La kermesse di Pordenonelegge mette in programma una sfilza di autori e titoli che esaltano Israele, mentre i palestinesi sono assenti.
Archivio: Libri
Un estratto dal libro “Diario di un giovane medico. Appunti da un genocidio a Gaza”, (Mimesis) del medico palestinese Ezzideen Shehab.
Il 15 aprile 2011 veniva ritrovato ucciso Vittorio Arrigoni. Lo ricordiamo con una lettera da “Caro Vik ti scrivo” di Anna Maria Selini.
Il primo libro di Orwell, Senza un soldo a Parigi e Londra, è un racconto personale delle condizioni di vita nelle due metropoli negli anni ’30.
Nel capitolo 3 de “La fattoria degli animali”, Orwell racconta la suddivisione del lavoro fra gli animali e l’inizio delle differenziazioni.
Nel 1944, in un articolo su Tribune, George Orwell prende ad esempio Ezra Pound per riflettere sul nesso fra opera e artista.
Quasi tutto il patrimonio librario di Gaza è andato distrutto, ma molte persone hanno fatto di tutto in questi anni per proteggere i libri.
Orwell analizza con sguardo critico e non indulgente l’opera di Koestler, il cui percorso fu costellato di importanti contraddizioni.
“Il punto è che la relativa libertà di cui godiamo dipende dall’opinione pubblica. La legge non garantisce protezione.”
In questa seconda parte delle Note sul nazionalismo, Orwell riflette su come l’intellighenzia britannica ne interpreti numerose forme e vizi.
1945. Per “Contemporary Jewish Record” Orwell riflette, senza moralismi, sulla persistenza dell’antisemitismo come forma di nazionalismo.
La forma mentis che sostiene il nazionalismo, scrive George Orwell nel 1945, è comune a molti più movimenti di quanto non si creda.
Recensendo il Mein Kampf, Orwell riflette sull’ipocrisia delle élite che lo avevano accolto con benevolenza, e sulle ragioni del suo fascino.
“La strada di Wigan Pier” è il libro che Orwell dedica al proletariato inglese. In questo capitolo narra la vita in una miniera di carbone.
Ne “Il futuro di una Germania in rovina” (aprile 1945) Orwell esprime la sua posizione realista, piuttosto che pacifista, sulla guerra.
In “Colonia, dal caos all’ordine” (1945) Orwell osserva la situazione all’indomani dell’insediamento del Governo militare americano.
Un monologo feroce e lirico: una figlia racconta la “bestia”, la madre spezzata, la masia e la sopravvivenza tra colpa, silenzio e destino.
“Si può ammirare un popolo per come soffre?”. “Il popolo meraviglioso” racconta la storia di Gaza negli ultimi due anni con umanità radicale.
La storia di Rajesh, tra identità, integrazione e lotta per la giustizia. Un estratto dal romanzo di Emiliano Locatelli.
Randa Ghazy e Alba Nabulsi raccontano memoria, resistenza e identità palestinese, rivendicando una parola libera e autentica.
L’industria cinematografica nigeriana impiega 250mila persone per circa 2500 film l’anno: è il secondo datore di lavoro in Nigeria dopo l’agricoltura.
La vicenda giudiziaria di Bibbiano e quella mediatica sono, da anni, del tutto divaricate. La giornalista Simona Musco le ha ricomposte in un libro.
Negli ultimi anni, gruppi queer solidali con i palestinesi hanno smascherato e denunciato la pratica propagandistica israeliana del “rainbow washing”.
Nel secolo scorso, l’Europa si fece con le persecuzioni degli ebrei e la loro fuga. Oggi, con il genocidio palestinese, si sta facendo il mondo.
Intervista con la giornalista palestinese-israeliana Rula Jebreal sul suo libro “Genocidio. Quel che rimane di noi nell’era neo-imperiale”.
“Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza”, di Fazi Editore, raccoglie poesie di autori e autrici palestinesi sotto le bombe israeliane dal 2023.
La scrittura di Adania Shibli è un tentativo di dire la balbuzie della condizione palestinese, in cui ogni linearità è impostura.
