{"id":8077,"date":"2025-02-06T12:28:38","date_gmt":"2025-02-06T12:28:38","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=8077"},"modified":"2025-12-04T10:57:53","modified_gmt":"2025-12-04T10:57:53","slug":"raqqa-stretta-fra-piu-regimi-e-nessuna-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/politica\/raqqa-stretta-fra-piu-regimi-e-nessuna-democrazia\/","title":{"rendered":"Raqqa, caught between multiple regimes (and no democracy)"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Hussam Eesa \u00e8 uno dei responsabili della pagina di informazione \u201c<a href=\"https:\/\/www.raqqa-sl.com\/?\">Raqqa is being slaughtered silently<\/a>\u201d, un collettivo di trenta giornalisti, alcuni operanti dalla Siria, altri in esilio all\u2019estero. Durante gli anni in cui l\u2019Isis conquistava la <a href=\"https:\/\/kritica.it\/en\/tag\/syria\/\">Syria<\/a>, Hussam, che aveva partecipato alla rivoluzione contro il regime di Assad subendo il carcere e le torture, insieme ai suoi colleghi ha svolto un lavoro coraggioso di documentazione delle violenze del Daesh e di come la vita si trasformava in un inferno per gli abitanti di Raqqa. Fra le citt\u00e0 pi\u00f9 grandi della Siria, prima della rivoluzione e della controrivoluzione del regime di Assad Raqqa contava circa 300mila abitanti. Oggi sono meno della met\u00e0 \u2013 racconta Eesa a Kritica \u2013, molti sono morti o dispersi, di loro non si sa pi\u00f9 niente. Tanti altri sono fuggiti, alcuni in Europa, altri si trovano nei campi profughi, principalmente in quelli turchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi giorni in cui sui giornali di sinistra e centrosinistra abbiamo assistito a una celebrazione dei dieci anni dalla liberazione di Kobane, nella regione del Rojava, che ha lasciato pochissimo spazio alle sfumature e alla critica ma ha presentato in modo quasi celebrativo e unanime il progetto dei promotori del cosiddetto \u201cconfederalismo democratico\u201d curdo promosso dal PKK di Abdullah \u00d6calan&nbsp; \u2013 che lo ha a sua volta derivato dalle idee del politologo Murray Bookchin \u2013, non abbiamo potuto fare a meno di notare come il punto di vista degli arabi siriani, che rappresentano la maggior parte degli abitanti nella regione dell\u2019Amministrazione autonoma della Siria del Nord Est, sia stato per lo pi\u00f9 ignorato. Ma la situazione in cui si trova Raqqa contraddice \u2013 spiega Eesa \u2013 molti dei principi su cui si dovrebbe basare il proclamato confederalismo democratico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qual \u00e8 la situazione di Raqqa in questo momento?<\/strong><br>\u201cDal 2017, quando \u00e8 stata liberata dall\u2019Isis da parte della coalizione a guida americana di cui facevano parte le Forze democratiche siriane (SDF), controllate dal PKK, la citt\u00e0 di Raqqa \u00e8 sotto stretto controllo militare. Non c\u2019\u00e8 alcuna autonomia municipale, qui, non c\u2019\u00e8 il minimo comunalismo libertario. C\u2019\u00e8 una citt\u00e0 controllata militarmente, senza segno alcuno di democrazia. Considerando che, prima di questa situazione, c\u2019era l\u2019Isis, \u00e8 facile dire che le SDF sono meglio dell\u2019Isis. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che non sono poi cos\u00ec tanto meglio. La loro idea di fondo \u00e8 quella di una conquista del territorio per la via ideologica e per la via militare, cio\u00e8 macchiandosi di crimini nei confronti delle persone e imponendo la propria visione ai cittadini. E in questo senso, ecco, le somiglianze con l\u2019Isis sono ben pi\u00f9 di una. Le persone di Raqqa hanno partecipato in massa alla rivoluzione popolare contro Assad. E quando lo abbiamo fatto, lo abbiamo fatto perch\u00e9 volevamo libert\u00e0 e democrazia. Non abbiamo ottenuto nessuna delle due cose, pur essendo parte di un territorio che oggi si proclama democratico e che in Europa molti considerano la punta avanzata di un progetto democratico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"573\" src=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/29640066558_5bf64d1ac8_o-1024x573.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8079\" srcset=\"https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/29640066558_5bf64d1ac8_o-1024x573.jpg 1024w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/29640066558_5bf64d1ac8_o-300x168.jpg 300w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/29640066558_5bf64d1ac8_o-768x430.jpg 768w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/29640066558_5bf64d1ac8_o-150x84.jpg 150w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/29640066558_5bf64d1ac8_o-450x252.jpg 450w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/29640066558_5bf64d1ac8_o-1200x672.jpg 1200w, https:\/\/kritica.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/29640066558_5bf64d1ac8_o.jpg 1218w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forze Democratiche Siriane a Raqqa, 2018<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa \u00e8 successo dopo la caduta del regime, l\u20198 dicembre?<\/strong><br>Dopo l\u20198 dicembre la situazione \u00e8 addirittura peggiorata. Nelle speranze di tanti abitanti di Raqqa, la caduta di Assad significava e tuttora significa la possibilit\u00e0 di una riunificazione per la popolazione siriana sotto il segno della libert\u00e0. Prima di tutto, come in tutto il resto della Siria, la liberazione dal regime di Assad \u00e8 stata una grande festa popolare, la fine di un incubo durato oltre cinquant\u2019anni. Ma queste speranze sono state deluse molto presto, perch\u00e9 molti di noi speravano che l\u2019SDF sarebbe diventato una parte del nuovo esercito siriano. Che si sarebbe integrato al suo interno, rinunciando al controllo militare sui nostri territori. Che tutti avremmo avuto gli stessi diritti e goduto dello stesso statuto di cittadinanza di ogni altro siriano. Non dimentichiamo che molti, all\u2019interno dello stesso esercito dell\u2019SDF, sono siriani. Credevamo che si sarebbero uniti alla liberazione e al resto dei siriani. Che avremmo avuto una sola Siria, non pi\u00f9 un controllo di partito-Stato e militare. E invece le cose finora sono andate molto diversamente. E ci sono fenomeni molto significativi in corso. Dall\u20198 dicembre a oggi pi\u00f9 di 320 civili sono stati arrestati perch\u00e9 stavano festeggiando per strada la liberazione dal regime di Assad. I civili a Raqqa sono sottoposti a vessazioni costanti da parte dell\u2019esercito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;esercito delle Forze democratiche siriane \u00e8 costituito, come dicevi, da persone arabe e curde, dunque non \u00e8 espressione solo della parte curda del DAANES?<\/strong><br>La testa dell\u2019esercito \u00e8 curda. Sono curdi turchi, non curdi siriani. Il generale capo delle SDF \u00e8 uno storico militante del PKK. Ogni decisione, compreso tutto ci\u00f2 che riguarda la vita civile, passa da loro. Non c\u2019\u00e8 alcuna democrazia, neanche in parvenza. Un esempio molto chiaro \u00e8 la mia situazione personale, che \u00e8 la stessa di tanti cittadini di Raqqa esiliati in Europa: se io oggi provassi a tornare a Raqqa, verrei arrestato, per via del mio lavoro giornalistico, perch\u00e9 ogni volta che l\u2019SDF arresta civili o commette altre ingiustizie verso la popolazione, noi lo scriviamo. La nostra testata \u00e8 costretta a rimanere clandestina, esattamente come facevamo durante il regime di Assad e durante il periodo di controllo dell\u2019Isis. Per noi non \u00e8 cambiato nulla. Eravamo fuorilegge allora e lo siamo ancora adesso. Ma chiunque provi per esempio a organizzare una manifestazione di piazza contro le SDF o contro \u00d6calan viene arrestato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La popolazione civile siriana, ci tengo a sottolineare questo aspetto, ha un pesante problema con due realt\u00e0: le SDF e il PKK. Non con la popolazione curda. La popolazione curda e quella siriana in queste zone convivono senza attriti. \u00c8 il controllo dei partiti e dell\u2019esercito a causare sofferenze. Una futura Siria federale in cui i curdi mantengono un proprio territorio federato non sarebbe di per s\u00e9 un problema. Ma non se questo territorio \u00e8 amministrato per la via del controllo militare e\/o di partito, perch\u00e9 questo pu\u00f2 essere forse confederalismo, ma di democratico non ha niente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La storia di Raqqa \u00e8 emblematica di tutto ci\u00f2 che il popolo siriano ha vissuto da quando \u00e8 insorto contro il regime di Assad.<\/strong><br>Raqqa si \u00e8 liberata dal regime di Assad nel 2013. La liberazione \u00e8 avvenuta per mano dell\u2019Esercito siriano libero insieme ad alcuni gruppi islamisti, come Ahrar al-Sham. Fino al 2014, la situazione in citt\u00e0 non era certamente rosea, ma relativamente vivibile. C\u2019era paura, perch\u00e9 il regime di Assad era ancora vivo e saldo al potere. Ma c\u2019era anche entusiasmo per il fatto di averlo rovesciato, si potevano fare manifestazioni per le strade, dimostrare, e si trattava della prima grande citt\u00e0 siriana dove il regime di Assad era caduto, perci\u00f2 c\u2019era grande attenzione verso quello che succedeva a Raqqa. Quando nel 2014 l\u2019Isis prese il controllo, i cittadini di Raqqa hanno pagato un prezzo altissimo per la liberazione che avevano ottenuto. Si \u00e8 scatenato l\u2019orrore: persone decapitate per strada, persone rapite e scomparse di cui non si \u00e8 pi\u00f9 saputo nulla. Fra questi c\u2019\u00e8 anche Paolo Dall\u2019Oglio, il monaco italiano che fu rapito proprio a Raqqa, un grande amico dei siriani, della nostra gente. La gente di Raqqa \u00e8 quella che ha pagato il tributo pi\u00f9 alto all\u2019Isis. Si \u00e8 parlato tanto dei rapiti stranieri, dei giornalisti che erano stati rapiti dall\u2019Isis, una decina di loro in tutto, ma si \u00e8 parlato pochissimo dei civili che venivano massacrati. Per questo il nostro sito si chiama \u201cRaqqa is being slaughtered silently\u201d, cio\u00e8 \u201cRaqqa viene massacrata nel silenzio\u201d, perch\u00e9 l\u2019attenzione internazionale era fortemente spostata verso i pochi casi eccellenti e molto meno verso di noi, la gente comune di Raqqa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma l\u2019Isis non ha scatenato soltanto la violenza. Quello che si dice ancora meno \u00e8 che nei confronti dei siriani l\u2019Isis ha portato avanti una offensiva ideologica. Ha fatto scuola, letteralmente, indottrinando migliaia di bambini e giovani, costruendo un\u2019oppressione che \u00e8 stata sia fisica, sia ideologica. Con questa eredit\u00e0 facciamo i conti tuttora, perch\u00e9 le lezioni di una simile scuola non si dimenticano dall\u2019oggi al domani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, nel 2017, la coalizione anti-ISIS ha liberato Raqqa, ma l\u2019ha liberata attraverso la distruzione. Prima di ottenere il controllo, hanno fatto dell\u2019intero territorio un target militare. Hanno bombardato, hanno invaso con i carrarmati, una citt\u00e0 che gi\u00e0 dal 2013 aveva subito costanti bombardamenti da parte del regime di Assad. Quando si \u00e8 insediato l\u2019ISIS, non \u00e8 stato pi\u00f9 il regime a bombardare Raqqa \u2013 il regime di Assad non ha mai infastidito n\u00e9 tantomeno contrastato davvero l\u2019ISIS \u2013 ma \u00e8 stata la coalizione anti-ISIS. La campagna di liberazione del 2017 ha visto l\u2019uccisione di almeno 5000 civili, e la sparizione di almeno altre 10mila persone, di cui non si \u00e8 pi\u00f9 saputo nulla. Oltre ai profughi: da 70mila a 100mila persone che sono scappate da tutta l\u2019area.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quel momento, \u00e8 cominciata l\u2019era delle SDF, delle forze curde del PKK. Che hanno governato secondo il principio del pi\u00f9 stretto settarismo: se non eri con loro, eri contro di loro. Se li criticavi, in automatico venivi considerato un membro dell\u2019ISIS. Tante persone sono state arrestate con l\u2019accusa di far parte dell\u2019ISIS semplicemente perch\u00e9 criticavano le SDF.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi ci sono migliaia e migliaia di prigionieri dell\u2019ISIS nei centri di detenzione amministrati dalle SDF, e si parla tanto, con grande preoccupazione, di quale sar\u00e0 la loro sorte se mai dovessero scoppiare nuovi conflitti armati pesanti e le SDF dovessero cedere il loro territorio. Che ne sar\u00e0 di loro, si chiedono tanti. Molti di questi componenti dell\u2019ISIS non sono neanche siriani, vengono dall\u2019Europa o da altri Paesi arabi. Personalmente, ritengo scandaloso che nessuno si stia chiedendo che cosa ne sar\u00e0 di tutti i civili che abitano in questo territorio, perch\u00e9 attualmente nel territorio di DAANES, controllato dal PKK da ben 8 anni ormai, la vita civile non esiste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A nessuno interessa dei civili che abitano quel territorio, insomma.<\/strong><br>Esatto. Non interessa n\u00e9 alle SDF, n\u00e9 al regime attualmente in carica a Damasco. N\u00e9 gli uni n\u00e9 gli altri si pongono mai il problema dei civili siriani quando emergono attriti sul futuro assetto dei territori del Nord-Est siriano. Questa \u00e8 la situazione per come la vedono gli abitanti di quel territorio. Quando a Damasco dicono che vogliono trovare una soluzione con i curdi, si preoccupano innanzitutto degli <em>asset<\/em>, per esempio gli impianti petroliferi che sono presenti qui. Non si preoccupano altrettanto delle persone. Continuiamo a essere quelli che pagano il prezzo pi\u00f9 alto per tutto ci\u00f2 che accade in Siria, e quando si fanno discorsi sulla nuova Siria, sulla Siria che verr\u00e0, continuiamo a essere esclusi da questi discorsi. Come se non fossimo dotati di una nostra propria soggettivit\u00e0 politica e di una nostra dignit\u00e0 di cittadini. E questo fa paura ai raqqawi. Perch\u00e9 se in un futuro dovessero mai tornare le forze dell\u2019ISIS a comandare da queste parti, approfitteranno certamente del fatto che tutti si sono dimenticati di noi, non solo per metterci di nuovo in catene, e vendicarsi della sconfitta del 2017 facendola pagare alla popolazione civile, ma anche per reclutare e indottrinare nuovamente fra le persone, giocando proprio sul sentimento di abbandono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le idee dell\u2019ISIS potrebbero trovare terreno fertile.<\/strong><br>Come dicevo prima, qualcosa dell\u2019indottrinamento che hanno inflitto alla popolazione \u00e8 rimasto. L\u2019ISIS ha avuto una proiezione ampia, che non si pu\u00f2 pensare di sconfiggere soltanto con le armi. Questo \u00e8 il punto principale. In passato questo errore \u00e8 stato commesso con altri gruppi terroristici. Negli anni \u201980 Al Qaeda sembrava sconfitta perch\u00e9 in Afghanistan aveva subito una sconfitta militare. Ma non era stata affatto sconfitta, in realt\u00e0, e quando ha potuto si \u00e8 riorganizzata, perch\u00e9 l\u2019ideologia da cui era sorta sussisteva ancora. L\u2019ideologia dell\u2019ISIS tuttora sussiste, e qui non mi riferisco solo alla Siria, ma anche all\u2019Iraq, ad alcune aree della Giordania, all\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che presa fanno, invece, le visioni e le idee democratiche? La preoccupazione riguardo al nuovo regime di Damasco, in Europa, \u00e8 che non si tratti di un regime democratico.<br><\/strong>La democrazia e il desiderio di democrazia sono state le spinte che hanno portato alla rivoluzione del 2011. Ma in questo momento, nessuno parla di democrazia intesa come sistema politico, perch\u00e9 prima di ogni cosa le persone rivogliono indietro la loro vita, la loro vita materialmente intesa: la corrente elettrica, l\u2019acqua corrente. Il discorso sui valori democratici oggi \u00e8 secondario rispetto alle necessit\u00e0 materiali. La libert\u00e0 che tutti agognano passa dalla possibilit\u00e0 di riprendere a vivere la propria vita. Alcuni, come me, hanno la possibilit\u00e0 di riflettere anche sugli assetti politici con pi\u00f9 agio, perch\u00e9 non abbiamo difficolt\u00e0 materiali. E per quello che mi riguarda, non provo grande simpatia per il nuovo governo, poich\u00e9 so da dove vengono. Ma al tempo stesso, non conosco neanche un Paese, neanche in Europa, che si sia liberato dalla dittatura senza periodi di transizione, violenti o negoziati che siano stati. Quindi penso sia pi\u00f9 che comprensibile l\u2019idea diffusa che a questo nuovo governo si debba dare una possibilit\u00e0. Quando potr\u00f2 andare in Siria, mi far\u00f2 un\u2019idea pi\u00f9 precisa, vedr\u00f2 con i miei occhi. Troverei d\u2019altro canto pi\u00f9 problematico chi dovesse proclamare una \u201cdemocrazia\u201d da un giorno all\u2019altro e poi svuotarne il senso e lasciare solo la parola. Inoltre, la popolazione siriana in tutti questi anni \u00e8 stata separata, segregata al suo interno. Chi ha vissuto nella regione di Idlib, parte di Aleppo, conosce meglio la vita sotto le forze di HTS \u2013 le milizie del nuovo governatore al Jolani, che ha ripreso il suo nome civile, Ahmad al-Shara. Chi viene dal nord-Est, negli ultimi dieci anni ha conosciuto soltanto l\u2019ISIS e l\u2019SDF. E infine chi viene da Damasco e dalle zone pi\u00f9 a sud conosce soltanto il regime di Assad. Non ha idea di cosa aspettarsi da qualcosa di nuovo. Vivere sotto il regime di Assad significava vivere dentro un immenso Stato-prigione. Ecco perch\u00e9 la liberazione adesso prende il sopravvento su tutto. Qualsiasi cosa possa arrivare, queste persone hanno gi\u00e0 vissuto talmente tanto orrore che non si faranno trovare impreparate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa pensi delle libert\u00e0 civili e di come potranno essere garantite sotto questo nuovo regime?<\/strong><br>Per esempio, per quanto riguarda le donne, in alcune zone della regione di Idlib dove HTS governa ormai da diversi anni c\u2019\u00e8 l\u2019applicazione della sharia, ma il governo attuale sostiene che non sia per loro impulso diretto, bens\u00ec per volont\u00e0 di alcuni gruppi locali. Per quello che riguarda loro, hanno ribadito l\u2019intenzione di non imporre nulla di tutto questo. C\u2019\u00e8 anche da dire che il loro atteggiamento \u00e8 prudente anche perch\u00e9 non sono nel pieno controllo della situazione, e stanno bene attenti a non perderlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel complesso, la popolazione siriana \u00e8 comunque pi\u00f9 felice di essersi liberata di Assad di quanto non sia preoccupata dei nuovi assetti che verranno.<\/strong><br>S\u00ec, anche perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un fattore importante da considerare: tutti credevamo che il regime di Assad non sarebbe potuto cadere se non con un bagno di sangue spaventoso che avrebbe aggiunto un orrore definitivo all\u2019orrore gi\u00e0 vissuto in tutti questi anni. E invece non \u00e8 andata cos\u00ec, e io stesso, devo dire, sono rimasto sorpreso e meravigliato del fatto che la caduta del regime sia avvenuta senza quasi spargimento di sangue. Assad non ha scatenato alcuna potenza di fuoco. Io spero che un giorno torni in Siria da prigioniero, che possa essere processato. E mi auguro che altrettanto si possa trovare una soluzione per i territori del nord-Est che non comporti spargimento di sangue, che riescano a trovare un accordo e che questo accordo, come dicevo prima, salvaguardi la vita dei civili, quelli siriani e quelli curdi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le persone a Raqqa sono libere di parlare di come immaginano il loro futuro, ora che Assad \u00e8 caduto?<\/strong><br>No. A Raqqa in questo momento non esiste nessun tipo di libert\u00e0 politica. Non si possono tenere riunioni, non si possono fare manifestazioni. Controllo militare dell\u2019SDF significa questo. Dal nostro account X riportiamo continuamente notizie di arresti o di uso della forza militare contro i civili e contro ogni libert\u00e0 democratica. Questo \u00e8 il principale motivo per cui oggi una persona come me non pu\u00f2 tornare se non a rischio della sua stessa vita. Posso tornare in Siria, ma non nei territori del nord-Est. Ma c\u2019\u00e8 di peggio. Nelle battaglie contro le forze militari turche, per esempio la cruciale battaglia delle scorse settimane attorno alla diga del Tishreen, da nostre fonti dirette abbiamo saputo che l\u2019SDF aveva usato civili come scudi umani. Non perch\u00e9 lo dicono i turchi si tratta di una notizia falsa, purtroppo \u00e8 una notizia vera. Hanno radunato civili per ammassarli presso la zona di battaglia, minacciando chi si rifiutava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La tua opinione del PKK non \u00e8 per\u00f2 molto diversa da come viene dipinto da Erdogan.<\/strong><br>Il PKK commette atti di terrorismo, lo fa, anche contro la popolazione civile. Dal punto di vista di un abitante di Raqqa, \u00e8 un gruppo terroristico, come lo \u00e8 l\u2019ISIS. E gestisce la milizia in modo autoritario e totalitario. Appena due giorni fa, a Manbij hanno fatto esplodere un\u2019autobomba in pieno centro abitato (l&#8217;attacco terroristico non \u00e8 stato rivendicato da nessuno, ndr).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dunque cos\u2019\u00e8, dal vostro punto di vista, il confederalismo democratico?<br><\/strong>Il controllo di questo territorio, militare, rigido e autoritario. E il mantenimento, in questo modo, di due Sirie. Al governo di Damasco l\u2019SDF ha detto di essere disposto a inviare met\u00e0 del petrolio estratto, ma che dal punto di vista politico e militare rimarranno loro al controllo. Questo significa di fatto dividere la Siria in due, avere due Sirie invece di una Siria unita. Quello che tanti di noi auspicano, invece, \u00e8 che l\u2019SDF si integri nel nuovo esercito siriano. Che la volont\u00e0 di appartenere alla nuova Siria e di costruire la nuova Siria prevalga sul settarismo.<br><br><strong>Quali pericoli arrivano dalla Turchia in questo momento?<br><\/strong>La Turchia ha una serie di interessi specifici in Siria in questo momento, sui quali mantiene una posizione di potere. Il primo e il principale \u00e8 che desidera sconfiggere il PKK. Il secondo \u00e8 che desidera rimpatriare i tre milioni di siriani che oggi vivono in Turchia. E il terzo \u00e8 che desiderano impiantare basi militari nel territorio siriano. Il mio auspicio \u00e8 che, per quanto io stesso veda il PKK prima di tutto come un gruppo terroristico, la Turchia si ritiri dalla Siria il prima possibile, che cessino tutte le ingerenze straniere in Siria, che tutte le truppe militari si ritirino: da quelle turche a quelle americane, a quelle israeliane nel Golan; e che il Golan torni a essere controllato com\u2019era durante il regime dalle forze di interposizione dell\u2019ONU.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo scopo, per\u00f2, il primo problema da risolvere \u00e8 quello dell\u2019SDF. Integrare l\u2019SDF nel nuovo esercito siriano significa mettere in condizione la Turchia di non poter pi\u00f9 avanzare interessi dovuti alla \u201clotta al terrorismo\u201d. Ci\u00f2 detto, per i civili siriani la situazione \u00e8 pi\u00f9 delicata che mai. Tutte le potenze interessate a mettere le mani sul loro pezzetto di Siria hanno una cosa sola in comune: l\u2019interesse zero nei nostri confronti. E noi siriani lo sappiamo benissimo, perch\u00e9 14 anni fa, quando lanciammo il nostro grido per liberarci di Assad, nessuno di loro ci \u00e8 venuto in aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nonostante queste preoccupazioni, credi che la caduta di Assad si possa considerare una vittoria del popolo siriano e della sua rivoluzione?<\/strong><br>S\u00ec. Senza dubbio alcuno, s\u00ec. Noi siriani siamo un soggetto politico. Sappiamo come governare il nostro Paese. Sappiamo come dar vita a una democrazia. Abbiamo molti problemi da superare ma questo \u00e8 vero per tutti i Paesi che vivono e hanno vissuto processi di democratizzazione. Il nostro processo comincia da una rivoluzione popolare, questo \u00e8 il punto di partenza. Una popolazione che si \u00e8 sollevata contro un dittatore pagando un prezzo cos\u00ec alto rimane vigile, ha gi\u00e0 visto tanto, ha gi\u00e0 sofferto tanto, e ha imparato tanto dalle sofferenze vissute. Non siamo gli stessi del 2011, quando scendevamo in piazza senza sapere bene cosa stavamo facendo. Per esempio, noi oggi sappiamo che dobbiamo scongiurare in tutti i modi l\u2019uso delle armi. Che non dovremo usare le armi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Pensi che tante persone torneranno dall\u2019Europa in Siria?<br><\/strong>Non credo. Ormai le persone che abitano in Europa hanno l\u00ec la loro vita, la loro rete umana. Ma mi aspetto numerosi ritorni, in parte anche per diretta pressione ricevuta, di milioni di siriani dalla Turchia, dalla Giordania, dal Libano. E anche questo oggi preoccupa molto il nuovo regime. Che vita garantire a chi torner\u00e0 e non avr\u00e0 nulla, non avr\u00e0 pi\u00f9 una casa, non avr\u00e0 un lavoro? In questa fase le priorit\u00e0 siriane sono queste, i servizi da offrire ai cittadini. Il nuovo governo su questo si sta adoperando, sa che costruir\u00e0 la sua stabilit\u00e0 anche su questo. E che dovr\u00e0 gestire gli armamenti privati. Quando parlo delle armi, parlo delle armi private innanzitutto: i cittadini siriani, dopo gli americani, sono i principali detentori di armi private al mondo. E questo rappresenta un pericolo. Non so davvero come riusciranno a gestire questo aspetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ci pu\u00f2 essere la tentazione di vendette e di violenza di ritorno.<\/strong><br>Tanti carnefici sono ancora l\u00ec. Immaginiamo un rifugiato che torna in Siria e si incontra con chi lo ha torturato mentre era in prigione. Non \u00e8 uno scenario affatto impossibile. Io stesso sono stato in prigione nel 2012 e ricordo perfettamente chi \u00e8 stato a torturarmi, a spegnermi le sigarette addosso. Non lo dimenticher\u00f2 mai. Personalmente non cerco alcuna vendetta, vorrei vedere processato il mio torturatore in tribunale e trovarmi l\u00ec mentre lo condannano. Ma non mi aspetto che tutti siano come me. Nella regione di Latakia ci sono stati casi di giustizia sommaria contro alawiti, cio\u00e8 persone appartenenti alla stessa setta degli Assad. Le armi diffuse in mano alle persone possono creare situazioni come questa, continuamente. D\u2019altro canto non mi aspetto che il nuovo regime sia in grado di assicurare alla giustizia tutti i vecchi collaboratori assadisti, n\u00e9 che avr\u00e0 la forza di impedire queste vendette personali. Non credo certamente che le favorir\u00e0, ma quanto possa scoraggiarle, non so se ne avranno la forza. Di certo non mi aspetto che acconsentiranno a\u00a0pubbliche esecuzioni in piazza o cose del genere. Tante persone come me, in ogni caso, non cercano vendetta, cercano giustizia. Ma la vendetta \u00e8 una opzione che non si pu\u00f2 escludere. Ed \u00e8 anche uno dei motivi per cui nel nord-est le popolazioni curde hanno paura di possibili cambiamenti. Temono che molti che sono stati vessati dall\u2019SDF identifichino tutti i curdi con l\u2019SDF e si vendichino su di loro. Per questo, per la pacificazione che cerchiamo, per la democrazia che cerchiamo, \u00e8 essenziale un lavoro profondo e serio di distinzione fra l\u2019SDF e i civili curdi. \u00c8 il lavoro che noi di \u201cRaqqa is being slaughtered silently\u201d cerchiamo di fare tutti i giorni: far capire a tante persone che i curdi non coincidono con l\u2019SDF, che il popolo curdo fa parte della Siria tanto quanto gli arabi.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl confederalismo democratico curdo a Raqqa non ha nulla di democratico. 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