{"id":14818,"date":"2026-09-21T11:01:40","date_gmt":"2026-09-21T09:01:40","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=14818"},"modified":"2026-09-21T11:02:03","modified_gmt":"2026-09-21T09:02:03","slug":"a-cosa-servono-le-elezioni-nella-russia-in-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/politica\/russia\/a-cosa-servono-le-elezioni-nella-russia-in-guerra\/","title":{"rendered":"A cosa servono le elezioni nella Russia in guerra"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sono conclusi i tre giorni, iniziati il 18 settembre e terminati domenica sera alle 20:00 dei vari fusi orari del paese, di elezioni per il rinnovo della Duma e di 39 assemblee legislative regionali e repubblicane. Nessuna sorpresa: il partito vincitore, Russia Unita, \u00e8 dal 2003 stabilmente la frazione parlamentare di maggioranza, e il controllo stabilito sugli appuntamenti elettorali, ora ancor pi\u00f9 forte a causa della legislazione liberticida adottata con l\u2019invasione dell\u2019Ucraina, \u00e8 pressoch\u00e9 inamovibile; eppure queste elezioni sono state segnate, nel periodo precedente, da un\u2019attenzione maniacale a prevenire anche la minima possibilit\u00e0 di far emergere voci di dissenso, in grado di esprimere la sensazione di stanchezza e sconforto di fronte al perdurare della guerra, registrata persino dagli istituti sociologici legati al Cremlino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda, quindi, appare quasi ovvia: ma se era gi\u00e0 tutto previsto e non esisteva alcuna possibilit\u00e0 di alternativa in un sistema controllato, a cosa servono le elezioni in Russia?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rappresentare il consenso<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta pi\u00f9 semplice, ovvero &#8220;a niente&#8221;, \u00e8 anche quella meno utile, che non consente di comprendere come le elezioni in questo contesto non hanno la funzione di determinare quale partito, quale opzione politica possa prevalere, ma di produrre una rappresentazione pubblica del consenso (ottenuto in maniera particolare, e ci torneremo), servono a misurare la capacit\u00e0 delle amministrazioni locali di mobilitare l\u2019elettorato, svolgono un lavoro di selezione e disciplina di un settore dell\u2019\u00e9lite e forniscono uno spazio circoscritto per i cittadini nel quale esprimere preferenze, nei limiti del sistema e spesso con risultati truccati (in russo si utilizza il verbo <em>disegnare<\/em>, forse pi\u00f9 efficace) qualora vi dovessero essere sorprese. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta quindi di elezioni senza alternative, eppure mantengono un proprio significato politico, anche per la legittimazione del sistema di potere russo all\u2019estero, e no, non esistono solo l\u2019Unione Europea, gli Stati Uniti e l\u2019Occidente, vi sono anche altri paesi con cui Mosca mantiene rapporti, e non tutti hanno giunte militari o regimi autoritari.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le prime elezioni alla Duma dall\u2019invasione su larga scala<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo appuntamento elettorale, inoltre, \u00e8 stato il primo per il rinnovo della Duma dall\u2019invasione su larga scala dell\u2019Ucraina del febbraio 2022 e le prime alle quali hanno partecipato, secondo la legislazione russa, gli abitanti dei territori ucraini annessi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un tema importante, sentito, eppure sarebbe inesatto ritenere che la campagna elettorale di Russia Unita si sia svolta affrontandolo, glorificando lo sforzo bellico, avendo anche tra i candidati numerosi veterani: come \u00e8 stato osservato dal giornalista Andrey Pertsev, il partito al potere ha cercato piuttosto di relegare la guerra sullo sfondo, comprendendo come si trattasse di un fattore potenzialmente irritante per l\u2019elettorato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La propaganda bellica non \u00e8 certo scomparsa, ma la campagna \u00e8 stata incentrata soprattutto sulla stabilit\u00e0, sull\u2019amministrazione ordinaria e sui risultati ottenuti dagli enti locali (e non a caso nella serie di testa della lista federale \u00e8 stato candidato il sindaco di Mosca Sergey Sobianin).<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il partito al potere ha cercato piuttosto di relegare la guerra sullo sfondo, comprendendo come si trattasse di un fattore potenzialmente irritante per l\u2019elettorato.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di una scelta che risponde a una questione evidente: dopo pi\u00f9 di quattro anni di conflitto, la guerra non \u00e8 soltanto mobilitazione patriottica, la quale tra l\u2019altro ha coinvolto un settore minoritario della societ\u00e0 russa, ma significa aumento dei prezzi, attacchi quotidiani dei droni (solo nella notte tra sabato e domenica ve ne sono stati migliaia diretti verso la Russia centrale, di cui 450 abbattuti in volo verso Mosca), problemi di rifornimento di benzina e diesel, una incertezza continua che ha fatto sparire il cauto ottimismo dell\u2019apertura di uno spiraglio negoziale con gli americani, risalente orami a pi\u00f9 di un anno fa. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insistere in campagna elettorale sul tema avrebbe potuto rendere ancora pi\u00f9 visibile la distanza tra la retorica di una vittoria descritta come vicina da troppo tempo e l\u2019esperienza quotidiana di chi si vede case distrutte, depositi in fiamme e raffinerie devastate dagli attacchi ucraini; Russia Unita ha quindi cercato di presentarsi come il partito della normalit\u00e0, quasi che la guerra fosse un elemento permanente dell\u2019ambiente nel quale amministrare il paese, e non l\u2019oggetto di una scelta politica sottoposta al giudizio degli elettori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una scelta rivendicata da Vladimir Putin, che ha adottato un registro differente dal partito: nel suo appello alla partecipazione del 16 settembre \u2013 evento a suo modo eccezionale, perch\u00e9 mai prima il presidente si era rivolto ai cittadini russi per invitarli a votare alle legislative \u2013 ha esplicitamente connesso le elezioni alla guerra, perch\u00e9 il voto avrebbe dimostrato l\u2019unit\u00e0 della societ\u00e0 e la presenza, nelle retrovie, di milioni di persone unite nella volont\u00e0 di difendere la patria, i valori e la memoria del paese.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di quest\u2019anno, il presidente non si era mai rivolto ai cittadini russi per invitarli a votare alle legislative.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di un contrasto significativo, a prima vista contraddittorio: Russia Unita ha evitato di parlare di guerra, provando a neutralizzarne rimandi troppo espliciti, quando Putin ha invece puntato alla trasformazione dell\u2019appuntamento in una dimostrazione plebiscitaria di sostegno alla linea e alla guerra del Cremlino. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0, una logica in questi differenti registri c&#8217;\u00e8, ed \u00e8 dovuta alle diverse esigenze del partito, che doveva evitare come i malumori prodotti dalla guerra si traducessero in un voto di protesta, rispetto a quanto vi \u00e8 nell\u2019agenda presidenziale, il cui compito \u00e8 di attribuire al risultato elettorale una conferma della propria linea di conflitto ad oltranza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sventare in ogni modo il voto di protesta<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo spiega l\u2019attenzione maniacale dedicata all\u2019esclusione di ogni possibile dissenso, anche quando possibile da marginalizzare: si trattava di impedire che una parte dell\u2019elettorato potesse trovare sulla scheda un simbolo, un nome, una lista su cui mettere la crocetta per esprimere il proprio malcontento in modo legale e sicuro. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Yabloko, unico partito ammesso che aveva impostato la propria campagna elettorale sulla pace e sulla richiesta di un cessate il fuoco, ha visto la propria lista federale esclusa proprio per questo: le contestazioni avanzate nel ricorso presentato alla Corte Suprema dal partito ultranazionalista Rodina riguardavano l\u2019impiego di piattaforme vietate, versamenti presumibilmente riconducibili a fonti estere e violazioni della propriet\u00e0 intellettuale (in questo caso con l\u2019assurdit\u00e0 di vedere una fotografia di Hiroshima in rovine e il famoso manifesto di El Lissitzky\u00a0<em>Batti i bianchi con il cuneo rosso<\/em>\u00a0usati come prova). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019alta magistratura ha accolto molti dei punti presentati, con motivazioni che, come ricostruito da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vedomosti.ru\/politics\/articles\/2026\/08\/13\/1220775-verhovnii-sud-obyasnil-snyatie-yabloka\">Vedomosti<\/a>\u00a0e analizzato da\u00a0<a href=\"https:\/\/theins.ru\/antifake\/295916\"><em>The Insider<\/em><\/a>, hanno consentito di ottenere attraverso cavilli apparentemente tecnici un risultato sostanzialmente politico: eliminare dalla competizione l\u2019unica lista federale esplicitamente contraria alla prosecuzione della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esclusione ha modificato anche le indicazioni dell\u2019opposizione antisistemica, ormai in larga parte in esilio. La squadra di Alexei Navalny aveva inizialmente invitato a sostenere Yabloko nella quota proporzionale e a seguire nei collegi uninominali le indicazioni di\u00a0<em>Umnoe golosovanye<\/em>, il \u00abVoto intelligente\u00bb, scegliendo di volta in volta il candidato con maggiori possibilit\u00e0 di sconfiggere quello di Russia Unita. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La strategia, adottata ormai negli anni Dieci, non mira tanto a costruire una rappresentanza politica omogenea o coerentemente contro la guerra, ma a privare di quanti pi\u00f9 seggi possibile il partito al potere. La\u00a0<a href=\"https:\/\/bit.ly\/meduzamirror#\/news\/2026\/08\/10\/eto-budet-polden-za-mirnuyu-rossiyu-partiya-ili-yashina-ob-yavila-ob-aktsii-v-den-vyborov-v-gosdumu\">tattica<\/a>\u00a0invece scelta da Mirnaya Rossiya (Russia pacifica), la formazione fondata da Ilya Yashin \u00e8 stata il \u00abMezzogiorno per una Russia pacifica\u00bb: si invitavano i cittadini a presentarsi ai seggi alle 12:00 del 20 settembre e a votare per qualsiasi lista diversa da Russia Unita, riprendendo la formula del \u00abMezzogiorno contro Putin\u00bb delle presidenziali del 2024. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019iniziativa pi\u00f9 che altro ha provato soprattutto a rendere visibile la presenza di una comunit\u00e0 contraria alla guerra, in Russia e davanti ai consolati all\u2019estero, ma se due anni fa aveva ottenuto un certo riscontro, soprattutto nella diaspora e nei centri urbani, questa volta le file son state limitate, anche per il timore di poter essere identificati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"2XowLTxdke\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/russia\/la-parata-del-9-maggio-a-mosca-e-il-laboratorio-della-memoria\/\">The May 9th parade in Moscow and the laboratory of memory<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cLa parata del 9 maggio a Mosca e il laboratorio della memoria\u201d \u2014 Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/russia\/la-parata-del-9-maggio-a-mosca-e-il-laboratorio-della-memoria\/embed\/#?secret=pS0Q3alhx4#?secret=2XowLTxdke\" data-secret=\"2XowLTxdke\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ha optato per il boicottaggio, invece, spesso ha presidiato i consolati russi, scandendo slogan contro chi si recava al voto: <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/politica\/mondo\/oppositore-ilya-yashin-putin-q5l0a7ma\">Ilya Yashin<\/a>, that\u00a0<a href=\"https:\/\/t.me\/yashin_russia\/1901\">ha votato<\/a>\u00a0a New York facendo innervosire non poco i funzionari della rappresentanza diplomatica (il politico \u00e8 stato oggetto dello scambio di prigionieri del 1\u00b0 agosto 2024), ha affrontato i contestatori, in una discussione prima sul perch\u00e9 protestare contro altri oppositori, poi trasformatosi in uno scambio, definito \u201ccivile\u201d, sulle ragioni degli uni e degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pluralismo partitico sotto l\u2019egida dell\u2019Amministrazione presidenziale e il controllo dell\u2019Fsb appare in questo senso volto a contribuire alla produzione del consenso: il Partito comunista raccoglie il voto nostalgico, ideologico e generalmente di protesta, l\u2019Ldpr del defunto Zhirinovsky intercetta sentori populisti e ultranazionalisti, Novye Lyudi prova a erodere la base simpatizzante protestaria e liberale presentandosi come un surrogato in grado di non nuocere al potere che l\u2019ha ideata, e infine Russia Giusta, nata negli anni Duemila come progetto per favorire il bipartitismo russo, oggi si trova a dover difendere i propri seggi alla Duma con una retorica bellicistica e a intervalli sociale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna di queste forze, ai vertici, per\u00f2, contesta le basi del sistema, sostenendo tutti la guerra in Ucraina, con accenti diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un sistema iperpresidenzialista, sorto durante i primi anni post-sovietici e perfezionato nella lunga stagione putiniana, la Duma appare come un parlamento dimezzato, subordinato al Cremlino, dove raramente si modificano significativamente le iniziative e i disegni di legge provenienti dall\u2019esecutivo, ma resta il luogo dove vengono cooptati i rappresentanti delle \u00e9lite regionali e repubblicane, dove siedono medi e grandi imprenditori, una camera di compensazione di interessi e rivendicazioni, componente importante per il funzionamento del regime. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E per questo sar\u00e0 rilevante quanti saranno eletti dei 186 veterani o partecipanti alla cosiddetta \u00aboperazione militare speciale\u00bb candidati: 110 inseriti nelle liste federali e 76 candidati nei collegi uninominali, secondo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vedomosti.ru\/politics\/news\/2026\/08\/26\/1223798-pamfilova-na-vibor\">i dati comunicati dalla presidente della Cec, Ella Pamfilova<\/a>. Una presenza che risponde all\u2019idea, avanzata a pi\u00f9 riprese da Putin, di una nuova \u00e9lite formatasi al fronte, destinataria anche di programmi speciali di formazione e inclusione negli enti federali e locali, con un forte messaggio politico sulla guerra come legittimazione politica e occasione di promozione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, le elezioni servono anche per valutare i governi locali e l\u2019operato dei governatori, perch\u00e9 per il Cremlino non conta solo vincere, ma rispettare gli indicatori proposti dall\u2019Amministrazione presidenziale in termini di affluenza e risultati, impedendo che proteste, scandali o conflitti interni possano rovinare l\u2019immagine dell\u2019unit\u00e0 nazionale. Il mancato raggiungimento degli obiettivi, in questo senso, pu\u00f2 segnalare l\u2019inefficienza delle amministrazioni locali e quindi la necessit\u00e0 di intervenire rapidamente dal centro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Spingere sul voto online, pi\u00f9 facile da controllare<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui deriva l\u2019importanza dell\u2019affluenza, spesso pi\u00f9 significativa della distribuzione dei voti, al 56,66%, circa cinque punti percentuali in pi\u00f9 rispetto alle elezioni del 2021, in linea con gli\u00a0<a href=\"https:\/\/bit.ly\/meduzamirror#\/feature\/2026\/07\/23\/kreml-uzhe-vo-vtoroy-raz-snizil-svoi-ozhidaniya-ot-edinoy-rossii-na-vyborah-v-gosdumu-s-55-golosov-do-45\">obiettivi<\/a>\u00a0che si era posta l\u2019Amministrazione presidenziale, la quale puntava a un risultato del 60% di Russia Unita: sar\u00e0 da verificare anche il dato dei collegi uninominali dove, mentre scriviamo, in 161 di essi su 225 sarebbero in testa candidati putiniani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tal caso, la maggioranza costituzionale dei 2\/3 sarebbe garantita. Ma a incidere sull\u2019affluenza \u00e8 stato il voto online, promosso con enorme insistenza, e che ha visto una partecipazione del 90,89% dei 3.590.000 cittadini registrati, con un sistema senza alcun tipo di meccanismo di controllo indipendente. Sar\u00e0 interessante vedere i dati disaggregati della partecipazione fisica alle urne, anche perch\u00e9, come\u00a0<a href=\"https:\/\/bit.ly\/meduzamirror#\/feature\/2026\/09\/18\/v-rossii-nachalis-vybory-a-vmeste-s-nimi-rekordnaya-yavka-cherez-deg-i-nulevaya-na-uchastkah-million-progolosovavshih-v-dnr-i-podkup-nablyudateley\">emerso<\/a>\u00a0da numerose testimonianze, la presenza in tanti seggi sarebbe stata scarsa: la pressione per votare online, l\u2019utilizzo del voto anticipato, che ha coinvolto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.interfax.ru\/russia\/1117051\">4.663.963<\/a>\u00a0elettori, la diluzione dell\u2019appuntamento in tre giornate, rendono ancora pi\u00f9 complicata qualsiasi tipo di metodica e capillare osservazione indipendente del processo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La partecipazione obbligata ha raggiunto, con l\u2019introduzione della piattaforma del voto a distanza, livelli ancor pi\u00f9 totalizzanti, con screenshot e mail di conferma richieste obbligatoriamente a dipendenti statali e delle grandi holding, private e non, agli insegnanti, agli agenti e cos\u00ec via: la corsa ad aumentare l\u2019affluenza non ha pi\u00f9 bisogno dei seggi mobili destinati agli anziani e ai malati, adesso basta un click.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono poi regioni dove i risultati sono superiori alla media federale, come le repubbliche di Donetsk e Lugansk, annesse assieme ad altri territori ucraini nel 2022 e attualmente occupate militarmente, dove\u00a0<a href=\"https:\/\/vot-tak.tv\/95494417\/occupacia-vibori-gosduma\">l\u2019affluenza<\/a>\u00a0\u00e8 stata rispettivamente dell\u201981,62% e del 79,3 per cento, e lo scopo \u00e8 di legittimare la loro appartenenza alla Federazione Russa, la pretesa di sovranit\u00e0: ottenere certi numeri in zone di guerra, sottoposte alla legge marziale, non \u00e8 difficile. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A superare i dati sia del voto online che dei territori occupati vi \u00e8 la\u00a0<a href=\"https:\/\/t.me\/kavkaz_tass\/46998\">Chechnya<\/a>, dove si votava anche per eleggere la massima carica della repubblica, ovvero riconfermare ancora una volta Ramzan Kadyrov: 93,98% la percentuale dei votanti e non sar\u00e0 tanto dissimile quella di chi sosterr\u00e0 il leader locale, centro di un regime nel regime particolarmente violento e tirannico.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La partecipazione obbligata ha raggiunto, con l\u2019introduzione della piattaforma del voto a distanza, livelli ancor pi\u00f9 totalizzanti, con screenshot e mail di conferma richieste obbligatoriamente a dipendenti statali e delle grandi holding, private e non, agli insegnanti, agli agenti e cos\u00ec via: la corsa ad aumentare l\u2019affluenza non ha pi\u00f9 bisogno dei seggi mobili destinati agli anziani e ai malati, adesso basta un click.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il controllo dei seggi, anche da parte degli osservatori formalmente accreditati dai partiti (soprattutto da Yabloko e dai comunisti), \u00e8 diventato complicato, con esclusioni e allontanamenti, in alcuni casi sfociati in accesi confronti, motivati alla bell\u2019e meglio, e vi sono casi, come a San Pietroburgo, dove sono\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fontanka.ru\/2026\/09\/19\/76652055\">emerse<\/a> evidenti discrepanze tra i dati acquisiti dai rappresentanti delle liste e quelli poi inseriti nel sistema. Si tratta di violazioni che entrano nel novero di altri atti simili, perpetuati in appuntamenti elettorali precedenti, e diventati sempre pi\u00f9 difficili da bloccare, perch\u00e9, come sottolineato dall\u2019ex deputato, leader sindacale e oggi \u201cagente straniero\u201d Oleg Shein, negli ultimi anni sono stati progressivamente indeboliti o eliminati gli strumenti di controllo: gli osservatori possono essere tenuti lontani dallo scrutinio, i membri delle commissioni con voto consultivo sono stati aboliti e quelli con voto deliberativo vengono nominati per cinque anni. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto questo rende impossibile ricavare dai risultati una misura precisa del consenso verso Russia Unita o la guerra, ci dice per\u00f2 qualcosa sulla capacit\u00e0 del sistema di mobilitarsi, di mettere in campo le risorse amministrative e di riuscire, attraverso pressioni e concessioni, a ricondurre dentro un\u2019unica cornice sentimenti e atteggiamenti diversi, dall\u2019adesione alla paura passando per l\u2019interesse materiale e il conformismo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo rende complicata anche la lettura generale, perch\u00e9 i voti ottenuti da Novye Lyudi o dai comunisti possono s\u00ec segnalare una lontananza da Russia Unita, ma non ne configurano automaticamente la contrariet\u00e0 alla guerra o al sistema putiniano; vale anche la pena chiedersi se il voto al partito al potere sia possibile da interpretare come mandato popolare alla prosecuzione del conflitto. Le alternative che avrebbero potuto consentire di verificare il consenso attorno alla guerra sono state escluse ben prima dell\u2019apertura dei seggi.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le alternative che avrebbero potuto consentire di verificare il consenso attorno alla guerra sono state escluse ben prima dell\u2019apertura dei seggi.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati delle elezioni del 18-20 settembre 2026 non rappresentano dunque una fotografia di cosa si muova nella societ\u00e0, ma sono un\u2019istantanea che ritrae la forma assunta dall\u2019architettura del potere russo dopo oltre quattro anni di guerra. Le autorit\u00e0 sono ancora in grado di organizzare la partecipazione, allargandola e restringendola a seconda delle esigenze, impedendo al dissenso di trasformarsi in proposta politica legale, spezzettando il malcontento tra voti a partiti interni al sistema e astensionismo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi \u00e8 per\u00f2 un elemento su cui riflettere, ed \u00e8 la cautela di Russia Unita nel trattare il tema della guerra assieme al significato attribuito da Putin, prima delle elezioni, alla partecipazione al voto come plebiscito in nome dell\u2019unit\u00e0 attorno allo sforzo bellico: il regime riesce ancora ad adattarsi agli umori della societ\u00e0, ricorrendo non solo alla repressione; quel che per\u00f2 i russi davvero pensano della guerra e di cosa voterebbero se vi fossero alternative resta, sul piano politico, impossibile da conoscere, almeno al momento.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Kritica &#8211; Riproduzione consentita per una porzione dell\u2019articolo, citando la fonte e inserendo il link all\u2019inizio della notizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Crediti immagine: \u00a9 Maxim Grigoryev\/TASS via ZUMA Press<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dai risultati delle elezioni in Russia non \u00e8 possibile capire cosa si muove nella societ\u00e0, ma s\u00ec cosa si muove nell\u2019architettura del potere.<\/p>","protected":false},"author":51,"featured_media":14820,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[11,3667,312],"tags":[5212,5211,5057,5215,5213,319,5216],"ppma_author":[4144],"class_list":["post-14818","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-politica","category-russia","category-tutti-gli-articoli","tag-elezioni-duma","tag-elezioni-russia","tag-guerra-russia-ucraina","tag-ilya-yashin-2","tag-russia-unita","tag-vladimir-putin","tag-yabloko"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - 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