Kritica.it è andata online il 31 gennaio 2025. Siamo dei poppanti, anagraficamente parlando, o se preferisci, il frutto a lenta maturazione di decenni di esperienza nel mondo del giornalismo, della comunicazione e della militanza politica. Vissuti dappertutto con inquietudine e grande insofferenza nei confronti dei meccanismi malsani del potere che regolano il mondo, e nello specifico il mondo del lavoro e dei rapporti umani. Vissuti quasi sempre cercando vie di fuga e alternative, per poter fare le cose in modo diverso.
Kritica è lo spazio in cui questo bisogno diventa un fare.
Pratichiamo uno sguardo critico sulla realtà che definiamo “la fisica dei punti di vista”, perché siamo consapevoli che il potere è una funzione fisica. Risponde a pesi, potenze, velocità, leve eccetera. Il problema del potere è il problema per eccellenza. Per questo cerchiamo di partire dai punti di vista più inesplorati. Siamo nati durante il genocidio del popolo palestinese, e in conseguenza di esso. È il prisma che informa tutto il nostro lavoro. Se i più informano partendo dalle veline dell’esercito israeliano, noi partiamo dai nostri autori e autrici palestinesi: in poco più di un anno abbiamo costruito almost an entire basic newsroom in Gaza, siamo l’unica testata italiana e forse non solo italiana ad averlo fatto. Se i più raccolgono le onnipresenti voci dei politici nazionali, noi partiamo da quelle di chi ha altro da dire; chi è recluso, sotto assedio, o privo di un microfono garantito. Se i più riciclano il sentito dire, noi portiamo direttamente nelle mani dei lettori i dossier, i documenti e gli interventi che spiegano questo tempo providing full primary sources, tradotte nella nostra lingua. Se i più continuano a privilegiare firme autoriali integrate nella gerarchia classista, razzista e patriarcale, noi senza chiedere permesso e senza bisogno di fissare quote diamo spazio in maggioranza a donne, a persone giovani, a persone provenienti da storie di migrazione, a chi vive nel sud del mondo, a persone neurodivergenti e a chi vive ai margini un po’ per scelta un po’ per forza.
Our editorial choices don't follow anyone's lead. If we get it wrong, we get it wrong on our own; if we get it right, the same applies.
Tutto il nostro lavoro è gratuito per chi legge. Non crediamo nella filosofia dei paywall, degli abbonamenti né dell’esclusività del rapporto privilegiato con la community. Non vogliamo trasformare una testata giornalistica in un luogo di culto o identitario. Vogliamo offrire spunti di pensiero critico rivendicando il diritto e la necessità, talvolta, di deludere i nostri stessi lettori portando all’attenzione verità o ragionamenti che potrebbero non gradire. Compensiamo i nostri collaboratori freelance ai livelli medio-alti del mercato, spesso dando loro più di quello che danno testate grandi mille o diecimila volte la nostra.
In exchange for our work, we ask for free participation. Finanziare Kritica è un gesto di libertà e responsabilità democratiche. Lo si fa con quanto si può, quando si può. I lettori sono parte integrante e di primo piano dell’ecosistema informativo. Se i lettori partecipano economicamente, il sistema è sano. Se si accontentano di farsi nutrire dai feed dei social media, compartecipano di un sistema malato.
Alla testa di Kritica c’è chi scrive queste righe, Federica D’Alessio, giornalista; una vita da Outsider, a prolific producer of conflict, a stubborn worker of thought with no bourgeois aspirations, but with strong ambitions to see a finally just way triumph in its course during my lifetime, in the sense of equitable and of straight, to recognise the work and intellectual contribution of people, including yours. I worked for MicroMega, da cui mi sono allontanata proprio per conflitti aspri sulla copertura di ciò che accadeva in Palestina; ho collaborato con alcune riviste online come The Estates-General, I have published articles for The Manifesto, D of the Republic, Il Corriere – La 27esima Ora. Ho vinto due premi per due diverse inchieste, il Premio letterario Parco Majella nel 2021 per un’inchiesta sulla filiera del grano, e il Premio internazionale Luchetta per il giornalismo sui diritti dell’infanzia nel 2022. Sono stata per vent’anni soprattutto una militante politica, illusa che il giornalismo militante potesse essere anche libero. Non è possibile. Ecco perché il giornalismo di Kritica è limpidamente schierato, è abnegato, ma non intende definirsi militante.
Nel tempo in cui da più parti subiamo una spinta ad assoldarci a vecchie e nuove dottrine e dogmi, Kritica coltiva lo spirito di coloro che hanno cercato “l’amore e l’amicizia non sottomessi a una dottrina”. Il manifesto filosofico di Federica, lo trovi, se hai voglia di leggerlo, in this article.
Thank you for being with us.
1 January 2025
Kritica.it introduces itself
Con una mail agli amici che chiedeva “In 2025, help me open a new Kritika Space“.
9 January 2025
Nasce “Spazio di Kritica”
Inviamo agli iscritti e iscritte il primo numero della nostra newsletter. Si intitola “Who is afraid to say genocide“.
23 January 2025
We raise funds, and we do it well.
Abbiamo già due amici di penna! E circa 100 persone che hanno contribuito al nostro progetto con cifre che vanno da 5 a 150 euro. Nella pienezza del nostro spirito.
31 January 2025
Kritica.it goes online!
Il nostro sito prende il mare. Non è ancora completo al 100%, ma abbiamo già iniziato a dire tanto. È il momento di navigare.
16 November 2025
Let's launch the campaign 25 thousand euros for 2025!
What we need to carry out our work in an economically sound and sustainable way.
1° gennaio 2026
The 2026 participation campaign begins
Minimum target: 40,000 euros. The sum needed to support our work as we grow and establish our way of doing journalism.
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