sabato 15/08/2026, 22:14
Logo Kritica

Segui Kritica su Google

Aggiungi Kritica tra le tue fonti preferite.

Segui

, dal caos all’ordine. Approvvigionamento d’acqua dai carri è una corrispondenza scritta da per il periodico britannico all’indomani della fine della Seconda mondiale, quando la città tedesca è stata appena liberata e occupata dagli .


Colonia, 24 marzo

Ci sono ancora centomila tedeschi che vivono tra le rovine di Colonia. Quasi tutti, però, sono in periferia, dove le case abitabili sono relativamente numerose.

L’intero centro della città, un tempo famoso per le chiese romaniche e i musei, altro non è che un caos di muri scabri, tram ribaltati, statue in frantumi ed enormi cumuli di macerie da cui spuntano travi di ferro come gambi di rabarbaro.

All’arrivo degli americani, molte vie erano impraticabili prima d’essere ripulite dai bulldozer. In città mancano l’acqua corrente, il gas, i mezzi di trasporto, e l’energia elettrica basta appena per lavori di vitale importanza come far funzionare i forni elettrici dei pochi panifici. Pare comunque che i tedeschi dispongano ancora di discrete riserve alimentari, e il governo militare – che in questa zona è affare esclusivamente americano – sta procedendo alla riorganizzazione con energia lodevole.

Ha disposto una rudimentale fornitura d’acqua con carri tirati da cavalli, ha allestito un servizio di assistenza sanitaria, pubblica un settimanale in tedesco ed è quasi a metà dell’impegnativo compito di ri-registrare l’intera popolazione e rilevarne le impronte digitali. È l’indispensabile preludio alla distribuzione di nuove tessere annonarie, e in parte serve anche all’impresa di distinguere i nazisti dai non nazisti.

Nei primissimi giorni di occupazione, i saccheggi da parte dei civili abbondavano ed è stato subito chiaro che occorreva costituire un corpo di polizia civile. Una forza provvisoria sotto il controllo di un agente di polizia americano esperto, composta all’incirca da centocinquanta tedeschi, disarmati e in borghese, è già operativa. Per questi e per tutti gli altri dipendenti del Governo Militare, ci si attiene al principio di non impiegare mai un nazista noto, per nessun genere di mansione.

La buona partenza del Governo Militare

Il nuovo capo della polizia, per esempio, è un ebreo, che aveva ricoperto quella stessa carica fino al 1933, quando i nazisti lo hanno rimosso. Sono stati istituiti tre diversi tribunali per giudicare reati che vanno dallo spionaggio alle infrazioni al codice della strada. Ho assistito alla prima seduta della corte di intermediazione, che tratta reati relativamente gravi e ha il di infliggere pene di reclusione fino a dieci anni. Un giovane nazista alquanto privo di attrattiva, che era stato segretario per le attività sociali della Hitler Jugend[*], era sotto non per la sua appartenenza a tale organizzazione (il Governo Militare ha dichiarato che appartenere all’organizzazione nazista non è un crimine di per sé) ma per aver nascosto il fatto, e per aver tentato di celare alle autorità americane l’elenco dei membri. È stato condannato a sette anni di carcere e al pagamento di una multa di diecimila marchi, con un giorno di reclusione in più per ogni marco non pagato.

Sarebbe parso accettabilmente severo, se simili condanne fossero mai scontate fino in fondo, ma quell’uomo era senza dubbio colpevole e la correttezza dell’intera procedura è stata talmente esemplare da meritare perfino l’apprezzamento dell’avvocato tedesco che lo difendeva. Tutto sommato, quella del Governo Militare Americano sembra essere un’ottima partenza; tuttavia si può immaginare che le difficoltà sorgeranno quando la popolazione si sarà ripresa dai e la carenza di cibo si aggraverà.

Ben vestiti e ben nutriti

Dopo anni di guerra, trovarsi infine sul suolo tedesco è una sensazione profondamente strana. La Herrenvolk [la razza superiore] è dappertutto, gente che si fa strada in bicicletta tra i cumuli di macerie o che si lancia verso il carro dell’acqua con caraffe e secchi.

È bizzarro pensare che questa gente un tempo dominava l’Europa dalla Manica al Mar Caspio e avrebbe potuto conquistare anche la nostra isola, se avesse conosciuto la nostra debolezza. La , e soprattutto la loro propaganda, ci ha insegnato a immaginarli alti, biondi e arroganti. In realtà, le persone che si vedono a Colonia sono piccolette e scure di capelli, chiaramente dello stesso ceppo razziale dei belgi di là dal confine, e per nulla straordinarie. Sono meglio vestiti e, a guardarli, meglio nutriti della gente in Francia e in , hanno biciclette più nuove e più calze di seta di noi in Inghilterra: nient’altro di notevole, davvero.

Freddi e ostili

Il servilismo già notato da diversi osservatori non mi ha colpito in modo particolare. È vero che alcuni abitanti cercano di propiziarsi favori, bazzicano gli uffici del Governo Militare a tutte le ore e, se interpellati, si levano il cappello con una disgustosa prontezza, ma i più sembrano freddi e forse lievemente ostili.

In certi occhi che ho incrociato, ho colto una sorta di sprezzo sconfitto che, se ha un significato, a me pare sia che questa gente si vergogna moltissimo di avere perso la guerra.

Non è vero che tutti negano di esser mai stati nazisti. Certi, all’atto della registrazione, ammettono di essere stati membri del Partito, ma sempre affermano di essere stati costretti a iscriversi contro la loro volontà.


[*] Gioventù hitleriana. Braccio giovanile obbligatorio del partito nazista, per ragazzi dai 15 ai 18 anni. (NdA)


Il brano è tratto dalla raccolta di articoli scritti per la rivista The Observer dal 1942 al 1948. Titolo originale: Creating order out of Cologne Chaos. Traduzione di Anna Martini.


CREDITI FOTO: Bundesarchive, Wikimedia Commons

Autori

  • “Tea and Tobacco,” George Orwell fotografato dal suo amico Vernon Richards, 1945. Fonte: Orwell Archive, University College London, ORWELL/T/2/E/3.

    Pseudonimo di Eric Arthur Blair (1903-1950). Nato in India da una famiglia di funzionari britannici della borghesia medio-bassa, morì di tubercolosi a soli 46 anni. Scrittore, giornalista, saggista letterario e politico, i suoi scritti hanno puntellato il secolo di utopie e distopie in cui ha vissuto grazie a un acume critico e a un coraggio ideale fuori da ogni dottrina e dogma, alla ricerca di verità intellettuale.

  • Anna Martini

    Nata nel 1963, torinese ma anche un po’ vesuviana. Traduce romanzi – e qualche saggio – da quasi trent’anni. I suoi lavori sono usciti per Fanucci, Sperling&Kupfer, Editrice Nord, Einaudi, Mondadori, Piemme.

Resta in contatto

Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Se hai apprezzato questo articolo o ti è parso interessante, sostieni il nostro lavoro con un contributo libero. Grazie!

1 commento

  1. Pingback: Orwell: "Il futuro di una Germania in rovina"

Lascia una risposta