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Repubblica Islamica, Israele e USA si combattono, ma condividono l’ostilità verso l’autodeterminazione del popolo iraniano e di tutti i popoli.
“No alla guerra”: il discorso integrale con cui Pedro Sánchez ha rifiutato qualsiasi coinvolgimento spagnolo nell’escalation bellica in Iran.
L’attacco all’UNRWA ha peggiorato la vita anche nel campo profughi palestinese di Chatila, Libano. Ma nessuno cede allo sconforto.
Le associazioni per i diritti umani si oppongono alla riapertura di progetti estrattivi di gas in Mozambico. Le multinazionali vanno avanti.
Mentre le ONG sono sul punto di essere espulse, Palantir fornisce all’esercito israeliano piattaforme per tracciare gli aiuti a Gaza.
Per le élite arabe, i file di Jeffrey Epstein costituiscono uno specchio scomodo: una mappa di affari, complicità e accordi in ombra.
Il “capolarato digitale” è sotto i riflettori del Tribunale di Milano. È ora di una lotta generale contro un intero sistema di sfruttamento.
Oltre che un pedofilo, Epstein era un ideologo della superiorità razziale. Con la sua cerchia perseguiva una lucida visione eugenetica.
I fatti di Rogoredo mettono in difficoltà il governo Meloni, svelando l’arbitrarietà di riforma della giustizia e Decreto Sicurezza.
La vicenda di Rogoredo è esempio perfetto del perché alcuni settori vogliono lo “scudo penale” e di come questo distrugga lo Stato di diritto.
Sugli studenti palestinesi in Italia la realtà dei fatti finora smentisce le promesse di Tajani. 160 sono ancora bloccati, senza certezze.
I file su Jeffrey Epstein svelano abusi, testimonianze e nomi eccellenti, ma lasciano irrisolte le vere responsabilità.
In Italia la possibilità di rigenerazione dal basso della società è bloccata da un moralismo diffuso che fa il paio con la rassegnazione all’esistente.
Dall’analisi delle reti online della manosphere emergono l’isolamento, la crisi dei legami sociali e il rischio di radicalizzazione misogina e violenta.
Da Massa Carrara a Pisa e oltre, gli episodi di criminalizzazione del dissenso si susseguono: l’intento è trasformarlo in una patologia sociale.
La rincorsa all’edonismo e alla gratificazione immediata ha paradossalmente minato le capacità di provare piacere.
Fra le crescenti mobilitazioni dei cittadini, a Roma continuano le operazioni di speculazione edilizia, nonostante la giunta progressista.
Dal paddle-out di settembre 2025 alla strage di Hanukkah, storia di una spiaggia divenuta campo di battaglia.
La Lega ha depositato una proposta di legge sulla cittadinanza che ha un unico fine: quello di negarla, attraverso una trafila “per merito”.
La vicenda giudiziaria di Bibbiano e quella mediatica sono, da anni, del tutto divaricate. La giornalista Simona Musco le ha ricomposte in un libro.
In Iran, il regime ha arrestato con raid coordinati un gruppo di traduttori e studiosi di sinistra, fra cui la traduttrice di Judith Butler.
La Torre italiana di Gaza è stata distrutta da Israele nel 2014, ricostruita e ridistrutta nel 2025: uno spregio anche alla cooperazione.
Il Ramadan di quest’anno si chiude con la moschea Al Aqsa di Gerusalemme blindata per l’Eid, e la libertà di culto sfacciatamente negata.
Noi abitanti di Gaza non chiediamo più compassione: esigiamo il diritto umano fondamentale di esistere.
L’agricoltura di Gaza è al collasso: oltre il 90% dei terreni è distrutto o improduttivo. La crisi ambientale ed economica durerà decenni.
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A Prato, i lavoratori migranti di uno dei distretti produttivi più importanti d’Italia iniziano a essere avanguardia di lotte sindacali su tutti i settori.
Un monologo feroce e lirico: una figlia racconta la “bestia”, la madre spezzata, la masia e la sopravvivenza tra colpa, silenzio e destino.
“Si può ammirare un popolo per come soffre?”. “Il popolo meraviglioso” racconta la storia di Gaza negli ultimi due anni con umanità radicale.
La storia di Rajesh, tra identità, integrazione e lotta per la giustizia. Un estratto dal romanzo di Emiliano Locatelli.
Randa Ghazy e Alba Nabulsi raccontano memoria, resistenza e identità palestinese, rivendicando una parola libera e autentica.
Il rapporto della coalizione “Don’t buy into occupation” documenta l’intera infrastruttura di oppressione israeliana verso i palestinesi.
La traduzione integrale in italiano del rapporto “Don’t buy into occupation”: tutte le complicità europee con l’occupazione e l’apartheid israeliani.
Fra proteste dei tifosi e di (pochi) calciatori e reiterate complicità dei vertici, anche il mondo del calcio è stato travolto dal genocidio a Gaza.
L’industria cinematografica nigeriana impiega 250mila persone per circa 2500 film l’anno: è il secondo datore di lavoro in Nigeria dopo l’agricoltura.
I lavoratori dello stabilimento di Grottaglie di Leonardo SpA hanno lanciato una sfida all’azienda: stop all’economia del genocidio.
Il Nuovo Patto Migrazione e Asilo dell’Unione europea che entrerà in vigore nel 2026 è la consacrazione definitiva del securitarismo xenofobo.
L’evoluzione dei droni ha coinciso con la nascita di un’economia che fonda il valore dell’innovazione sulla capacità di distruggere.
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Nel capitolo 3 de “La fattoria degli animali”, Orwell racconta la suddivisione del lavoro fra gli animali e l’inizio delle differenziazioni.
Nel 1944, in un articolo su Tribune, George Orwell prende ad esempio Ezra Pound per riflettere sul nesso fra opera e artista.
Orwell analizza con sguardo critico e non indulgente l’opera di Koestler, il cui percorso fu costellato di importanti contraddizioni.
“Il punto è che la relativa libertà di cui godiamo dipende dall’opinione pubblica. La legge non garantisce protezione.”
In questa seconda parte delle Note sul nazionalismo, Orwell riflette su come l’intellighenzia britannica ne interpreti numerose forme e vizi.
1945. Per “Contemporary Jewish Record” Orwell riflette, senza moralismi, sulla persistenza dell’antisemitismo come forma di nazionalismo.
