Archivio: Anna Martini
“Il punto è che la relativa libertà di cui godiamo dipende dall’opinione pubblica. La legge non garantisce protezione.”
In questa seconda parte delle Note sul nazionalismo, Orwell riflette su come l’intellighenzia britannica ne interpreti numerose forme e vizi.
1945. Per “Contemporary Jewish Record” Orwell riflette, senza moralismi, sulla persistenza dell’antisemitismo come forma di nazionalismo.
La forma mentis che sostiene il nazionalismo, scrive George Orwell nel 1945, è comune a molti più movimenti di quanto non si creda.
Recensendo il Mein Kampf, Orwell riflette sull’ipocrisia delle élite che lo avevano accolto con benevolenza, e sulle ragioni del suo fascino.
“La strada di Wigan Pier” è il libro che Orwell dedica al proletariato inglese. In questo capitolo narra la vita in una miniera di carbone.
Ne “Il futuro di una Germania in rovina” (aprile 1945) Orwell esprime la sua posizione realista, piuttosto che pacifista, sulla guerra.
In “Colonia, dal caos all’ordine” (1945) Orwell osserva la situazione all’indomani dell’insediamento del Governo militare americano.
