Il mare di Gaza è proibito ai pescatori che hanno perso ogni libertà di navigarlo e di lavorare. Ma continuano a cercare soluzioni.
Autore: Hamed Sbeata
Un laboratorio di disegno e pittura a colori davanti al mare di Gaza. Scoprire cos’ha inventato Noura mi ha donato una speranza.
Haifa Bassam Abu Shamleh, violoncellista e grafica informatica di Gaza, oggi fa musica per la sua gente, davanti al mare.
La piccola Hour ha vissuto tutta la sua vita nel genocidio, contraendo un cancro e malformazioni, aspettando un’evacuazione che non arriva mai.
A Gaza Israele ha sterminato il 97% degli animali. Solo il 6% degli asini è ancora in vita. Ahmed, 10 anni, da due anni protegge il suo migliore amico.
I campi di Gaza nel fango sono l’ennesima prova delle condizioni di invivibilità a cui Israele continua a costringere i palestinesi.
Durante il genocidio, le contadine di Gaza riunite in forum locali hanno sperimentato di tutto per continuare a sfamare la popolazione.
Mohammed non sa cosa significhi nascere a Gaza nel mezzo di un genocidio, ma la sua storia appena cominciata ne porta già tutti i segni.
Il fotoreporter Hamed Sbeata documenta con le sue immagini il triste esodo da Gaza di centinaia di migliaia di abitanti.
A Gaza l’unica risorsa aperta rimasta per cercare da mangiare è il mare. Ma Israele impedisce anche di pescare.
Mohammed Ma’rouf non parla da oltre un anno. Non ne ha neanche sei. È sopravvissuto a un attacco aereo israeliano sulla scuola dov’era sfollato.
La malnutrizione a Gaza dovuta all’affamamento forzato imposto da Israele sta rendendo quasi impossibile la sopravvivenza dei neonati.
Prima della devastazione, Yaman andava a scuola. Oggi è un operaio bambino di Gaza. Brucia plastica per 12 euro al giorno.
L’Università islamica di Gaza è stata fra i primi luoghi a essere bombardati da Israele nel 2023. Fra i suoi resti oggi si riparano le famiglie sfollate.
Nella notte fra il sabato e la domenica delle Palme Israele ha bombardato l’ultimo ospedale di Gaza City che era rimasto pienamente in funzione.
Titolare di un’accademia di sartoria a Rafah, con i bombardamenti israeliani Walaa abu Dafa ha perso tutto. Tranne la determinazione e la dignità.
A Gaza i bambini hanno cominciato a prelevare i libri dalle macerie dell’Università, per accendere il fuoco e fare da mangiare.
Un giorno parleremo dei campi di Gaza con parole e sentimenti simili a quelli con cui i sopravvissuti del ghetto di Varsavia raccontarono la loro vita.
A Deir al Balah, al centro di Gaza, la scuola di Khadija è allestita fra le tende, nei rifugi di fortuna trovati dagli sfollati.
La Grande moschea di Gaza nella città vecchia ha superato, nella sua storia lunga 700 anni, tante guerre e distruzioni. Supererà anche questa.
