Orwell discute del concetto di “letteratura proletaria” in una trasmissione alla BBC nel 1940, insieme con Desmond Hawkins.
Archivio: Orwell
Tutti gli articoli e i libri di George Orwell selezionati e ripubblicati da Kritica, un pezzetto alla volta, nella traduzione in italiano di Anna Martini.
In questo articolo per Tribune del 1946, Orwell esplora con ironia il mestiere impossibile del recensore di libri nell’editoria post-guerra.
Un saggio critico di Orwell sulla figura di Gandhi, scritto nel 1949, rimette al centro ancora una volta grandi nodi del presente.
Su Tribune, il 14 dicembre 1945, George Orwell pubblica un articolo che passerà, così come…
Orwell riflette sulla giustizia post-bellica e vede la colpevolizzazione collettiva come una scappatoia moralista che prelude a nuovi crimini.
Il primo libro di Orwell, Senza un soldo a Parigi e Londra, è un racconto personale delle condizioni di vita nelle due metropoli negli anni ’30.
In una riflessione letteraria che spazia fra Dickens, Swift, Huxley, Orwell si interroga sul rapporto dei socialisti con utopie e felicità.
Nel capitolo 3 de “La fattoria degli animali”, Orwell racconta la suddivisione del lavoro fra gli animali e l’inizio delle differenziazioni.
Nel 1944, in un articolo su Tribune, George Orwell prende ad esempio Ezra Pound per riflettere sul nesso fra opera e artista.
Orwell analizza con sguardo critico e non indulgente l’opera di Koestler, il cui percorso fu costellato di importanti contraddizioni.
“Il punto è che la relativa libertà di cui godiamo dipende dall’opinione pubblica. La legge non garantisce protezione.”
In questa seconda parte delle Note sul nazionalismo, Orwell riflette su come l’intellighenzia britannica ne interpreti numerose forme e vizi.
1945. Per “Contemporary Jewish Record” Orwell riflette, senza moralismi, sulla persistenza dell’antisemitismo come forma di nazionalismo.
La forma mentis che sostiene il nazionalismo, scrive George Orwell nel 1945, è comune a molti più movimenti di quanto non si creda.
Recensendo il Mein Kampf, Orwell riflette sull’ipocrisia delle élite che lo avevano accolto con benevolenza, e sulle ragioni del suo fascino.
“La strada di Wigan Pier” è il libro che Orwell dedica al proletariato inglese. In questo capitolo narra la vita in una miniera di carbone.
Ne “Il futuro di una Germania in rovina” (aprile 1945) Orwell esprime la sua posizione realista, piuttosto che pacifista, sulla guerra.
In “Colonia, dal caos all’ordine” (1945) Orwell osserva la situazione all’indomani dell’insediamento del Governo militare americano.
