La solidarietà con il popolo palestinese contro il genocidio sta facendo crescere la rete SPLAI: gli Spazi liberi dall’apartheid israeliana.
Archive Mobilisations
Notizie sulle mobilitazioni nazionali e internazionali più interessanti del momento.
Intervista a Guido Lutrario, USB. “L’anno scorso in sciopero per la Palestina, quest’anno anche per vita e lavoro. La consapevolezza cresce”.
Lo sciopero generale del 30 ottobre ha portato in piazza moltitudini di persone che vogliono avere voce in capitolo sulle loro vite.
In tutta Italia numerosi appuntamenti con il figlio di Hussam Abu Safiya chiedono la liberazione del medico e di tutti i sanitari di Gaza.
Il malcontento giovanile sta dando vita a manifestazioni con tratti di rivolta in tutta Italia. Lo Stato reagisce con brutalità sorda.
Con un atto di spregio dei cittadini, la giunta Gualtieri si rifiuta di calendarizzare la delibera popolare contro le complicità con Israele.
Il messaggio dello sciopero internazionale dei portuali il 30 ottobre: i lavoratori possono mettersi di traverso al sistema della guerra.
La protesta degli studenti in Francia ha il potenziale per estendersi altrove, per una scuola pubblica degna e contro la militarizzazione.
Gli Israel bonds sono ufficialmente fuori dal mercato europeo, la vittoria è tutta del BDS. Il prossimo passo è “Break the Bonds” negli USA.
Dal 1° settembre, gli “Israel bonds” potrebbero non essere più vendibili in Europa. Le conseguenze per Israele sarebbero tangibili.
Da un’intervista di Alexandra Ocasio Cortez ad ABC nelle scorse settimane, fino a un intervento…
Lettera a Kritica: Se “woke” è “risveglio”, apriamo gli occhi sulle ingiustizie sociali di stampo coloniale in Italia, specialmente al sud.
5 anni dopo la restaurazione del regime dei talebani con il favore generale, una delle donne afghane in lotta di RAWA racconta la realtà.
Il movimento No Tav combatte le storture materiali e ambientali di un capitalismo all’opera da 35 anni, sempre più sordo e più autoritario.
La proposta di legge popolare sulla difesa civile non violenta sfida il paradigma del riarmo e della militarizzazione coatta. Intervista.
Sui cartelli compare la sagoma di uno scarafaggio. «Se siamo scarafaggi, allora siamo milioni», si…
Intervista al deputato Redi Muçi di Lëvizja Bashkë, partito della sinistra albanese schierato con i manifestanti contro Edi Rama e l’establishment.
Iniziato il processo a cinque minori di Torino, tutti di origine araba, in custodia cautelare da sei mesi dopo cortei per Gaza.
La vicenda del Rialto-Sant’Ambrogio espone come non mai le contraddizioni e il conflitto d’interessi interni alla Giunta Gualtieri.
Le campagne “Divest Israel” stanno trovando ampia spinta in tutto il mondo. Sono un’arma non violenta fra le più efficaci contro il genocidio.
La giunta Gualtieri continua a cercare di evitare il voto della delibera popolare promossa da “Roma sa da che parte stare”.
Due documenti provenienti dagli USA e da Israele accusano individui e ONG spagnole di complicità con Hamas, senza alcuna prova.
Pubblichiamo l’intervento di Antonella Bundu al corteo del 19 giugno a Firenze contro Futuro Nazionale e l’idea di remigrazione.
From roadblocks to cannabis bans, some courts are raising doubts about the government's repressive measures, which meanwhile continue unabated.
Il rapporto implicitamente coloniale fra Italia e Albania rende più difficile capire da qui le proteste in corso e la loro importanza.
A Mathare, slums di Nairobi, la lotta per la giustizia sociale è viva. Gli abitanti, abbandonati dallo Stato, hanno deciso di non subire.
Una lettera di un’attivista riguardo al racconto mediatico seguito al sequestro degli attivisti da parte dello Stato d’Israele.
Pubblichiamo la lettera di Lola Fabbri, attivista della Flotilla, sul significato della spedizione nella lotta più ampia contro il genocidio.
From the Flotilla to territorial conflict, for an internationalism rooted in daily struggles. Interview with Antonella Bundu.
Flotilla, Bundu e Salvetti (ex GKN): “Gli israeliani ci hanno ripreso in video mentre eravamo nelle loro mani perché fieri di ciò che facevano”.
