Sunday 16/08/2026, 9:32
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Anche fra le macerie, dentro le piantate in quella che fino a pochi mesi prima era l’Aula Magna dell’ Islamica, i e le bambine continuano a crescere. La vita va avanti e al tempo stesso si è fermata. Le Università, sedici in tutto a Gaza, sono state fra le prime strutture bombardate da Israele, già ad ottobre del 2023. All’Università Islamica studiavano circa 17mila persone, il 60% , leggiamo in un articolo di TRT World. Fra le prime vittime dei , insieme ad altri docenti, c’è stato il poeta , che insegnava inglese e teneva laboratori di scrittura. Alcune sue poesie si trovano nel volume Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza, di Fazi Editore, di cui abbiamo pubblicato due componimenti.

Ora qui, fra le pareti arse dal fuoco – l’Aula Magna è bruciata interamente – hanno trovato accampamento alcune decine di famiglie, più altrettante sistemate all’esterno della struttura. Centinaia in totale. Le studentesse che avrebbero dovuto di lì a poco ricevere la loro laurea non la riceveranno più. Ma altre bambine, aggirandosi fra i resti di quel che fu, immaginano di laurearsi, di studiare, cambiare la loro vita e quella del loro Paese. ancora una volta ci accompagna in una Gaza attraversata dalla vita, dalla sua preminenza, non soltanto da distruzione e morte. Questo sono le sue Cronache da Gaza.

Non sappiamo se l’ riaprirà mai più com’era un tempo. Non siamo in grado di di dire nulla sul futuro di Gaza, né su quello della Palestina; né, se è per questo, dell’umanità intera. Le condizioni sono disperate. In una precedente cronaca abbiamo visto che i bambini raccoglievano, fra le macerie, i libri della biblioteca dell’Università, allo scopo di bruciarli per avere qualcosa con cui fare un fuoco e quindi da mangiare. Quello che sappiamo è che l’Università non è chiusa. È aperta alle persone che cercano di vivere, mentre sopravvivono alla . Queste immagini ci ricordano che ovunque ci sono un bambino o una bambina che guardano avanti a sé, o accanto a sé, lì c’è un futuro che comincia.

© Hamed Sbeata/
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Tre bambine sorridenti fra le rovine dell'Università islamica di Gaza
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Children displaced in the main hall of the Islamic University of Gaza, burned down by bombing.
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© Hamed Sbeata – Kritica

Author

  • Hamed Sbeata

    Sono nato nel 2001 e sono di Gaza. Regista e direttore di fotografia, ho lavorato a lungo come media producer per numerosi canali TV e agenzie. Non mi sarei mai aspettato di diventare un fotografo di guerra. Mi sono avventurato nel periodo difficile che stiamo attraversando per raccontare ciò che le persone vivono qui, e produrre storie e documentari sulla realtà umana di Gaza.

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