{"id":15399,"date":"2026-11-02T13:26:56","date_gmt":"2026-11-02T12:26:56","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=15399"},"modified":"2026-11-02T14:14:13","modified_gmt":"2026-11-02T13:14:13","slug":"francesca-albanese-la-manipolazione-della-verita-e-funzionale-alla-commissione-del-genocidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/in-evidenza\/francesca-albanese-la-manipolazione-della-verita-e-funzionale-alla-commissione-del-genocidio\/","title":{"rendered":"Francesca Albanese: \u00abLa manipolazione della verit\u00e0 \u00e8 funzionale alla commissione del genocidio\u00bb"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il ruolo dei media nella costruzione della narrazione sul genocidio a Gaza, la censura in Israele e le responsabilit\u00e0 dell&#8217;informazione internazionale. Intervista a Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati, sul suo ultimo rapporto, <a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/palestine\/la-verita-sotto-le-macerie-il-rapporto-di-francesca-albanese-su-media-e-genocidio-in-italiano\/\" data-type=\"post\" data-id=\"15170\">La verit\u00e0 sotto le macerie. I media al tempo del genocidio<\/a>, che <\/em>Kritica<em> ha tradotto in italiano e reso disponibile ai lettori gratuitamente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quali sono le principali risultanze del suo lavoro? E quale ruolo ha avuto l&#8217;informazione nel creare il contesto che ha favorito la commissione dei crimini?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/palestine\/la-verita-sotto-le-macerie-il-rapporto-di-francesca-albanese-su-media-e-genocidio-in-italiano\/\" data-type=\"post\" data-id=\"15170\">La verit\u00e0 sotto le macerie. I media al tempo del genocidio<\/a><\/em> \u00e8 un rapporto che denuncia come la scomparsa della verit\u00e0, o la sua manipolazione, sia funzionale alla commissione di crimini, tra cui il genocidio. L&#8217;analisi si articola in tre parti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima riguarda l&#8217;attacco al sistema mediatico palestinese, che ha portato all&#8217;uccisione di quasi 300 giornalisti e operatori dell&#8217;informazione. Per 70 di questi giornalisti esistono gi\u00e0 inchieste che dimostrano come siano stati uccisi a causa del loro lavoro, anche in risposta alle minacce che avevano ricevuto affinch\u00e9 smettessero di documentare quanto accadeva. Sono stati uccisi anche 710 familiari dei giornalisti, oltre alla distruzione dell&#8217;81% delle infrastrutture necessarie a trasmettere le informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Israele ha agito in questo modo perch\u00e9 colpire i giornalisti significa impedire che rimangano voci capaci di raccontare e analizzare quello che succede sul campo. Chi non \u00e8 stato ucciso \u00e8 stato arrestato e detenuto: 100 giornalisti palestinesi sono stati arrestati e torturati, e 35 di loro sono ancora in carcere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo livello di analisi riguarda quello che \u00e8 successo in Israele. In questi tre anni Israele ha agito soprattutto attraverso la censura, l&#8217;intimidazione, la manipolazione e l&#8217;incitamento al genocidio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pochi lo sanno, perch\u00e9 questo aspetto non rientra nella narrazione favorevole alla cosiddetta \u00abunica democrazia del Medio Oriente\u00bb, ma Israele ha un apparato di censura estremamente attivo. Tra il 2024 e il 2025 ha censurato, redatto o proibito decine di migliaia di notizie. Le informazioni vengono bloccate anche attraverso i <em>gag order<\/em>, ordini militari che criminalizzano chi parla di questioni coperte dal segreto militare. \u00c8 una forma di censura, ma non \u00e8 tutto: sono state anche prodotte informazioni su Israele stesso, poi diffuse come se fossero notizie vere.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pochi lo sanno, perch\u00e9 questo aspetto non rientra nella narrazione favorevole alla cosiddetta \u00abunica democrazia del Medio Oriente\u00bb, ma Israele ha un apparato di censura estremamente attivo.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si dice che Israele scrive la propria storia, \u00e8 proprio questo che fa. A ci\u00f2 si aggiunge il ruolo del sistema politico, rilanciato da alcuni segmenti dei media israeliani, come Channel 14 e Channel 12, che hanno incitato al genocidio definendo tutti i palestinesi di Gaza un cancro da estirpare, ribadendo che fossero tutti terroristi e utilizzando altre forme di linguaggio discriminatorio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"OcPBjlZbfD\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/culture\/film-and-tv\/naza-perche-israele-e-uno-stato-terrorista\/\">\u201cNAZA\u201d: perch\u00e9 Israele \u00e8 uno Stato terrorista<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201c\u201cNAZA\u201d: perch\u00e9 Israele \u00e8 uno Stato terrorista\u201d \u2014 Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/cultura\/film-e-tv\/naza-perche-israele-e-uno-stato-terrorista\/embed\/#?secret=DBkJCCiPOy#?secret=OcPBjlZbfD\" data-secret=\"OcPBjlZbfD\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, c&#8217;\u00e8 il ruolo di alcuni tra i pi\u00f9 autorevoli media internazionali, come BBC, ABC, <em>The New York Times<\/em> and <em>Sky News<\/em>, e di piattaforme come <em>Meta<\/em>, <em>Instagram<\/em> and <em>YouTube<\/em>, che hanno contribuito e in qualche modo favorito il genocidio e la commissione di altri crimini. Lo hanno fatto attraverso una copertura parziale delle notizie, la diffusione di informazioni false \u2013 come la notizia dei 40 bambini decapitati \u2013 e la pubblicazione di editoriali che attribuivano a Hamas la responsabilit\u00e0 di ogni morte a Gaza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, Hamas ha le sue responsabilit\u00e0, ma i palestinesi uccisi sono stati uccisi da Israele. I 75 mila palestinesi uccisi a Gaza, l&#8217;85% dei quali sono donne e bambini, e i 21 mila bambini uccisi: queste persone sono state uccise dall&#8217;esercito israeliano. Non bisogna attribuire la responsabilit\u00e0 legale o morale a nessun altro che allo Stato di apartheid di Israele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 stata anche una passivizzazione della responsabilit\u00e0: quando i palestinesi venivano uccisi da Israele, si diceva che \u00abmorivano\u00bb o che \u00abi palazzi crollavano\u00bb. Si \u00e8 manifestata un&#8217;empatia molto diversa nei confronti degli israeliani, anche quando erano soldati, rispetto a quella riservata ai palestinesi. Il pregiudizio nella narrazione \u00e8 stato evidente. Ai media \u00e8 stato dato spazio per promuovere la prospettiva militare israeliana come raramente si era visto in epoca recente. Tutto questo ha favorito la propaganda israeliana e la propaganda genocida. \u00c8 necessario che vengano condotte inchieste e, in alcuni casi, che intervengano le autorit\u00e0 competenti per verificare le eventuali responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nella narrazione della realt\u00e0 \u00e8 fondamentale la scelta delle parole. Le operazioni israeliane vengono definite \u00abraid\u00bb, mentre quelle dei gruppi palestinesi \u00abmassacri\u00bb, ad esempio. Anche intorno al termine genocidio si \u00e8 sviluppata una battaglia semantica. Quanto \u00e8 importante, anche sul piano giuridico, definire i fatti con le parole corrette? E quali schemi ricorrenti ha individuato?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso dei giornalisti \u00e8 emblematico perch\u00e9 racconta quello che \u00e8 successo ai civili palestinesi: il modo in cui sono stati presi di mira dall&#8217;esercito israeliano, la narrazione che ha favorito questo processo e il modo in cui sono stati trattati dalla stampa internazionale e dal discorso <em>mainstream<\/em>, sostenuto anche da una parte della politica. L&#8217;Italia, da questo punto di vista, \u00e8 un caso significativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 delle parole utilizzate, vorrei concentrarmi sulla scomparsa del diritto internazionale. Il diritto internazionale ci offre un linguaggio universale, ci aiuta a fare chiarezza in un contesto convulso come quello di un conflitto, di un&#8217;aggressione militare o di uno scontro civile. Ci permette di mantenere un approccio neutrale e obiettivo in una situazione di estrema polarizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece di affidarsi al diritto internazionale, in Italia ci si \u00e8 affidati a persone ignoranti e ciarlatane. Ma anche persone che conoscono la realt\u00e0 palestinese hanno fatto fatica a utilizzare la parola genocidio, perch\u00e9 non ne conoscono il significato normativo: il genocidio consiste nella distruzione intenzionale, o nell&#8217;intenzione di distruggere, un gruppo in quanto tale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gruppo in questione \u00e8 quello dei palestinesi. Non importa che si tratti di civili, bambini, insegnanti, medici o giornalisti. Si \u00e8 perso il senso della protezione dei civili in tempo di guerra e del principio di distinzione. In una situazione di conflitto, l&#8217;unico modo in cui si pu\u00f2 essere colpiti \u2013 e non intendo soltanto uccisi, ma anche arrestati \u2013 \u00e8 essere combattenti.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece di affidarsi al diritto internazionale, in Italia ci si \u00e8 affidati a persone ignoranti e ciarlatane. Ma anche persone che conoscono la realt\u00e0 palestinese hanno fatto fatica a utilizzare la parola genocidio, perch\u00e9 non ne conoscono il significato normativo: il genocidio consiste nella distruzione intenzionale, o nell&#8217;intenzione di distruggere, un gruppo in quanto tale.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I civili non possono mai essere presi di mira, siano essi israeliani o palestinesi. I giornalisti palestinesi sono stati trattati come terroristi. Israele ha un gruppo all&#8217;interno dell&#8217;esercito, chiamato <em><a href=\"https:\/\/www.972mag.com\/israel-gaza-journalists-hamas-hasbara\/\">Legitimization Cell<\/a><\/em>, che ha il compito di confezionare falsit\u00e0 e spacciarle per vere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 quanto \u00e8 successo, per esempio, con la diffusione delle <em>kill list<\/em>, le liste di uccisione dei giornalisti palestinesi, prima ancora che venissero presi di mira. Lo stesso \u00e8 avvenuto quando \u00e8 stato sostenuto che sotto l&#8217;ospedale Al-Shifa ci fosse un centro di comando o che i terroristi si nascondessero nelle case e nei tunnel. Si \u00e8 creata una confusione totale, funzionale alla commissione del genocidio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;uso delle parole \u00e8 stato strumentale. Ma un giornalista rimane un giornalista e un civile rimane un civile, finch\u00e9 non prende parte alle ostilit\u00e0. Anche se diffonde propaganda, come pu\u00f2 accadere nel caso dei giornalisti israeliani, o incita alla commissione di determinati atti; l&#8217;incitamento all&#8217;odio e alla violenza \u00e8 un crimine, ma questo non significa prendere parte ai combattimenti. Altrimenti, anche i giornalisti israeliani dovrebbero essere considerati tutti parti del conflitto. Non lo sono: sono civili, cos\u00ec come sono civili i giornalisti palestinesi che hanno fatto il loro lavoro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"HuKfqEMgNI\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/palestine\/i-giornalisti-a-gaza-sono-accerchiati-sfruttati-e-del-tutto-isolati\/\">Journalists in Gaza are surrounded, exploited, and completely isolated<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cI giornalisti a Gaza sono accerchiati, sfruttati e del tutto isolati\u201d \u2014 Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/palestina\/i-giornalisti-a-gaza-sono-accerchiati-sfruttati-e-del-tutto-isolati\/embed\/#?secret=ZWIrlU6lDC#?secret=HuKfqEMgNI\" data-secret=\"HuKfqEMgNI\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Israele sostiene che alcuni giornalisti palestinesi abbiano dato voce ad Hamas, che lo abbiano intervistato o abbiano riportato le sue dichiarazioni. Ma questo non \u00e8 terrorismo, e in molti casi non \u00e8 nemmeno successo. In Paesi come l&#8217;Italia, il riferimento ad Hamas \u00e8 diventato il lasciapassare per convalidare qualsiasi crimine. Questa \u00e8 la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 stato poco scrutinio per comprendere che esistono responsabilit\u00e0 precise. Uno Stato che colpisce sistematicamente i giornalisti, come ha fatto Israele, commette un crimine di guerra. Se lo fa in maniera continuativa e come parte di un attacco alla popolazione civile, si pu\u00f2 configurare un crimine contro l&#8217;umanit\u00e0. L&#8217;uccisione delle persone che ci permettono di capire cosa sta succedendo e, in questo caso, di documentare e fermare un genocidio, pu\u00f2 costituire anche un elemento di prova dell&#8217;intento genocida.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla stampa israeliana dovrebbe essere condotta un&#8217;inchiesta per incitamento al genocidio. Nei casi che ho individuato ci sono prove, moltissime prove, raccolte anche da giornalisti israeliani. Ma \u00e8 necessario anche uno scrutinio su quello che hanno fatto i media nel mondo occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come \u00e8 avvenuto in occasione del genocidio in Rwanda e di quello in Bosnia ed Erzegovina, quando i tribunali hanno riconosciuto responsabilit\u00e0 di determinati media, ritengo che anche in questo caso ci siano responsabilit\u00e0 di alcune testate nell&#8217;aver dato forza e ossigeno alla narrazione israeliana favorevole al genocidio. \u00c8 necessario accertare le responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono estremamente consapevole della delicatezza del confine, sottilissimo, che separa lo scrutinio sul lavoro della stampa da un intervento che potrebbe comprometterne l&#8217;indipendenza. Tuttavia, \u00e8 necessario accertare le responsabilit\u00e0 a livello individuale, coinvolgendo editori ed editorialisti. Bisogna capire perch\u00e9 determinate persone abbiano agito in quel modo: per ideologia, per razzismo o perch\u00e9 asservite a qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come \u00e8 avvenuto in occasione del genocidio in Rwanda e di quello in Bosnia ed Erzegovina, quando i tribunali hanno riconosciuto responsabilit\u00e0 di determinati media, ritengo che anche in questo caso ci siano responsabilit\u00e0 di alcune testate nell&#8217;aver dato forza e ossigeno alla narrazione israeliana favorevole al genocidio. \u00c8 necessario accertare le responsabilit\u00e0.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono gi\u00e0 casi arrivati in tribunale. In Australia, <a href=\"https:\/\/it.globalvoices.org\/2025\/07\/la-sentenza-di-un-tribunale-australiano-giornalista-ingiustamente-licenziata-a-causa-di-un-post-su-gaza\/\">ABC News, il principale broadcaster del Paese, ha licenziato una giornalista per aver ripubblicato una notizia sulla carestia diffusa da Human Rights Watch<\/a>. L&#8217;emittente ha speso 1,7 milioni di dollari australiani per difendere la propria posizione, utilizzando denaro pubblico per difendere quella che considero una bugia. La giornalista si \u00e8 rivolta alla giustizia e il giudice ha poi stabilito che l&#8217;emittente aveva agito sotto la pressione di gruppi pro-Israele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 quindi una forma di corruzione dell&#8217;informazione nelle democrazie occidentali. Questo si collega a ci\u00f2 che definiamo, in tanti, <a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/politics\/dalla-cittadinanza-al-tribalismo\/\" data-type=\"post\" data-id=\"9670\">l&#8217;israelizzazione delle nostre societ\u00e0<\/a>. Non significa che Israele controlli le nostre societ\u00e0, ma che la logica di difesa dell&#8217;apartheid israeliana deve essere compresa e studiata. Israele \u00e8 diventato un modello per le nostre democrazie occidentali: si mette la sicurezza al primo posto, si sacrifica la libert\u00e0 di espressione e il dissenso, si mettono i profitti prima dei diritti e si sacrificano i diritti delle persone, individuali e collettivi.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nel rapporto emerge anche una riflessione pi\u00f9 ampia sul modo in cui la manipolazione della realt\u00e0 produce una frattura tra ci\u00f2 che viene vissuto in Palestina e Israele e ci\u00f2 che viene percepito in Occidente. Questo scarto pu\u00f2 generare un senso di irrealt\u00e0 anche in chi si avvicina alla questione palestinese e si domanda che cosa sia ancora possibile fare, se non esiste pi\u00f9 una realt\u00e0 condivisa. Come legge questa frattura?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vorrei che le persone riflettessero sul fatto che qui ci stiamo scontrando con il nervo di un sistema di sfruttamento e oppressione che va avanti in Palestina da cent&#8217;anni. A propria volta, la Palestina e il martirio dei palestinesi ci hanno permesso di vedere un fenomeno di sfruttamento che esiste da centinaia di anni. Il colonialismo ha mezzo millennio di storia. Prendersi la terra di un popolo e giustificarlo per ragioni religiose o di civilt\u00e0 \u00e8 una pratica che attraversa la nostra storia, fino allo sviluppo del sistema normativo dei diritti umani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono soltanto 80 anni che ci siamo impegnati a trattarci in modo decente come esseri umani. Dico sempre che fino a circa il 1960 i belgi tenevano le persone di colore negli zoo. Fino a qualche decennio fa, in Europa si puniva l&#8217;adulterio femminile con la lapidazione, come a Kabul sotto i talebani. Basta guardare le fotografie delle universit\u00e0 di quarant&#8217;anni fa: in Occidente erano uomini bianchi quelli che occupavano gli scranni universitari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le cose stanno cambiando, il mondo si \u00e8 democratizzato ed \u00e8 diventato pi\u00f9 equo. Ma a ogni sviluppo corrisponde la perdita di una parte dei privilegi. E questa perdita non fa comodo a chi quei privilegi li detiene e vuole continuare a mantenerli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi stiamo lottando per un sistema pi\u00f9 equo e umano nei confronti di tutti e tutte, che riconosca i diritti dei popoli, quelli dell&#8217;individuo, quelli dell&#8217;ambiente e degli animali. Stiamo lottando per un sistema che protegga l&#8217;ambiente in tutte le sue dimensioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mettersi di traverso al sistema israeliano significa mettersi di traverso anche al sistema delle multinazionali, al sistema estrattivo e a quello bancario, che decide come spolpare tutti e tutte fino all&#8217;ultima risorsa. Siamo dentro un sistema iperliberista nel quale non si riesce pi\u00f9 a porre nessuna regola e nessun limite al profitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 contro questo che ci stiamo scontrando. Le \u00e9lite predatorie, come le chiama Amnesty International, detengono la maggior parte del potere economico. Non si tratta soltanto di potere d&#8217;acquisto, ma di potere di controllo e di determinazione della politica. Queste \u00e9lite influenzano quelle politiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi ci stiamo battendo per riprenderci la democrazia e restituirle valore, perch\u00e9 il popolo \u00e8 sovrano. \u00c8 faticoso, ma non c&#8217;\u00e8 alternativa. Non c&#8217;\u00e8 alternativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 cos\u00ec che \u00e8 cominciato il fascismo. Non \u00e8 stato imposto fin dall&#8217;inizio come dittatura: \u00e8 cominciato con un sistema eletto. Oggi ci troviamo di fronte a forze al governo che sostengono e difendono lo Stato di Israele e che si ispirano a modelli e strumenti oppressivi e liberticidi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scontrarsi con questo sistema genera inevitabilmente una reazione. Ma credo che siamo in tanti a volere un sistema equo, che si prenda cura di tutti. E possiamo costruirlo. Non dobbiamo perdere di vista l&#8217;obiettivo e non dobbiamo spaventarci. \u00c8 faticoso, faticosissimo. Per\u00f2, insieme, ce la facciamo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Kritica &#8211; Riproduzione parziale consentita citando la fonte e inserendo il link all&#8217;inizio della notizia. <\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ultimo report di Francesca Albanese denuncia l&#8217;attacco ai giornalisti palestinesi e il ruolo dei media nel coprire il genocidio. 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