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Ahmed è un bambino di 10 anni di . La casa della sua è stata bombardata, costringendo tutti a fuggire per cercare di scampare alla morte. Ahmed e la sua famiglia sono stati sfollati sette volte prima di stabilirsi definitivamente in una tenda a Jabalia. Il 7 ottobre 2023, mentre su Gaza si iniziava ad abbattere la catastrofe, è il suo amico asino.

Ahmed non ha mai lasciato il suo asino, nutrendolo, abbeverandolo e vivendo con lui in mezzo alla distruzione e alle .

Il condotto dallo Stato d’ su Gaza non ha risparmiato gli animali. Secondo Euromedmonitor, Israele ha sostanzialmente sterminato la vita animale di Gaza, uccidendo il 97% degli esemplari.

Gli asini sono stati colpiti con particolare accanimento, in quanto animali di grande importanza nella vita e nell’ di Gaza, utilizzati come mezzo di trasporto dalle famiglie e dai . Anche negli ultimi anni di genocidio le famiglie hanno fatto grande conto sugli asini per trasportare feriti e per evacuare, proprio come la famiglia di Ahmad, innumerevoli volte da una parte all’altra della Striscia, secondo il disegno di pulizia etnica e annessione di Israele.

Prima del , secondo le stime a Gaza erano presenti circa 20mila asini. Oggi ne rimangono vivi appena il 6%.

Alcuni canali TV israeliani hanno rivelato che l’esercito israeliano ha raccolto centinaia di asini da tutta la Striscia di Gaza durante le operazioni militari per trasferirli in una fattoria gestita dall’organizzazione no profit Starting Over Sanctuary e da lì inviarli a rifugi per animali in Francia e con il pretesto di salvare “animali in difficoltà”. Si tratta di un palese atto di saccheggio, si ricorda nel report, “parte di una politica sistematica volta a smantellare le basi della vita nella Striscia di Gaza, sequestrando gli ultimi mezzi di sopravvivenza rimasti sotto il blocco e la distruzione”.

Autore

  • Hamed Sbeata

    Sono nato nel 2001 e sono di Gaza. Regista e direttore di fotografia, ho lavorato a lungo come media producer per numerosi canali TV e agenzie. Non mi sarei mai aspettato di diventare un fotografo di guerra. Mi sono avventurato nel periodo difficile che stiamo attraversando per raccontare ciò che le persone vivono qui, e produrre storie e documentari sulla realtà umana di Gaza.

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1 commento

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