{"id":9080,"date":"2025-06-21T11:32:35","date_gmt":"2025-06-21T11:32:35","guid":{"rendered":"https:\/\/kritica.it\/?p=9080"},"modified":"2026-01-12T15:50:26","modified_gmt":"2026-01-12T15:50:26","slug":"neguin-bank-la-popolazione-iraniana-non-cedera-ne-a-israele-ne-al-regime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kritica.it\/en\/politica\/vicino-oriente\/neguin-bank-la-popolazione-iraniana-non-cedera-ne-a-israele-ne-al-regime\/","title":{"rendered":"Neguin Bank: &#8220;La popolazione iraniana non ceder\u00e0 n\u00e9 a Israele n\u00e9 al regime&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Neguin Bank \u00e8 una donna iraniana, vive in Italia da tempo ed \u00e8 da sempre attiva nei movimenti di liberazione messi in piedi dalla popolazione iraniana contro il regime islamico degli ayatollah, particolarmente nel movimento Donna, Vita, Libert\u00e0. Ha fondato collettivi per sostenere il movimento in Italia e partecipato a numerose iniziative, facendo opera di informazione e consapevolezza. L&#8217;abbiamo intervistata per comprendere meglio la situazione attuale all&#8217;interno della societ\u00e0 iraniana.<br><\/em><br><strong>Sei attiva da sempre nella lotta delle donne e degli uomini iraniani contro il regime, nel movimento di \u201cDonna, Vita, Libert\u00e0\u201d in questo Paese. Eppure, come anche altre personalit\u00e0, fin dal primo momento hai affermato che non \u00e8 attraverso questa guerra che la popolazione iraniana spera di liberarsi del loro oppressore, del regime islamico. Puoi spiegare le ragioni di questa tua convinzione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ragioni sono innanzitutto storiche. Nessun Paese ha mai ottenuto la libert\u00e0 attraverso una guerra, o comunque nessuna democrazia con una piena sovranit\u00e0 \u00e8 stata mai importata attraverso la guerra. In ogni paese dove la dittatura \u00e8 stata rovesciata con l&#8217;intervento militare di un&#8217;altra nazione, non abbiamo mai visto la libert\u00e0 o la democrazia pienamente realizzate <em>[l&#8217;Italia \u00e8 un caso di democrazia realizzata in seguito a un intervento militare e si potrebbe dibattere su quale livello di effettiva sovranit\u00e0 democratica abbiamo raggiunto a seguito di questo, ndr]<\/em>. L&#8217;altro motivo \u00e8 che i processi di liberazione sono processi strutturali all&#8217;interno del paese, processi che provengono dal basso, che vivono attraverso la lotta e il sacrificio; perch\u00e9 solo cos\u00ec si pu\u00f2 andare pi\u00f9 in profondit\u00e0 all&#8217;interno della cultura e della struttura di una societ\u00e0. Non parliamo di cambiamenti superficiali o che arrivano dall\u2019alto. Perci\u00f2 mi pare un argomento logico e razionale ritenere che una guerra, specialmente una guerra-lampo per portare a un regime change come quella che ha in mente Israele con gli Stati Uniti, ammesso che ci riescano, non potr\u00e0 mai portare libert\u00e0 al popolo secondo il significato pi\u00f9 profondo di questa parola, ovvero quello culturale e strutturale. Questa idea di libert\u00e0 richiede tempo, e consapevolezza, quindi processi di cambiamento che prendono vita all\u2019interno della societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ci sono alcune voci di opposizione in questo momento, per esempio i mujaheddin del popolo, ma anche alcuni <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DK5JiZys8ug\/?img_index=1\">partiti curdi<\/a> e partiti di estrema sinistra iraniana, oltre ovviamente ai monarchici, che a gran voce stanno dicendo che bisogna accogliere con favore questa guerra per rovesciare il regime. Perch\u00e9 lo affermano, a tuo avviso, e che probabilit\u00e0 ci sono che queste diverse formazioni possano dare corso ad azioni concrete che arrivino a tale rovesciamento? Che ruolo hanno avuto e hanno queste diverse formazioni all\u2019interno dell\u2019ampio fronte sociale che si contrappone al regime islamico in Iran?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La corrente di opposizione pi\u00f9 a favore della guerra \u00e8 di gran lunga quella dei sostenitori di Reza Pahlavi e della monarchia. Sono da sempre legati a Israele e anche al governo di Netanyahu in modo particolare, Reza Pahlavi \u00e8 andato pi\u00f9 volte in visita da Netanyahu, hanno fatto accordi e si mostrano da sempre alleati. Sono la fazione che pi\u00f9 esplicitamente si esprime in sostegno, entusiastico, di questa guerra. I mujaheddin del popolo sono pi\u00f9 silenziosi [<a href=\"https:\/\/x.com\/paolomossetti\/status\/1935754887284887683\">in Europa hanno tenuto una controversa iniziativa cui ha partecipato anche Leoluca Orlando di AVS<\/a>]. Sui social network questo loro silenzio \u00e8 stato anche notato da una parte degli iraniani. Si deve probabilmente al fatto che hanno gi\u00e0 pagato in passato i loro errori. I mujaheddin, durante la guerra con l\u2019Iraq di Saddam Hussein, si schierarono con quest\u2019ultimo, e la loro fu una strategia del tutto fallimentare, in termini di sostegno e consenso da parte della societ\u00e0 iraniana, perch\u00e9 gli \u00e8 valsa il disprezzo nei loro confronti. Tanti iraniani che in quel frangente \u2013 come ritengo del tutto normale quando scoppia una guerra \u2013 avevano sviluppato un sentimento di difesa del loro Paese, patriottico, li hanno visti come dei traditori. Per quanto riguarda i curdi e i partiti di estrema sinistra, se ci sono fazioni fra loro che accolgono favorevolmente questa guerra, le ipotesi sono due; potrebbero aver a loro volta accordi con Israele o con gli Stati Uniti [i curdi hanno diversi accordi in piedi con gli Stati Uniti nell\u2019area, ndr] oppure ritengono che la guerra potrebbe distruggere il regime e sperano, di conseguenza, di poter decidere il destino politico del Paese. In questo caso, secondo me si sbagliano. Si pu\u00f2 pensare che in un momento di crisi, quando un regime viene colpito dal nemico esterno, le infrastrutture o i centri di potere di del regime vengano distrutti, e si creino gli spazi affinch\u00e9 l\u2019opposizione prenda in mano la situazione, facendo una specie di rivoluzione tattica. Ma di fatto non \u00e8 cos\u00ec. Specialmente in un Paese come l\u2019Iran, in cui non esiste un\u2019opposizione organizzata a livello di partiti di massa, o realt\u00e0 di massa. La repressione decennale nei confronti della societ\u00e0 iraniana ha prodotto l\u2019assenza di questo tipo di organizzazioni, \u00e8 questa la ragione per cui in 46 anni di regime, nonostante le varie rivolte scoppiate, compresa l\u2019ultima di Donna, Vita, Libert\u00e0, anche quando il regime si \u00e8 trovato in difficolt\u00e0 \u00e8 sempre mancato il contro-potere, la contro-organizzazione. Non abbiamo i partigiani come quelli che avete avuto in Italia durante la Seconda guerra mondiale. Non abbiamo un equivalente del Partito Comunista Italiano in quel frangente. I partiti che c\u2019erano sono stati tutti brutalmente eliminati e repressi. Se si arrivasse a un rovesciamento del regime avremmo di fronte a noi un vuoto politico che le forze dell\u2019opposizione non sarebbero in grado n\u00e9 di riempire n\u00e9 di controllare. Se pensano di poter subentrare in maniera democratica, organizzata, dopo un eventuale rovesciamento a mio avviso sbagliano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Non \u00e8 la prima volta nella storia che il popolo iraniano viene trascinato in guerre in qualche modo spinte dal mondo occidentale. La lunghissima guerra contro l\u2019Iraq \u00e8 parte della memoria storica del tuo popolo, cos\u00ec come lo \u00e8 il ricordo dell\u2019intromissione americana nelle vicende nazionali iraniane negli anni \u201950 del secolo scorso. Come credi agisca questa memoria storica, al momento attuale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra con l\u2019Iraq ha reso pi\u00f9 consapevole il popolo iraniano. Innanzitutto il popolo iraniano sa cosa significa la guerra, quali sono le conseguenze di una guerra in termini di vite umane, di distruzione, di impatto economico sulla societ\u00e0. La guerra non consente alla societ\u00e0 civile di crescere e di formarsi. Mantiene tutto fermo. C&#8217;\u00e8 un motivo per questo: durante la guerra, l\u2019essere umano \u00e8 costretto a focalizzarsi sulla sua sopravvivenza, sulle necessit\u00e0 di base e non riesce a dedicarsi all\u2019ambito civile o a quello politico. Gli iraniani sono molto consapevoli che la guerra potrebbe portare a questo: fermare il progresso, tutto ci\u00f2 che con sacrificio hanno ottenuto in questi anni di lotta, nelle loro vite. Non dimentichiamoci che il movimento Donna, Vita, Libert\u00e0 ha portato a un cambiamento strutturale in pochissimo tempo in Iran, come nient\u2019altro prima aveva prodotto: nessun programma educativo, figuriamoci una guerra. La posizione delle donne e delle persone LGBTQ ha vissuto un salto, in questi anni di lotte [come ha fatto notare anche la giornalista Cecilia Sala nei giorni scorsi, subendo non pochi attacchi per questo, di fatto le donne hanno ottenuto la &nbsp;libert\u00e0 di non indossare il velo, scavalcando le imposizioni della polizia morale, ndr]. Sia la posizione nei confronti del regime, sia all&#8217;interno della societ\u00e0, nelle famiglie e nel lavoro. Donna, Vita, Libert\u00e0 ha prodotto una rivoluzione culturale reale in Iran. \u00c8 un cambiamento tutto dovuto all\u2019impegno della societ\u00e0 civile. &nbsp;Per quanto riguarda l&#8217;intervento dell&#8217;Occidente, sia durante la guerra con Saddam Hussein che in altri casi \u2013 per esempio il colpo di Stato organizzato dalla CIA negli anni&nbsp; \u201950, contro il Primo Ministro democraticamente eletto dal Parlamento iraniano \u2013 la domanda che tutti dovremmo farci \u00e8: a cosa ha portato questo tipo di approccio? Di certo, a una totale diffidenza da parte del popolo iraniano verso l&#8217;Occidente, verso gli Stati Uniti e gli altri Stati che hanno cercato di prendere in mano il destino politico dell&#8217;Iran per i propri interessi. La popolazione iraniana \u00e8 molto sensibile e avvertita su questo. Non lascer\u00e0 mai che il suo destino politico venga deciso da altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hai ipotizzato che l\u2019attacco israeliano possa essere avvenuto con la complicit\u00e0 di una parte del regime stesso, e che un\u2019eventuale caduta del regime potrebbe significare l\u2019arrivo al potere di una fazione alleata con Israele, magari favorendo il ritorno della monarchia dei Pahlavi, che dal loro esilio americano scalpitano platealmente per riprendersi il potere.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia ipotesi nasce dalla constatazione che l&#8217;Iran \u00e8 uno Stato di polizia in cui tutte le persone sono controllate e identificate dal regime. \u00c8 veramente difficile sfuggire a questo controllo in Iran. Perci\u00f2, l\u2019unico modo per infiltrarsi cos\u00ec in profondit\u00e0 nel regime come ha fatto Israele da un un punto di vista di intelligence \u00e8 avere il sostegno di una parte del regime stesso. All\u2019interno del regime iraniano sussistono divisioni e rivalit\u00e0, perci\u00f2 mi pare una ipotesi plausibile, quando non probabile. Gli israeliani sono riusciti a entrare con i loro droni, che hanno sparato dall\u2019interno del territorio iraniano, un territorio\u00a0 in cui qualsiasi movimento delle forze di opposizione autonome in questi 46 anni \u00e8 sempre stato intercettato e represso. Le informazioni che gli israeliani hanno potuto utilizzare per i loro assassinii mirati sono troppo precise, sono queste le ragioni che mi hanno portato a ipotizzare la complicit\u00e0 di una parte del regime. Cosa succeder\u00e0 ora \u00e8 davvero una scommessa. Israeliani e americani pensano sicuramente a un cambio di regime con un loro uomo al vertice, ma questo esito \u00e8 tutt\u2019altro che garantito. L\u2019Iran \u00e8 un Paese complesso e nel corso della Storia lo ha dimostrato tante volte. Nel 1979, durante la rivoluzione islamica, gli USA e l\u2019Occidente hanno sbagliato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte le loro ipotesi e le cose sono andate in\u00a0 modo ben diverso da come avevano pianificato. Nel 1979, per esempio, il sostegno alla fazione islamica della rivoluzione, specialmente a livello mediatico arriv\u00f2 molto dagli Stati Uniti, oltre che da Gran Bretagna e Francia dove Khomeini era rifugiato, perch\u00e9 temevano l\u2019osso duro rivoluzionario che erano i partiti comunisti, i quali erano armati e organizzati, addestrati alla lotta partigiana. Gli americani diedero forza alle fazioni islamiste in chiave anti-sovietica, senza avere la minima idea di cosa fosse il fondamentalismo islamico. Quindi hanno creato loro stessi \u201cil mostro\u201d, e il mostro cosa fece come prima cosa? Prese in ostaggio gli americani nell\u2019ambasciata USA a Teheran, e da allora fu una crisi dopo l\u2019altra. L\u2019Occidente in quel caso fece molto male i suoi calcoli. Sappiamo bene che l\u2019imperialismo agisce per piani, ma i piani non sempre si avverano e non sempre si basano su una reale conoscenza dei territori e dei soggetti che queste potenze pretendono di controllare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In questi giorni stiamo vedendo arrivare <a href=\"https:\/\/kritica.it\/in-evidenza\/dal-basso-la-societa-iraniana-contro-la-guerra-e-la-tirannia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dichiarazioni di settori della societ\u00e0 civile iraniana<\/a>, dai sindacati alle donne incarcerate dal regime, che respingono la guerra di Israele sul territorio iraniano e al tempo stesso non concedono nulla al nazionalismo del regime e si rifiutano di allinearsi ad esso. Cosa ne pensi, ritieni che sia questa la strada da perseguire per far s\u00ec che la societ\u00e0 civile iraniana non sparisca dietro l\u2019ombra degli ayatollah e continui a rappresentare un soggetto autonomo dalla Repubblica Islamica? O pensi che sar\u00e0 inevitabile un allineamento che porter\u00e0 anche i settori pi\u00f9 ostili al regime a riavvicinarsi ad esso in qualche modo? Come credi che vivrebbe questo cambio di regime la societ\u00e0 civile iraniana, e che strade individui per la societ\u00e0 iraniana per proseguire lungo un percorso di liberazione autenticamente popolare, che non sia semplicemente un cambio al vertice dell\u2019oppressione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il cambio di regime avvenisse, a mio avviso la societ\u00e0 iraniana vivrebbe un periodo di buio, di senso d\u2019impotenza; ma poi cercherebbe le strade per riorganizzarsi, come ha sempre fatto. Lo dicevo prima: la popolazione iraniana ha alle spalle 46 anni di resistenza e di sofferenza. Di continuo dibattito politico, che va avanti ogni giorno, in tutti i contesti. Non solo sui social network, ma da prima che questi esplodessero. All\u2019interno delle famiglie, nei gruppi di amici, dentro un taxi, fra gli iraniani le discussioni politiche sono costanti. La societ\u00e0 \u00e8 politicizzata. \u00c8 la sofferenza a indurre questa politicizzazione, perch\u00e9 \u00e8 la sofferenza che porta l\u2019essere umano a cercare la verit\u00e0 sulla sua condizione. Quindi a informarsi, a provare a capire. Personalmente mi sento di dire, dopo aver viaggiato tanto e aver vissuto in diversi Paesi, che gli iraniani sono fra i popoli pi\u00f9 politicamente consapevoli che conosco. E questa \u00e8 la sua arma fondamentale, forse l\u2019unica, non disponendo n\u00e9 di armi n\u00e9 di soldi. La diffusa consapevolezza all\u2019interno della societ\u00e0 iraniana consente per esempio di rispondere e disinnescare la propaganda, quella dell\u2019estrema destra negli USA, quella di Israele, e quella interna nazionalista o religiosa che sia, portata avanti dal regime. Ovviamente, dopo aver subito un attacco, il regime cerca di provocare sentimenti nazionalisti all&#8217;interno della societ\u00e0 iraniana. Quando ci fu la guerra con l\u2019Iraq, il popolo iraniano mise da parte la contrariet\u00e0 al regime per difendere il Paese. Ora per\u00f2 abbiamo capito che non dobbiamo agire cos\u00ec. Dobbiamo continuare comunque a contestare il regime. Dobbiamo combattere su due fronti, contro il regime e contro il nemico esterno. \u00c8 la lezione che abbiamo imparato dalla guerra con l\u2019Iraq. Non metteremo in standby la nostra lotta di liberazione per concentrarci solo sull\u2019aggressore straniero. Sintetizzando con uno slogan: n\u00e9 con gli oppressori, n\u00e9 con gli aggressori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La popolazione iraniana non si allineer\u00e0 n\u00e9 al regime n\u00e9 all&#8217;aggressore, secondo Neguin Bank di Donna Vita Libert\u00e0. <\/p>","protected":false},"author":5,"featured_media":9083,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[312,89],"tags":[170,285,71,43,2104,2105],"ppma_author":[804],"class_list":["post-9080","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-tutti-gli-articoli","category-vicino-oriente","tag-donna-vita-liberta","tag-guerra-israele-iran","tag-iran","tag-israele","tag-negin-bank","tag-neguin-bank"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - 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