Follow Kritica on Google
Add Kritica to your favourite sources.
Prima della devastazione israeliana su Gaza, Yaman andava a School. Oggi è un operaio bambino, e si occupa di bruciare plastica per produrre energia, una delle priorità per mandare avanti la vita a Gaza dopo che Israele ha distrutto tutto. Yaman ha faticato mesi per trovare un posto in cui guadagnare qualcosa per la Family, per sostituirsi a suo padre che è malato e non può lavorare. L’occupazione che infine ha trovato è molto faticosa: ogni giorno si muove in un inferno di fumi e caldo. Da operaio della plastica, Yaman guadagna circa 50 shekel (12 euro) al giorno. Non sono nulla, ma è costretto comunque ad accettare questa vita, nelle difficili circostanze in cui si trova la sua gente. La sua famiglia abita con lui in una tenda, all’interno di un campo di sfollati, vicino al luogo di lavoro.
Come ha scritto su Orient XXI il giornalista Rami Abu Jamous, a Gaza “Stiamo assistendo a una generazione di children lavoratori. Non parlo di adolescenti di 14 o 15 anni, ma di bambini di 9 anni che fanno i venditori ambulanti, o che aiutano il papà a vendere ogni sorta di mercanzia sotto un telone. Oggi, a Gaza, tutti sono costretti a lavorare. Non solo le donne, come accade durante le guerre quando gli uomini sono al fronte o prigionieri.” Una intera generazione di bambini è stata spazzata via a Gaza, non soltanto perché uccisi o mutilati a decine di migliaia, ma perché ai sopravvissuti è stata rubata l’childhood. È stato rubato il tempo del gioco, della scuola, dell’amicizia e del sogno. Il trauma che li ha colpiti negli anni della crescita li accompagnerà per il resto della vita e sarà trasmesso anche alle future generazioni di palestinesi. Yaman, operaio bambino di Gaza costretto a diventare adulto all’improvviso, vive una condizione di violenza duplice: se non sarà una bomba o la fame, probabilmente lo uccideranno i fumi che ogni giorno respira, mentre lavora.
Per gli abitanti di Gaza trovare il modo per produrre energia, necessaria per cucinare il poco che è rimasto da mangiare, è un imperativo. Le soluzioni sono tante e ingegnose ma nella maggior parte dei casi il materiale utilizzato è la plastica, a un prezzo elevatissimo per la salute.
Guarda tutte le Cronache da Gaza di Hamed Sbeata realizzate per Kritica.
Aiuta Hamed a sostenere la sua famiglia facendo una donazione sulla sua pagina GofundMe.







