72 studenti hanno lasciato ieri la Striscia attraverso il valico di Karam Abu Salem e dovrebbero arrivare oggi in Italia, dove proseguiranno i loro studi universitari, nell’ambito del programma italiano dei corridoi umanitari a favore degli studenti palestinesi di Gaza.
Gli studenti hanno lasciato Gaza ieri sera — da un luogo tenuto segreto per motivi di sicurezza — alla volta dei Territori palestinesi occupati, per poi proseguire in autobus verso la Giordania. Sono stati accolti all’Ospedale Italiano di Amman per sottoporsi a visite mediche, e alcuni di loro dovrebbero arrivare a Roma martedì 12 maggio, mentre altri si recheranno a Milano mercoledì 13 maggio.
I 72 studenti erano attesi in molte Università italiane che hanno dato loro sollievo e speranza dopo due anni di guerra. 21 università italiane, tra cui l’Università di Milano, le Università di Sassari e Cagliari, l’Alma Mater di Bologna, La Sapienza e Tor Vergata a Roma, l’Università della Calabria, l’Università Bocconi di Milano, le Università di Parma, Trieste, Palermo, Foggia, Pavia, Camerino e Napoli Federico II. 70 di loro andranno in queste università e una coppia – moglie e marito – arriverà all’Università di San Marino.
Questa è la prima evacuazione che ha luogo dal 14 dicembre 2025. L’evacuazione era stata rinviata per mesi e gli studenti temevano di perdere l’opportunità di partire. «Non riesco a credere che me ne sto andando», ha detto una studentessa a Kritica mentre stringeva il suo visto. La recente guerra di Israele a Gaza ha cambiato il rapporto tra gli studenti e le università straniere: non la considerano più un optional, ma un biglietto di sopravvivenza.
Questa operazione porta a 229 il numero totale di studenti palestinesi evacuati. L’iniziativa è stata resa possibile grazie agli sforzi del governo italiano e ha comportato il coordinamento tra le ambasciate italiane a Tel Aviv e Amman, il consolato generale a Gerusalemme, nonché la cooperazione con le autorità giordane e israeliane.
La maggior parte degli studenti è stata ammessa attraverso il programma IUPALS — Italian Universities For Palestinian Students, sia nei corsi di laurea triennale che in quelli magistrali.
Accanto a IUPALS, esiste un progetto chiamato Fiori dai cannoni gestito dall’editrice e attivista per i diritti umani Anna Giada Altomare. Si tratta di un progetto che mira ad aiutare gli studenti a ottenere borse di studio e a fornire sostegno nel loro nuovo capitolo.
Chi scrive è parte degli studenti evacuati lo scorso dicembre. Dal mio punto di vista non posso che dire grazie all’Italia e ai tanti italiani che continuano a sostenere gli studenti palestinesi e a credere fermamente che l’istruzione debba rimanere possibile anche in mezzo alla guerra e all’incertezza.
Si prevede che 72 studenti arriveranno sani e salvi, ma molti altri – circa 90 giovani, ancora, ndr – rimangono intrappolati a Gaza in attesa di un’occasione per partire. Tra loro ci sono studenti autofinanziati che hanno investito i propri risparmi per proseguire gli studi superiori, così come studenti iscritti ai corsi AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), che non riescono ancora a lasciare Gaza e attendono una chiamata che potrebbe cambiare per sempre le loro vite.
Noi, studenti palestinesi in Italia, apprezziamo profondamente il sostegno dell’Italia ai 229 studenti che sono stati evacuati finora. Allo stesso tempo, speriamo che anche a tutti gli studenti rimasti venga data l’opportunità di venire in Italia e continuare la loro istruzione. Che siano borsisti o studenti autofinanziati, tutti meritano il diritto all’istruzione, la libertà di movimento e la possibilità di ricostruire il futuro distrutto a Gaza.

Scrittrice palestinese, si è trasferita in Italia per completare la sua laurea in lingue. I suoi articoli sono stati pubblicati su The Intercept, Al Jazeera English, TRT World, Drop Site News, The Independent, Truthout, PRISM e altre piattaforme. Si concentra su questioni sociali, resilienza, identità e speranza nel contesto della guerra e dell’occupazione.

