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Ieri, sabato 29 novembre, in Italy le persone sono tornate a scendere in piazza per dire Stop al genocide, in occasione della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese e dopo lo sciopero generale indetto dai sindacati di base del giorno prima, il 28 novembre.
La manifestazione più partecipata si è svolta a Rome, organizzata dal Movimento degli Palestinian students e dall’USB. In testa al corteo Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU per i territori palestinesi occupati, e gli attivisti della Global Sumud Flotilla, tra cui Greta Thunberg e Thiago Ávila. Si parla di decine di migliaia di persone, con una piazza San Giovanni gremita e un corteo che si è ingrossato via via, durante il percorso.
Noi di Kritica eravamo a Milano, dove nel pomeriggio un corteo di qualche migliaio di persone ha attraversato la città; promosso da diversi sindacati di base, associazioni palestinesi e movimenti, il corteo è partito alle 14 da piazza XXIV Maggio per ritrovarsi in piazza Duomo.
Tra gli obiettivi della mobilitazione, la richiesta di liberazione dell’imam Mohamed Shahin, rinchiuso in un CPR con un decreto d’espulsione, la denuncia della cosiddetta “finanziaria di guerra” e una posizione chiara di pace da parte del governo italiano. Numerosi gli slogan contro il riarmo e la spesa militare, così come quelli a sostegno della popolazione di Gaza.
Cartelli e striscioni reclamavano lo stop al genocidio, la liberazione dell’imam Mohammed Shahin, lo stop al riarmo e la fine della War in Gaza.
Dal palco, chi ha preso la parola ha espresso anche solidarietà alla redazione de “La Stampa” dopo l’assalto subito nei giorni scorsi, ribadendo la necessità di far valere le proprie opinioni senza ricorrere alla violenza.
















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