Prima dell’ultima offensiva genocida di Israele su Gaza, Hassan lavorava come costruttore edile. Da quando tutto è stato distrutto e la fame si è impadronita della sua terra, non può più comprare pesce al mercato. I prezzi sono saliti alle stelle, Gaza ormai è diventato il luogo più caro del Pianeta. Allora Abu Hassan Hamam è diventato pescatore. Sfidando il mare, e l’esercito israeliano, ogni giorno con la sua lenza cerca di trovare in prima persona la materia prima per sfamare la famiglia. A casa, la sua mamma si incaricherà poi di cucinare, attraverso i mezzi di fortuna recuperati per accendere il fuoco.
L’esercito israeliano non consente alle persone come Hassan di pescare. Il mare che hanno davanti a loro è chiuso da un cancello. I soldati lo pattugliano e sequestrano le barche, il pescato, i pescatori. Cercare di mangiare, per loro, è un atto criminale.
Hamed Sbeata, come tutti gli abitanti di Gaza, sta vivendo in questi due anni e specialmente negli ultimi mesi una condizione tragica. Kritica lo retribuisce per la sua collaborazione con noi, non è nient’altro che un nostro dovere. Ma Hamed ha bisogno di molto più sostegno economico di così. Aiutalo direttamente con una donazione a questo link.

Sono nato nel 2001 e sono di Gaza. Regista e direttore di fotografia, ho lavorato a lungo come media producer per numerosi canali TV e agenzie. Non mi sarei mai aspettato di diventare un fotografo di guerra. Mi sono avventurato nel periodo difficile che stiamo attraversando per raccontare ciò che le persone vivono qui, e produrre storie e documentari sulla realtà umana di Gaza.









