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Oggi 27 ottobre si vota in Israele per il rinnovo del Parlamento. Comunque vada, sarà molto difficile che il futuro governo cambi il corso degli eventi genocidari a Gaza, o che torni indietro sul progetto di pulizia etnica dei palestinesi, il quale sta assumendo tratti sempre più aggressivi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est ha a sua volta tratti genocidari.
Pubblichiamo il rapporto redatto dalla Commissione indipendente d’inchiesta sul Territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est, e su Israele.
La versione ufficiale in inglese si può trovare qui.
Il rapporto – non il primo in questi due anni sul genocidio e neanche il primo che traduciamo in italiano per metterlo a disposizione dei lettori – come tutti i rapporti ONU contiene anche una serie di raccomandazioni ai governi e alle istituzioni dei Paesi interessati dalle indagini, è indirizzato al futuro governo israeliano quale che sia, e a tutti quelli che stanno continuando a prediligere la complicità con le condotte suprematiste e di apartheid al rispetto dei diritti umani universali.
Tuttavia, dirige una serie di osservazioni critiche e raccomandazioni anche all’Autorità palestinese per le sue condotte censorie e repressive del dissenso e delle libertà dei cittadini.
Riportiamo di seguito conclusioni e raccomandazioni.
Conclusioni su Israele
Sin dalla guerra del 1947-48, Israele ha costantemente cercato di espandersi territorialmente e di cacciare i palestinesi ricorrendo alla violenza. L’uccisione e il ferimento intenzionali dei palestinesi rispondono a chiare considerazioni demografiche ed etniche che derivano dalle politiche colonizzatrici di Israele: appropriarsi del massimo territorio possibile riducendo al minimo la popolazione palestinese in termini di dimensioni, autonomia e sostenibilità. Tali politiche hanno origine in pratiche e modelli di azione storici e hanno portato all’uso eccessivo e discriminatorio della forza letale, sfollando e uccidendo palestinesi nel corso di diverse generazioni, causando danni fisici o mentali permanenti e disabilità. La Commissione ha ripetutamente chiesto la fine dell’occupazione, dichiarata illegale dal diritto internazionale, e la fine del ciclo di violenza crescente. I palestinesi devono poter esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione.
La violenza di Stato israeliana si è intensificata dall’ottobre 2023 e, dalla fondazione di Israele, non ha mai causato né mietuto così tante vittime nei Territori palestinesi occupati. Dal 7 ottobre 2023, oltre 75.000 palestinesi in tutto il Territorio palestinese occupato sono stati uccisi, tra cui almeno 21.500 bambini e 11.000 donne. Mentre le autorità e le forze di sicurezza israeliane continuano a commettere un genocidio a Gaza, la situazione in Cisgiordania si è drasticamente deteriorata. Le operazioni militari israeliane, accompagnate da una violenza costante da parte dei coloni, fanno parte di un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile in Cisgiordania in atto dal 7 ottobre 2023. Di conseguenza, la Commissione conclude che le autorità e le forze israeliane abbiano commesso crimini contro l’umanità quali sterminio, tortura, stupro e altre forme di violenza sessuale in Cisgiordania, nonché persecuzioni basate su motivi discriminatori intersezionali, con nazionalità, razza ed etnia al centro.
La violenza sessuale come tattica di guerra è stata utilizzata per sfollare, soggiogare e destabilizzare il popolo palestinese attraverso l’umiliazione e la punizione a livello individuale e collettivo. Essa comprende le forme più gravi, quali lo stupro, la violenza riproduttiva e altre forme di violenza sessuale che costituiscono anch’esse tortura. Persone di ogni genere, età e orientamento sessuale sono state prese di mira per il solo fatto di essere palestinesi o a causa della loro presunta affiliazione politica e del loro sostegno ai diritti dei palestinesi. La diffusione della violenza sessuale è stata e continua ad essere ampiamente documentata e ha incontrato un’impunità quasi totale, il che indica un tacito sostegno a tali pratiche da parte delle autorità israeliane. L’impunità per i crimini di genere contro i palestinesi denota una mancanza di volontà, piuttosto che un’incapacità, di agire, sottolineando la natura sistematica e strutturale della discriminazione nei confronti dei palestinesi. I responsabili devono essere puniti per smantellare la politica permissiva attualmente in vigore e garantire che tali fatti non si ripetano.59
In tutto il Territorio palestinese occupato, le forze israeliane hanno deliberatamente ucciso e causato gravi danni fisici e psichici ai bambini palestinesi in ragione del loro status di bambini palestinesi. La Commissione conclude che le autorità e le forze israeliane hanno commesso persecuzioni basate sull’età nei confronti dei bambini palestinesi in Cisgiordania, così come a Gaza, il che costituisce un crimine contro l’umanità. La ricorrenza e la natura diffusa degli attacchi che causano gravi lesioni fisiche e danni psicologici dimostrano che il danno inflitto ai bambini non è accidentale o collaterale alla più ampia violenza che colpisce la popolazione civile, ma fa parte di un modello di violenza intenzionale diretta contro i bambini palestinesi. In particolare, l’assenza di responsabilità ha consolidato un sistema discriminatorio in cui le violazioni e i crimini contro i bambini palestinesi vengono ripetutamente commessi nell’impunità, normalizzati e lasciati senza rimedi o riparazioni efficaci.
Conclusione sull’Autorità palestinese
La violenza di Stato palestinese ha preso di mira e continua a prendere di mira i membri dei gruppi armati palestinesi di opposizione e a reprimere l’opposizione civile e politica palestinese. L’Autorità Palestinese continua a lottare per la propria credibilità e legittimità, a maggior ragione in seguito agli attacchi israeliani su Gaza e in Cisgiordania. Essa prende di mira i palestinesi che esprimono opinioni civili e politiche dissenzienti, compresi giornalisti e difensori dei diritti umani, causando omicidi e danni fisici e mentali, il che porta a una progressiva riduzione dello spazio civico.
La Commissione conclude che l’Autorità Palestinese ha violato il diritto alla vita e il diritto alla sicurezza della persona. L’Autorità Palestinese ha inoltre omesso di condurre indagini tempestive, efficaci e imparziali sugli episodi di omicidio per accertare la verità e garantire un rimedio efficace, compreso il risarcimento economico, alle vittime e ai loro familiari.
La Commissione conclude inoltre che, in linea con le sue precedenti constatazioni, le giornaliste e le manifestanti continuano a figurare tra coloro che vengono messe a tacere mediante minacce e violenze. L’Autorità palestinese deve adottare tutte le misure appropriate per garantire alle donne il diritto alla parità di partecipazione alla società civile e alla vita pubblica e politica, in conformità con la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne.
Recommendations
Al Governo di Israele:
In ottemperanza al parere consultivo del luglio 2024 della Corte internazionale di giustizia, porre immediatamente fine all’occupazione illegale del territorio palestinese, cessare ogni nuova attività di insediamento, allontanare tutti i coloni e smantellare tutti gli insediamenti, nonché rimuovere ogni ostacolo al pieno esercizio del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese;
Porre immediatamente fine al genocidio in corso a Gaza, ottemperare pienamente alle ordinanze relative alle misure provvisorie emesse dalla Corte internazionale di giustizia nei mesi di gennaio, marzo e maggio 2024 e adempiere immediatamente agli obblighi di prevenire e punire il genocidio e l’istigazione al genocidio ai sensi della Convenzione sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio;
Rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani nelle operazioni militari e di polizia, e cessare di prendere di mira i civili e gli obiettivi civili indispensabili alla sopravvivenza di una popolazione;
Garantire che le regole di ingaggio per il personale militare e di sicurezza rispettino rigorosamente gli standard internazionali, indagare, perseguire e punire coloro che commettono violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani;
Garantire indagini efficaci e misure di responsabilità per qualsiasi uso illegale o improprio dell’intelligenza artificiale durante le sue operazioni nei Territori palestinesi occupati;
Fornire rimedi efficaci, tra cui il risarcimento, la restituzione e la riabilitazione, alle famiglie delle persone uccise o ferite, comprese le vittime di violenza sessuale, e a coloro che hanno subito la distruzione dei propri beni;
Porre fine e revocare la confisca e l’appropriazione dei beni palestinesi e la destinazione dei terreni palestinesi a fini militari, anche nel corso di operazioni militari nei Territori palestinesi occupati finalizzate alla creazione di zone cuscinetto, corridoi e vie di accesso; restituire tutti i terreni confiscati ai loro proprietari palestinesi;
Cessare immediatamente gli stupri e le altre forme di violenza sessuale e di genere.
Stabilire protocolli e condizioni di detenzione specifici per genere, anche per quanto riguarda le perquisizioni dei detenuti e l’accesso all’assistenza sanitaria riproduttiva. Indagare adeguatamente e perseguire penalmente tutte le accuse di violenza sessuale e di genere, compresi i danni alla salute riproduttiva e la violenza in ambito riproduttivo;
Porre fine all’impunità per le violazioni e i crimini commessi contro i bambini palestinesi, garantendo indagini indipendenti e il perseguimento penale dei responsabili, in linea con le precedenti raccomandazioni della Commissione, smantellando le pratiche di sicurezza dell’occupazione israeliana che espongono i bambini a danni ricorrenti e assicurando la verità, il risarcimento e le garanzie di non ripetizione per i bambini e le loro famiglie.
Al Governo dello Stato di Palestina:
Condurre indagini indipendenti sulle presunte violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani e garantire un risarcimento per i danni subiti dalle vittime uccise o ferite ingiustamente dalle forze di sicurezza palestinesi, compresi il risarcimento, l’indennizzo e la riabilitazione;
Cessare gli attacchi mirati contro i difensori dei diritti umani, comprese le giornaliste, e adottare misure concrete per prevenire, indagare, perseguire e fornire rimedi per tali atti di violenza.
A tutti gli Stati membri:
Ricorrere a tutti i mezzi ragionevolmente a loro disposizione per prevenire e punire il crimine di genocidio a Gaza, in conformità con gli obblighi previsti dal diritto internazionale;
Indagare e perseguire i sospettati, laddove consentito o richiesto dal diritto interno, anche attraverso forme di giurisdizione universale, per i crimini commessi nei Territori palestinesi occupati;
Non riconoscere come legittima l’occupazione illegale e gli insediamenti nei Territori palestinesi occupati e non fornire alcuna forma di aiuto, assistenza o cooperazione politica, militare ed economica volta a sostenere l’occupazione e gli insediamenti;
Stabilire norme e quadri normativi chiari che disciplinino l’uso dell’intelligenza artificiale, compreso il suo impiego durante i conflitti armati e le operazioni di polizia;
Collaborare con l’Ufficio del Procuratore della Corte penale internazionale in merito alla situazione nello Stato di Palestina e contrastare i tentativi volti a indebolire l’indipendenza della Corte e a ostacolarne l’operato, comprese le sanzioni rivolte alla Corte e ai suoi funzionari.
Al Procuratore della Corte penale internazionale:
Esaminare, nell’ambito della sua indagine in corso sulla situazione nello Stato di Palestine, i crimini commessi a Gaza e in Cisgiordania, tra cui il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra, al fine di modificare i mandati di arresto esistenti e di includerli nelle future richieste di emissione di mandati di arresto.
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CREDITI FOTO: EPA/YONATAN SINDEL / POOL

