{"id":14694,"date":"2026-09-11T07:19:26","date_gmt":"2026-09-11T05:19:26","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=14694"},"modified":"2026-09-12T11:24:22","modified_gmt":"2026-09-12T09:24:22","slug":"11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/","title":{"rendered":"11 settembre, il giorno che ogni musulmano divenne un &#8220;terrorista&#8221;"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019ultimo anno delle elementari, nella scuola cattolica di Yonkers, Stato di New York, Nader Habibi era il solo musulmano della classe.\u00a0 I suoi genitori, sciiti di Beirut, erano arrivati negli Stati Uniti negli anni Ottanta dopo essere scappati dal Libano, a quel tempo insanguinato da una guerra civile iniziata nel 1975 e aggravata, sette anni pi\u00f9 tardi, dalla massiccia invasione dell\u2019esercito israeliano che occup\u00f2 il sud del Paese e aliment\u00f2 la resistenza libanese, favorendo la nascita di Hezbollah. Quando la notizia degli attentati alle Torri Gemelle si diffuse a scuola, il preside convoc\u00f2 Nader nel suo ufficio per interrogarlo. Con il dirigente, c\u2019era un poliziotto. \u00abDov&#8217;\u00e8 tuo padre? Dov&#8217;\u00e8 tua madre adesso? Che lavoro fanno? Sono stati all&#8217;estero di recente? Dov\u2019erano quel giorno?\u00bb.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nader non aveva capito come mai i due gli facessero tutte quelle domande, ma aveva intuito una cosa: da quel marted\u00ec 11 settembre 2001, la sua vita sarebbe cambiata.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E aveva ragione. I compagni di classe lo guardavano adesso con diffidenza, e quando, l\u2019anno seguente, pass\u00f2 alla scuola superiore, i ragazzi gli affibbiarono il nomignolo di&nbsp;<em>muslim kid<\/em>, \u201cragazzino musulmano\u201d, cominciando a bullizzarlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la vita dei suoi genitori da quel giorno cambi\u00f2. Da un momento all\u2019altro si scoprirono bersagli di intimidazioni, discriminazioni, indagini di polizia; persino i vicini non musulmani che fino a poco prima frequentavano la loro casa si erano allontanati. All\u2019improvviso prese forma in loro la paura di essere mandati via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0, dopo l\u201911 settembre 2001 non solo gli Habibi ma anche altri musulmani, arabi e mediorientali che vivevano negli Stati Uniti cominciarono a essere percepiti dall\u2019opinione pubblica come minacce potenziali, come\u00a0<em>stranieri indesiderati<\/em> da tenere\u00a0prudentemente d\u2019occhio e a debita distanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo&nbsp;<a href=\"applewebdata:\/\/D2F38FE4-4481-435E-BC3E-2DA43269C8A2\/religions-08-00165.pdf\">nuovo clima<\/a>&nbsp;di sospetto non ci aveva impiegato molto per diffondersi in un Paese dove l\u2019islamofobia e il pregiudizio antimusulmano ribollivano da decenni sotto la cenere. A nutrirlo alacremente furono, in parte, le politiche di sicurezza e antiterrorismo varate dall\u2019amministrazione di Bush jr, in parte la&nbsp;<a href=\"applewebdata:\/\/D2F38FE4-4481-435E-BC3E-2DA43269C8A2\/Terrorists%20Are%20Always%20Muslim%20but%20Never%20White_%20At%20the%20Intersection.pdf\">narrazione mediatica<\/a>&nbsp;razzialmente stereotipata che \u2013 come gi\u00e0 era accaduto con l\u2019attentato di Oklahoma City, nel 1995 \u2013 faceva leva sul mortale intreccio tra gli autori degli attentati, l\u2019Islam, la guerra al terrorismo e i conflitti continui in Medioriente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che era accaduto l\u201911 settembre veniva regolarmente rappresentato come un \u201cattacco al cuore dell\u2019Occidente\u201d da parte di Al-Qaeda: in questo scenario, la societ\u00e0 americana cominci\u00f2 a percepire arabi e musulmani, anche americani, come una sorta di monolite ostile al Paese e ai suoi valori, mentre la religione islamica venne \u201cconfinata\u201d nel recinto della brutalit\u00e0 e della violenza associate al terrorismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto, perci\u00f2, di segnalarli, sorvegliarli, profilarli, interrogarli e, se necessario, arrestarli, aveva finito per essere considerato un atto non solo accettato ma persino necessario, imprescindibile per la sicurezza nazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la musica in lingua araba era finita nel mirino di queste politiche della&nbsp;<em>Guerra al Terrore<\/em>. Moltissimi promoters statunitensi avevano cancellato o rinviato decine di concerti di musicisti arabi, affermando che il \u201cclima\u201d non fosse adatto a dare voce ad artisti che cantavano in quella lingua, o erano legati, in qualche modo, al mondo arabo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rapper libico-americano Khaled M. Ahmed, figlio di esuli oppositori del regime di Muammar Gheddafi, \u00e8 uno di quegli artisti e attivisti che avevano scelto l\u2019hip hop per riaffermare la propria identit\u00e0. Pur non essendo mai stato accusato di terrorismo, il musicista conosciuto con il&nbsp;<em>moniker<\/em>&nbsp;di Kayem (ex Khaled M.) dovette affrontare perquisizioni, interrogazioni, profilazioni razziali, verifiche telefoniche, ispezioni dei taccuini personali e altre pratiche di controllo per poter viaggiare attraverso lo spazio aereo statunitense. Khaled\/Kayem era stato inserito infatti nella&nbsp;<a href=\"mailto:https:\/\/www.afro.com\/opinion\/no-fly-list-used-as-extrajudicial-punishment-for-muslims-8de88de1\/\">No-Fly List<\/a>&nbsp;dell\u2019Fbi e poi, dal 2017, anche nel&nbsp;<em>Muslim Ban<\/em>&nbsp;di Donald Trump in quanto ritenuto una possibile minaccia per l\u2019America.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso Nader Habibi, nel frattempo diventato il frontman della punk hardcore band arabo-americana Haram, era stato al centro di una indagine dell\u2019FBI: un demo pubblicato nel 2015 con testi in arabo, era bastato agli investigatori per ipotizzare un legame con l\u2019ISIS.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quest\u2019indagine aveva a tal punto colpito il musicista che nel 2019 decise di pubblicare con gli Haram l\u2019EP&nbsp;<a href=\"mailto:https:\/\/youtu.be\/l5i0noYjqVU?si=6Id0lwNfaLchYsDO\"><em>Where Were You on 9\/11?<\/em><\/a>&nbsp;(\u201cDove eravate l\u201911 settembre?\u201d), dove cant\u00f2, ancora in arabo, l\u2019esperienza vissuta da bambino dopo l\u201911 settembre, il&nbsp;<a href=\"applewebdata:\/\/D2F38FE4-4481-435E-BC3E-2DA43269C8A2\/ARAB_MUSLIM_9-30-14.pdf\">trauma<\/a>&nbsp;del controllo e del sospetto, il risentimento per le discriminazioni razziali subite, le indagini su di lui e la sua famiglia, ma anche la resistenza di tutte le vittime di oppressioni e delle guerre infinite fatte di paura, violenza, distruzione. In copertina, questa volta, Nader Habibi, conosciuto a quel punto come Nader Haram, volle mettere la sagoma del World Trade Center realizzata scrivendo un\u2019unica domanda con caratteri arabi: \u00abDove eravate l\u201911 settembre?\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come Nader e Khaled, non furono pochi i giovani musulmani residenti negli Stati Uniti che scelsero di appropriarsi di linguaggi della cultura giovanile popolare per riaffermare la propria identit\u00e0 e ribellarsi alla negazione della loro piena appartenenza alla societ\u00e0 americana.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La generazione dell\u201911 settembre<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sociologo Kamaludeen Mohamed Nasir, professore alla Nanyang Technological University di Singapore, nel 2020 ha scritto il saggio&nbsp;<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/MONICA\/Documents\/KRITICA\/per%20speciale%20II%20SETTEMBRE\/BR+of+Representing+Islam+Hip-Hop+of+the+September+11+Generation+by+Kamaludeen+Mohamed+Nasir+-+Martin+Jiajun+He.pdf\"><em>Representing Islam: Hip-Hop of the September 11 Generation<\/em><\/a>&nbsp;(2020), dove ha analizzato il rapporto tra Islam, hip-hop e resistenza. In questa ricerca ha spiegato, in particolare, come l\u2019hip-hop, nato dalla cultura afroamericana, \u00e8 diventato per una parte della generazione musulmana post-11 settembre uno spazio per raccontare s\u00e9 stessi ma anche una forma di protesta contro le discriminazioni, gli stereotipi e il controllo imposti dallo Stato. Interpellato da&nbsp;<em>Kritica<\/em>&nbsp;per questo articolo, il professore ci ha spiegato che cosa cambi\u00f2, dopo l\u201911 settembre, per i musicisti musulmani e arabi americani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abL\u201911 settembre non cre\u00f2 tanto una nuova politica musicale, quanto, piuttosto, acceler\u00f2 un processo di iper-securitizzazione gi\u00e0 in corso, facendo confluire identit\u00e0 etniche e nazionali distinte in un\u2019unica categoria di sicurezza, quella dei \u201cmusulmani\u201d. Ci\u00f2 che cambi\u00f2 dopo l\u201911 settembre fu la posizione da cui i musicisti si trovavano improvvisamente a parlare: vennero arruolati come portavoce di una generazione considerata \u201cdeviante\u201d, indipendentemente dal fatto che il loro lavoro avesse o meno un contenuto esplicitamente politico. L\u2019esempio pi\u00f9 evidente \u00e8 il brano di Riz MC del 2006,\u00a0<a href=\"mailto:https:\/\/youtu.be\/AKTsJpfC0IQ?si=wNtll3KMYa5OiGJE\">Post 9\/11 Blues<\/a>, che, anzich\u00e9 difendere l\u2019identit\u00e0 musulmana, prende in giro l\u2019intero apparato di classificazione e controllo messo in atto dopo l\u201911 settembre: \u201cI soldati israeliani sono soldati, gli irlandesi sono paramilitari, e quelli scuri sono terroristi: quanto pu\u00f2 essere semplice?\u201d. \u00c8 questa inversione, cio\u00e8 la scelta di rivolgere lo sguardo satirico verso lo Stato e i media anzich\u00e9 verso la comunit\u00e0 stessa, a rappresentare il vero cambiamento\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Kamaludeen Nasir la novit\u00e0 \u00e8 che questa generazione di musicisti post-11 settembre ha preso il vocabolario ereditato, la musica hip-hop in questo caso, e lo ha portato su un piano \u00abtransnazionale, spostando la rivendicazione nazionale dei diritti civili a una rivendicazione esplicitamente fondata sui diritti umani e contribuendo cos\u00ec a un movimento internazionale per la loro difesa.&nbsp;Ho descritto questo processo come un ritorno \u201ca ciclo completo\u201d dell\u2019hip-hop: nato anche grazie ad artisti musulmani neri che lo utilizzavano per rivendicare i diritti civili degli afroamericani, oggi viene utilizzato da giovani musulmani di tutto il mondo, che attingono alla stessa esperienza afroamericana per costruire forme di solidariet\u00e0 multirazziali e transnazionali\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l\u2019etnomusicologo e studioso delle diaspore arabe Michael A. Figueroa, professore associato all\u2019Universit\u00e0 della Carolina del Nord a Chapel Hill, si \u00e8 interrogato sul rapporto tra l\u2019esperienza degli arabi americani dopo l\u201911 settembre e la musica. A lui abbiamo chiesto in che modo la razzializzazione degli arabi americani ha influenzato i musicisti arabi americani e, naturalmente, la loro musica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLi ha influenzati innanzitutto come persone\u00bb, ha esordito. \u00abLa tragedia di quel giorno sarebbe servita poco dopo come pretesto per l\u2019invasione statunitense dell\u2019Iraq e dell\u2019Afghanistan nella cosiddetta&nbsp;<em>Guerra al Terrore<\/em>, cos\u00ec come per la securitizzazione selettiva delle frontiere del Paese. Ci\u00f2 avrebbe incluso la creazione della TSA (<em>Transportation Security Administration<\/em>, nda) e la sorveglianza, autorizzata dalla legge, dei cittadini statunitensi sospettati di terrorismo, un termine che a sua volta divenne un eufemismo per indicare arabi e musulmani e, ancora una volta, un pretesto per la violenza militare e persino per la violenza contro i civili\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abI musicisti arabi americani\u00bb, ha continuato lo studioso, che \u00e8 anche coordinatore\u00a0del progetto di ricerca\u00a0<em>Music and Racial Awakening in Arab America<\/em>, dedicato proprio all\u2019analisi\u00a0dei processi della categorizzazione razziale\u00a0degli arabi americani dopo l\u201911 settembre attraverso la musica (ne ha parlato nel 2020 in questo\u00a0<a href=\"mailto:https:\/\/castro.fm\/episode\/Tse8Z7\">podcast<\/a>),\u00a0furono \u00abcatapultati sotto i riflettori dell\u2019opinione pubblica in un modo senza precedenti, occuparono la posizione paradossale di\u00a0<a href=\"mailto:https:\/\/www.merip.org\/2002\/09\/no-longer-invisible\/\">diventare pi\u00f9 visibili<\/a>\u00a0come rappresentanti della \u201ccultura araba\u201d e di dover usare la musica e la cultura per dimostrare la propria umanit\u00e0, mentre allo stesso tempo furono sottoposti a una crescente diffidenza in quanto soggetti razzializzati che incarnavano il senso di pericolo schiacciante percepito dagli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019impatto pi\u00f9 significativo non fu sempre la censura diretta o l\u2019esclusione, sebbene vi siano molte storie di artisti in visita dalla regione che incontrarono difficolt\u00e0 nell\u2019ottenere il visto (molto prima del cosiddetto\u00a0<em>Muslim Ban<\/em>\u00a0del 2017) e altre limitazioni alla mobilit\u00e0 tra gli Stati Uniti e il resto del mondo. Pi\u00f9 in generale, i musicisti arabi americani si trovarono a dover muoversi in uno spazio pubblico nel quale le loro identit\u00e0 erano diventate leggibili principalmente attraverso il discorso sulla sicurezza e il conflitto geopolitico, e non come quelle di americani che avevano a loro volta subito una perdita \u2013 una grande perdita &#8211; negli attentati dell\u201911 settembre. Ci sono diversi bandleader, strumentisti, cantanti, rapper, DJ e gruppi arabi americani che hanno utilizzato forme narrative di composizione e performance per raccontare le proprie storie e combattere il razzismo antiarabo e che, nel loro insieme, costituiscono una vera e propria esplosione della produzione culturale arabo-americana del XXI secolo\u00bb.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Figueroa, cresciuto in Florida da antenati siriani e portoricani, abbiamo chiesto, infine, se questa razzializzazione degli arabi americani sia con il tempo cambiata e come questo cambiamento si rifletta oggi nella musica. \u00abNegli anni immediatamente successivi all\u201911 settembre, gli arabi americani (indipendentemente dalla religione) e i musulmani americani (indipendentemente dall\u2019etnia o dall\u2019origine nazionale) erano visti principalmente come antagonisti dello Stato-nazione, ai quali si attribuiva una presunta naturale capacit\u00e0 di esercitare una violenza spettacolare. Lo stereotipo del \u201cterrorista\u201d era cos\u00ec diffuso nei media&nbsp;<em>mainstream<\/em>&nbsp;e nella cultura popolare che contrastarlo sembrava essere una delle questioni politiche pi\u00f9 urgenti del momento\u00bb, ha spiegato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOggi, i dibattiti sul futuro della Palestina, sui diritti degli immigrati, sulla libert\u00e0 di parola e di espressione e sull\u2019imperialismo occidentale in Medio Oriente sono diventati altrettanto importanti ambiti attraverso i quali l\u2019identit\u00e0 araba viene costruita pubblicamente. Posso affermare con sicurezza che i musicisti arabi americani operano generalmente sulla base di una sofisticata consapevolezza politica, che costituisce il fondamento del loro lavoro, piuttosto che sulla sola eredit\u00e0 culturale o identit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molte opere contemporanee\u00bb, ha evidenziato ancora Michael A. Figueroa, \u00abriflettono questo cambiamento, in particolare da quando \u00e8 iniziato il genocidio degli abitanti di Gaza, quasi tre anni fa. Vedo molto meno quella scelta strategica di evitare le questioni politiche per ottenere accettazione &#8211;\u00a0che, per essere chiari, penso fosse difendibile dato il proliferare della repressione governativa e dei crimini d&#8217;odio islamofobi. Ora\u00a0persino gli artisti pi\u00f9 \u201cdiplomatici\u201d usano la musica per articolare forme di solidariet\u00e0 e di connessione storica, anche con altri gruppi oppressi. I riferimenti abbondano, sia all\u2019interno della musica sia nel discorso politico che la circonda, al pensiero politico di intellettuali neri, come Frantz Fanon, Angela Davis e Kathleen Cleaver, che hanno compreso in modo cos\u00ec approfondito i meccanismi della categorizzazione razziale e della colonizzazione, accanto a intellettuali arabi come Edward Said e Ghassan Kanafani\u00bb.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa musica\u00bb, ha concluso, \u00abspesso non funge da veicolo per un messaggio politico diretto, ma come un modo per confrontarsi con l\u2019assenza: luoghi distrutti, storie interrotte, patrie inaccessibili e vite perdute o rese precarie dalla guerra. Ci\u00f2 trova conferma nel modo in cui gli artisti mobilitano, sul piano estetico, il rumore, gli effetti temporali, il campionamento, la sovrapposizione delle voci, il movimento e l\u2019improvvisazione, tra gli altri elementi che possono avere qualche legame con la pratica musicale araba tradizionale, ma che vengono spinti oltre i limiti di ci\u00f2 che un tempo sembrava possibile, o forse appropriato o accettabile. Attraverso questi esperimenti, i musicisti arabi americani coltivano forme di ascolto, di affettivit\u00e0 e di relazione attraverso le quali gli echi dello sradicamento possono contribuire a plasmare le modalit\u00e0 contemporanee della vita collettiva\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Kritica &#8211; Riproduzione parziale consentita citando la fonte e inserendo il link all\u2019inizio della notizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una intera generazione di bambini musulmani \u00e8 cresciuta con lo stigma di essere \u201cterrorista\u201d dopo l\u201911 settembre.<\/p>","protected":false},"author":50,"featured_media":14695,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[11,312],"tags":[5180,733,5182,5178,5177,5183,5179,5181],"ppma_author":[4157],"class_list":["post-14694","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-politica","category-tutti-gli-articoli","tag-haram","tag-islamofobia","tag-kamaludeen-mohamed-nasir","tag-kayem","tag-khaled-m-ahmed","tag-michael-a-figueroa","tag-muslim-ban","tag-where-were-you-on-9-11"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>11 settembre, il giorno che ogni musulmano divenne un &quot;terrorista&quot; - Kritica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Quasi ogni bambino musulmano negli USA \u00e8 cresciuto con lo stigma di essere \u201cterrorista\u201d dopo l\u201911 settembre.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/all-articles\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"11 settembre, il giorno che ogni musulmano divenne un &quot;terrorista&quot; - Kritica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Quasi ogni bambino musulmano negli USA \u00e8 cresciuto con lo stigma di essere \u201cterrorista\u201d dopo l\u201911 settembre.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/kritica.it\/en\/all-articles\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Kritica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/people\/Kritica\/61571651969391\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-09-11T05:19:26+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-09-12T09:24:22+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Haram_Disco-e1789055689761.jpeg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"788\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"788\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Monica Zornetta\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@kritica_news\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@kritica_news\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Written by\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Monica Zornetta\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Estimated reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"12 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"NewsArticle\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/tutti-gli-articoli\\\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/tutti-gli-articoli\\\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Monica Zornetta\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/3aa2612c8fa29b21a2468419ab0e8587\"},\"headline\":\"11 settembre, il giorno che ogni musulmano divenne un &#8220;terrorista&#8221;\",\"datePublished\":\"2026-09-11T05:19:26+00:00\",\"dateModified\":\"2026-09-12T09:24:22+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/tutti-gli-articoli\\\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\\\/\"},\"wordCount\":2126,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/tutti-gli-articoli\\\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/09\\\/Haram_Disco-e1789055689761.jpeg\",\"keywords\":[\"Haram\",\"islamofobia\",\"Kamaludeen Mohamed Nasir\",\"Kayem\",\"Khaled M. Ahmed\",\"Michael A. Figueroa\",\"Muslim Ban\",\"Where Were You on 9\\\/11?\"],\"articleSection\":[\"Politica\",\"Tutti gli articoli di Kritica\"],\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/tutti-gli-articoli\\\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/tutti-gli-articoli\\\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/tutti-gli-articoli\\\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\\\/\",\"name\":\"11 settembre, il giorno che ogni musulmano divenne un \\\"terrorista\\\" - Kritica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/tutti-gli-articoli\\\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/tutti-gli-articoli\\\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/09\\\/Haram_Disco-e1789055689761.jpeg\",\"datePublished\":\"2026-09-11T05:19:26+00:00\",\"dateModified\":\"2026-09-12T09:24:22+00:00\",\"description\":\"Quasi ogni bambino musulmano negli USA \u00e8 cresciuto con lo stigma di essere \u201cterrorista\u201d dopo l\u201911 settembre.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/tutti-gli-articoli\\\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/tutti-gli-articoli\\\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/tutti-gli-articoli\\\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/09\\\/Haram_Disco-e1789055689761.jpeg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/09\\\/Haram_Disco-e1789055689761.jpeg\",\"width\":788,\"height\":788,\"caption\":\"La copertina dell\u2019EP di Haram \u0648\u064a\u0646 \u0643\u0646\u064a\u062a \u0628\u064a \u0661\u0661\\\/\u0669\u061f? \\\"Where Were You on 9\\\/11?\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/tutti-gli-articoli\\\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"11 settembre, il giorno che ogni musulmano divenne un &#8220;terrorista&#8221;\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/\",\"name\":\"Kritica\",\"description\":\"Kritica \u00e8 un periodico telematico di informazione e analisi, alla ricerca della verit\u00e0 dei fatti e non di quella del potere.\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"La fisica dei punti di vista.\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#organization\",\"name\":\"Kritica\",\"alternateName\":\"Kritica \u00e8 un periodico telematico di informazione e analisi, alla ricerca della verit\u00e0 dei fatti e non di quella del potere.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/01\\\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/01\\\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg\",\"width\":2282,\"height\":717,\"caption\":\"Kritica\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/people\\\/Kritica\\\/61571651969391\\\/\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/kritica_news\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/kritica.it\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/@Kritica_it\",\"https:\\\/\\\/t.me\\\/pazzafolla\",\"https:\\\/\\\/www.tiktok.com\\\/@kritica_it\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/3aa2612c8fa29b21a2468419ab0e8587\",\"name\":\"Monica Zornetta\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/05\\\/monica-rayban.jpg5d305842355ebde618cb6c2ceb3d0626\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/05\\\/monica-rayban.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/05\\\/monica-rayban.jpg\",\"caption\":\"Monica Zornetta\"},\"description\":\"Giornalista professionista, saggista, autrice. Ha scritto di mafia, terrorismo, criminalit\u00e0 per il Corriere della Sera e Narcomafie; ha collaborato con L\u2019Espresso, 7Sette, Rai Storia; \u00e8 oggi una delle firme di Avvenire, Domani, La Lettura. Tra i suoi libri: \\\"A casa nostra. Cinquant'anni di mafia e criminalit\u00e0 in Veneto\\\", \\\"La resa, ascesa, declino e pentimento di Felice Maniero\\\", \\\"Ludwig\\\", \\\"Terrore a Nordest\\\" (con G. Fasanella), \\\"Alla fine del mondo. La vera storia dei Benetton in Patagonia\\\" (con P. Camuffo). Ha partecipato al \u201cDizionario enciclopedico delle mafie in Italia\u201d (a cura di C. Camarca) e al libro \u201cUna generazione scomparsa. I mondiali in Argentina del 1978\u201d (di D. Biacchessi). Ha collaborato con C. Lucarelli e D. Iannacone. Del suo lavoro hanno scritto quotidiani e riviste europee e latino-americane.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/en\\\/author\\\/monica-zornetta\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"11 settembre, il giorno che ogni musulmano divenne un \"terrorista\" - Kritica","description":"Quasi ogni bambino musulmano negli USA \u00e8 cresciuto con lo stigma di essere \u201cterrorista\u201d dopo l\u201911 settembre.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/kritica.it\/en\/all-articles\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/","og_locale":"en_GB","og_type":"article","og_title":"11 settembre, il giorno che ogni musulmano divenne un \"terrorista\" - Kritica","og_description":"Quasi ogni bambino musulmano negli USA \u00e8 cresciuto con lo stigma di essere \u201cterrorista\u201d dopo l\u201911 settembre.","og_url":"https:\/\/kritica.it\/en\/all-articles\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/","og_site_name":"Kritica","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/people\/Kritica\/61571651969391\/","article_published_time":"2026-09-11T05:19:26+00:00","article_modified_time":"2026-09-12T09:24:22+00:00","og_image":[{"width":788,"height":788,"url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Haram_Disco-e1789055689761.jpeg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Monica Zornetta","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@kritica_news","twitter_site":"@kritica_news","twitter_misc":{"Written by":"Monica Zornetta","Estimated reading time":"12 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/"},"author":{"name":"Monica Zornetta","@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/person\/3aa2612c8fa29b21a2468419ab0e8587"},"headline":"11 settembre, il giorno che ogni musulmano divenne un &#8220;terrorista&#8221;","datePublished":"2026-09-11T05:19:26+00:00","dateModified":"2026-09-12T09:24:22+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/"},"wordCount":2126,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Haram_Disco-e1789055689761.jpeg","keywords":["Haram","islamofobia","Kamaludeen Mohamed Nasir","Kayem","Khaled M. Ahmed","Michael A. Figueroa","Muslim Ban","Where Were You on 9\/11?"],"articleSection":["Politica","Tutti gli articoli di Kritica"],"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/","url":"https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/","name":"11 settembre, il giorno che ogni musulmano divenne un \"terrorista\" - Kritica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Haram_Disco-e1789055689761.jpeg","datePublished":"2026-09-11T05:19:26+00:00","dateModified":"2026-09-12T09:24:22+00:00","description":"Quasi ogni bambino musulmano negli USA \u00e8 cresciuto con lo stigma di essere \u201cterrorista\u201d dopo l\u201911 settembre.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/#primaryimage","url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Haram_Disco-e1789055689761.jpeg","contentUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Haram_Disco-e1789055689761.jpeg","width":788,"height":788,"caption":"La copertina dell\u2019EP di Haram \u0648\u064a\u0646 \u0643\u0646\u064a\u062a \u0628\u064a \u0661\u0661\/\u0669\u061f? \"Where Were You on 9\/11?"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/11-settembre-il-giorno-che-ogni-musulmano-divenne-un-terrorista\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/kritica.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"11 settembre, il giorno che ogni musulmano divenne un &#8220;terrorista&#8221;"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/kritica.it\/#website","url":"https:\/\/kritica.it\/","name":"Kritica","description":"Kritica \u00e8 un periodico telematico di informazione e analisi, alla ricerca della verit\u00e0 dei fatti e non di quella del potere.","publisher":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#organization"},"alternateName":"La fisica dei punti di vista.","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/kritica.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"en-GB"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/kritica.it\/#organization","name":"Kritica","alternateName":"Kritica \u00e8 un periodico telematico di informazione e analisi, alla ricerca della verit\u00e0 dei fatti e non di quella del potere.","url":"https:\/\/kritica.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg","contentUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg","width":2282,"height":717,"caption":"Kritica"},"image":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/people\/Kritica\/61571651969391\/","https:\/\/x.com\/kritica_news","https:\/\/www.instagram.com\/kritica.it\/","https:\/\/www.youtube.com\/@Kritica_it","https:\/\/t.me\/pazzafolla","https:\/\/www.tiktok.com\/@kritica_it"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/person\/3aa2612c8fa29b21a2468419ab0e8587","name":"Monica Zornetta","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/monica-rayban.jpg5d305842355ebde618cb6c2ceb3d0626","url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/monica-rayban.jpg","contentUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/monica-rayban.jpg","caption":"Monica Zornetta"},"description":"A professional journalist, essayist, and author. She has written about the mafia, terrorism, and crime for Corriere della Sera and Narcomafie; she has collaborated with L\u2019Espresso, 7Sette, and Rai Storia; today she is one of the writers for Avvenire, Domani, and La Lettura. Among her books are: \"A casa nostra. Cinquant'anni di mafia e criminalit\u00e0 in Veneto\" (Our Home: Fifty Years of Mafia and Crime in Veneto), \"La resa, ascesa, declino e pentimento di Felice Maniero\" (The Surrender: Rise, Decline, and Repentance of Felice Maniero), \"Ludwig\", \"Terrore a Nordest\" (Terror in the Northeast) (with G. Fasanella), and \"Alla fine del mondo. La vera storia dei Benetton in Patagonia\" (At the End of the World: The True Story of the Benettons in Patagonia) (with P. Camuffo). She participated in the \u201cDizionario enciclopedico delle mafie in Italia\u201d (Encyclopaedic Dictionary of Mafias in Italy) (edited by C. Camarca) and the book \u201cUna generazione scomparsa. I mondiali in Argentina del 1978\u201d (A Generation Gone: The 1978 World Cup in Argentina) (by D. Biacchessi). She has collaborated with C. Lucarelli and D. Iannacone. Her work has been featured in European and Latin American newspapers and magazines.","url":"https:\/\/kritica.it\/en\/author\/monica-zornetta\/"}]}},"authors":[{"term_id":4157,"user_id":50,"is_guest":0,"slug":"monica-zornetta","display_name":"Monica Zornetta","avatar_url":{"url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/monica-rayban.jpg","url2x":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/monica-rayban.jpg"},"avatar_alt":"","avatar_decorative":"","author_category":"1","first_name":"","last_name":"","user_url":"","job_title":"","description":"Giornalista professionista, saggista, autrice.\r\nHa scritto di mafia, terrorismo, criminalit\u00e0 per il Corriere della Sera e Narcomafie; ha collaborato con L\u2019Espresso, 7Sette, Rai Storia; \u00e8 oggi una delle firme di Avvenire, Domani, La Lettura. Tra i suoi libri: \"A casa nostra. Cinquant'anni di mafia e criminalit\u00e0 in Veneto\", \"La resa, ascesa, declino e pentimento di Felice Maniero\", \"Ludwig\", \"Terrore a Nordest\" (con G. Fasanella), \"Alla fine del mondo. La vera storia dei Benetton in Patagonia\" (con P. Camuffo).\r\nHa partecipato al \u201cDizionario enciclopedico delle mafie in Italia\u201d (a cura di C. Camarca) e al libro \u201cUna generazione scomparsa. I mondiali in Argentina del 1978\u201d (di D. Biacchessi). Ha collaborato con C. Lucarelli e D. Iannacone. Del suo lavoro hanno scritto quotidiani e riviste europee e latino-americane."}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14694","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/50"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14694"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14694\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14696,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14694\/revisions\/14696"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14695"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14694"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14694"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14694"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=14694"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}