{"id":15179,"date":"2026-10-27T15:45:02","date_gmt":"2026-10-27T14:45:02","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=15179"},"modified":"2026-10-27T16:51:36","modified_gmt":"2026-10-27T15:51:36","slug":"serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/","title":{"rendered":"Per gli studenti serbi inizia la prova del governo. Intervista a Ana Milosavljevi\u0107"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il catastrofico crollo della tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad, costato la vita a 16 persone, ha segnato profondamente la Serbia. La tragedia \u00e8 diventata il simbolo pi\u00f9 evidente della disfunzionalit\u00e0 del sistema politico del Paese, anche alla luce dei lavori di ristrutturazione a cui la stazione era stata sottoposta pochi mesi prima. In seguito al disastro, le citt\u00e0 serbe sono state attraversate da un\u2019ondata di proteste di massa, che hanno visto gli studenti assumere un ruolo da protagonisti. Le manifestazioni studentesche e la dura repressione che ne \u00e8 conseguita hanno segnato profondamente gli ultimi due anni della vita politica serba, innescando una crisi che ha messo a dura prova il governo. Nel gennaio 2025, le proteste degli studenti serbi hanno contribuito al clima politico che ha preceduto le dimissioni del primo ministro Milo\u0161 Vu\u010devi\u0107. La mobilitazione studentesca \u00e8 tuttavia proseguita, affiancando alle richieste di giustizia e di riforma delle istituzioni quella di elezioni anticipate.<\/em> <br><em>A causa delle pressioni, il presidente serbo Aleksandar Vu\u010di\u0107 ha annunciato l\u2019intenzione di lasciare anticipatamente la carica. A settembre ha sciolto il parlamento, ha convocato il voto anticipato per il 25 ottobre e si \u00e8 dimesso per candidarsi a primo ministro.<\/em> <br><em>\u00c8 in questo contesto che il movimento studentesco ha deciso di trasformare la mobilitazione in una proposta elettorale, presentando una propria lista: Studentska lista &#8211; Studenti pobe\u0111uju! (la Lista studentesca &#8211; Gli studenti vincono). La lista \u00e8 riuscita ad affermarsi come prima forza politica, ottenendo un netto 52,9% dei voti, contro il 39,2% dell\u2019alleanza Serba Unita guidata dal Partito Progressista Serbo (SNS) di Vu\u010di\u0107.<\/em><br><em>Lo storico risultato degli studenti \u00e8 stato favorito anche dal sostegno della maggior parte degli altri partiti d\u2019opposizione (eccetto per le liste delle minoranze etniche), che hanno scelto di farsi da parte per concentrare il voto sulla Lista degli Studenti.<\/em><br><em>Nel corso degli ultimi due anni, il movimento ha scelto di non dotarsi di un leader riconoscibile, adottando una strategia volta a limitare il rischio di campagne diffamatorie da parte dei media filogovernativi e a preservare il carattere collettivo della mobilitazione. Coerentemente con questa impostazione, anche la selezione dei candidati e la definizione del programma elettorale sono state affidate alle assemblee universitarie, mantenendo un processo decisionale partecipativo. Il programma pone al centro la lotta alla corruzione e la trasparenza, individuandole come priorit\u00e0 per il rinnovamento politico del Paese. Una proposta che ha permesso al movimento di intercettare il malcontento trasversale nei confronti dei governi di Vu\u010di\u0107, raccogliendo consensi ben oltre i tradizionali confini tra destra e sinistra.<\/em> <br><em>Le strategie che si sono rivelate particolarmente efficaci durante le manifestazioni e nella successiva competizione elettorale rischiano, tuttavia, di mostrare i propri limiti una volta al governo, con il pericolo di deludere inevitabilmente una parte dell&#8217;elettorato. La stessa ipotesi di un governo tecnico, incaricato di attuare riforme all&#8217;insegna della modernizzazione e della trasparenza per poi tornare alle urne dopo dodici mesi, mette in luce una possibile contraddizione. Il passaggio dalla protesta alle istituzioni si presenta cos\u00ec come la prova pi\u00f9 difficile per un movimento la cui forza \u00e8 stata, finora, proprio la capacit\u00e0 di mantenere unito un fronte eterogeneo attorno a obiettivi condivisi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Per comprendere le dinamiche interne e le prospettive del movimento, abbiamo intervistato Ana Milosavljevi\u0107, giornalista freelance con base a Belgrado, che ha collaborato con diverse testate, tra cui The Guardian e media regionali. \u00c8 inoltre un\u2019attivista impegnata nel <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/balkansolidarity\/\">Balkan Solidarity Network<\/a>, un\u2019organizzazione che riunisce persone di tutta la regione nell\u2019impegno a superare le divisioni nazionaliste in una lotta comune contro il capitalismo e l\u2019imperialismo. Si definisce marxista.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il risultato delle elezioni \u00e8 davvero l\u2019inizio di un rovesciamento dei centri di potere in Serbia, o quelle strutture (apparati dello Stato, media, reti economiche legate al partito) sono abbastanza radicate da sopravvivere anche a questo voto? Per fare un esempio, le proteste contro la miniera di litio di Rio Tinto nella valle dello Jadar hanno mobilitato migliaia di persone. Il nuovo governo fermer\u00e0 questo progetto e, pi\u00f9 in generale, avr\u00e0 un modello di sviluppo che non contraddica la sua natura di movimento nato contro la corruzione nei grandi investimenti?\u00a0<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 tanto che le strutture esistenti siano legate all\u2019ex partito di governo, quanto piuttosto che siano legate alla difesa del capitalismo e alla subordinazione alle potenze straniere. Da questo punto di vista, il programma degli studenti \u00e8 per certi versi contraddittorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per esempio, Zlatko Kokanovi\u0107, noto agricoltore e tra i protagonisti della lotta contro la miniera di litio di Rio Tinto, \u00e8 candidato nella Lista degli Studenti. Ha dichiarato che, una volta al potere, approveranno una legge che vieter\u00e0 in modo permanente la ricerca e l\u2019estrazione di litio in Serbia. Ma la Lista degli Studenti afferma anche che continuer\u00e0 a coltivare buoni rapporti con l\u2019UE, il principale sponsor della miniera di litio. Finora i rappresentanti dell\u2019UE hanno accolto la vittoria della Lista degli Studenti a braccia aperte. Secondo me, se gli interessi economici e geopolitici dell\u2019UE in Serbia fossero davvero minacciati, non avrebbe reagito con tanto entusiasmo. Resta quindi da vedere se questo divieto entrer\u00e0 davvero in vigore e se la miniera di Rio Tinto verr\u00e0 ufficialmente fermata, viste le contraddizioni in gioco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hai parlato anche di un modello di sviluppo. Negli ultimi trent\u2019anni il governo serbo si \u00e8 concentrato sull\u2019attrarre investitori stranieri con manodopera a basso costo, normative ambientali permissive e generosi sussidi pubblici. Gli studenti dicono di voler porre fine a questa dinamica, selezionando con pi\u00f9 attenzione quali investitori stranieri far arrivare in Serbia. Ma le leggi del profitto e del capitalismo sono piuttosto vincolanti in questo senso. Gli investitori tedeschi ed europei non hanno altro incentivo a costruire fabbriche in Serbia se non quello di ottenere un tasso di profitto pi\u00f9 alto. Se questo viene messo in discussione, smetteranno semplicemente di venire in Serbia e si sposteranno altrove.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ora che hanno la maggioranza, gli studenti dovranno mettere in pratica il progetto annunciato: un governo tecnico di transizione che riformi le istituzioni e porti il paese a nuove elezioni libere entro 12-18 mesi\u00b9. Non c\u2019\u00e8 una contraddizione, per un movimento nato dai plenum e dalla democrazia diretta, nel consegnare il governo a tecnici che nessuno ha scelto in assemblea?\u00a0<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto ne so, la Lista degli Studenti non si \u00e8 impegnata a tenere nuove elezioni parlamentari entro 12-18 mesi. Ha conquistato la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento e former\u00e0 un nuovo governo nei prossimi 30 giorni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La contraddizione che hai evidenziato \u00e8 importante. Persino i 250 candidati degli studenti sono stati scelti esclusivamente attraverso i plenum studenteschi, senza la partecipazione del resto della popolazione. I cittadini serbi lo hanno ampiamente accettato, perch\u00e9 vedono gli studenti come una parte quasi mistica della societ\u00e0, \u201cpulita\u201d per cos\u00ec dire, cio\u00e8 non ancora contaminata dalle forze politiche sporche che esistono davvero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente, c\u2019\u00e8 una lunga storia di nuovi politici e nuovi partiti che emergono dichiarandosi diversi, ma che una volta al potere finiscono per perpetuare lo status quo. \u00c8 proprio cos\u00ec che \u00e8 arrivato al potere anche il Partito Progressista Serbo di Vu\u010di\u0107. Anche lui criticava la corruzione del governo e sosteneva di inaugurare una nuova era nella politica serba.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se questa volta andr\u00e0 diversamente resta da vedere, ma ho le mie riserve.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b9<em>\u00a0La proposta di un governo di transizione della durata di dodici-diciotto mesi \u00e8 stata riportata da diverse fonti italiane, ma al momento non trova conferma nei media serbi<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"syRkOIYjo5\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/societa\/cambiare-il-racconto\/tatjana-dordevic-i-giovani-nella-serbia-di-oggi-vogliono-superare-autoritarismo-e-odio-etnico\/\">Tatjana Dordevic, &#8220;I giovani nella Serbia di oggi vogliono superare autoritarismo e odio etnico&#8221;<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cTatjana Dordevic, \u201cI giovani nella Serbia di oggi vogliono superare autoritarismo e odio etnico\u201d\u201d \u2014 Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/societa\/cambiare-il-racconto\/tatjana-dordevic-i-giovani-nella-serbia-di-oggi-vogliono-superare-autoritarismo-e-odio-etnico\/embed\/#?secret=PvXZdBQOUp#?secret=syRkOIYjo5\" data-secret=\"syRkOIYjo5\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>E come pensano di mantenere il controllo dal basso su quel governo una volta entrati nelle istituzioni?<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Lista degli Studenti non ha annunciato alcun piano n\u00e9 alcun meccanismo che consenta alla popolazione di esercitare un controllo sui suoi nuovi rappresentanti. Ci sono state dichiarazioni vaghe sul fatto che resteranno \u201cvigili\u201d nei confronti del nuovo governo, pronti a \u201cdenunciare ogni errore\u201d, ma nessuno strumento concreto con cui gli studenti, o i cittadini in generale, possano far valere la propria volont\u00e0. Per esempio, n\u00e9 gli studenti n\u00e9 i cittadini avranno il potere di revocare un rappresentante se ritengono che agisca contro i loro interessi. Resta quindi da vedere come andranno le cose.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Secondo te il movimento si trasformer\u00e0 in un partito e presenter\u00e0 un proprio candidato alle elezioni per il nuovo capo dello Stato, previste entro la fine dell\u2019anno?<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Penso che la Lista degli Studenti sia gi\u00e0, in sostanza, un partito politico, solo in una forma nuova, e credo che presenter\u00e0 un proprio candidato alle elezioni presidenziali. Visto com\u2019\u00e8 andato il voto parlamentare di domenica scorsa, penso che chiunque decidano di candidare abbia buone possibilit\u00e0 di vincere.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dagli anni Novanta, dopo le guerre jugoslave, i genocidi e i bombardamenti NATO del 1999, la Serbia \u00e8 cambiata radicalmente: la privatizzazione, gi\u00e0 avviata sotto Milo\u0161evi\u0107, ha trasformato il paese. Eppure le strutture di potere sono rimaste in gran parte le stesse. Vu\u010di\u0107, che negli anni Novanta fu ministro dell\u2019Informazione di Milo\u0161evi\u0107, \u00e8 forse il simbolo pi\u00f9 evidente di questa continuit\u00e0: tutto \u00e8 cambiato perch\u00e9 nulla cambiasse. Oggi alcuni sondaggi danno la Studentska lista in testa. Per la prima volta da decenni, esiste una possibilit\u00e0 concreta di un rovesciamento radicale dei centri di potere in Serbia?<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono piuttosto scettica sul fatto che la Lista degli Studenti appena eletta riesca a cambiare radicalmente il sistema in Serbia. Per esempio, se fossero davvero in grado di incriminare e perseguire tutti i politici corrotti del partito di governo, Vu\u010di\u0107 compreso, credo che quei leader sarebbero gi\u00e0 scappati dal paese. Nel suo discorso di riconoscimento della sconfitta, Vu\u010di\u0107 ha dichiarato che il Partito Progressista Serbo far\u00e0 opposizione in parlamento, segno che lui e l\u2019SNS continueranno ad avere un ruolo attivo nella vita politica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 anche qualcosa di molto interessante successo domenica, su cui varrebbe la pena indagare. Nelle ore precedenti ai risultati e al discorso di Vu\u010di\u0107, reparti di polizia e gendarmeria circondavano le principali istituzioni di Belgrado: l\u2019Assemblea nazionale, la Radiotelevisione serba, il municipio di Belgrado e la Commissione elettorale della Repubblica, dove si dovevano contare i voti. Uomini mascherati giravano per le strade e affluivano nel parco dove si stava rimettendo in piedi \u0106acilend, il contro-accampamento sostenuto dal governo e pieno di criminali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti questi elementi facevano pensare a una possibile repressione violenta da parte di Vu\u010di\u0107 per restare al potere. Invece, all\u2019improvviso, ha fatto un\u2019inversione a U e ha riconosciuto la sconfitta in un modo per lui del tutto insolito. Varrebbe la pena indagare su cosa sia successo esattamente tra le 19 e le 21, perch\u00e9 evidentemente qualcosa di molto importante ha portato Vu\u010di\u0107 a un cambio di rotta cos\u00ec anomalo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019altro fattore da considerare \u00e8 l\u2019eterogeneit\u00e0 ideologica della Lista degli Studenti. Come ai tempi del rovesciamento di Milo\u0161evi\u0107, tutti, da sinistra a destra, si sono uniti sotto un unico movimento ombrello. Ma una volta che movimenti di questo tipo arrivano al potere, fanno fatica a prendere decisioni, perch\u00e9 il principio che li univa, l\u2019opposizione a questo o quel leader, viene meno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il motivo principale per cui non credo che la Lista degli Studenti sia in grado di cambiare il sistema in Serbia \u00e8 che non ha rotto con i pilastri fondamentali dell\u2019ordine esistente. \u00c8 rimasta del tutto coerente con le posizioni nazionaliste e scioviniste serbe sulla Bosnia-Erzegovina e sul Kosovo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, non ha alcuna intenzione di cambiare il sistema economico che ha creato e sostenuto Vu\u010di\u0107: il capitalismo. La sua priorit\u00e0 principale \u00e8 la lotta alla corruzione, ma quella corruzione riguarda solo la ricchezza che l\u2019\u00e9lite al potere ha accumulato con \u201cmezzi illegali\u201d. Quindi, se sei un capitalista che trae profitto legalmente da lavoratori pagati 600 euro al mese, non sei un bersaglio di questo nuovo governo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi il fatto che la Lista degli Studenti si \u00e8 presentata con l\u2019idea che a guidare la societ\u00e0 debbano essere gli \u201cesperti\u201d, e che \u201csaranno loro a indicarci la strada\u201d. Gli esperti sono necessari in una societ\u00e0, ma quella societ\u00e0 non pu\u00f2 funzionare senza il lavoro di milioni di lavoratori, che hanno un\u2019enorme conoscenza e la forza di guidare il cambiamento. Per questo trovo che l\u2019atteggiamento della Lista degli Studenti sia paternalistico e condiscendente verso questa classe di persone che non hanno un dottorato, come invece la maggior parte dei candidati della lista.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"PHtx5OwMdA\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/mobilitazioni\/in-albania-i-manifestanti-hanno-superato-la-paura-del-potere-di-edi-rama\/\">&#8220;In Albania, i manifestanti hanno superato la paura del potere di Edi Rama&#8221;<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201c\u201cIn Albania, i manifestanti hanno superato la paura del potere di Edi Rama\u201d\u201d \u2014 Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/mobilitazioni\/in-albania-i-manifestanti-hanno-superato-la-paura-del-potere-di-edi-rama\/embed\/#?secret=AYwKMEL0fn#?secret=PHtx5OwMdA\" data-secret=\"PHtx5OwMdA\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nel loro programma di politica estera, gli studenti hanno affermato che la Serbia continuerebbe a non imporre sanzioni alla Russia. Molti in Europa si aspettavano un movimento pi\u00f9 filo-occidentale. Come si spiega questa scelta? E pensi che la mancanza di un orientamento filo-occidentale del movimento, a differenza delle proteste in Georgia, abbia influito sulla decisione dell\u2019Unione Europea di non sostenere le proteste, chiudendo un occhio sulle violazioni dei diritti commesse da Vu\u010di\u0107?<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Serbia dipende quasi interamente dal gas russo per il proprio fabbisogno energetico. Impegnarsi a imporre sanzioni sarebbe un suicidio per la popolazione e il colmo dell\u2019ipocrisia. L\u2019idea che la Serbia debba sanzionare la Russia ma non gli Stati Uniti e Israele per le loro guerre genocide in giro per il mondo \u00e8 assurda. Invece di allearsi con una potenza imperialista contro un\u2019altra, la Serbia dovrebbe nazionalizzare la sua compagnia petrolifera statale, la NIS, ancora controllata dalla russa Gazprom, e mettersi al lavoro per diventare autosufficiente dal punto di vista energetico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 vero che il movimento sia del tutto anti-UE: gli studenti hanno camminato e pedalato fino ai centri di potere dell\u2019UE per chiedere aiuto all\u2019Unione. L\u2019UE li ha ignorati e si \u00e8 invece concentrata sul sostenere Vu\u010di\u0107, affinch\u00e9 potenze europee come la Germania possano mantenere l\u2019accesso a manodopera a basso costo e alla miniera di litio di Rio Tinto, cos\u00ec da permettere all\u2019UE di competere con la Cina.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il processo di avvicinamento all\u2019Unione Europea di paesi come la Serbia e l\u2019Albania ha spesso comportato profonde riforme economiche e giudiziarie. Secondo te, questo processo ha reso tali riforme pi\u00f9 \u201ctecniche\u201d e meno politicizzate nel dibattito pubblico, o ha invece aperto nuovi conflitti politici?<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0 non credo che il processo di adesione all\u2019UE riguardi affatto le riforme: credo che sia una cortina fumogena e una farsa. Ci\u00f2 che interessa davvero all\u2019UE \u00e8 la sottomissione e il servizio ai propri interessi imperialisti. Per esempio, vediamo molto chiaramente come l\u2019UE non abbia alcun problema con la violazione dei diritti democratici fondamentali in Serbia e in Albania, proprio perch\u00e9 i leader di entrambi i paesi hanno aperto le porte al saccheggio e allo sfruttamento da parte dell\u2019UE.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ti faccio un altro esempio&nbsp;&nbsp;un altro esempio: nel 2021, mentre erano in corso proteste di massa contro l\u2019apertura della miniera di litio sostenuta dall\u2019UE, l\u2019UE ha aperto per la Serbia il cluster negoziale sull\u2019ambiente!&nbsp;<strong><em>\u00b2<\/em><\/strong>&nbsp;L\u2019assurdit\u00e0 parla da s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le cosiddette riforme economiche e giudiziarie hanno sempre lo scopo di servire meglio i capitalisti europei. Le riforme economiche riguardano le \u201criforme di mercato\u201d e la \u201cliberalizzazione\u201d dell\u2019economia. Le riforme giudiziarie sono solo una facciata, che permette all\u2019UE di sostenere a parole di \u201cpromuovere la democrazia\u201d, mentre gestisce sistemi giuridici che, prima di ogni altra cosa, privilegiano gli interessi dei ricchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Serbia le persone hanno ben chiaro che l\u2019UE si impegna solo per promuovere i propri interessi. Non credo che ci siano illusioni a riguardo, ma la domanda \u00e8: qual \u00e8 l\u2019alternativa? Per questo \u00e8 fondamentale far capire alle persone che i loro interessi sono inconciliabili con quelli dei loro oppressori connazionali, e che solo una rivoluzione socialista pu\u00f2 tirarci fuori da questo pantano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00b2&nbsp;<\/em><em>Si tratta del Cluster 4, \u201cAgenda verde e connettivit\u00e0 sostenibile\u201d, uno dei gruppi di capitoli in cui sono organizzati i negoziati di adesione all\u2019UE. \u00c8 stato aperto per la Serbia nel dicembre 2021, nel pieno delle proteste contro il progetto di estrazione del litio Jadar della multinazionale anglo-australiana Rio Tinto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Negli ultimi anni Israele ha rafforzato i suoi legami con diversi paesi balcanici, ma \u00e8 con la Serbia che la cooperazione \u00e8 diventata pi\u00f9 stretta, sia sul piano militare sia in quello della sicurezza. A settembre, vicino a Belgrado, \u00e8 stata inaugurata una fabbrica per l\u2019assemblaggio di droni dell\u2019azienda israeliana Elbit Systems, che secondo i documenti ottenuti da BIRN e Haaretz avrebbe dovuto detenerne<em>\u00b3<\/em>\u00a0il 51%. Allo stesso tempo, Amnesty International ha documentato l\u2019uso di tecnologie israeliane, come lo spyware Pegasus e gli strumenti di Cellebrite, per sorvegliare attivisti e giornalisti serbi. I rapporti con Israele ora cambieranno? E si \u00e8 trattato di un tema presente nella campagna elettorale?\u00a0<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>[Ndr: alcune testate oggi riportano la notizia dell&#8217;annuncio del blocco delle esportazioni verso Paesi in guerra da parte della lista degli studenti ma si tratta di una notizia, al momento, non verificata]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Studentska lista non ha diffuso alcuna dichiarazione unitaria per comunicare la propria posizione sui rapporti con Israele. Anche quando i loro stessi attivisti e studenti sono stati hackerati con lo spyware israeliano Pegasus, nelle email inviate ai sostenitori non hanno nominato Israele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, Jovo Baki\u0107, professore alla Facolt\u00e0 di Filosofia di Belgrado e uno dei candidati scelti personalmente dagli studenti, ha dichiarato che, se la lista studentesca dovesse vincere, interromper\u00e0 tutti i rapporti diplomatici con Israele. Non ha parlato della chiusura della fabbrica di droni di Elbit. Interrompere i rapporti diplomatici pu\u00f2 essere un gesto simbolico se non viene accompagnato da misure in ambito economico e militare, settori in cui i rapporti vengono spesso mantenuti tramite intermediari. Lo vediamo gi\u00e0 con i numerosi Stati che non hanno riconosciuto ufficialmente Israele sul piano diplomatico, ma che continuano a intrattenere con esso scambi commerciali e cooperazione militare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una precisazione, inoltre: alla fine sembra che la fabbrica di droni non sia di propriet\u00e0 paritaria tra Elbit e lo Stato serbo. Ecco un estratto da un servizio di N1: &#8220;Secondo le ricerche di BIRN, lo stabilimento di assemblaggio dei droni si trova nel quartiere belgradese di Maki\u0161, mentre la proprietaria di SDS Technologies \u00e8 la societ\u00e0 londinese CUPA Limited, riporta Nova.rs. \u00c8 interessante notare che il nome SDS Technologies \u00e8 comparso nel registro delle imprese serbo solo poche ore dopo l\u2019apertura della fabbrica. Non si tratta per\u00f2 di una societ\u00e0 di nuova costituzione, ma del nuovo nome della societ\u00e0 CUPA Enterprises, registrata lo scorso anno per l\u2019attivit\u00e0 di \u201ctelecomunicazioni satellitari\u201d&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene Vu\u010di\u0107 avesse annunciato in precedenza che Serbia e Israele avrebbero condiviso la propriet\u00e0 del progetto in parti uguali, l\u2019attuale assetto proprietario di SDS Technologies non lo rispecchia. La proprietaria di SDS Technologies \u00e8 la societ\u00e0 londinese CUPA Limited, detenuta in maggioranza dal cittadino greco Athanasios Ramos, una persona pressoch\u00e9 sconosciuta al grande pubblico. Proprio il giorno dell\u2019apertura della fabbrica di SDS Technologies, la societ\u00e0 ha nominato due nuovi direttori. Uno di loro \u00e8 Zion Amir, noto avvocato israeliano che rappresenta anche il primo ministro Benjamin Netanyahu davanti alla Corte Suprema di Israele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00b3 Secondo i documenti ottenuti da BIRN e Haaretz, il progetto prevedeva una quota del 51% per Elbit e del 49% per Yugoimport-SDPR; Vu\u010di\u0107 aveva invece parlato pubblicamente di una divisione a met\u00e0. Nel registro delle imprese, tuttavia, la societ\u00e0 che gestisce la fabbrica risulta di propriet\u00e0 della londinese CUPA Limited.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>La politica estera della Serbia contemporanea viene spesso descritta come pragmatica e multilaterale, in equilibrio tra i rapporti con l\u2019Unione Europea, la Cina e la Russia. Che ruolo hanno avuto queste dinamiche nel discorso dei manifestanti? Sono oggetto di critica, o non rientrano tra le loro priorit\u00e0?<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c\u2019\u00e8 stata una discussione molto articolata su quale sarebbe la politica estera se la Studentska lista arrivasse al potere. Ilija Srdanovi\u0107, capolista della Studentska lista, ha osservato in un\u2019intervista alla BBC in serbo che le questioni dell\u2019adesione all\u2019UE e dei rapporti con la Russia verranno risolte \u201cuna volta che la Serbia diventer\u00e0 un paese libero e democratico, con lo Stato di diritto e media liberi\u201d. Ha sostenuto che in un contesto del genere i cittadini avranno l\u2019opportunit\u00e0 di discutere quale sia, in politica estera e nelle relazioni internazionali, il \u201cmigliore interesse dei cittadini serbi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che questa formulazione vaga non riesce a cogliere \u00e8 che gli interessi dei \u201ccittadini serbi\u201d sono profondamente divisi e diseguali. Per esempio, questo cosiddetto \u201cmultilateralismo\u201d \u00e8 stato orchestrato soprattutto a vantaggio della borghesia serba, attraverso forme di corruzione sia legali sia illegali. La classe lavoratrice serba non ha guadagnato nulla dall\u2019essere manodopera a basso costo per le multinazionali europee e statunitensi, dal produrre armi per Israele, dal cedere alla Russia il controllo del nostro petrolio e del nostro gas, o dal lasciare che le aziende minerarie cinesi inquinino le nostre comunit\u00e0 e portino via le nostre risorse minerarie per farle lavorare e utilizzare altrove.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Hai studiato a fondo i movimenti di protesta degli anni Sessanta, sia a Belgrado sia a Prishtina. Secondo te, quali sono le principali somiglianze e le differenze pi\u00f9 significative rispetto alle mobilitazioni a cui assistiamo oggi?<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1968 gli studenti di Belgrado si ribellarono contro la decadenza della \u201cborghesia rossa\u201d e le crescenti disuguaglianze nella cosiddetta societ\u00e0 socialista. In Kosovo gli studenti chiedevano pari diritti nazionali e linguistici e la fine della sottomissione coloniale del popolo albanese in Kosovo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sia nel 1968 sia oggi, le proteste nascono dalla rabbia per la corruzione dell\u2019\u00e9lite al potere, per le disuguaglianze nella societ\u00e0 e per la repressione dei diritti democratici pi\u00f9 elementari. Sia a Belgrado sia a Prishtina, nel 1968 le proteste furono represse brutalmente dalla polizia. A Prishtina la polizia uccise persino un manifestante adolescente, Murat Mehmeti, e nessuno ne fu chiamato a rispondere. Negli ultimi anni abbiamo visto livelli di repressione simili soprattutto in Serbia e in Albania.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro parallelo con l\u2019oggi \u00e8 il fatto che negli anni Sessanta i movimenti di protesta in Serbia e in Kosovo non dialogavano affatto tra loro. Avevano l\u2019occasione di coordinarsi e unire le loro lotte, dato che si mobilitavano contro lo stesso sistema oppressivo. Purtroppo, soprattutto a causa dello sciovinismo serbo, tra i due movimenti non ci fu alcuna collaborazione n\u00e9 solidariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia Lazar Stojanovi\u0107, figura di spicco della rivolta studentesca di Belgrado del 1968, raccont\u00f2 in un\u2019intervista che fu solo dopo essere stato incarcerato dallo Stato jugoslavo che si confront\u00f2 con l\u2019oppressione subita dagli albanesi. Non fu la detenzione in s\u00e9, ma le persone che incontr\u00f2 in carcere: gli albanesi stessi, e i pi\u00f9 noti tra loro. Solo dopo aver conosciuto Adem Dema\u00e7i e altri prigionieri politici albanesi cap\u00ec \u201cquanto fosse grande, duraturo e grave il problema degli albanesi in Jugoslavia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza pi\u00f9 grande tra allora e oggi \u00e8 la coscienza politica rispetto al sistema nel suo complesso e alle dinamiche di classe in gioco. Per esempio, gli studenti di Belgrado chiarivano nei loro discorsi e nelle loro pubblicazioni di non essere \u201ccontro il socialismo, ma per la sua piena e coerente attuazione\u201d. Usavano anche slogan che mostravano come non concepissero la loro lotta in funzione degli interessi materiali, ristretti, degli studenti universitari, ma per lo sviluppo di una societ\u00e0 controllata dai lavoratori. \u201cOperai, la nostra lotta \u00e8 la vostra lotta\u201d, \u201cStudenti in miseria e operai nel bisogno\u201d e \u201cSiamo figli del popolo lavoratore\u201d erano alcuni degli slogan che si sentivano alle proteste di Belgrado nel 1968.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"465\" height=\"336\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Beograd-1968.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15183\" style=\"aspect-ratio:1.383967298031017;width:780px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Beograd-1968.jpeg 465w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Beograd-1968-300x217.jpeg 300w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Beograd-1968-18x12.jpeg 18w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Beograd-1968-150x108.jpeg 150w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Beograd-1968-450x325.jpeg 450w\" sizes=\"(max-width: 465px) 100vw, 465px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Manifestazioni in Serbia, 1968. Il cartello dice &#8220;Non fidatevi della stampa&#8221;.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso modo, anche gli slogan degli studenti di Prishtina nel 1968 erano militanti e di un alto livello di coscienza politica. Data la centralit\u00e0 dei diritti nazionali (o della loro assenza) per gli albanesi in Jugoslavia, i manifestanti portavano cartelli con scritto \u201cVogliamo l\u2019autodeterminazione fino alla secessione\u201d e \u201cPolitica coloniale verso il Kosovo\u201d. Tra gli altri slogan scanditi alle proteste c\u2019erano: \u201cIn una mano il piccone, nell\u2019altra il fucile\u201d, \u201cMeglio la morte che la schiavit\u00f9\u201d, \u201cViva la classe operaia e contadina\u201d e \u201cPer i nostri diritti siamo pronti a versare anche il sangue\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se guardiamo all\u2019odierno movimento democratico borghese-liberale in Serbia, o persino alle proteste militanti e violente in corso in Albania, faremmo fatica a trovare articolazioni politiche simili.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>All\u2019interno delle mobilitazioni hanno trovato spazio anche gruppi etnonazionalisti, e a tratti sono emerse posizioni molto intransigenti sulla questione del Kosovo, compresa una dichiarazione degli studenti universitari. Quanto hanno pesato questi elementi all\u2019interno del movimento? Sono rimasti marginali o hanno plasmato l\u2019identit\u00e0 politica delle proteste?<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Direi che sono proprio queste forze etnonazionaliste a guidare il movimento studentesco. Proprio l\u2019altro giorno abbiamo visto un\u2019altra dichiarazione degli studenti sul diritto intrinseco della Serbia al Kosovo, a dimostrazione che la loro posizione sciovinista e irredentista non si discosta da quella di Vu\u010di\u0107.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019inizio del movimento dal basso, alla fine del 2024, questo atteggiamento nazionalista di destra non era cos\u00ec presente. Nel gennaio 2025 gli studenti avevano persino preso esplicitamente le distanze dalle bandiere \u201cestremiste\u201d, riferendosi a quanto pare alla bandiera \u201cnessuna resa\u201d (<em>Nema predaje<\/em>), tra le altre, che comparivano alle proteste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma nel giugno 2025, durante la protesta studentesca di Vidovdan (una festivit\u00e0 fortemente nazionalista che celebra la battaglia del Kosovo del 1389), quando hanno annunciato la nuova richiesta di elezioni parlamentari anticipate, le cose hanno cominciato a peggiorare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora che l\u2019obiettivo degli studenti \u00e8 passato dal cambiare la societ\u00e0 serba al conquistare voti e diventarne i nuovi governanti, le politiche nazionaliste e scioviniste nei confronti della Bosnia e del Kosovo sono emerse in pieno. Quando al genocida Ratko Mladi\u0107 sono stati concessi funerali con onori di Stato e militari, gli studenti sono rimasti in silenzio. La logica \u00e8 che, tacendo, potrebbero conquistare una parte degli elettori della destra radicale che sostengono Vu\u010di\u0107. Credo per\u00f2 che dietro questa giustificazione di facciata ci sia anche il fatto che molti studenti stessi sostengono ed esaltano Mladi\u0107.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Durante alcune manifestazioni si sono sentiti slogan rivolti ai poliziotti, chiamati \u201calbanesi\u201d con un termine dispregiativo in serbo. Allo stesso tempo, in Serbia il dibattito pubblico resta molto delicato sia sul Kosovo sia sulla situazione della minoranza albanese nella Valle di Pre\u0161evo. Come si spiega la persistenza di questi atteggiamenti anche in ambienti che si definiscono progressisti? Quali ostacoli impediscono una discussione pi\u00f9 critica su questi temi?<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 molto triste che, anche all\u2019interno degli ambienti progressisti in Serbia, ci sia una riluttanza a riconoscere, affrontare e superare il profondo razzismo contro gli albanesi presente nella societ\u00e0 serba. \u00c8 il prodotto di decenni di disumanizzazione degli albanesi nella sfera politica e culturale serba. La cosiddetta sinistra in Serbia si rifiuta di riconoscere la storia del colonialismo serbo in Kosovo e, pi\u00f9 in generale, dell\u2019oppressione degli albanesi. Fa parte di una tendenza pi\u00f9 ampia che chiamo \u201cprogressisti tranne che sul Kosovo\u201d, una variante di una tendenza simile negli Stati Uniti rispetto alla Palestina (\u201cprogressisti tranne che sulla Palestina\u201d). Per esempio, il movimento filopalestinese in Serbia non coglie la contraddizione di sostenere l\u2019autodeterminazione palestinese negando al tempo stesso il diritto all\u2019autodeterminazione del Kosovo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro ostacolo a questa resa dei conti \u00e8 l\u2019imperialismo occidentale, con la colpa collettiva imposta dall\u2019Occidente, che tende a demonizzare i serbi nel loro insieme invece di distinguere tra i criminali di guerra che hanno orchestrato i genocidi in Bosnia e in Kosovo e i lavoratori serbi, che da quei massacri e saccheggi non hanno ricavato nulla. In questo modo, la borghesia nazionalista serba ha colto l\u2019occasione per identificarsi, lei ricca e potente, con i lavoratori impoveriti e sfruttati della Serbia, sottraendosi cos\u00ec alle proprie responsabilit\u00e0 e mascherando la natura classista della societ\u00e0 serba.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Negli ultimi anni, dal Kosovo alla Serbia passando per l\u2019Albania, abbiamo visto nascere proteste a partire da questioni comuni come la corruzione, la concentrazione del potere, le privatizzazioni e le condizioni sociali. Pensa che queste esperienze possano gettare le basi per movimenti transnazionali o internazionalisti nei Balcani, oppure le questioni nazionali, segnate da traumi storici recenti, restano un ostacolo insormontabile?<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo assolutamente che possiamo unire i nostri movimenti, ma prima di tutto deve esserci una resa dei conti con l\u2019oppressione storica di cui parlavi. Senza che i serbi riconoscano il diritto all\u2019autodeterminazione del Kosovo e la storia del proprio dominio coloniale sugli albanesi, non pu\u00f2 esserci una lotta comune tra serbi e albanesi. Negare queste strutture di oppressione non fa che spingere gli albanesi e gli altri popoli della regione tra le braccia delle potenze imperialiste, che promettono ingannevolmente protezione in cambio di sottomissione. Purtroppo le garanzie di sicurezza statunitensi non valgono molto, come vediamo in Medio Oriente, dove gli Stati Uniti non sono riusciti a impedire gli attacchi iraniani contro Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, ecc. Per questo inviterei anche gli albanesi e gli altri popoli dei Balcani che hanno legato il proprio destino agli Stati Uniti a essere pi\u00f9 realisti sul valore e sulla sostenibilit\u00e0 a lungo termine del dominio statunitense sul loro paese.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Kritica &#8211; Riproduzione parziale consentita citando la fonte e inserendo il link all&#8217;inizio della notizia. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CREDITI FOTO: Giulia Mariani\/Angela Di Berardino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il catastrofico crollo della tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad, costato la vita a 16 persone, ha segnato profondamente la Serbia. La tragedia \u00e8 diventata il simbolo pi\u00f9 evidente della disfunzionalit\u00e0 del sistema politico del Paese, anche alla luce dei lavori di ristrutturazione a cui la stazione era stata sottoposta pochi mesi prima. In<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":15181,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":"{\"authors\":[4413],\"author_categories\":{\"4413\":\"1\"},\"fallback_author_user\":\"3\",\"selected_authors\":[{\"id\":4413,\"display_name\":\"Alice Luta\",\"is_guest\":0,\"category_id\":\"1\"}]}"},"categories":[90,11],"tags":[5313,5311,5312,5314],"ppma_author":[4413],"class_list":["post-15179","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-europa","category-politica","tag-ana-milosavljevic","tag-elezioni-serbia","tag-lista-studenti-serbia","tag-vucic"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Serbia, gli studenti alla prova del governo. Intervista a Milosavljevi\u0107 - Kritica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Il giorno dopo la vittoria, per gli studenti in Serbia inizia la prova del governo. Intervista alla giornalista Ana Milosavljevi\u0107.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Serbia, gli studenti alla prova del governo. Intervista a Milosavljevi\u0107 - Kritica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il giorno dopo la vittoria, per gli studenti in Serbia inizia la prova del governo. Intervista alla giornalista Ana Milosavljevi\u0107.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Kritica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/people\/Kritica\/61571651969391\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-10-27T14:45:02+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-10-27T15:51:36+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Una-giovane-festeggia-in-piedi-sopra-a-un-motorino-a-Piazza-Slavija-con-in-mano-la-bandiera-serba.-In-cielo-la-luna-piena-della-vittoria-scaled.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2560\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1707\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Alice Luta\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@kritica_news\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@kritica_news\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Written by\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Alice Luta\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Estimated reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"1 minute\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"NewsArticle\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"admin\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/44202ec4fbdfaa9a566ac90961a19ec4\"},\"headline\":\"Per gli studenti serbi inizia la prova del governo. Intervista a Ana Milosavljevi\u0107\",\"datePublished\":\"2026-10-27T14:45:02+00:00\",\"dateModified\":\"2026-10-27T15:51:36+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\\\/\"},\"wordCount\":4780,\"commentCount\":1,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/10\\\/Una-giovane-festeggia-in-piedi-sopra-a-un-motorino-a-Piazza-Slavija-con-in-mano-la-bandiera-serba.-In-cielo-la-luna-piena-della-vittoria-scaled.jpg\",\"keywords\":[\"Ana Milosavljevi\u0107\",\"elezioni Serbia\",\"lista studenti Serbia\",\"Vu\u010di\u0107\"],\"articleSection\":[\"Europa\",\"Politica\"],\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\\\/\",\"name\":\"Serbia, gli studenti alla prova del governo. Intervista a Milosavljevi\u0107 - Kritica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/10\\\/Una-giovane-festeggia-in-piedi-sopra-a-un-motorino-a-Piazza-Slavija-con-in-mano-la-bandiera-serba.-In-cielo-la-luna-piena-della-vittoria-scaled.jpg\",\"datePublished\":\"2026-10-27T14:45:02+00:00\",\"dateModified\":\"2026-10-27T15:51:36+00:00\",\"description\":\"Il giorno dopo la vittoria, per gli studenti in Serbia inizia la prova del governo. Intervista alla giornalista Ana Milosavljevi\u0107.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/10\\\/Una-giovane-festeggia-in-piedi-sopra-a-un-motorino-a-Piazza-Slavija-con-in-mano-la-bandiera-serba.-In-cielo-la-luna-piena-della-vittoria-scaled.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/10\\\/Una-giovane-festeggia-in-piedi-sopra-a-un-motorino-a-Piazza-Slavija-con-in-mano-la-bandiera-serba.-In-cielo-la-luna-piena-della-vittoria-scaled.jpg\",\"width\":2560,\"height\":1707,\"caption\":\"Una giovane festeggia in piedi sopra a un motorino a Piazza Slavija con in mano la bandiera serba. In cielo la luna piena della vittoria. CREDITI FOTO: GIULIA MARIANI\\\/ANGELA DI BERARDINO\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/politica\\\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Per gli studenti serbi inizia la prova del governo. Intervista a Ana Milosavljevi\u0107\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/\",\"name\":\"Kritica\",\"description\":\"Kritica \u00e8 un periodico telematico di informazione e analisi, alla ricerca della verit\u00e0 dei fatti e non di quella del potere.\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"La fisica dei punti di vista.\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#organization\",\"name\":\"Kritica\",\"alternateName\":\"Kritica \u00e8 un periodico telematico di informazione e analisi, alla ricerca della verit\u00e0 dei fatti e non di quella del potere.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/01\\\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/01\\\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg\",\"width\":2282,\"height\":717,\"caption\":\"Kritica\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/people\\\/Kritica\\\/61571651969391\\\/\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/kritica_news\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/kritica.it\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/@Kritica_it\",\"https:\\\/\\\/t.me\\\/pazzafolla\",\"https:\\\/\\\/www.tiktok.com\\\/@kritica_it\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/44202ec4fbdfaa9a566ac90961a19ec4\",\"name\":\"admin\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/7f33865cdbb87d5cf2b5af60736f4b8fd686d13c49ac197121e7d73d419b913d?s=96&d=mm&r=g9cda4bb1e3ddfa81df008ef65de48ad3\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/7f33865cdbb87d5cf2b5af60736f4b8fd686d13c49ac197121e7d73d419b913d?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/7f33865cdbb87d5cf2b5af60736f4b8fd686d13c49ac197121e7d73d419b913d?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"admin\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/kritica.it\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/kritica.it\\\/en\\\/author\\\/admin\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Serbia, gli studenti alla prova del governo. Intervista a Milosavljevi\u0107 - Kritica","description":"Il giorno dopo la vittoria, per gli studenti in Serbia inizia la prova del governo. Intervista alla giornalista Ana Milosavljevi\u0107.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/","og_locale":"en_GB","og_type":"article","og_title":"Serbia, gli studenti alla prova del governo. Intervista a Milosavljevi\u0107 - Kritica","og_description":"Il giorno dopo la vittoria, per gli studenti in Serbia inizia la prova del governo. Intervista alla giornalista Ana Milosavljevi\u0107.","og_url":"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/","og_site_name":"Kritica","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/people\/Kritica\/61571651969391\/","article_published_time":"2026-10-27T14:45:02+00:00","article_modified_time":"2026-10-27T15:51:36+00:00","og_image":[{"width":2560,"height":1707,"url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Una-giovane-festeggia-in-piedi-sopra-a-un-motorino-a-Piazza-Slavija-con-in-mano-la-bandiera-serba.-In-cielo-la-luna-piena-della-vittoria-scaled.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Alice Luta","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@kritica_news","twitter_site":"@kritica_news","twitter_misc":{"Written by":"Alice Luta","Estimated reading time":"1 minute"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/"},"author":{"name":"admin","@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/person\/44202ec4fbdfaa9a566ac90961a19ec4"},"headline":"Per gli studenti serbi inizia la prova del governo. Intervista a Ana Milosavljevi\u0107","datePublished":"2026-10-27T14:45:02+00:00","dateModified":"2026-10-27T15:51:36+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/"},"wordCount":4780,"commentCount":1,"publisher":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Una-giovane-festeggia-in-piedi-sopra-a-un-motorino-a-Piazza-Slavija-con-in-mano-la-bandiera-serba.-In-cielo-la-luna-piena-della-vittoria-scaled.jpg","keywords":["Ana Milosavljevi\u0107","elezioni Serbia","lista studenti Serbia","Vu\u010di\u0107"],"articleSection":["Europa","Politica"],"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/kritica.it\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/","url":"https:\/\/kritica.it\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/","name":"Serbia, gli studenti alla prova del governo. Intervista a Milosavljevi\u0107 - Kritica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Una-giovane-festeggia-in-piedi-sopra-a-un-motorino-a-Piazza-Slavija-con-in-mano-la-bandiera-serba.-In-cielo-la-luna-piena-della-vittoria-scaled.jpg","datePublished":"2026-10-27T14:45:02+00:00","dateModified":"2026-10-27T15:51:36+00:00","description":"Il giorno dopo la vittoria, per gli studenti in Serbia inizia la prova del governo. Intervista alla giornalista Ana Milosavljevi\u0107.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/kritica.it\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/#primaryimage","url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Una-giovane-festeggia-in-piedi-sopra-a-un-motorino-a-Piazza-Slavija-con-in-mano-la-bandiera-serba.-In-cielo-la-luna-piena-della-vittoria-scaled.jpg","contentUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Una-giovane-festeggia-in-piedi-sopra-a-un-motorino-a-Piazza-Slavija-con-in-mano-la-bandiera-serba.-In-cielo-la-luna-piena-della-vittoria-scaled.jpg","width":2560,"height":1707,"caption":"Una giovane festeggia in piedi sopra a un motorino a Piazza Slavija con in mano la bandiera serba. In cielo la luna piena della vittoria. CREDITI FOTO: GIULIA MARIANI\/ANGELA DI BERARDINO"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/kritica.it\/politica\/serbia-per-gli-studenti-inizia-la-prova-del-governo-intervista-alla-giornalista-ana-milosavljevic\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/kritica.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Per gli studenti serbi inizia la prova del governo. Intervista a Ana Milosavljevi\u0107"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/kritica.it\/#website","url":"https:\/\/kritica.it\/","name":"Kritica","description":"Kritica \u00e8 un periodico telematico di informazione e analisi, alla ricerca della verit\u00e0 dei fatti e non di quella del potere.","publisher":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#organization"},"alternateName":"La fisica dei punti di vista.","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/kritica.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"en-GB"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/kritica.it\/#organization","name":"Kritica","alternateName":"Kritica \u00e8 un periodico telematico di informazione e analisi, alla ricerca della verit\u00e0 dei fatti e non di quella del potere.","url":"https:\/\/kritica.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg","contentUrl":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Logo_Kritica_2025_Nero_Bianco.jpg","width":2282,"height":717,"caption":"Kritica"},"image":{"@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/people\/Kritica\/61571651969391\/","https:\/\/x.com\/kritica_news","https:\/\/www.instagram.com\/kritica.it\/","https:\/\/www.youtube.com\/@Kritica_it","https:\/\/t.me\/pazzafolla","https:\/\/www.tiktok.com\/@kritica_it"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/kritica.it\/#\/schema\/person\/44202ec4fbdfaa9a566ac90961a19ec4","name":"Administrator","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/7f33865cdbb87d5cf2b5af60736f4b8fd686d13c49ac197121e7d73d419b913d?s=96&d=mm&r=g9cda4bb1e3ddfa81df008ef65de48ad3","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/7f33865cdbb87d5cf2b5af60736f4b8fd686d13c49ac197121e7d73d419b913d?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/7f33865cdbb87d5cf2b5af60736f4b8fd686d13c49ac197121e7d73d419b913d?s=96&d=mm&r=g","caption":"admin"},"sameAs":["https:\/\/kritica.it"],"url":"https:\/\/kritica.it\/en\/author\/admin\/"}]}},"authors":[{"term_id":4413,"user_id":62,"is_guest":0,"slug":"alice-luta","display_name":"Alice Luta","avatar_url":{"url":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Alice-Luta.jpeg","url2x":"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Alice-Luta.jpeg"},"avatar_alt":"","avatar_decorative":"","author_category":"1","first_name":"","last_name":"","user_url":"","job_title":"","description":"An Italian naturalised Albanian. When I was born, pyramid schemes were exploding and gangs controlled the access roads to the cities. Then I came with my family to the Pavese region and, all things considered, I have re-evaluated that period. Passionate about international relations, I follow with particular interest the political and social developments of the Balkan countries and their relationship with Europe."}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15179"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15192,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15179\/revisions\/15192"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15181"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15179"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/kritica.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=15179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}