La crisi di Ceuta negli ultimi giorni è l’ultimo episodio di una storia complessa e articolata, fra aspirazioni umane e geopolitica.
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La leadership ciecamente filosionista di Starmer ha reso i laburisti complici della deriva autoritaria britannica degli ultimi anni.
La Gran Bretagna laburista si è resa, negli ultimi anni, capofila di una repressione draconiana del dissenso, degna di regimi totalitari.
L’attacco dell’Ucraina alla nave iraniana apre uno scenario di enorme pericolosità in cui la guerra diventa globale in nome della “difesa”.
Una nuova generazione è nata a Gaza durante questi anni di genocidio. Bambini che stanno crescendo senza giochi e senza infanzia.
Dal 7 ottobre, in Cisgiordania i palestinesi subiscono un’escalation di attacchi con una definizione precisa: punizione collettiva.
Il movimento No Tav combatte le storture materiali e ambientali di un capitalismo all’opera da 35 anni, sempre più sordo e più autoritario.
La proposta di legge popolare sulla difesa civile non violenta sfida il paradigma del riarmo e della militarizzazione coatta. Intervista.
Sui cartelli compare la sagoma di uno scarafaggio. «Se siamo scarafaggi, allora siamo milioni», si…
Intervista al deputato Redi Muçi di Lëvizja Bashkë, partito della sinistra albanese schierato con i manifestanti contro Edi Rama e l’establishment.
Il sistema giudiziario di Gaza è completamente saltato per via del genocidio. A farne le spese per prime sono le donne vittime di violenza.
Abderrahim Fakir è morto mentre era in custodia di quello Stato di cui aveva paura, perché era consapevole di non contare nulla come persona.
La Striscia di Gaza è pronta a tifare per la Spagna nella finale dei Mondiali di Calcio 2026, da una prospettiva pienamente politica.
Ai palestinesi va tolto anche il lutto. A Nuseirat, una commemorazione funebre diventa per Israele l’ultima occasione per un massacro.
Tra tutti i Paesi coinvolti nella guerra di Usa e Israele contro l’Iran, l’Iraq è l’unico ad aver subito attacchi da tutte le parti senza poter reagire.
Armi e sistemi bellici, nuovo modello di sviluppo privilegiato per il capitalismo: crescere con la guerra. Il caso britannico ne è emblema.
La giunta Gualtieri ha un problema non solo con il contrasto a Israele, ma in primo luogo con la democrazia partecipativa.
Le linee gialle striscianti e gli accampamenti nel sud imitano da vicino le tattiche di insediamento israeliano a Gaza precedenti il 2005.
Con mezzi molto spesso di fortuna, la protezione civile si incarica dello straziante lavoro di recupero dei corpi dei dispersi di Gaza.
Iniziato il processo a cinque minori di Torino, tutti di origine araba, in custodia cautelare da sei mesi dopo cortei per Gaza.
Non serve per forza l’unanimità per interrompere il commercio con Israele. Esiste una una proposta di regolamento adottabile a maggioranza.
Un docente dell’Università di Vilnius, in Lituania, racconta un’esperienza solidale di insegnamento di scrittura creativa a studenti di Gaza.
Tra fine giugno e inizio luglio la NATO ha sperimentato nel Salento nuove tecnologie militari. Crosetto punta a una struttura permanente.
L’incontro “L’Italia e Israele l’una nello sguardo dell’altra” è l’ennesima provocazione di associazioni e istituzioni durante un genocidio.
Israele cerca una espansione sempre più aggressiva in Siria, con interi movimenti di coloni che rivendicano zone del sud come terra promessa.
Le colonie israeliane in Cisgiordania si espandono attraverso un’architettura di violenza istituzionale che vede l’Europa pienamente complice.
La posizione dell’Università Roma Tre nei confronti del genocidio in corso a Gaza continua a essere ambigua.
I giornalisti a Gaza non soltanto rischiano la vita in bombardamenti e attentati ma lavorano in condizioni professionali fragili e precarie.
Alarmism spread rapidly regarding the theft of fentanyl from the Jewish Hospital in Rome, based on calculations that are, at the very least, questionable.
Gualtieri stubbornly refuses to listen to the popular initiative calling for an end to cooperation with Israel.
