Friday 02/10/2026, 15:35
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Riceviamo e pubblichiamo con piacere una lettera di , attivista di Freedom Flotilla Coalition, riguardo al racconto mediatico seguito al sequestro degli attivisti da parte dello Stato d’.


Last October, I participated in the flotilla mission, and when we returned, we flooded the web with stories about what they did to us. We told of the conditions of the seizure, the humiliation, the And the response from Italian and European politicians has been silence. No institutional outrage. Only the media void that has swallowed us, in the indifference of newspapers and politics. 

Today, with a new flotilla having been stopped, it seems to be all anyone is talking about. 

What has changed this time? The footage, released by Israel itself and Netanyahu distancing himself from the methods used against activists. And suddenly European politicians have woken up, and condemnations and concerns are being expressed in a grave tone. 

La stessa , con due reazioni completamente opposte. Cosa ci dice questo? Che il problema non era l’ignoranza di ciò che era avvenuto ma chi stava veicolando l’ e con quale scopo: quando le testimonianze venivano solo dagli attivisti, era politicamente conveniente non parlare. La parola di chi ha subito non bastava e non perché non fosse credibile ma perché prendere posizione avrebbe avuto un costo troppo alto: avrebbe significato entrare in conflitto con Israele e , con un sistema di alleanze che nessun governo europeo vuole mettere in discussione. E non sta mettendo in discussione. Neanche ora. 

The difference today is that Netanyahu wants to create a public distance from those methods – for whatever reason – and so European politicians have been given permission to be outraged. In fact, outrage is almost obligatory.

Human testimony is worth less than an authorisation from above. Yet, it seems to go almost unnoticed that the word of the victims has not been enough to make any institutional representative speak up. That it takes the perpetrator himself to take a step back for the’ feels legitimised to comment. This time the media vacuum sucks in the evidence of a total moral surrender disguised as diplomatic prudence.

E anche all’interno del movimento per la Palestina, invece di fare luce su questa situazione per mostrare i veri confini del sistema, ci si ferma solo ad interrogarsi su dove sia il limite di ciò che è tollerato:  la vita di un attivista europeo sulla flotilla vale mediaticamente più di quella di mille palestinesi. È una doppia morale che va certamente nominata e denunciata perché svela il razzismo strutturale del sistema. Ma fermarsi lì ha un limite: rimane una critica morale al sistema, non una lezione politica su come combatterlo.

Il punto che il movimento dovrebbe far emergere adesso con forza, è che non servono appelli alla coscienza ma leve sul potere, e dovrebbe usare questo esempio lampante per smontare un’illusione in cui per mesi siamo state tutte intrappolate: non è una questione di visibilità, è una questione di pressione. Le istituzioni si sono mosse quando è diventato politicamente costoso tacere perché la variabile non è mai stata l’informazione ma il calcolo del potere, e oggi ne abbiamo finalmente le prove: i corpi occidentali non sono bastati, perché la violenza è tollerata se sdoganata dall’alto e non è tollerata quando richiede di schierarsi contro chi detiene il potere. I politici europei non seguono la coscienza ma la corrente, e la corrente la determinano Washington e .

This month's flotilla could be the time to say clearly: we've seen how it works. Now we know what's needed.

The story alone isn't enough. We need to build a power dynamic such that silence becomes impossible – don't wait for permission to be outraged from on high.

Se questa conclusione entrasse nel senso comune, cambierebbe l’orizzonte dell’. Non si tratterebbe più di testimoniare meglio, di documentare di più, di far vedere ciò che accade sperando che qualcuno intervenga. Chi già lotta lo sa. Ma questo episodio è la prova più lampante da offrire a chi aspetta ancora che siano le istituzioni a muoversi: non arriveranno — non per mancanza di informazioni, ma per calcolo. E saperlo è il primo passo per smettere di rivolgersi a loro e iniziare a costruire una pressione tale per cui il silenzio e la complicità abbiano un prezzo reale — economico, , sociale.

Questa vicenda, in poche settimane, ha mostrato più chiaramente di molti libri di teoria politica come funziona davvero il sistema. Non è una notizia confortante. Ma è una notizia utile.

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