{"id":14755,"date":"2026-09-16T13:10:42","date_gmt":"2026-09-16T11:10:42","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=14755"},"modified":"2026-09-16T13:10:42","modified_gmt":"2026-09-16T11:10:42","slug":"iran-la-rivoluzione-costituzionale-incompiuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/politica\/vicino-oriente\/iran\/iran-la-rivoluzione-costituzionale-incompiuta\/","title":{"rendered":"Iran, la rivoluzione costituzionale incompiuta"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 5 agosto 1906, Mozaffar al-Din Shah Qajar firm\u00f2 un decreto che apr\u00ec la strada al primo parlamento iraniano. Quel momento \u00e8 spesso considerato l\u2019inizio della Rivoluzione Costituzionale. La rivoluzione avrebbe dovuto limitare il potere reale, sottoporre il governo allo Stato di diritto e portare la \u201cnazione\u201d nella sfera politica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A pi\u00f9 di un secolo di distanza, l\u2019Iran sta nuovamente vivendo una situazione di guerra, bombardamenti, blocco navale e un clima di crescente insicurezza. Guardare indietro alla Rivoluzione costituzionale non significa solo ricordare la storia. Rimane una domanda pi\u00f9 importante: perch\u00e9 una delle sue principali promesse, quella di trasformare il popolo da sudditi in cittadini dotati di diritti, non \u00e8 mai stata pienamente realizzata?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le proteste storiche in Iran<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine del XIX secolo, l\u2019Iran aveva una monarchia centralizzata ma uno Stato debole. La sua economia era intrappolata nel debito e nelle concessioni straniere. La gente comune non aveva praticamente alcun mezzo legale per sorvegliare o controllare l\u2019operato del governo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Russia e Gran Bretagna esercitavano una profonda influenza sulla finanza, sul commercio e sulla politica iraniani. Le concessioni economiche andavano alle societ\u00e0 straniere. Per far fronte alle proprie spese, lo Stato aumentava la pressione fiscale. Allo stesso tempo, i mercati urbani erano in crescita. Alcuni mercanti e artigiani acquisivano maggiore potere economico. Anche i lavoratori iraniani si recavano nel Caucaso, in particolare nei giacimenti petroliferi di Baku. L\u00ec entrarono in contatto con scioperi, organizzazioni sindacali e idee socialdemocratiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le proteste iniziate nel 1905 e nel 1906 non furono mai solo un movimento intellettuale. Commercianti del bazar, religiosi, artigiani, intellettuali e diversi gruppi urbani si unirono per motivi diversi. La gente cre\u00f2 associazioni. I mercati chiusero in segno di protesta. I raduni pubblici divennero comuni e i giornali si diffusero. Per la prima volta su questa scala, alcuni settori della societ\u00e0 cercarono di esprimersi sugli affari pubblici senza attendere il permesso della corte reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricerche come <a href=\"https:\/\/janetafary.com\/iranian-constitutional-revolution\/\">quelle di Janet Afary su quel periodo<\/a> lo dimostrano chiaramente. La rivoluzione non pu\u00f2 essere ridotta alla sola richiesta di una costituzione. Anche le tasse, la propriet\u00e0, le condizioni di lavoro, i diritti dei contadini, la libert\u00e0 di stampa, il diritto di riunione e la rappresentanza politica facevano parte del dibattito politico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"aqrOboYfpQ\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/near-east\/iran\/what-does-war-in-iran-mean-for-workers\/\">What does war in Iran mean for workers<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cCosa significa la guerra in Iran per i lavoratori\u201d \u2014 Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/vicino-oriente\/iran\/cosa-significa-la-guerra-in-iran-per-i-lavoratori\/embed\/#?secret=M36ppvAgwc#?secret=aqrOboYfpQ\" data-secret=\"aqrOboYfpQ\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso, forse l\u2019istituzione pi\u00f9 importante della rivoluzione non fu il parlamento, bens\u00ec l\u2019<em>anjoman<\/em>, ovvero le associazioni locali e politiche. Queste associazioni crearono spazi in cui le persone potevano discutere delle loro citt\u00e0, delle tasse, dei prezzi, delle elezioni e del comportamento dei funzionari. Prima ancora che la legge li riconoscesse pienamente come cittadini, le persone avevano gi\u00e0 iniziato a comportarsi come tali. Si riunivano, eleggevano rappresentanti, protestavano e si rivolgevano direttamente allo Stato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma \u00e8 proprio qui che ebbe inizio la contraddizione della Rivoluzione Costituzionale. La legge poteva parlare di \u00abnazione\u00bb, mentre la societ\u00e0 iraniana rimaneva profondamente diseguale. Il primo sistema elettorale non organizzava la rappresentanza attorno ai singoli cittadini, bens\u00ec attorno alle classi sociali e ai gruppi professionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le donne non avevano diritto di voto. La maggior parte dei contadini non aveva voce politica autonoma. I proprietari terrieri, i grandi commercianti e le \u00e9lite urbane detenevano un potere politico di gran lunga superiore a quello dei lavoratori e delle classi pi\u00f9 povere. La rivoluzione sfid\u00f2 la monarchia assoluta, ma non trasform\u00f2 con la stessa forza i rapporti di potere nelle campagne, nel mercato e nella propriet\u00e0. La storia dei primi sei anni della rivoluzione mostra molto chiaramente questa disuguaglianza . Il movimento si svilupp\u00f2 dalle proteste del 1905 fino alla creazione del parlamento. Successivamente dovette affrontare la resistenza della monarchia e delle forze conservatrici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La prima destituzione dello Shah<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 23 giugno 1908, Mohammad Ali Shah ordin\u00f2 il bombardamento del parlamento. Molte associazioni e testate giornalistiche furono soppresse. La resistenza armata continu\u00f2 a Tabriz. Nell\u2019estate del 1909, le forze costituzionaliste entrarono finalmente a Teheran e destituirono lo sci\u00e0. Ma la vittoria militare non risolse il problema di fondo. Il nuovo Stato doveva scegliere tra proteggere il potere sociale dei gruppi che avevano reso possibile la rivoluzione e costruire uno Stato centralizzato e ordinato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A poco a poco, le associazioni furono soggette a restrizioni. Le forze sociali furono disarmate. La politica torn\u00f2 nelle mani dello Stato, del parlamento e delle \u00e9lite politiche. Nel dicembre 1911, in seguito a un ultimatum russo e alle pressioni dirette delle potenze straniere, il secondo parlamento fu sciolto. Questo evento viene spesso descritto come la sconfitta politica della Rivoluzione Costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"sPDTDSwxqk\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/near-east\/iran\/minoo-mirshahvalad-iran-and-the-prisoner-of-two-violences\/\">Minoo Mirshahvalad: \u201cIran is a prisoner of multiple wars\u201d<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cMinoo Mirshahvalad: \u201cIran is a prisoner of multiple wars\u201d - Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/vicino-oriente\/iran\/intervista-minoo-mirshahvalad-iran-e-prigioniero-di-due-violenze\/embed\/#?secret=Fe3JCdeQBB#?secret=sPDTDSwxqk\" data-secret=\"sPDTDSwxqk\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il fallimento pi\u00f9 profondo andava ben oltre la chiusura di un parlamento. La rivoluzione aveva dato vita a una costituzione, a un parlamento, a giornali e a nuove idee sui diritti pubblici. Ci\u00f2 che non era riuscita a creare era una societ\u00e0 organizzata abbastanza forte da proteggere queste conquiste indipendentemente dai voleri dello Stato e delle \u00e9lite politiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intervento straniero da parte di Russia e Gran Bretagna ebbe un\u2019enorme importanza. Tuttavia, non era quello l\u2019unico problema. La cittadinanza non aveva sviluppato radici sociali profonde. Milioni di contadini continuavano a vivere in rapporti di potere che non erano molto diversi da quelli del periodo precedente. I lavoratori non disponevano di organizzazioni stabili. Le donne non avevano diritti politici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E molte delle associazioni che avevano portato avanti la rivoluzione dal basso divennero scomode dopo la vittoria. Uno Stato centralizzato le considerava ostacoli, quindi furono messe da parte. \u00c8 qui che la Rivoluzione Costituzionale si ricollega direttamente all\u2019Iran di oggi. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019Iran di oggi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Repubblica Islamica ha una costituzione, un parlamento ed elezioni. Ma l\u2019esistenza di queste istituzioni non crea automaticamente dei cittadini. La Rivoluzione Costituzionale ce lo ha gi\u00e0 dimostrato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vera domanda \u00e8 fino a che punto la societ\u00e0 possa organizzarsi in modo indipendente dallo Stato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I lavoratori possono costituire sindacati indipendenti? Insegnanti, studenti, donne e pensionati possono organizzarsi senza incorrere in accuse di minaccia alla sicurezza? I giornalisti possono indagare liberamente sulla politica estera, sulle spese militari o sulle decisioni che conducono il Paese verso la guerra?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi due anni, la risposta \u00e8 diventata brutalmente chiara.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le proteste a livello nazionale sono iniziate il 28 dicembre 2025 e hanno subito una repressione militare. Secondo Amnesty International, le forze governative hanno fatto uso di armi da fuoco su larga scala l\u20198 e il 9 gennaio 2026. Migliaia di manifestanti e passanti sono stati uccisi, mentre decine di migliaia sono stati arrestati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meno di due mesi dopo, il 28 febbraio 2026, \u00e8 iniziato l\u2019attacco militare statunitense e israeliano. La societ\u00e0 iraniana era appena uscita da un\u2019ondata di repressione interna quando \u00e8 stata spinta verso la guerra. Non c\u2019\u00e8 stato tempo per riprendersi o organizzarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che segu\u00ec ricalc\u00f2 uno schema ben noto. Una crisi esterna divenne il pretesto per una repressione interna ancora pi\u00f9 severa. Amnesty International rifer\u00ec che dall\u2019inizio della guerra fino alla fine di maggio 2026 furono arrestate pi\u00f9 di 6.000 persone. Almeno 39 persone furono giustiziate con accuse politiche. Tra l i figuravano 16 manifestanti, nove oppositori politici, dieci persone accusate di spionaggio e quattro accusate di ribellione armata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 17 maggio, il capo della polizia Ahmad-Reza Radan ha dichiarato che erano state arrestate pi\u00f9 di 6.500 persone. Entro la fine di luglio, almeno 52 persone erano state giustiziate per motivi politici. Il 28 luglio, due manifestanti arrestati a Isfahan sono stati giustiziati pubblicamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello stesso periodo, l\u2019accesso a Internet a livello globale \u00e8 stato interrotto per 88 giorni. Amnesty International lo ha descritto come il pi\u00f9 lungo blocco di Internet mai registrato al mondo. Pi\u00f9 di 90 milioni di persone sono state isolate dal mondo esterno. L\u2019accesso globale a Internet \u00e8 stato ripristinato il 26 maggio 2026, ma le restrizioni sono rimaste in vigore. Non si \u00e8 trattato solo di una misura tecnica di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi Internet \u00e8 un\u2019infrastruttura fondamentale per il lavoro, l\u2019istruzione, il giornalismo, la comunicazione familiare e l\u2019organizzazione sociale. Interromperne l\u2019accesso significa che proprio nel momento in cui la societ\u00e0 ha pi\u00f9 bisogno di informazioni, lo Stato priva le persone della possibilit\u00e0 di sapere cosa sta accadendo e di comunicare tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il modo in cui \u00e8 stato attuato il blocco ha avuto un chiaro significato politico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre la maggior parte della societ\u00e0 rimaneva scollegata, un certo numero di utenti pre-approvati continuava ad avere accesso a Internet a livello globale. Si trattava principalmente di soggetti collegati alle istituzioni governative e ad alcuni settori professionali. Utilizzavano un servizio noto come \u201cPro Internet\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni sono rimasti connessi. La maggior parte delle persone no. La vecchia divisione politica \u00e8 proseguita attraverso le nuove tecnologie. Accesso per gli addetti ai lavori, silenzio per il resto della societ\u00e0. Si tratta della stessa contraddizione di fondo che esisteva pi\u00f9 di un secolo fa durante la Rivoluzione Costituzionale. Lo Stato parla a nome della nazione, pur temendo una societ\u00e0 organizzata. La guerra rafforza questa contraddizione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"RqDvZ1XsiO\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/near-east\/iran\/nessun-attore-in-guerra-vuole-che-il-popolo-iraniano-decida-del-suo-destino\/\">No actor at war wants the Iranian people to decide their own destiny.<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cNo party to the conflict wants the Iranian people to decide their own fate\u201d \u2014 Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/vicino-oriente\/iran\/nessun-attore-in-guerra-vuole-che-il-popolo-iraniano-decida-del-suo-destino\/embed\/#?secret=e5sYS6KKgy#?secret=RqDvZ1XsiO\" data-secret=\"RqDvZ1XsiO\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il governo si aspetta che siano i cittadini a sostenere i costi. L\u2019inflazione, l\u2019interruzione della produzione, la disoccupazione, il blocco navale, la distruzione delle infrastrutture e il pericolo di essere uccisi ricadono tutti sulla societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma quelle stesse persone non hanno quasi alcun ruolo significativo nelle decisioni relative alla politica regionale, al programma nucleare, ai bilanci militari, ai negoziati o alle modalit\u00e0 con cui la guerra dovrebbe concludersi. Ai cittadini viene chiesto di assumersi la responsabilit\u00e0 nazionale, ma non viene loro concesso un potere politico all\u2019altezza di tale responsabilit\u00e0. Anche i dati ufficiali evidenziano questo divario. Il 16 giugno 2026, il viceministro dell\u2019Interno e capo dell\u2019Organizzazione per gli Affari Sociali, Seyed Mohammad Bathaei, ha discusso un sondaggio condotto quel mese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo lui, circa il 60% delle persone ha dichiarato di non nutrire alcuna speranza che le condizioni possano migliorare. La stessa percentuale ha affermato di non poter tollerare ulteriori pressioni economiche. Circa il 70% ritiene che i cambiamenti nelle principali politiche statali fossero la via d\u2019uscita pi\u00f9 efficace dalla crisi. Solo circa il 25% ha dichiarato di percepire giustizia sociale e uguaglianza. Questi dati devono essere interpretati con cautela. Il governo non ha reso pubblici n\u00e9 la metodologia completa, n\u00e9 il campione, n\u00e9 i tempi esatti dell\u2019indagine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, nonostante questi limiti, il quadro \u00e8 abbastanza chiaro. La societ\u00e0 paga il prezzo delle decisioni politiche pur sentendo di avere ben poco potere per cambiarle. A questo punto, il fallimento della Rivoluzione Costituzionale non \u00e8 pi\u00f9 solo una questione storica. La rivoluzione voleva superare l\u2019idea del <em>ra\u2019iyat<\/em>, il suddito che vive sotto le decisioni del governo ma non possiede alcuna voce in capitolo nel processo decisionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Iran si trova ancora oggi ad affrontare lo stesso problema. Le persone sono legalmente definite cittadini. Votano e pagano le tasse. Ma la loro capacit\u00e0 di organizzarsi in modo indipendente e di partecipare efficacemente alle principali decisioni politiche rimane fortemente limitata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Neanche un attacco straniero risolve questo problema storico. La stessa Rivoluzione Costituzionale fu indebolita e infine sconfitta sotto un\u2019enorme pressione straniera. Quella storia dimostra perch\u00e9 l\u2019indipendenza politica e i diritti dei cittadini non possano essere messi l\u2019uno contro l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una societ\u00e0 a cui viene negato il diritto di prendere decisioni al proprio interno non diventa una societ\u00e0 di cittadini grazie ai bombardamenti stranieri. E uno Stato non diventa il rappresentante della societ\u00e0 semplicemente perch\u00e9 resiste a un attacco militare straniero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, il fallimento della Rivoluzione Costituzionale non va ricercato solo nel 1911.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fallimento pi\u00f9 profondo deriv\u00f2 da un processo rimasto incompiuto. Il popolo avrebbe dovuto passare dall\u2019essere oggetto del governo a diventare protagonista degli affari pubblici. Pi\u00f9 di cento anni dopo, la guerra ha posto nuovamente la stessa domanda all\u2019Iran. Se al popolo viene chiesto di sacrificarsi per un paese, quanto quel paese appartiene effettivamente a loro?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Rivoluzione Costituzionale cre\u00f2 un parlamento. Redasse una costituzione. Introdusse il termine \u00abnazione\u00bb nel linguaggio del potere politico. Ci\u00f2 che non riusc\u00ec a garantire fu una societ\u00e0 organizzata in grado di esistere indipendentemente dallo Stato e di chiamare il potere a rispondere delle proprie azioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse \u00e8 per questo che, a pi\u00f9 di un secolo di distanza, la cittadinanza in Iran non \u00e8 solo l\u2019opera incompiuta di una vecchia rivoluzione, ma rimane una delle crisi politiche centrali del presente.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CREDITI FOTO: Hengameh Golestan.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Kritica &#8211; Riproduzione parziale consentita inserendo il link e citando la fonte all\u2019inizio della notizia.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla storica rivoluzione costituzionale alla realt\u00e0 di oggi, in Iran donne e uomini sono in lotta per essere cittadini e non pi\u00f9 sudditi.<\/p>","protected":false},"author":12,"featured_media":14758,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[306,312],"tags":[3147,5195,777,5194,311],"ppma_author":[811],"class_list":["post-14755","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-iran","category-tutti-gli-articoli","tag-guerra-in-iran","tag-janet-afary","tag-repubblica-islamica","tag-rivoluzione-costituzionale-iran","tag-rivoluzione-iraniana"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - 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