Thursday 02/07/2026, 17:20
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La situazione a Gaza è davvero devastante dopo giorni di che hanno colpito il territorio. Le inondazioni hanno aggravato ulteriormente lo stato di sofferenza di una popolazione già provata dall’, dagli e dalla grave carenza di servizi essenziali.

Nelle immagini che seguono, donne, uomini e bambini e bambine di Gaza City sono al lavoro per spazzare via l’acqua e i detriti dai campi e dalle , cercando di porre rimedio, come possono, al disastro.

© Hamed Sbeata – Kritica
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Case e campi profughi sono stati inondati, le acque reflue si sono mescolate con quelle alluvionali e le strade e le infrastrutture hanno subito gravi danni, con un aumento significativo dei rischi sanitari e umanitari. Il non ha comportato l’ingresso degli aiuti che sarebbero necessari alla popolazione: la maggior parte sono ancora bloccati in attesa di entrare a Gaza.

Il fabbisogno delle famiglie è pari a circa 300mila tende e , per altrettante famiglie. Molte di queste sono pronte, in attesa di poter entrare a Gaza. Invece Israele continua a bloccare l’approvvigionamento di infrastrutture, così come quello di medicinali e di cibo (una delle ragioni per cui nei mesi scorsi avevano impedito l’ingresso delle nuove tende era che “potevano avere un utilizzo militare per via dei picchetti di metallo“, come ha riferito , portavoce dell’Ufficio delle per il coordinamento degli affari umanitari, ndr).

Author

  • Hamed Sbeata

    I was born in 2001 and am from Gaza. A director and cinematographer, I have worked extensively as a media producer for numerous television channels and agencies. I never expected to become a war photographer. I ventured into the difficult period we are currently experiencing to tell what people are living through here, and to produce stories and documentaries about the human reality of Gaza.

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