{"id":14840,"date":"2026-09-23T17:06:29","date_gmt":"2026-09-23T15:06:29","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=14840"},"modified":"2026-09-23T17:40:51","modified_gmt":"2026-09-23T15:40:51","slug":"lequivoco-giordano-vicini-alla-palestina-ma-succubi-di-israele-e-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/politica\/lequivoco-giordano-vicini-alla-palestina-ma-succubi-di-israele-e-usa\/","title":{"rendered":"L&#8217;equivoco giordano: vicini alla Palestina ma succubi di Israele e USA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Amman, Giordania <\/em>\u2013&nbsp;\u201cCorsi di cucito, yoga, cucina: questo ci lasciano fare. Ma di politica, o di Palestina, meglio non parlarne\u201d. Reduce da oltre un anno e mezzo di censure e autocensure, S.<strong>*<\/strong>&nbsp;racconta cos\u00ec quanto resta possibile fare in quello che \u00e8 ancora considerato ad Amman un riferimento per attivismo, solidariet\u00e0 e cultura critica. Nel centro da lui fondato dopo le cosiddette \u201cprimavere arabe\u201d, le attivit\u00e0 sono sempre state seguite con attenzione dai servizi segreti. \u201cMa dal 7 ottobre <em>[2023, ndr]<\/em> tutto \u00e8 cambiato: i gi\u00e0 piccoli spazi di libert\u00e0 si sono ridotti, e le guerre tra Iran, Israele e USA hanno aggravato le cose.\u201d <br><br>Secondo S. la popolazione \u00e8 stanca: alle sirene antimissile non fa quasi pi\u00f9 caso, e di fronte ai recenti attacchi iraniani, questa volta diretti contro la Giordania, aumentano preoccupazione e frustrazione. Il controllo della societ\u00e0, per\u00f2, continua a far sembrare che tutto vada bene.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La stabilit\u00e0 \u201ca tutti i costi\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seppure semplificando, gi\u00e0 da sole queste parole di S. aiuterebbero a riassumere il clima generale che si respira in Giordania negli ultimi tre anni, o forse oltre. Nonostante non viva una vera e propria guerra dal biennio 1970-71, il regno hashemita resta al centro di un\u2019area segnata da conflitti e crisi, che tuttavia rimangono lontani grazie a un modello incentrato sulla \u201cstabilit\u00e0\u201d. Sul piano interno, il modello si regge su un forte controllo della societ\u00e0 temperato da aperture calibrate sul contesto regionale; sul piano esterno, invece, su una diplomazia pragmatica con tutti, anche con quelli che sulla carta sarebbero \u2018peggior nemici\u2019.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa Giordania \u00e8 un Paese piccolo e debole. Non ha grandi risorse naturali, n\u00e9 una considerevole forza militare. Non pu\u00f2 permettersi di tagliare i ponti con nessuno\u201d, ricorda il giornalista palestinese Daoud Kuttab, di base ad Amman. \u201cEconomicamente e militarmente dipende fortemente dagli aiuti di Stati Uniti, come in passato dalla Gran Bretagna, e mantiene rapporti positivi sia con Israele, con Siria, Iraq e Iran\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cascami del colonialismo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere questa fragilit\u00e0 pu\u00f2 aiutare ritracciare le origini e il percorso storico del regno. Figlio di un mandato britannico sui territori dell\u2019ex-Impero Ottomano, lo Stato giordano si ritrov\u00f2 a gestire l\u2019area ad est del fiume Giordano sin dal 1921, prendendo il nome di Transgiordania,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.britannica.com\/topic\/Husayn-McMahon-correspondence\">nonostante l\u2019impegno assunto da Londra nei confronti degli hashemiti prevedesse la creazione un \u201cgrande Stato arabo\u201d.<\/a>&nbsp;Come noto, gli accordi furono rinnegati dal consesso Sykes-Picot tra Francia e Gran Bretagna e la dichiarazione Balfour, che diedero il via alla creazione di un focolare ebraico in Palestina, oltre alla nascita degli stati di Libano, Siria, Iraq e, per l\u2019appunto, il regno di Giordania, il quale assunse tale nome alla scadenza del mandato britannico nel 1946. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora, la casa hashemita assunse il controllo anche della parte occidentale del fiume Giordano, amministrandola fino alla sua occupazione nel 1967, e mantenendo la gestione degli affari civili palestinesi fino al&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.kinghussein.gov.jo\/his_periods9.html\">1988 (anno del cosiddetto \u201cdisimpegno giordano dalla West Bank\u201d).<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Giordania dopo il 7 ottobre 2023<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quest\u2019ultimo dettaglio \u00e8 spesso poco noto, ma resta importante per capire quanto la storia della Giordania sia connessa a quella della Palestina e di Israele, con cui i primi contatti risalgono al 1947 e sono proseguiti in gran segreto tra incontri e accordi, fino al trattato di pace firmato tra i due Paesi nel 1994.<strong>&nbsp;<\/strong>Ed \u00e8 su questa base che si pu\u00f2 leggere la situazione giordana attuale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avendo concesso la cittadinanza a gran parte dei rifugiati delle guerre del 1948 e 1967 dalla Palestina, nel regno circa il 70% della popolazione \u00e8 di origine palestinese (mentre circa 2,4 milioni di palestinesi mantengono lo status di rifugiato e dipendono ancora dall\u2019UNRWA). Dopo il 7 ottobre, non sorprende quindi che in Giordania ci&nbsp;<a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/la-guerra-contro-gaza-vista-dalla-giordania\/\">siano state alcune delle pi\u00f9 grandi manifestazioni di solidariet\u00e0 con la Palestina della regione.<\/a>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le proteste hanno colpito anche interessi economici legati agli USA: il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/bds_jordan\/\">movimento BDS locale<\/a>&nbsp;ha guidato una campagna di boicottaggio senza precedenti, contribuendo alla chiusura di diverse filiali di Starbucks e McDonald\u2019s e&nbsp;<a href=\"https:\/\/bdsmovement.net\/Carrefour-Closes-All-Branches-In-Jordan-BDS-Pressure\">alla cessazione totale dei negozi Carrefour nel Paese.<\/a>&nbsp;Ma il dissenso si \u00e8 rivolto anche contro il governo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guidato dal re Abdullah II, a livello diplomatico l\u2019esecutivo ha mantenuto una politica di ferma condanna del genocidio perpetrato da Israele e continua tutt\u2019oggi a facilitare l\u2019accesso degli aiuti a Gaza. Tuttavia, i rapporti economici e politici con Tel Aviv (e Washington) sono rimasti intatti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, la Giordania \u00e8 riuscita a rimanere fuori dalla guerra regionale, ma con un ruolo decisivo per gli alleati:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.middleeasteye.net\/news\/jordan-protests-helping-israel-break-red-sea-blockade\">nel 2024 ha contribuito a superare il blocco commerciale nel Mar Rosso provocato dagli attacchi degli Houthi yemeniti<\/a>&nbsp;e la sua aviazione&nbsp;<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/sirene-antimissile-ad-amman-il-regno-intercetta-i-droni-iraniani-come-nel-2024\">continua ancora oggi a intercettare missili e droni iraniani diretti verso Israele.<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La popolazione \u00e8 sempre pi\u00f9 repressa<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A livello interno, ci\u00f2 si \u00e8 tradotto in una repressione crescente<a href=\"https:\/\/turningpointmag.org\/2025\/05\/09\/the-cybercrime-law-the-genocide-in-palestine-a-perfect-storm-to-shrink-freedoms-space-in-jordan\/\">. La legge sui crimini online<\/a>, gi\u00e0 esistente prima del 7 ottobre ma applicata con maggiore intensit\u00e0 successivamente, ha ampliato il potere discrezionale di polizia, esercito e servizi segreti e portato all\u2019arresto di oltre 2mila attivisti e giornalisti. Si \u00e8 aggiunta&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.middleeasteye.net\/opinion\/banning-muslim-brotherhood-placate-trump-jordan-treads-dangerous-path\">la messa al bando della Fratellanza Musulmana<\/a>, capace di mobilitare partiti e popolazione in solidariet\u00e0 con la Palestina e contro il governo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre alle pressioni dei Paesi del Golfo, la decisione \u00e8 arrivata pochi mesi dopo la visita di Abdullah II a Washington, dove Donald Trump lo aveva sollecitato ad accogliere palestinesi da Gaza, mentre manteneva congelati i circa 1,65 miliardi di dollari annuali in aiuti civili e militari, fondamentali per lo Stato giordano; <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/middle-east\/jordan-wins-trump-aid-carve-out-strategic-projects-support-2025-04-30\/\">fondi prontamente sbloccati dopo che Amman ha reso illegale la Fratellanza Musulmana<\/a>.&nbsp;&nbsp;Ne \u00e8 derivato&nbsp;<a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/in-giordania-la-linea-della-stabilita-a-tutti-i-costi-e-sempre-piu-sottile-e-rischiosa\/\">un costante esercizio di equilibrismo politico<\/a>&nbsp;sempre pi\u00f9 difficile tra alleanze occidentali, un\u2019economia esposta all\u2019instabilit\u00e0 regionale e una popolazione a cui viene garantita sicurezza al prezzo di libert\u00e0 sempre pi\u00f9 ristrette. Un equilibrio che per\u00f2 la guerra tra USA, Israele e Iran sta mettendo duramente alla prova.<\/p>\n\n\n\n<div id=\"wp-block-themeisle-blocks-slider-e9f87110\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-slider glide\" data-per-view=\"1\" data-gap=\"0\" data-peek=\"0\" data-autoplay=\"true\" data-height=\"400px\" data-hide-arrows=\"false\"><div class=\"glide__track\" data-glide-el=\"track\"><div class=\"glide__slides\"><div class=\"wp-block-themeisle-blocks-slider-item-wrapper glide__slide\" tabindex=\"0\"><figure><img decoding=\"async\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-slider-item\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Boicotta_si-legge-su-un-volantino-che-invita-a-boicottare-beni-USA-che-supportano-Israele-scaled.jpg\" alt=\"Boicotta, si legge su un volantino che invita a boicottare beni USA che supportano Israele.\" data-id=\"14848\"\/><figcaption>Boicotta, si legge su un volantino che invita a boicottare beni USA che supportano Israele.<\/figcaption><\/figure><\/div><div class=\"wp-block-themeisle-blocks-slider-item-wrapper glide__slide\" tabindex=\"0\"><figure><img decoding=\"async\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-slider-item\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Siamo-tutti-Gaza_sui-muri-di-fianco-al-murales-palestinese-fatto-rimuovere-dalla-polizia-scaled.jpg\" alt=\"\" data-id=\"14847\"\/><\/figure><\/div><div class=\"wp-block-themeisle-blocks-slider-item-wrapper glide__slide\" tabindex=\"0\"><figure><img decoding=\"async\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-slider-item\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Hamas_scritta-sui-muri-di-fianco-al-murales-palestinese-fatto-cancellare-dalla-polizia-scaled.jpg\" alt=\"\" data-id=\"14846\"\/><\/figure><\/div><div class=\"wp-block-themeisle-blocks-slider-item-wrapper glide__slide\" tabindex=\"0\"><figure><img decoding=\"async\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-slider-item\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Una-vista-di-Amman_2-scaled.jpg\" alt=\"\" data-id=\"14845\"\/><\/figure><\/div><div class=\"wp-block-themeisle-blocks-slider-item-wrapper glide__slide\" tabindex=\"0\"><figure><img decoding=\"async\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-slider-item\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/L_anguria-simbolo-palestinese-in-un-graffito-ad-Amman.-Molti-di-questi-sono-stati-cancellati-dal-governo-di-recente-scaled.jpg\" alt=\"\" data-id=\"14843\"\/><\/figure><\/div><div class=\"wp-block-themeisle-blocks-slider-item-wrapper glide__slide\" tabindex=\"0\"><figure><img decoding=\"async\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-slider-item\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2-Propaganda-pro-re-dopo-il-suo-ritorno-dall_incontro-con-Trump-a-Washington-Con-Malik-legge-la-dia-scaled-e1790175429724.jpg\" alt=\"Cartello di propaganda in favore del Re dopo il ritorno da Washington\" data-id=\"14841\"\/><figcaption>Propaganda pro-re dopo il suo ritorno dall&#8217;incontro con Trump a Washington del febbraio 2025.<\/figcaption><\/figure><\/div><\/div><div class=\"glide__bullets\" data-glide-el=\"controls[nav]\"><button class=\"glide__bullet\" data-glide-dir=\"=0\"><\/button><button class=\"glide__bullet\" data-glide-dir=\"=1\"><\/button><button class=\"glide__bullet\" data-glide-dir=\"=2\"><\/button><button class=\"glide__bullet\" data-glide-dir=\"=3\"><\/button><button class=\"glide__bullet\" data-glide-dir=\"=4\"><\/button><button class=\"glide__bullet\" data-glide-dir=\"=5\"><\/button><\/div><\/div><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Di chi ha paura <strong>Amman<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Sulla base della nostra responsabilit\u00e0 nazionale, chiediamo il ritiro di tutte le forze straniere dal territorio giordano&#8221;. Cos\u00ec, lo scorso 30 luglio, oltre 130 personalit\u00e0 culturali, accademiche, politiche e tribali&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.middleeastmonitor.com\/20260730-jordanian-figures-demand-withdrawal-of-us-forces-and-cancellation-of-military-agreement\/?fbclid=IwY2xjawTpSipwZG9mBWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMUhCQUt6Z2tYcDBHRDVaYW5zcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEekU72gZLVVFLnNgNydYx2wq3KFcsse3djNzTlMPMzVwSavir2Wjm-cwDjsKI_aem_tjfscTIeG9CeULwuQB58uQ\">hanno lanciato un appello urgente al governo<\/a>, chiedendo di \u201crevocare l\u2019accordo militare stipulato con gli Stati Uniti\u201d e di sottoporlo al Parlamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un contesto in cui la libert\u00e0 d&#8217;espressione \u00e8 fortemente limitata, un simile appello ha una portata simbolica significativa. Soprattutto, perch\u00e9&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2026\/7\/29\/iran-hits-us-in-jordan-us-saudi-strikes-on-iraq-is-war-spreading\">arriva dopo una serie di attacchi iraniani diretti sul territorio giordano dalla met\u00e0 di luglio:<\/a>&nbsp;\u00e8 una novit\u00e0 rispetto al 2024 e al 2025, quando Amman presentava le intercettazioni come uno \u201cscudo\u201d per difendere il territorio nazionale, anche se i missili erano diretti contro Israele. \u201cGli attacchi hanno per\u00f2 riportato nel dibattito pubblico la questione della presenza militare americana\u201d, sottolinea Kuttab. \u201cMentre i media internazionali parlano apertamente di \u201cbasi statunitensi\u201d, il governo giordano evita ufficialmente questa definizione, in&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/video\/newsfeed\/2026\/7\/29\/trump-threatens-iran-strikes-after-attack-on-us-base-in-jordan\">contrasto con lo stesso Trump, che ha parlato di attacchi iraniani \u201ccontro le nostre basi\u201d.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al centro della lettera c\u2019\u00e8 proprio l\u2019accordo di cooperazione militare del 2021, tuttora non pubblico, che consente la presenza di oltre 3mila soldati e mezzi statunitensi e l\u2019utilizzo della base Muwaffaq Salti, nella provincia desertica di Azraq, proprio dove si sono concentrati gli attacchi iraniani che hanno provocato a luglio la morte di tre soldati USA e&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2026\/8\/30\/us-strikes-irans-lark-island-in-first-attack-in-weeks\">danneggiato infrastrutture militari il 30 agosto<\/a>.&nbsp;<a href=\"https:\/\/en.mehrnews.com\/news\/246365\/IRGC-praises-Jordanians-for-coop-in-targeting-US-forces\">Teheran, dal canto suo, ha anche ringraziato la popolazione giordana<\/a>&nbsp;per il presunto aiuto nell\u2019identificazione delle forze USA. \u201cCon questi attacchi, sorprendenti per precisione ed efficacia, e che probabilmente sono stati possibili grazie al supporto logistico e militare di Russia e Cina, Teheran prova a fare pressioni psicologiche su Amman, ben consapevole che l\u2019opinione pubblica \u00e8 divisa\u201d,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.arabnews.com\/authors\/osama-al-sharif\">spiega l\u2019analista politico giordano Osama Al-Sharif.<\/a>&nbsp;\u201cUna parte condanna l\u2019Iran per la violazione della sovranit\u00e0, anche se c\u2019\u00e8 consapevolezza diffusa che gli attacchi sono contro siti USA. Ma un\u2019altra li vede come l\u2019unica opposizione contro Israele, percepita come la minaccia principale per tutta la regione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Al-Sharif, dunque, la vera preoccupazione di Amman \u00e8 dall\u2019altra parte del Giordano. Oltre alla distruzione di Gaza, l\u2019espansione israeliana in Cisgiordania, la violenza dei coloni e il soffocamento dell\u2019economia palestinese rappresentano una minaccia diretta per il regno. Soprattutto mentre negli ambienti di Tel Aviv, oltre&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2025\/8\/16\/arab-islamic-countries-condemn-netanyahus-greater-israel-remark\">al \u201csogno\u201d del \u201cGrande Israele\u201d,<\/a>&nbsp;\u00e8 tornata in auge negli ultimi anni anche la retorica&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/jordan\/jordans-looming-crisis?check_logged_in=1&amp;utm_medium=promo_email&amp;utm_source=lo_flows&amp;utm_campaign=article_link&amp;utm_term=article_email&amp;utm_content=20250822\">della Giordania come \u201cpatria alternativa\u201d.<\/a>&nbsp;\u00c8 un\u2019idea di vecchia data della destra israeliana, secondo cui i palestinesi dovrebbero essere espulsi tutti in Giordania. E tocca un nervo scoperto: evoca il ricordo&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=try3LAQxSAE&amp;t=240s\">del \u201cSettembre Nero\u201d del 1970,<\/a>&nbsp;ovvero della sanguinosa guerra civile tra le milizie palestinesi dell\u2019Olp e l\u2019esercito giordano (oltre 4mila morti tra ambo le parti), che segn\u00f2 profondamente i rapporti tra giordani e giordano-palestinesi da allora. Anche oggi il rischio di un nuovo afflusso dalla Cisgiordania \u00e8 concreto, e da mesi qualcosa si muove gi\u00e0, senza possibilit\u00e0 di controllo, dato che circa un milione di palestinesi possiede la cittadinanza giordana e si sposta lentamente verso est, superando il confine. Un nuovo arrivo di massa altererebbe la composizione demografica del Paese, oltre a innescare una gravissima crisi umanitaria, in un Paese che ospita gi\u00e0 circa 1 milione di rifugiati tra siriani, iracheni, yemeniti, sudanesi ed eritrei (oltre ai gi\u00e0 citati 2,4 milioni di palestinesi).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Subalternit\u00e0 nei confronti di Israele<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei confronti di Israele, infine, Amman ha margini di manovra limitati anche su due questioni cruciali. La prima \u00e8 l\u2019acqua: Israele fornisce ogni anno alla Giordania 100 milioni di metri cubi, ma&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.jpost.com\/israel-news\/article-901731\">il governo Netanyahu ha deciso di sospendere la cooperazione prevista dal trattato di pace<\/a>, in risposta alla crescente retorica \u201canti-israeliana\u201d di Amman. La seconda riguarda la custodia giordana del complesso della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme. Secondo notizie non smentite,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.middleeasteye.net\/news\/palestine-al-aqsa-us-israel-strip-jordan-custodianship-sources-say?utm_source=substack&amp;utm_medium=email\">Washington e Tel Aviv starebbero lavorando a una modifica dello status quo e a un nuovo accordo pi\u00f9 vicino agli interessi israeliani<\/a>. Per la monarchia hashemita, perdere questo ruolo diplomatico&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.middleeasteye.net\/explainers\/al-aqsa-holy-sepulchre-how-has-israel-undermined-status-quo\">sarebbe un ulteriore colpo e potrebbe avere ripercussioni sull\u2019equilibrio regionale.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo, conclude Al-Sharif, gli attuali attacchi iraniani sono in realt\u00e0 una preoccupazione minore rispetto alle minacce che arrivano dall\u2019altra sponda del Giordano, da Tel Aviv e anche dallo storico alleato USA. Washington, con le sue politiche, sta infatti facendo capire quale alleato sceglierebbe nel caso in cui Israele voglia davvero portare avanti l\u2019idea \u201cmessianica\u201d israeliana del \u201cGrande Israele\u201d.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Kritica &#8211; La riproduzione di una parte di questo articolo \u00e8 consentita inserendo il link e citando la fonte all\u2019inizio della notizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CREDITI FOTO: Stefano Nanni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apparentemente la Giordania \u00e8 il Paese pi\u00f9 vicino alla Palestina; di fatto, \u00e8 avamposto obbligato degli interessi di Israele e USA.<\/p>","protected":false},"author":70,"featured_media":14842,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[495,11,312],"tags":[5225,2401,5224,5223,4601],"ppma_author":[4919],"class_list":["post-14840","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-palestina","category-politica","category-tutti-gli-articoli","tag-fratellanza-musulmana","tag-giordania","tag-re-abdullah-ii","tag-regno-hashemita","tag-sykes-picot"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La Giordania fra vicinanza alla Palestina e sudditanza a Israele - Kritica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Apparentemente la Giordania \u00e8 il Paese pi\u00f9 vicino alla Palestina; di fatto, \u00e8 avamposto obbligato di Israele. 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