martedì 01/09/2026, 15:55
Logo Kritica

Segui Kritica su Google

Aggiungi Kritica tra le tue fonti preferite.

Segui

Riceviamo da una nostra lettrice, Carla Barbieri, e volentieri pubblichiamo, una lettera di ritorno dalla manifestazione che si è tenuta domenica 17 maggio pomeriggio a , in , dopo l’attentato di sabato pomeriggio a opera di , cittadino italiano di 31 anni, che si è lanciato con un’automobile in corsa sulla folla a passeggio ferendo otto persone, quattro in modo grave. Due donne hanno subito l’amputazione degli arti inferiori e sono ancora in prognosi riservata.


Sembrava una giornata incerta quella di eri a Modena. Alla mattina circa 400 persone si erano trovate in Piazza Grande dove avevano dato sfogo alla rabbia che cova da tempo coi soliti cliché: sicurezza, i luoghi rossi e pericolosi, “rimandate a casa i delinquenti”. Le solite cose che si sentono ovunque in questa che vista da lontano e da chi è povero sembra così tanto ricca da sfamare abitualmente anche i gatti con cucina gourmet.

Poi qualcosa è scattato: il sindaco Massimo Mezzetti ha deciso di organizzare una manifestazione pomeridiana per far vedere cosa era veramente la città di Modena, una coraggiosa, stanca delle speculazioni che si stava alzando intorno a quanto era accaduto. Ha aderito subito l’ Modenesi che ha condannato fermamente l’accaduto, esprimendo profonda vicinanza alle persone rimaste ferite e alle loro famiglie, e vicinanza all’intera comunità cittadina, unendosi al cordoglio e augurandosi che Modena possa rimanere unita.

No alla speculazione e alla

Al pomeriggio il tempo sembrava incerto, io sono andata temendo che piovesse e che vi fosse poca gente, dato quello che era successo il giorno prima: un uomo di 31 anni aveva travolto con l’auto otto pedoni provocando 8 feriti totali (di cui 4 ancora in condizioni critiche e in prognosi riservata) e un passante con un coltello. Poi la piazza ha cominciato a riempirsi, i volti di chi evidentemente non è italiano da generazioni si sono rilassati.

Ha iniziato a parlare il Sindaco Massimo Mezzetti, visibilmente commosso ma con parole determinate. Innanzitutto un augurio di pronta guarigione ai feriti e un abbraccio ideale a tutti i . Ma il messaggio centrale dato alla piazza è stato un netto rifiuto della paura come strumento di divisione e un duro No alla xenofobia: la sicurezza si costruisce con l’integrazione e la legalità, non alimentando il pregiudizio verso lo straniero. ​

L’invito è stato a restare uniti, evitando che lo shock per l’accaduto si trasformi in una barriera invisibile tra i cittadini. E infine, in mezzo ad una ovazione della piazza, quello che tutti volevamo sentirci dire: “Basta sciacallaggio”! Il Sindaco ha usato toni durissimi contro chi, a poche ore dalla tragedia, ha tentato di strumentalizzare i fatti per fini elettorali o politici: ​”È inaccettabile che si speculi sul e sul sangue per raccattare qualche voto. Modena è una città che ragiona e che non si lascia incattivire da chi soffia sul fuoco della rabbia.” Ha proseguito ​stigmatizzando le ricostruzioni parziali o distorte diffuse sui social, volte a fomentare l’odio.

L’attentatore è stato bloccato da un cittadino modenese e da da due cittadini egiziani senza cittadinanza. Immagine plastica di cosa significa convivenza civile tra etnie diverse. Questi cittadini risiedono o lavorano quasi tutti a Modena o nella provincia (come nel caso dei passanti che stavano passeggiando in ). Il loro intervento è stato definito “corale”: mentre alcuni chiamavano il 118 e le forze dell’ordine, altri hanno creato un cordone umano che ha impedito che l’aggressore potesse colpire altre persone.

Il fallimento del sistema di cura

È poi intervenuto il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale che sorprendentemente ha puntando il dito contro le falle del sistema psichiatrico, definendo l’accaduto come la prova di un “fallimento del monitoraggio”. ​De Pascale ha denunciato che l’aggressore, nonostante fosse un soggetto con gravi e noti precedenti psichiatrici, sarebbe stato lasciato sostanzialmente senza una presa in carico attiva per quasi due anni. ​Senza mezzi termini, ha sottolineato come la tragedia non sia stata una “fatalità imprevista”, ma il risultato di un servizio psichiatrico inadempiente. ​Ha ribadito che “non si può garantire la sicurezza dei cittadini se il sistema di cura non funziona”. Ha chiesto una revisione immediata dei protocolli di sorveglianza per i soggetti psichiatrici pericolosi, per evitare che le forze dell’ordine si trovino a gestire da sole situazioni che sono, all’origine, di natura medica. ​

La piazza ha applaudito a lungo, immersa in una luce gialla che contrastava col buio delle nuvole nere ancora presenti. Ma alla fine ha vinto la luce.


CREDITI FOTO: Carla Barbieri

Autore

  • Siamo la redazione di Kritica, gli articoli così firmati sono quelli che sono stati realizzati direttamente al nostro interno, con un lavoro di cosiddetta “cucina redazionale” per mettere a disposizione report, discorsi, traduzioni, fonti primarie o notizie dall’elaborazione più rapida.

Resta in contatto

Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Se hai apprezzato questo articolo o ti è parso interessante, sostieni il nostro lavoro con un contributo libero. Grazie!

1 commento

  1. Pingback: L’Italia di Modena e la grammatica delle persone - Kritica

Lascia una risposta