{"id":15010,"date":"2026-10-13T17:28:27","date_gmt":"2026-10-13T15:28:27","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=15010"},"modified":"2026-10-13T20:01:10","modified_gmt":"2026-10-13T18:01:10","slug":"regno-unito-il-sostegno-agli-insediamenti-israeliani-mascherato-da-beneficenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/politica\/europa\/regno-unito-il-sostegno-agli-insediamenti-israeliani-mascherato-da-beneficenza\/","title":{"rendered":"Regno Unito, il sostegno agli insediamenti israeliani mascherato da beneficenza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono anche <em>charities<\/em> britanniche tra chi finanzia l\u2019espansione degli insediamenti israeliani illegali e sostiene la costruzione e la gestione di case di studio, scuole, yeshivah e strutture assistenziali per le famiglie di coloni nella Cisgiordania occupata? \u00c8 questa la domanda che da qualche mese sta rimbalzando tra gli scranni e gli uffici di parecchie istituzioni britanniche, creando ovunque allarme e imbarazzo: la posta in gioco, infatti, va oltre la conformit\u00e0 delle attivit\u00e0 agli scopi benefici&nbsp;per sfociare, addirittura, nella&nbsp;possibile complicit\u00e0 in crimini di guerra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A vivere momenti particolarmente difficili sono, soprattutto in quest\u2019ultimo periodo, la\u00a0<em>Charity Commission for England and Wales<\/em>, l\u2019ente pubblico che ha il compito di vigilare sulle organizzazioni benefiche per garantire la trasparenza e la legalit\u00e0 delle loro attivit\u00e0, e Westminster, dove la questione \u00e8 stata sollevata nel giugno scorso dalla deputata laburista scozzese Melanie Ward, ex\u00a0amministratrice delegata\u00a0di Medical Aid for Palestinians.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con in mano i risultati di una ricerca realizzata insieme ad alcune Ong israeliane per i diritti umani, il 1\u00b0 giugno scorso l\u2019esponente dello Scottish Labour Party ha infatti presentato alla\u00a0<em>Charity Commission<\/em>\u00a0una denuncia su trentadue enti benefici che avrebbero finanziato colonie illegali nei territori occupati, chiedendo, per di pi\u00f9, l\u2019avvio di un\u2019indagine ufficiale e la rimozione delle <em>charities<\/em> coinvolte dall\u2019apposito\u00a0<a href=\"mailto:https:\/\/register-of-charities.charitycommission.gov.uk\/en\/charity-search\">registro<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abL\u2019esistenza e l\u2019espansione degli insediamenti israeliani nello Stato di Palestina sono riconosciute a livello internazionale come uno dei principali ostacoli alla pace. Qualsiasi attivit\u00e0 che sostenga il [loro] mantenimento e [la loro] espansione \u2013 come quelle finanziate da queste trentadue \u201ccharities\u201d \u2013 \u00e8 estremista e non porta alcun beneficio al pubblico britannico. Oltretutto, rischia di essere utilizzata materialmente e finanziariamente per favorire violazioni del diritto internazionale\u00bb, ha messo nero su bianco Ward nell\u2019esposto che il&nbsp;<em>Guardian<\/em>&nbsp;ha visionato e riassunto&nbsp;<a href=\"mailto:https:\/\/www.theguardian.com\/society\/2026\/jun\/10\/charities-in-england-and-wales-donate-millions-to-israeli-settlements\">qui<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una decina di giorni pi\u00f9 tardi, dai banchi della House of Common la deputata ha domandato al governo di vietare l\u2019erogazione di questo tipo di fondi, ritenendoli incompatibili con l\u2019attivit\u00e0 di beneficenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto che sta mettendo in seria difficolt\u00e0 le istituzioni \u00e8 questo: se gli insediamenti israeliani sono considerati una violazione del diritto internazionale, \u00e8 legale che essi siano sostenuti con denaro raccolto dalle charities e agevolato dal sistema fiscale della beneficenza?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">28 milioni di sterline in cinque anni agli insediamenti illegali israeliani<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;\u00abNegli ultimi cinque anni, queste organizzazioni caritatevoli hanno dirottato oltre 28 milioni di sterline a insediamenti israeliani illegali in territorio palestinese, con un probabile sussidio pubblico di oltre 5 milioni di sterline tramite il regime di agevolazioni fiscali per le donazioni. I nostri elettori ne saranno indignati\u00bb, ha dichiarato il 10 giugno durante il&nbsp;<em>question time<\/em>&nbsp;in Parlamento. Poi, ha chiesto direttamente all\u2019allora primo ministro britannico, Keir Starmer, se concordasse \u00absul fatto che convogliare fondi delle charities verso gli insediamenti israeliani sia un&#8217;attivit\u00e0 estremista, non benefica\u00bb, e se intendesse \u00abchiarire che tale attivit\u00e0 \u00e8 vietata\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta del premier, per\u00f2,\u00a0non\u00a0ha toccato il punto centrale sollevato dalla deputata.\u00a0Il resoconto ufficiale della Camera dei Comuni (<a href=\"mailto:https:\/\/hansard.parliament.uk\/commons\/2026-06-10\/debates\/3219CC50-6B6A-4F88-8661-9E71FDEDF276\/Engagements?utm_source=chatgpt.com\">Hansard<\/a>) ci riporta, infatti, le sue parole di condanna nei confronti delle colonie nei territori occupati ma nessuna presa di posizione netta e chiara sulla natura dei finanziamenti.\u00a0\u00abGli insediamenti rappresentano una flagrante violazione del diritto internazionale\u00bb, ha detto, ribadendo ci\u00f2 che il sottosegretario di Stato con delega al Medio Oriente, Hamish Falconer, aveva affermato ad aprile, \u00abe nessuna charity britannica dovrebbe sostenerli\u00bb. Ma dopo aver aggiunto che \u00able imprese britanniche non dovrebbero avere alcun coinvolgimento economico negli insediamenti illegali\u00bb, ha evitato di spiegare se quei finanziamenti possano essere considerati \u00abattivit\u00e0 estremista\u00bb e se siano essi vietati oppure no.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, a confermare quanto la questione fosse delicata per il governo \u00e8 arrivata anche la richiesta alla\u00a0<em>Charity Commission<\/em>\u00a0dell\u2019allora ministra degli Esteri, Yvette Cooper, di fare luce su questi possibili finanziamenti agli insediamenti illegali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 5 agosto, perci\u00f2, l\u2019organismo di vigilanza ha aperto un&#8217;indagine formale su otto delle trentadue organizzazioni benefiche segnalate da Melanie Ward con l\u2019obiettivo di verificare se le spese dichiarate fossero compatibili con le finalit\u00e0 caritatevoli (ma anche, va detto, per tutelare la reputazione e la fiducia dei cittadini in un sistema di beneficenza che \u00e8 molto radicato e strutturato nel Regno Unito).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 15 settembre, poco pi\u00f9 di un mese dopo l\u2019avvio di questa indagine, la testata indipendente di giornalismo investigativo <em>Declassified UK<\/em> ha pubblicato un articolo-<a href=\"mailto:https:\/\/www.declassifieduk.org\/the-uk-charities-sending-nearly-2-million-to-illegal-settlements\/?utm_source=chatgpt.com\">inchiesta<\/a>\u00a0\u00a0nell\u2019ambito di un pi\u00f9 ampio lavoro sulla vicenda, da cui \u00e8 emerso un quadro inquietante: sei charities britanniche avrebbero trasferito quasi 2 milioni di sterline in tre anni a soggetti che operano nelle colonie israeliane.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cDue di queste dichiarano esplicitamente nei documenti depositati presso la\u00a0<em>Charity Commission<\/em>, accessibili al pubblico, di sostenere specifici insediamenti nella Cisgiordania occupata\u201d, si legge nell\u2019articolo: in quel territorio, cio\u00e8, dove l\u2019organizzazione israeliana per i diritti umani, <em>B\u2019Tselem<\/em>, ha di recente denunciato la realizzazione sistematica di un\u00a0<a href=\"mailto:https:\/\/www.btselem.org\/the_elimination_project\/\">progetto<\/a>\u00a0di cancellazione della\u00a0vita palestinese.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altre charities, invece, includono nel proprio nome quello degli insediamenti illegali\u201d, ha scritto la giornalista tedesca Melissa Muller nell\u2019inchiesta: \u201cI risultati sollevano ulteriori interrogativi sulla qualit\u00e0 della supervisione esercitata dalla commissione, alla luce di recenti inchieste, tra cui diverse pubblicate da&nbsp;<em>Declassified<\/em>, che hanno rivelato il ruolo svolto dagli enti di beneficenza britannici nel convogliare denaro verso le organizzazioni che sostengono gli insediamenti. [\u2026] Non \u00e8 chiaro se [quelli] identificati&nbsp;<em>da Declassified<\/em>&nbsp;siano presenti nell&#8217;elenco di Ward o tra quelli oggetto di indagine della<em>&nbsp;Commission<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A scanso di equivoci, nella stessa indagine sono stati riportati anche i nomi di sei organizzazioni caritatevoli:&nbsp;Gainsborough Trust; British Friends of Ezrat Yisrael Kiryat Sefer; Friends of Kupat Hakahal Kirhat Sefer; Matan Beseiser Kiryat-Sefer Beis Aron; The Friends of the Yeshivat Har Etzion Trust; British Friends of Ariel University.&nbsp;La maggior parte di queste avrebbe dichiarato di sostenere attivit\u00e0 concentrate soprattutto&nbsp;nel popoloso e povero insediamento Modiin Illit;&nbsp;le altre (le ultime due in questo elenco), risulterebbero invece collegate alle colonie di Alon Shvut e Ariel.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I finanziamenti esaminati dai giornalisti investigativi ammonterebbero ad oltre 1,7 milioni di sterline e riguarderebbero la costruzione, l\u2019espansione o la gestione di centri religiosi, yeshivah (quella di&nbsp;<a href=\"mailto:https:\/\/www.haretzion.org\/about-us\">Har Hetzion<\/a>&nbsp;in particolare) e il sostegno alle famiglie di coloni che vivono in condizioni di indigenza nei territori rubati ai palestinesi. Aiuti economici sarebbero finiti anche alla Ariel University, uno dei pi\u00f9 importanti poli universitari israeliani, edificata nel 1982 nell\u2019insediamento che porta lo stesso nome e riconosciuta come universit\u00e0 nel 2012.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio alla Ariel University \u00e8 legato un episodio riportato da&nbsp;<em>Declassified UK<\/em>: nel luglio 2025 l\u2019ex ambasciatrice israeliana nel Regno Unito, Tzipi Hotovely, aveva ospitato nella sede dell\u2019ambasciata un evento al quale contribuirono anche gli \u201cAmici Britannici\u201d dell\u2019universit\u00e0. Il sito dell\u2019ateneo, infatti, li ringraziava per aver collaborato a trasformare l\u2019iniziativa in realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l&#8217;<a href=\"mailto:https:\/\/www.icjpalestine.com\/2026\/08\/06\/charity-commission-launch-investigation-into-uk-charities-donating-funds-to-illegal-israeli-settlements\/?utm_source=chatgpt.com\">ICJP<\/a>, l\u2019International Centre of Justice for Palestinians, sta indagando da tempo sull\u2019operato di alcuni enti benefici e di recente&nbsp;ha&nbsp;presentato una denuncia formale alla&nbsp;<em>Charity Commission<\/em>&nbsp;e alla Metropolitan Police in merito a una di quelle individuate da&nbsp;<em>Declassified<\/em>: la&nbsp;Gainsborough Trust.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Gran Bretagna condanna gli insediamenti ma consente di finanziarli attraverso schemi poco trasparenti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima dell\u2019articolo del 15 settembre,&nbsp;il team di giornalisti investigativi aveva dedicato diverse altre inchieste alla vicenda: ad aprile, per esempio,&nbsp;con una indagine sotto copertura&nbsp;aveva&nbsp;rivelato alcuni dettagli dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019organizzazione israeliana Shivat Zion (che si occupa di favorire il trasferimento di cittadini britannici in Cisgiordania, il cosiddetto&nbsp;<em>aliyah<\/em>), compresi i suoi tentativi di raccogliere fondi nel Regno Unito attraverso il Gift Aid, cio\u00e8 il sistema di agevolazioni fiscali per le donazioni alle charities, e per tramite della charity UK Toremet Limited (<a href=\"mailto:https:\/\/www.declassifieduk.org\/exposed-israeli-operation-to-help-brits-move-to-west-bank\/\">qui<\/a>l\u2019articolo).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A maggio, aveva invece documentato in&nbsp;<a href=\"mailto:https:\/\/www.declassifieduk.org\/israeli-settler-group-returns-to-london-despite-calls-for-sanctions\/?utm_source=chatgpt.com\">questo<\/a>&nbsp;articolo la \u201cdisinvolta\u201d partecipazione della stessa Shivat Zion a un evento della&nbsp;<a href=\"mailto:wzo.org.il\">World Zionist Organisation<\/a>&nbsp;nella capitale britannica, e ci\u00f2 a dispetto delle esplicite richieste di sanzioni nei suoi confronti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tre anni\u00a0dal 7 ottobre 2023, data che Israele ha utilizzato per giustificare la devastante campagna militare che ha portato al genocidio di Gaza, Londra\u00a0si trova perci\u00f2, in una posizione sempre pi\u00f9 difficile da sostenere:\u00a0mentre da una parte <a href=\"https:\/\/lespresso.it\/c\/mondo\/2026\/8\/20\/cisgiordania-italia-germania-francia-regno-unito-condanna-insediamenti-israele\/64226\">condanna gli insediamenti<\/a>, dall\u2019altra scopre che dal proprio territorio continuano ad arrivare denaro e sostegno per chi li costruisce e li mantiene. \u00c8 una contraddizione evidenziata anche dalla\u00a0ricercatrice legale dell\u2019ICJP, Shaima Dallali, nell\u2019intervista rilasciata a Muller e in un recente<a href=\"mailto:https:\/\/www.linkedin.com\/posts\/international-centre-of-justice-for-palestinians_the-uk-charities-sending-nearly-2-million-activity-7506722871977603073-jCb4?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop&amp;rcm=ACoAAAWzfkYBmXbolEYIlXEG5JZcZPNKk5mpZfY\">\u00a0post<\/a>\u00a0su Linkedin. \u201cIl Regno Unito non pu\u00f2 riconoscere che gli insediamenti sono illegali e, allo stesso tempo, chiudere un occhio sui flussi finanziari che hanno origine all\u2019interno della propria giurisdizione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La responsabilit\u00e0 e la complicit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Resta ora da capire dove finisca il paradosso politico e cominci la responsabilit\u00e0 giuridica. In altri termini, quand\u2019\u00e8 che&nbsp;una donazione pu\u00f2 diventare, dal punto di vista del diritto internazionale, un sostegno a un sistema di occupazione? E chi finanzia, anche in modo indiretto, attivit\u00e0 all&#8217;interno degli insediamenti illegali, pu\u00f2 avere qualche forma di responsabilit\u00e0 giuridica?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo posto queste domande al giurista Triestino Mariniello,\u00a0specializzato in Diritto internazionale penale e diritti umani,\u00a0professore alla\u00a0Liverpool John Moores University\u00a0e membro del team legale che rappresenta le vittime di Gaza davanti alla Corte Penale Internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOvviamente la valutazione deve essere fatta caso per caso\u00bb, spiega a <em>Kritica<\/em>. \u00abNoi partiamo dall\u2019<a href=\"https:\/\/icj-cij.org\/sites\/default\/files\/case-related\/186\/186-20240719-jud-01-00-en.pdf\">Advisory Opinion della Corte Internazionale di Giustizia<\/a>, massimo organo giudiziario delle Nazioni Unite, del 19 luglio 2024 quando [la Corte] ha stabilito che l\u2019intero sistema di occupazione \u00e8 illegale ai sensi del diritto internazionale. In quel contesto, la Corte ha affermato che gli Stati debbano bloccare qualsiasi attivit\u00e0 volta al mantenimento del sistema di occupazione: questo comprende un ventaglio di attivit\u00e0 molto ampio, che vede, in primis, quelle direttamente coinvolte nel finanziamento delle infrastrutture, delle quali si \u00e8 occupato anche\u00a0<em>Declassified UK<\/em>. Ma io aggiungerei anche qualsiasi forma di finanziamento alla popolazione locale, e quindi alle attivit\u00e0 delle colone e dei coloni: anche queste\u00bb, ha precisato, \u00abrientrano nel concetto di mantenimento dell\u2019occupazione perch\u00e9 contribuiscono, di fatto, a perpetuare il sistema in maniera diretta.\u00a0\u00a0In questa categoria di attivit\u00e0 che violano il diritto internazionale includerei, perci\u00f2, sia fondi e finanziamenti alla popolazione, sia finanziamenti per la costruzione di infrastrutture funzionali all\u2019espansione degli insediamenti, e cos\u00ec via\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul punto relativo alle responsabilit\u00e0, Mariniello ritiene opportuno distinguere tra responsabilit\u00e0 dello Stato ai sensi del diritto internazionale e responsabilit\u00e0 eventualmente penale individuale. \u00abNel primo caso, sempre facendo riferimento all\u2019Advisory Opinion, gli Stati hanno l\u2019obbligo di porre fine a qualsiasi tipo di attivit\u00e0 volta al mantenimento dell\u2019occupazione, di interrompere qualsiasi tipo di rapporto con Israele &#8211; che sia accademico, tecnologico, militare e quant\u2019altro -, che possa facilitare il consolidamento dell\u2019occupazione. Ma gli Stati\u00bb, continua l\u2019esperto di Diritto internazionale \u2013 che nei giorni scorsi \u00e8 intervenuto su\u00a0<a href=\"mailto:https:\/\/www.aljazeera.com\/opinions\/2026\/10\/11\/how-the-icc-can-be-saved\">Al Jazeera<\/a>\u00a0per invocare una difesa della Corte dalle sanzioni recentemente imposte da Washington come ritorsione per la sua attivit\u00e0 giudiziaria, in particolare per i procedimenti riguardanti Israele e i crimini contestati a Gaza, \u00abhanno anche l\u2019obbligo di impedire che organizzazioni, come le <em>charities<\/em>, che abbiano sede legale nella giurisdizione di quel Paese, lo facciano. Nel caso in cui siano degli attori privati a farlo, questo potrebbe configurare una corresponsabilit\u00e0 dello Stato, poich\u00e9 non ha evitato, per cos\u00ec dire, che attori non statali sottoposti alla sua giurisdizione contribuissero, attraverso i finanziamenti, al mantenimento della situazione illecita. Quindi, gli Stati non sono responsabili soltanto per eventuali condotte dirette ma anche, come visto, indirette. A ci\u00f2 si pu\u00f2 aggiungere un\u2019ipotesi molto meno remota, vale a dire la responsabilit\u00e0 penale individuale, perch\u00e9 il diritto penale internazionale prevede la cosiddetta \u201cresponsabilit\u00e0 per complicit\u00e0\u201d, che si configura laddove vi sia una condotta volta a facilitare un crimine internazionale con la consapevolezza che in quel contesto si stia commettendo tale crimine\u00bb.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOra, lo Statuto di Roma, che \u00e8 il trattato istitutivo della Corte Penale Internazionale, prevede il crimine di guerra relativo al trasferimento della popolazione dal territorio della potenza occupante a quello dell\u2019occupato: quindi, \u00e8 il caso degli insediamenti delle colonie in Cisgiordania. Su questo, peraltro, la Corte Penale Internazionale ha gi\u00e0 aperto un\u2019indagine nel marzo del 2021\u00bb, ha aggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEcco, chiunque realizzi una condotta volta a facilitare la commissione di questo crimine di guerra,&nbsp;con la consapevolezza che essa contribuisca alla sua realizzazione,&nbsp;potrebbe \u2013 in teoria \u2013 essere ritenuto responsabile a titolo di complicit\u00e0. In questa prospettiva, potrebbe rientrare, ad esempio, anche il finanziamento di infrastrutture o di altre attivit\u00e0 all\u2019interno degli insediamenti, qualora tale condotta sia posta in essere nella consapevolezza del suo contributo alla commissione del crimine\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec, mentre cerca di capire dove finisca la beneficenza e dove cominci qualcosa di molto pi\u00f9 grave, il Regno Unito rischia di accorgersi troppo tardi che certe responsabilit\u00e0 bussano anche ai palazzi del potere.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Kritica &#8211; Riproduzione consentita per non pi\u00f9 di met\u00e0 articolo, citando la fonte e inserendo il link all\u2019inizio della notizia. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Crediti foto: Flickr<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Gran Bretagna il governo condanna gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi, ma gli enti di beneficenza li finanziano.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":15023,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":"{\"authors\":[4157],\"author_categories\":{\"4157\":\"1\"},\"fallback_author_user\":\"3\",\"selected_authors\":[{\"id\":4157,\"display_name\":\"Monica Zornetta\",\"is_guest\":0,\"category_id\":\"1\"}]}"},"categories":[90,11],"tags":[5274,2362,4130,5276,3864,5275],"ppma_author":[4157],"class_list":["post-15010","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-europa","category-politica","tag-charities","tag-colonialismo","tag-colonie-israeliane","tag-declassified-uk","tag-insediamenti-israeliani","tag-triestino-mariniello"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - 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