Thursday 02/07/2026, 17:16
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ATTENZIONE: LE IMMAGINI MOSTRATE NELLA GALLERIA DI QUESTO FOTOREPORTAGE POSSONO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITÀ

Rafif al-Suwairki alla nascita pesava solo 1,9 kg. Fin dai suoi primi istanti, ha iniziato una lotta per sopravvivere, in una realtà umanitaria e sanitaria quasi inesistente e in una condizione di malnutrizione a ormai cronica per tutta la popolazione. Rafif soffre di una grave immunodeficienza e la mancanza di nutrienti sta mettendo a rischio la sua vita. Potrebbe morire in qualsiasi momento.

Nonostante i tentativi di curarla dei medici dell’ospedale della Friends of the Patients Association – una associazione privata che gestisce da decenni una piccola struttura ospedaliera nel quartiere di al-, a –, la sua guarigione è molto lenta e le condizioni di rendono ogni momento di attesa una ferita in più. Non c’è latte artificiale, non ci sono sufficienti e nemmeno pannolini. Sua madre cerca di prendersi cura di lei con tutte le sue forze, ma è impotente di fronte di fronte al blocco, alla e alla mancanza di risorse. Tutto ciò di cui Rafif ha bisogno è proibito o manca.
La sua chiede da mesi che venga trasferita fuori da Gaza per essere curata, ma i
i sono chiusi, le risposte sono fredde e la speranza si affievolisce ogni giorno di più. Il tempo passa e la situazione peggiora. Anche raggiungere l’ospedale è diventato un problema, a causa della mancanza di mezzi di trasporto e del collasso dei servizi.
Rafif non è la sola bambina di Gaza a essere nata in questo stato. Ci sono decine di in ospedale che soffrono di malnutrizione, ma le sue condizioni sono tra le più gravi e critiche. I medici dicono: “Stiamo facendo delle diagnosi, ma non abbiamo nulla da offrire”.
Rafif è ora tra la vita e la morte. Ogni minuto che passa potrebbe essere l’ultimo e la sua famiglia
può solo pregare… Dov’è il mondo? Dov’è la vostra coscienza?

Author

  • Hamed Sbeata

    I was born in 2001 and am from Gaza. A director and cinematographer, I have worked extensively as a media producer for numerous television channels and agencies. I never expected to become a war photographer. I ventured into the difficult period we are currently experiencing to tell what people are living through here, and to produce stories and documentaries about the human reality of Gaza.

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