militare di fronte a chi aveva ereditato l&#8217;arsenale federale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le zone sicure istituite dalle Nazioni Unite nel 1993 &#8211; Srebrenica, poi Sarajevo, Tuzla, \u017depa, Gora\u017ede, Biha\u0107 &#8211; furono imposte senza il consenso delle parti e non vennero mai demilitarizzate. Il Segretario generale chiese 34.000 soldati per tenerle; il Consiglio di sicurezza ne autorizz\u00f2 7.600. I comandanti sul terreno esclusero il ricorso alla forza aerea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo nell&#8217;estate del 1995, quando l&#8217;esercito bosniaco e le forze croate cambiarono gli equilibri sul terreno e le forze serbo-bosniache apparvero per la prima volta minacciate, gli Stati Uniti intervennero direttamente. L&#8217;operazione NATO Deliberate Force, avviata il 30 agosto 1995, spezz\u00f2 lo stallo e apr\u00ec la strada ai negoziati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Accordo di Dayton, firmato nel dicembre 1995, ferm\u00f2 la guerra e ne consolid\u00f2 gli effetti territoriali. La Republika Srpska &#8211; proclamata il 9 gennaio 1992, prima ancora che il conflitto cominciasse, e consolidata durante la guerra attraverso espulsioni e persecuzioni &#8211; ottenne il 49 per cento del territorio, con competenze proprie, polizia e sistema educativo autonomo. Sopra le due entit\u00e0 venne costruita un&#8217;architettura statale fondata sulla divisione del potere e sui tre popoli costitutivi. Il ritorno di profughi e sfollati rimase molto pi\u00f9 difficile nelle aree controllate dalla Republika Srpska, e la demografia prodotta dalle deportazioni fin\u00ec in parte istituzionalizzata.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Trent&#8217;anni dopo, la stessa frattura<\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Karad\u017ei\u0107 e Mladi\u0107 furono incriminati dall&#8217;ICTY gi\u00e0 nel luglio 1995, mentre la guerra era ancora in corso. Restarono liberi per anni: Karad\u017ei\u0107 fu arrestato nel 2008, Mladi\u0107 nel 2011, protetto da reti militari e di sicurezza serbe. Nel frattempo la Serbia veniva condannata dalla Corte dell&#8217;Aia proprio per non averlo consegnato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se gli Stati Uniti crearono le condizioni per Dayton, furono le istituzioni europee a ereditarne la manutenzione. L&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto Rappresentante divenne lo strumento principale, e la prospettiva dell&#8217;adesione all&#8217;Unione la leva politica. La leva si \u00e8 consumata. La Bosnia \u00e8 formalmente candidata e politicamente bloccata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Milorad Dodik ha messo in discussione per anni le competenze delle istituzioni centrali e l&#8217;autorit\u00e0 dell&#8217;Alto Rappresentante Christian Schmidt, minacciando il trasferimento delle competenze statali all&#8217;entit\u00e0 serba e la secessione. Nel 2025 il Tribunale della Bosnia-Erzegovina lo ha condannato a un anno di carcere, poi commutato in pena pecuniaria, e a sei anni di interdizione dai pubblici uffici per aver disatteso le decisioni di Schmidt. In agosto la Commissione elettorale centrale gli ha revocato il mandato di presidente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La rimozione ha cambiato poco. Dopo un interim affidato alla sua collaboratrice Ana Tri\u0161i\u0107-Babi\u0107, le elezioni anticipate del 23 novembre 2025 &#8211; ripetute l&#8217;8 febbraio 2026 in centotrentasei seggi per irregolarit\u00e0 &#8211; hanno portato alla presidenza Sini\u0161a Karan, ex ministro degli Interni ed espressione diretta di Dodik, che resta a capo dell&#8217;SNSD. Karan firma gli atti; le decisioni restano dove erano. Le elezioni generali sono in programma a ottobre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poche settimane prima di quel voto Washington aveva revocato le sanzioni imposte a Dodik e alla sua cerchia nel 2017; anche Karan, sanzionato dal gennaio precedente, ne ha beneficiato. \u00c8 un rovesciamento della politica americana che ha allarmato le cancellerie europee, perch\u00e9 toglie pressione a una leadership che contesta l&#8217;architettura di Dayton. La Republika Srpska mantiene rapporti stretti con Mosca, e Budapest sostiene Dodik apertamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi \u00e8 tornato a vivere nei luoghi da cui era stato espulso, tutto questo non \u00e8 geopolitica. Nel maggio 2025, mentre Dodik minacciava un referedum sulla secessione, i cronisti di BIRN sono andati a parlare con i rientrati della Republika Srpska. A Banja Luka, Safet Isic, pensionato bosgnacco, ha raccontato di evitare la strada che passa davanti alla presidenza dell&#8217;entit\u00e0 e di aver ricominciato a pensare che potrebbe dover rifare le valigie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trent&#8217;anni dopo, la Bosnia-Erzegovina rimane uno Stato la cui sovranit\u00e0 \u00e8 garantita da un accordo internazionale e la cui architettura istituzionale \u00e8 sotto pressione dall&#8217;interno e dall&#8217;esterno. La Republika Srpska non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;entit\u00e0 nata nel pieno della guerra. \u00c8 una struttura riconosciuta dall&#8217;ordinamento di Dayton. Una parte dell&#8217;assetto territoriale creato dalla guerra \u00e8 diventata componente permanente dello Stato nato dalla pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 l\u00ec che la Bosnia continua a vivere.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Kritica &#8211; Riproduzione parziale consentita citando la fonte e inserendo il link all\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Crediti foto: Wikimedia Commons<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Belgrado prepara funerali di Stato per Mladi\u0107, condannato per il genocidio di Srebrenica. 30 anni dopo, la Bosnia \u00e8 ancora dentro la guerra.<\/p>","protected":false},"author":62,"featured_media":14615,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[90,312],"tags":[5087,560,5082,5148,5147,5091,5084],"ppma_author":[4413],"class_list":["post-14613","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-europa","category-tutti-gli-articoli","tag-bosnia","tag-corte-penale-internazionale","tag-genocidio-di-srebrenica","tag-guerra-dei-balcani","tag-ratko-mladic","tag-republika-srpska","tag-serbia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Bosnia, la morte di Mladi\u0107 e 30 anni di pace incompiuta - Kritica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Belgrado prepara funerali di Stato per Mladi\u0107, condannato per il genocidio di Srebrenica. 30 anni dopo, la Bosnia \u00e8 ancora dentro la guerra.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/europe\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Bosnia, la morte di Mladi\u0107 e 30 anni di pace incompiuta - Kritica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Belgrado prepara funerali di Stato per Mladi\u0107, condannato per il genocidio di Srebrenica. 30 anni dopo, la Bosnia \u00e8 ancora dentro la guerra.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/europe\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Kritica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/people\/Kritica\/61571651969391\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-09-02T12:53:14+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-09-02T12:53:16+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Mladic_Trial_Judgement-scaled.jpeg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2560\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1707\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Alice Luta\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@kritica_news\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@kritica_news\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Written by\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Alice Luta\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Estimated reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"12 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"NewsArticle\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/europa\\\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/europa\\\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Alice Luta\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/ec6b0881c8df7a22642634247d8ebd38\"},\"headline\":\"Bosnia, la morte di Mladi\u0107 e 30 anni di pace incompiuta\",\"datePublished\":\"2026-09-02T12:53:14+00:00\",\"dateModified\":\"2026-09-02T12:53:16+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/europa\\\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\\\/\"},\"wordCount\":2180,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/europa\\\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/09\\\/Mladic_Trial_Judgement-scaled.jpeg\",\"keywords\":[\"Bosnia\",\"Corte penale internazionale\",\"genocidio di Srebrenica\",\"guerra dei Balcani\",\"Ratko Mladi\u0107\",\"Republika Srpska\",\"Serbia\"],\"articleSection\":[\"Europa\",\"Tutti gli articoli di Kritica\"],\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/europa\\\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/europa\\\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/europa\\\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\\\/\",\"name\":\"Bosnia, la morte di Mladi\u0107 e 30 anni di pace incompiuta - Kritica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/europa\\\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/europa\\\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/09\\\/Mladic_Trial_Judgement-scaled.jpeg\",\"datePublished\":\"2026-09-02T12:53:14+00:00\",\"dateModified\":\"2026-09-02T12:53:16+00:00\",\"description\":\"Belgrado prepara funerali di Stato per Mladi\u0107, condannato per il genocidio di Srebrenica. 30 anni dopo, la Bosnia \u00e8 ancora dentro la guerra.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/europa\\\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/europa\\\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/europa\\\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/09\\\/Mladic_Trial_Judgement-scaled.jpeg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/09\\\/Mladic_Trial_Judgement-scaled.jpeg\",\"width\":2560,\"height\":1707,\"caption\":\"Ratko Mladi\u0107 durante il processo a L\u2019Aia.\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/europa\\\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Bosnia, la morte di Mladi\u0107 e 30 anni di pace incompiuta\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/\",\"name\":\"Kritica\",\"description\":\"Kritica \u00e8 un periodico telematico di informazione e analisi, alla ricerca della verit\u00e0 dei fatti e non di quella del potere.\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"La fisica dei punti di vista.\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#organization\",\"name\":\"Kritica\",\"alternateName\":\"Kritica \u00e8 un periodico telematico di informazione e analisi, alla ricerca della verit\u00e0 dei fatti e non di quella del potere.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/01\\\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/01\\\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg\",\"width\":2282,\"height\":717,\"caption\":\"Kritica\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/people\\\/Kritica\\\/61571651969391\\\/\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/kritica_news\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/kritica.it\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/@Kritica_it\",\"https:\\\/\\\/t.me\\\/pazzafolla\",\"https:\\\/\\\/www.tiktok.com\\\/@kritica_it\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/ec6b0881c8df7a22642634247d8ebd38\",\"name\":\"Alice Luta\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/06\\\/Alice-Luta.jpeg8d3c6f6810da501af6a8bc4092ff91b8\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/06\\\/Alice-Luta.jpeg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/06\\\/Alice-Luta.jpeg\",\"caption\":\"Alice Luta\"},\"description\":\"Albanese naturalizzata italiana. Quando sono nata le truffe piramidali sono esplose e le gang controllavano le strade di accesso alle citt\u00e0. Poi sono venuta con la mia famiglia nel Pavese e tutto sommato ho rivalutato quel periodo. Appassionata di relazioni internazionali, seguo con particolare interesse le evoluzioni politiche e sociali dei Paesi balcanici e il loro rapporto con l'Europa.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/en\\\/author\\\/alice-luta\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Bosnia, la morte di Mladi\u0107 e 30 anni di pace incompiuta - Kritica","description":"Belgrado prepara funerali di Stato per Mladi\u0107, condannato per il genocidio di Srebrenica. 30 anni dopo, la Bosnia \u00e8 ancora dentro la guerra.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/europe\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/","og_locale":"en_GB","og_type":"article","og_title":"Bosnia, la morte di Mladi\u0107 e 30 anni di pace incompiuta - Kritica","og_description":"Belgrado prepara funerali di Stato per Mladi\u0107, condannato per il genocidio di Srebrenica. 30 anni dopo, la Bosnia \u00e8 ancora dentro la guerra.","og_url":"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/europe\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/","og_site_name":"Kritica","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/people\/Kritica\/61571651969391\/","article_published_time":"2026-09-02T12:53:14+00:00","article_modified_time":"2026-09-02T12:53:16+00:00","og_image":[{"width":2560,"height":1707,"url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Mladic_Trial_Judgement-scaled.jpeg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Alice Luta","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@kritica_news","twitter_site":"@kritica_news","twitter_misc":{"Written by":"Alice Luta","Estimated reading time":"12 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/"},"author":{"name":"Alice Luta","@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/person\/ec6b0881c8df7a22642634247d8ebd38"},"headline":"Bosnia, la morte di Mladi\u0107 e 30 anni di pace incompiuta","datePublished":"2026-09-02T12:53:14+00:00","dateModified":"2026-09-02T12:53:16+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/"},"wordCount":2180,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Mladic_Trial_Judgement-scaled.jpeg","keywords":["Bosnia","Corte penale internazionale","genocidio di Srebrenica","guerra dei Balcani","Ratko Mladi\u0107","Republika Srpska","Serbia"],"articleSection":["Europa","Tutti gli articoli di Kritica"],"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/kritica.it\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/","url":"https:\/\/kritica.it\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/","name":"Bosnia, la morte di Mladi\u0107 e 30 anni di pace incompiuta - Kritica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Mladic_Trial_Judgement-scaled.jpeg","datePublished":"2026-09-02T12:53:14+00:00","dateModified":"2026-09-02T12:53:16+00:00","description":"Belgrado prepara funerali di Stato per Mladi\u0107, condannato per il genocidio di Srebrenica. 30 anni dopo, la Bosnia \u00e8 ancora dentro la guerra.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/kritica.it\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/#primaryimage","url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Mladic_Trial_Judgement-scaled.jpeg","contentUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Mladic_Trial_Judgement-scaled.jpeg","width":2560,"height":1707,"caption":"Ratko Mladi\u0107 durante il processo a L\u2019Aia."},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/europa\/bosnia-la-morte-di-mladic-e-30-anni-di-pace-incompiuta\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/kritica.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Bosnia, la morte di Mladi\u0107 e 30 anni di pace incompiuta"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/kritica.it\/#website","url":"https:\/\/kritica.it\/","name":"Kritica","description":"Kritica \u00e8 un periodico telematico di informazione e analisi, alla ricerca della verit\u00e0 dei fatti e non di quella del potere.","publisher":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#organization"},"alternateName":"La fisica dei punti di vista.","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/kritica.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"en-GB"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/kritica.it\/#organization","name":"Kritica","alternateName":"Kritica \u00e8 un periodico telematico di informazione e analisi, alla ricerca della verit\u00e0 dei fatti e non di quella del potere.","url":"https:\/\/kritica.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg","contentUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg","width":2282,"height":717,"caption":"Kritica"},"image":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/people\/Kritica\/61571651969391\/","https:\/\/x.com\/kritica_news","https:\/\/www.instagram.com\/kritica.it\/","https:\/\/www.youtube.com\/@Kritica_it","https:\/\/t.me\/pazzafolla","https:\/\/www.tiktok.com\/@kritica_it"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/person\/ec6b0881c8df7a22642634247d8ebd38","name":"Alice Luta","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Alice-Luta.jpeg8d3c6f6810da501af6a8bc4092ff91b8","url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Alice-Luta.jpeg","contentUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Alice-Luta.jpeg","caption":"Alice Luta"},"description":"An Italian naturalised Albanian. When I was born, pyramid schemes were exploding and gangs controlled the access roads to the cities. Then I came with my family to the Pavese region and, all things considered, I have re-evaluated that period. Passionate about international relations, I follow with particular interest the political and social developments of the Balkan countries and their relationship with Europe.","url":"https:\/\/kritica.it\/en\/author\/alice-luta\/"}]}},"authors":[{"term_id":4413,"user_id":62,"is_guest":0,"slug":"alice-luta","display_name":"Alice Luta","avatar_url":{"url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Alice-Luta.jpeg","url2x":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Alice-Luta.jpeg"},"author_category":"1","first_name":"","last_name":"","user_url":"","job_title":"","description":"An Italian naturalised Albanian. When I was born, pyramid schemes were exploding and gangs controlled the access roads to the cities. Then I came with my family to the Pavese region and, all things considered, I have re-evaluated that period. Passionate about international relations, I follow with particular interest the political and social developments of the Balkan countries and their relationship with Europe."}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14613","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/62"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14613"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14613\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14616,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14613\/revisions\/14616"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14615"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14613"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14613"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14613"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=14613"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}