Il sistema giudiziario di Gaza è completamente saltato per via del genocidio. A farne le spese per prime sono le donne vittime di violenza.
Archivio: Donne
Marjane Satrapi ha raccontato un punto di vista che non ha mai preteso di farsi universale, bensì di sottrarsi a tutti i racconti imposti.
La presenza di Giorgia Meloni e altre donne ai vertici politici non ha intaccato la struttura sociale, che rimane solidamente patriarcale.
Israele pratica la spermopolitica per vincere la battaglia demografica, e utilizza il seme dei soldati morti. È la deumanizzazione di tutti.
Private della salute, senza più spazi per sé, custodi del proprio lutto e di quello comune: le madri di Gaza sono l’emblema della dignità.
I giocatori condannati per violenza sessuale continuano a scendere in campo e le istituzioni sono incapaci di prendere posizioni concrete.
La fame a Gaza è tornata e colpisce soprattutto le donne, costrette al digiuno per sfamare i figli e a inventare nuovi lavori per sopravvivere.
Un esposto di Differenza Donna alla Procura di Roma sui 1169 nomi e luoghi italiani negli Epstein Files Chiesta una rogatoria internazionale.
Nella Giornata internazionale della donna, una dedica della scrittrice di Gaza Mayss Mohammad alla forza e alla resistenza di sua madre.
Quello di Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell è un manuale di grammatica del dominio, sostenuto dal suprematismo.
I file su Jeffrey Epstein svelano abusi, testimonianze e nomi eccellenti, ma lasciano irrisolte le vere responsabilità.
Dall’analisi delle reti online della manosphere emergono l’isolamento, la crisi dei legami sociali e il rischio di radicalizzazione misogina e violenta.
Annunciata una mobilitazione femminista per impedire che il DDL Stupri si trasformi in un boomerang nella battaglia contro la violenza.
Un monologo feroce e lirico: una figlia racconta la “bestia”, la madre spezzata, la masia e la sopravvivenza tra colpa, silenzio e destino.
La fotografia della violenza maschile sulle donne restituisce un fenomeno che anche nel 2025 sembra sempre uguale a sé stesso, o quasi.
Centinaia di migliaia di uomini si scambiano immagini di donne da stuprare virtualmente sui siti online. Un esercito della deumanizzazione.
Una ricerca svolta nei Paesi del sud d’Europa svela quanto l’Italia sia ancora sistemicamente orientata ai ruoli patriarcali più tradizionali.
“Il seme del fico sacro” di Mohammad Rasoulof dà vita a una magnifica storia costruita su piani intrecciati, come nelle verità di una rivoluzione.
Proseguiamo la riflessione sul femminismo attraverso la lettura critica del documento “Lettera aperta a chi manifesterà l’8 marzo”.
Il femminismo è diviso da una serie di tempi e posizionamenti presentati sempre apoditticamente. Una riflessione critica.
