Il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja del 22 ottobre 2025, in risposta alla domanda posta alla Corte dall’Assemblea delle Nazioni Unite riguardo alle condotte di Israele nei confronti degli aiuti umanitari da garantire alla popolazione di Gaza e del rispetto dell’immunità e dei diritti dei funzionari delle Nazioni Unite impiegati a Gaza rappresenta un documento di grande valore non tanto per gli effetti pratici immediati che avrà – non è in grado di per sé di intaccare la legge del più forte che ormai imperversa nelle relazioni internazionali e nei confronti delle società civili – ma perché aiuta a ristabilire alcuni principi di verità, tanto fattuale quanto legata al diritto e alle sue convenzioni.
Per questa ragione lo abbiamo tradotto integralmente. Per una analisi del suo significato rimandiamo all’articolo della nostra Tara Riva qui su Kritica. In questa sede ci limitiamo a ricordare due punti cruciali per i quali questo documento spicca nella sua importanza:
– Perché ricorda che il diritto all’autodeterminazione dei popoli esiste, ed è un diritto inalienabile;
– Perché richiama al rispetto degli obblighi di protezione e immunità del personale delle Nazioni Unite.
In questi due anni di genocidio su Gaza, Israele non ha soltanto interamente smantellato l’UNRWA con atto unilaterale, ha anche ucciso centinaia di suoi dipendenti, oltre ad aver attaccato e distrutto numerose infrastrutture dell’agenzia. Si è trattato di un atto offensivo inaudito e, come ha stabilito la Corte nel suo parere, del tutto pretestuoso: le accuse che i dipendenti UNRWA colpiti appartenessero ad Hamas non sono mai state provate.
Leggi il parere della Corte Internazionale di Giustizia o scarica il documento dal PDF Viewer
CREDITI FOTO: EPA/KOEN VAN WEEL


