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Spazio di Kritica
Autore: Hamed Sbeata
Sono nato nel 2001 e sono di Gaza. Regista e direttore di fotografia, ho lavorato a lungo come media producer per numerosi canali TV e agenzie. Non mi sarei mai aspettato di diventare un fotografo di guerra. Mi sono avventurato nel periodo difficile che stiamo attraversando per raccontare ciò che le persone vivono qui, e produrre storie e documentari sulla realtà umana di Gaza.
Un laboratorio di disegno e pittura a colori davanti al mare di Gaza. Scoprire cos’ha inventato Noura mi ha donato una speranza.
Haifa Bassam Abu Shamleh, violoncellista e grafica informatica di Gaza, oggi fa musica per la sua gente, davanti al mare.
La piccola Hour ha vissuto tutta la sua vita nel genocidio, contraendo un cancro e malformazioni, aspettando un’evacuazione che non arriva mai.
A Gaza Israele ha sterminato il 97% degli animali. Solo il 6% degli asini è ancora in vita. Ahmed, 10 anni, da due anni protegge il suo migliore amico.
I campi di Gaza nel fango sono l’ennesima prova delle condizioni di invivibilità a cui Israele continua a costringere i palestinesi.
Durante il genocidio, le contadine di Gaza riunite in forum locali hanno sperimentato di tutto per continuare a sfamare la popolazione.
Mohammed non sa cosa significhi nascere a Gaza nel mezzo di un genocidio, ma la sua storia appena cominciata ne porta già tutti i segni.
Il fotoreporter Hamed Sbeata documenta con le sue immagini il triste esodo da Gaza di centinaia di migliaia di abitanti.
A Gaza l’unica risorsa aperta rimasta per cercare da mangiare è il mare. Ma Israele impedisce anche di pescare.
Mohammed Ma’rouf non parla da oltre un anno. Non ne ha neanche sei. È sopravvissuto a un attacco aereo israeliano sulla scuola dov’era sfollato.
