In Pakistan come in Italia. Intervista alla regista Seemab Gul sul film Ghost School, che racconta il fenomeno della dispersione scolastica.
Archivio: Film e TV
“Woman Unknown” di May el-Toukhy è un coraggioso racconto sulla guerra dal punto di vista femminile, scomodo e anti-assolutorio.
Il film NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor in concorso a Venezia 83 mostra la finalità terroristica costitutiva dell’esercito israeliano.
Bunker di Florian Zeller forse non è il film più bello in concorso a Venezia 83: ma è di certo il più spiazzante e interessante.
La traduzione integrale in italiano del discorso di premiazione alla Berlinale del regista palestinese-siriano Abdallah Al-Khatib.
Intervista a Sepideh Farsi, autrice di “Put your soul on your hand and walk”, con la fotogiornalista palestinese Fatma Hassona.
L’industria cinematografica nigeriana impiega 250mila persone per circa 2500 film l’anno: è il secondo datore di lavoro in Nigeria dopo l’agricoltura.
Intervista a Omar Alqam, l’operatore della Mezzaluna rossa palestinese che rispose alla chiamata di Hind Rajab.
“Palestine 36” racconta gli anni della rivolta contro la colonizzazione sionista della Palestina, prima che nascesse lo Stato d’Israele.
“La vita va così” di Riccardo Milani ha aperto la Festa del Cinema di Roma con la storia vera di un pastore sardo deciso a difendere la sua terra.
“Tutto quello che resta di te” mette a nudo la storia palestinese come il racconto di una lunga lotta di resistenza per rimanere umani.
“Qui vit encore”, presentato a Venezia, è un microfono aperto all’umanità e al bisogno di raccontarsi dei sopravvissuti al genocidio di Gaza.
The voice of Hind Rajab dà vita al neorealismo cinematografico di questo secolo. Mette l’arte al servizio della verità della condizione umana.
Una riflessione politica e umana mascherata da recensione di Star Wars e Andor.
“Il seme del fico sacro” di Mohammad Rasoulof dà vita a una magnifica storia costruita su piani intrecciati, come nelle verità di una rivoluzione.
“Adolescence” filma un mondo adulto incapace di comprendere i codici con cui gli adolescenti di oggi si stanno preparando a un futuro di violenza.
Abbiamo incontrato Sergio Rubini in occasione del Milazzo Film Festival, facendogli una serie di domande sullo stato politico del cinema.
Candidato agli Oscar 2025, No Other Land racconta con rispetto e senso della verità la vita e la resistenza – tutt’uno – di Masafer Yatta, in Cisgiordania.
L’assenza di contenuti politici dalle canzoni di Sanremo 2025 riflette un clima di spoliticizzazione nazionale funzionale all’autoritarismo.
Walter Salles lancia un intenzionale monito: ricordarsi che cosa ha significato, per vite e famiglie normali, vivere sotto una dittatura.
“M. Il figlio del secolo” mostra un fascismo che non avevamo mai visto: scenico, artistico, un fatto fisico. Un fatto di violenza.
