{"id":15408,"date":"2026-11-03T17:35:57","date_gmt":"2026-11-03T16:35:57","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=15408"},"modified":"2026-11-03T18:12:22","modified_gmt":"2026-11-03T17:12:22","slug":"essere-alawiti-nella-siria-post-assad-intervista-ad-hanadi-zahlout","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/politica\/vicino-oriente\/siria\/essere-alawiti-nella-siria-post-assad-intervista-ad-hanadi-zahlout\/","title":{"rendered":"Essere alawiti nella Siria post-Assad: intervista ad Hanadi Zahlout"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Hanadi Zahlout \u00e8 una scrittrice e attivista siriana di origine alawita in esilio in Francia, conosciuta per il suo storico impegno nei movimenti democratici siriani, la sua lotta contro il settarismo e per la sua riflessione sulla memoria della rivoluzione. Nel suo libro <\/em>Alla mia futura figlia<em>, 2014, appartenente alla serie Testimonianze siriane, l\u2019autrice intreccia autobiografia, testimonianza politica e scrittura memoriale, raccontando l\u2019esperienza della detenzione e delle mobilitazioni popolari del 2011.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La intervistiamo nei giorni in cui assistiamo alle prime sentenze per i cosiddetti \u201c<a href=\"https:\/\/www.notiziegeopolitiche.net\/siria-prime-condanne-per-le-stragi-contro-gli-alawiti-sulla-costa\/\">massacri della costa<\/a>\u201d, pronunciate il 17 settembre 2026 dalla Corte penale militare di Aleppo, al termine di un procedimento avviato dopo le violenze esplose tra il 6 e l\u20198 marzo 2025 nelle regioni costiere della Siria. Il presidente della corte, Zakaria Bakkar, ha condannato a morte Hadi Qablan, ritenuto colpevole di aver preso parte ad azioni volte ad alimentare il conflitto settario e di aver partecipato ad attacchi armati contro le forze di sicurezza; all\u2019ergastolo \u00e8 stata invece condannata Tahani Shafiq Ahmad, mentre Basel Marai al\u2011Hassan, appartenente al ministero della Difesa, \u00e8 stato condannato a vent\u2019anni di carcere per omicidio volontario. Un quarto imputato, Hassan Hulaybiya, \u00e8 stato assolto per insufficienza di prove. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il processo riguarda complessivamente quattordici imputati e si inserisce nelle indagini sui massacri che colpirono soprattutto la comunit\u00e0 alawita nelle province costiere, causando, secondo la Commissione nazionale d\u2019inchiesta siriana, almeno 1.426 vittime civili documentate.&nbsp;Le prime condanne emesse dalla Corte penale militare di Aleppo sono state accolte con prudenza dagli osservatori dei diritti umani. Il direttore del <a href=\"https:\/\/snhr.org\/\">Syrian Network for Human Rights<\/a>, Fadel Abdul Ghany, le ha definite \u00abun passo nel percorso della responsabilizzazione\u00bb, osservando che il diverso trattamento sanzionatorio non prova di per s\u00e9 un&#8217;applicazione selettiva della giustizia. Le organizzazioni per i diritti umani continuano tuttavia a chiedere che le indagini si estendano a tutti i livelli della catena di comando e che siano rese pubbliche le motivazioni dei verdetti, affinch\u00e9 l&#8217;accertamento delle responsabilit\u00e0 per i massacri della costa non si limiti ai soli esecutori materiali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Pu\u00f2 raccontarci della sua esperienza nelle prigioni governative, che ha ispirato il suo libro&nbsp;<em>Ila Ibnati<\/em>?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio romanzo intitolato\u00a0<em>Ila Ibnati<\/em>\u00a0[A mia figlia], in cui parlo delle mie esperienze nelle carceri femminili in Siria \u00e8 uscito nel 2014. L\u2019opera \u00e8 stata tradotta in farsi grazie a una mia amica iraniana che vive negli Stati Uniti. Sono stata nella prigione femminile di Adra, che veniva chiamata inizialmente prigione di Douma. Sono stata fermata nel 2011; inizialmente sono stata rinchiusa per due mesi in un&#8217;unit\u00e0 di sicurezza politica in una cella sotterranea, terribilmente angusta. Ero l&#8217;unica donna detenuta l\u00ec in quel momento. Dopo due mesi, sono stata portata davanti alla magistratura e il giudice ha confermato il mio arresto. Sono stata condannata e portata nella prigione femminile per poche settimane. Sono rimasta l\u00ec dal 6 ottobre al 2 dicembre 2011, poi sono stata rilasciata su cauzione. L&#8217;avvocato che ha seguito il mio caso era il signor Khalil Maatouk, insieme a un gruppo di colleghi, tra cui Nishel Shammas e l&#8217;avvocatessa Sirin Khoury. Sono stata arrestata di nuovo il 16 febbraio 2012, insieme a membri del Centro siriano per la libert\u00e0 di espressione, e trasportata in uno dei servizi segreti dell&#8217;aeronautica. Ero sfinita fisicamente e psicologicamente, ero davvero stanca e le mie condizioni di salute erano pessime. Persino i miei amici erano stanchi. In quel momento ho deciso che, una volta rilasciata, dovevo andarmene. Cos\u00ec ho deciso di partire per la Francia, dove oggi vivo come rifugiata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Intervista di Federica D\u2019Alessio ad Asmae Dachan sul suo libro \u201cSiria, il giorno dopo\u201d, Add Editore\" width=\"788\" height=\"443\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/F78tl_ku4hY?start=1248&amp;feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Che cosa ha provato quando \u00e8 caduto il regime?&nbsp;<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordo i primi giorni. Il primo giorno, l&#8217;8 dicembre; non mai ho smesso di piangere. Le lacrime scendevano copiosamente. Ogni volta che guardavo la TV, vedevo la gente per strada, vedevo la felicit\u00e0 delle persone, mi commuovevo. Nelle telefonate con amici e parenti c\u2019era molta gioia. Pi\u00f9 che gioia, era la speranza che questo cambiamento potesse essere reale, affinch\u00e9 nessun siriano venisse pi\u00f9 ucciso, torturato, ferito. Questa era la speranza che avevo. Finiva un\u2019era, scandita dall\u2019oppressione che svaniva. C&#8217;era una rivoluzione che vinceva, c&#8217;erano persone che si erano sacrificate affinch\u00e9 questo regime cadesse. Questo era il mio sentimento nei primi giorni.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Poi qualcosa \u00e8 cambiato<\/strong>?<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo i primi giorni hanno iniziato a emergere sempre pi\u00f9 violazioni in determinate aree, soprattutto nei pressi di Homs e sulla costa. Ho iniziato a vedere quel momento sotto una luce meno positiva, e la priorit\u00e0 mia e delle persone che si occupano di diritti umani \u00e8 diventata monitorare queste violazioni, per evitare che si ripetesse ci\u00f2 che era accaduto per anni e anni, gli orrori del passato. Cercavamo di monitorare e capire come si stavano evolvendo i fatti, cercavamo di avere un impatto positivo, nonostante tutto. Poi sono diventati ricorrenti i casi di omicidi individuali ed \u00e8 iniziato un discorso settario, un discorso assurdo, dato che siamo tutti siriani. E la domanda era: cosa possiamo fare in mezzo a tutto questo, per evitare che questa retorica divisiva ci porti in una direzione dove non vogliamo andare? Poi ci sono stati i cosiddetti massacri della costa, si \u00e8 consumato un incubo da cui non si poteva pi\u00f9 tornare indietro. Abbiamo assistito a violazioni su larga scala, a un massacro di innocenti, oltre 1400 vittime.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>La sua famiglia ha pagato un tributo altissimo.<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, tre dei miei fratelli sono stati martirizzati a causa delle violenze settarie. Come siriani che credevano nella libert\u00e0 e negli ideali della rivoluzione, questo ci ha spezzato il cuore, perch\u00e9 sentivamo che la Storia si stava allontanando da noi. \u00c8 stato davvero un momento di tristezza, di profondo dolore. Anche come famiglia, eravamo noti per il fatto di credere in una grande Siria, per tutte le persone. Chi conosceva i miei fratelli sa l&#8217;entit\u00e0 della ferita; non hanno mai creduto nelle armi, nemmeno per un giorno. Erano civili, lavoravano come insegnanti e si sono sempre impegnati nell\u2019accogliere le famiglie in fuga che arrivavano da Idlib, dalla periferia di Aleppo, persino dalle zone interne, che erano sfollate verso la costa. Davamo una mano ovunque fosse possibile. Cercavano di aiutare nel trovare una sistemazione, nel garantire istruzione per i loro figli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il massacro della costa \u00e8 stato un grande shock, perch\u00e9 le vittime non avevano alcuna colpa; la maggior parte delle persone uccise erano civili che si trovavano dentro le loro case, anche se sentivano molti spari; donne, bambini, anziani rimasti nelle loro case perch\u00e9 erano tranquilli, non avevano fatto nulla; quindi, pensavano che fosse impossibile che accadesse loro qualcosa. Questo \u00e8 ci\u00f2 che mi distrugge di pi\u00f9, il fatto che queste persone si sentissero al sicuro, che non sospettassero minimamente cosa sarebbe successo. Sono quelle persone a cui \u00e8 stato chiesto: \u201c<a href=\"https:\/\/www.hrw.org\/report\/2025\/09\/23\/are-you-alawi\/identity-based-killings-during-syrias-transition\">Sei alawita o sunnita<\/a>?\u201d In base alla risposta, veniva segnato il loro destino. La mia famiglia ha subito una vera tragedia, che \u00e8 parte della tragedia di questo Paese.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Secondo molti osservatori e giuristi le indagini sul massacro avviate dal governo transitorio sono state quantomeno blande. Lei \u00e8 dello stesso avviso?&nbsp;<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che mi tormenta di pi\u00f9 \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 una direzione nemmeno nella ricerca della verit\u00e0. Prima di arrivare alla questione della giustizia, abbiamo la questione della verit\u00e0, che non riguarda solo il massacro della costa, ma altri fascicoli. Voglio dire, ad esempio, che di fronte alla questione delle persone scomparse forzatamente, si parla di oltre 130mila casi, c\u2019\u00e8 uno stallo. Le loro famiglie non sanno nulla, ma abbiamo fonti legali che dicono che alle autorit\u00e0 di transizione sono stati consegnati da tempo interi dossier; ci sono molti certificati di morte per queste persone, ci sono verit\u00e0 scritte, ma come denunciano numerose organizzazioni e privati, le famiglie sono ancora escluse dalla verit\u00e0. Questa \u00e8 una situazione molto dolorosa. Non riesco a capire perch\u00e9 le autorit\u00e0 non abbiano dato priorit\u00e0 alla questione; \u00e8 come se le famiglie di queste vittime non esistessero. Anche in questo gli alawiti sono una parte della comunit\u00e0 delle vittime in Siria, e ci\u00f2 che \u00e8 accaduto sulla costa non \u00e8 che il reiterarsi delle violazioni che quelle stesse famiglie avevano subito per mano del regime di al-Assad.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono famiglie di vittime del massacro che sono andate a chiedere i certificati di morte dei propri cari nei rami della sicurezza a Latakia e Jableh, a cui \u00e8 stato chiesto di firmare documenti dove si affermava che erano rimasti uccisi da proiettili finti vaganti. Una violazione della verit\u00e0 inaccettabile. Quello che \u00e8 successo \u00e8 che ci sono effettivamente elementi vicini al Ministero della Difesa, fazioni, personaggi conosciuti con nomi e cognomi, che si sono anche filmati in video che poi hanno fatto circolare loro stessi in rete; i loro proiettili non erano finti, si sapeva da dove provenissero, quali fucili hanno sparato, contro chi sono stati puntati. Perch\u00e9 falsificare la verit\u00e0 in questo modo? Non vogliamo che i siriani vivano di nuovo tragedie simili, non vogliamo che si ripetano gli orrori del passato. Sappiamo che questa non \u00e8 giustizia e che questa distorsione dei fatti punta ad altri scopi. Non possiamo assolutamente continuare cos\u00ec. La Siria non pu\u00f2 continuare cos\u00ec. La Siria ha bisogno di verit\u00e0 e giustizia. Questi due punti sono molto importanti. Io chiedo verit\u00e0 e giustizia. Non stiamo aspettando miracoli. Non vogliamo trovarci in citt\u00e0 svuotate, con la gente costretta di nuovo a scappare. Dovrebbe esserci uno sforzo serio, uno sforzo reale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"4mrlGNI3Tw\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/vicino-oriente\/siria\/la-nuova-siria-e-un-incognita\/\">\u201cLa nuova Siria \u00e8 un\u2019incognita e i pregiudizi occidentali non aiutano a comprenderla&#8221;<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201c\u201cLa nuova Siria \u00e8 un\u2019incognita e i pregiudizi occidentali non aiutano a comprenderla\u201d\u201d \u2014 Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/vicino-oriente\/siria\/la-nuova-siria-e-un-incognita\/embed\/#?secret=hpiopQ8wBl#?secret=4mrlGNI3Tw\" data-secret=\"4mrlGNI3Tw\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quanto pesa oggi il settarismo in Siria?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non consideriamo le vittime alawite diverse dalle altre vittime della violenza degli assadisti, hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri, ma vogliamo vedere sforzi reali perch\u00e9 la nuova Siria sia diversa dal passato. Altrimenti la storia verr\u00e0 riscritta. I nomi cambieranno, ma la realt\u00e0 delle violenze e delle violazioni sar\u00e0 la medesima. Si rischia, inoltre, di caricare i sunniti in Siria di un fardello insopportabile, come \u00e8 stato fatto per gli alawiti sotto il regime. I siriani non possono essere identificati come vittime sunnite di killer alawiti e vittime alawite di killer sunniti, non lo meritano. Vogliamo un Paese che rispetti le persone che ci vivono, che rispetti la loro esistenza e il loro diritto alla vita, con tutte le loro specificit\u00e0 e diversit\u00e0. Questo \u00e8 ci\u00f2 per cui molti si sono sacrificati. Tanti siriani hanno lottato affinch\u00e9 nessuno si arrogasse pi\u00f9 il diritto di uccidere qualcun altro in base alla propria etnia, religione, al proprio orientamento politico o alla propria opinione.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lei continua il suo impegno anche nel denunciare le violazioni ai diritti delle donne in Siria. Come giudica la situazione attuale?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il diritto alla vita per le donne in Siria \u00e8 un diritto minacciato. Se guardo a ci\u00f2 che sta accadendo oggi in Siria,&nbsp; vedo che le donne vengono rapite e le loro famiglie vengono molestate. Ci sono donne, adulte, bambine e minori di tutte le etnie che spariscono nel nulla. C&#8217;\u00e8 una percentuale di sunnite, cristiane, druse, curde, e il dato cresce in riferimento alle donne alawite. Ma nello specifico per i rapitori sunniti, c&#8217;\u00e8 questa ostilit\u00e0 del vincitore verso il perdente, verso chi viene additato come colpevole della guerra. Le donne si trovano in uno stato di precariet\u00e0 e sono costrette a pagarne il prezzo. Ci sono stati casi documentati di violenza, inclusa la violenza sessuale, la violenza fisica e molti altri tipi di violenza. Bisogna dare sostegno alla campagna per fermare il rapimento delle donne siriane. La nostra collega, <a href=\"https:\/\/syriauntold.com\/2025\/04\/24\/testimonies-of-survivors-of-the-coast-massacre-6-mothers-searching-for-their-childrens-bodies\/\">Rosa Yassine Hassan<\/a>, ha parlato sulla piattaforma live di questo tema e purtroppo \u00e8 stata pesantemente attaccata. Quando si indicano le etnie di rapitori e rapite, si evidenzia che una parte della societ\u00e0 opprime l\u2019altra, \u00e8 molto triste. Rosa ha parlato delle donne alawite, ha anche documentato le vittime di Assad, e sa benissimo che \u00e8 necessario prendersi cura di tutte le donne che hanno subito violazioni dei propri diritti, senza fare narrazioni divise o divisive. Ho osservato il linguaggio del suo corpo, quando metteva una mano davanti agli occhi, una davanti alla bocca, cercando di trasmettere, anche col suo non verbale, il senso di tutto ci\u00f2 che non viene detto, dell\u2019oppressione che si vive. \u00c8 una situazione pericolosa, che spaventa.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quali sono i pericoli maggiori per la Siria di oggi?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parto dalla mia storia. Sono alawita e sono sposata con un uomo sunnita; abbiamo due figli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviamo tra due etnie, ma viviamo come siriani, siamo siriani. Voglio dire, non si parla di queste cose, di queste diversit\u00e0 tra noi. Vediamo il discorso settario come umiliante e vergognoso. Immagino di tornare in Siria e che qualcuno chieda a mia figlia se \u00e8 alawita o sunnita. Come si pu\u00f2 fare questa domanda? Io mi considero musulmana, gli alawiti sono musulmani, e soprattutto siamo tutti siriani. \u00c8 una vergogna praticare discriminazioni. C&#8217;\u00e8 un grande desiderio, francamente parlando, di sicurezza, di serenit\u00e0, di fiducia reciproca. Questo sentire riguarda molti siriani che vivono in famiglie miste, arabi e curdi, cristiani e musulmani, tra i musulmani stessi, tra sciiti e sunniti, tra alawiti e sunniti. Ce ne sono tantissimi, tantissimi.Bisogna rifiutare categoricamente tutti i discorsi di odio, altrimenti porteranno solo al punto in cui le comunit\u00e0 si uccideranno a vicenda. Non possiamo accettarlo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"aNunanVTUa\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/i-figli-rubati-della-siria\/\">I figli rubati della Siria<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cI figli rubati della Siria\u201d \u2014 Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/tutti-gli-articoli\/i-figli-rubati-della-siria\/embed\/#?secret=UMIoMS1ypu#?secret=aNunanVTUa\" data-secret=\"aNunanVTUa\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quindi non pensa di tornare in Siria per ora?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0 immagino sempre di tornare in Siria, ma come posso farlo, su che premesse? Non posso accettare che gli uomini della sicurezza ci piombino in casa e ci chiedano a quale etnia apparteniamo. Come pu\u00f2 mia figlia essere al sicuro finch\u00e9 persiste il rapimento di ragazze in Siria? Come potr\u00e0 essere ora il rapporto con la famiglia di mio marito? E il suo con la mia? Noi non ci siamo mai posti prima questa domanda, non abbiamo mai dato peso al fatto che tra di noi ci sia una tale differenza. \u00c8 terrificante. Recentemente stavo parlando con il dottor <a href=\"https:\/\/mohammadhabash.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Mohammad Habash<\/a> [studioso dell&#8217;Islam, ex parlamentare e intellettuale di grande considerazione in Siria, ndr]. Stavo registrando un episodio con lui su quello che sta succedendo in Siria. Gli stavo facendo una domanda e, senza rendermene conto, gli ho detto: &#8220;Dottor Mohamed, voglio dire, gli alawiti sono musulmani&#8221;, come se fosse necessario specificarlo. Come possono gli alawiti essere considerati blasfemi sulla base di una vecchia <em>fatwa<\/em> che risale a 300 o 400 anni fa? Io credo fortemente che la Siria sia una, sola, indivisibile e i siriani un unico popolo.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo fortemente che la Siria sia una, sola, indivisibile e i siriani un unico popolo.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Che cosa bisognerebbe fare per fermare questa deriva?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vedo che ci sono atteggiamenti diversi. I civili si comportano come hanno sempre fatto, senza divisioni, ma nei discorsi pubblici si accentuano le divisioni, anche quando negano di farlo. Faccio un esempio. Oggi, nei proclami ufficiali, quando parlano degli alawiti,&nbsp;ci si rivolge ad essi come se fossero considerati gli &#8220;altri&#8221;. Dicono &#8220;i cittadini della comunit\u00e0 alawita&#8221;. Come se non fossero abbastanza per essere cittadini e basta. Lo stesso di quando si dice&nbsp;&#8220;i fratelli drusi&#8221;, o &#8220;i fratelli curdi&#8221;. Quando si \u00e8 figli dello stesso popolo non vanno fatte differenze, si \u00e8 cittadini siriani e basta. Invece si rimarcano le divisioni. Chi l\u2019ha detto che ci deve essere un uomo religioso a capo di ogni etnia e che debba necessariamente essere estremista? Chi ha detto che gli esempi delle persone illuminate non dovrebbero essere in prima fila? Persino i musulmani illuminati vengono rimossi, nessuno li ascolta. Questa \u00e8 una vergogna, prima di tutto, per i sunniti. Perch\u00e9 i sunniti non sono mai stati settari. Noi siamo siriani, \u00e8 questa la nostra identit\u00e0. Non voglio che nessuno mi classifichi in altro modo. Mi sento come se appartenessi a un&#8217;altra nazione quando viene fatto e non \u00e8 giusto. Quando si lasciano parlare e si ascoltano certi estremisti assetati di sangue, che considerano l\u2019altro come infedele, eliminabile, si fa un danno a tutto il popolo, con tutte le sue diversit\u00e0. La storia della vita in comune viene cancellata, e cos\u00ec anche le figure religiose che storicamente si sono unite, come durante l&#8217;occupazione francese, salgono sulle barricate.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-kritica wp-block-embed-kritica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"Viz8Ly6Puh\"><a href=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/vicino-oriente\/siria-post-assad-instabilita-e-rinascita-civile\/\">La speranza siriana sono le persone che non si sono mai arrese<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cLa speranza siriana sono le persone che non si sono mai arrese\u201d \u2014 Kritica\" src=\"https:\/\/kritica.it\/politica\/vicino-oriente\/siria-post-assad-instabilita-e-rinascita-civile\/embed\/#?secret=ulQvJI7lfz#?secret=Viz8Ly6Puh\" data-secret=\"Viz8Ly6Puh\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>C&#8217;\u00e8 ancora speranza secondo lei per la Siria?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La speranza, ahim\u00e8 \u00e8 debole. In molti sono pessimisti. La Siria viene considerata in fin di vita. Serve la cooperazione di tutti per trasportare questo corpo in terapia intensiva e offrirgli cure straordinarie, con medici specializzati.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Kritica &#8211; Riproduzione parziale consentita citando la fonte e inserendo il link all&#8217;inizio della notizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista all&#8217;attivista Hanadi Zahlout sulla condizione degli alawiti nella Siria post-Assad e sui pericoli del settarismo. <\/p>","protected":false},"author":43,"featured_media":15410,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[11,2211],"tags":[1840,81,5341,5343,82,80,5342],"ppma_author":[4143],"class_list":["post-15408","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-politica","category-siria","tag-alawiti","tag-assad","tag-hanadi-zahlout","tag-massacri-della-costa","tag-rivoluzione-siriana","tag-siria","tag-syrian-network-for-human-rights"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - 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