Una vergogna senza pari. Non si può definire con altre parole quello che è avvenuto ieri, mercoledì 30 luglio 2025, nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio, dove tiene i suoi lavori il Consiglio comunale di Roma.

Il lunedì precedente (Kritica ne aveva dato notizia in anteprima nazionale, ndr) la Consigliera Linda Meleo, capogruppo del Movimento 5 Stelle, aveva depositato una mozione urgente che – analogamente a quanto votato dai consigli comunali di Napoli, Torino, Padova, Genova e altre città – impegnava il Sindaco e la Giunta a condannare il genocidio perpetrato dallo Stato di Israele, ad interrompere le collaborazioni con aziende israeliane e a sollecitare il governo nazionale a riconoscere lo Stato di Palestina, come hanno già fatto da anni 147 Paesi e come si apprestano a fare molti altri, fra cui Francia, Regno Unito, Portogallo,  Finlandia e Canada.

L’approvazione della mozione, dunque – che seguiva un primo testo di mozione, presentato dal comitato informale di “Liberi cittadini per la Palestina” e inviato il 22 luglio scorso a un gruppo di consiglieri di diverse compagini progressiste – avrebbe allineato la voce della Capitale a quelle di altre città importanti e costituito un forte elemento di pressione nei confronti del governo di estrema destra di Giorgia Meloni, che si ostina a negare il riconoscimento dello Stato di Palestina.

Secondo quanto ha potuto ricostruire Kritica, nell’ultimo giorno di lavori dell’Assemblea Capitolina prima della chiusura estiva, dopo che nei giorni precedenti la maggioranza aveva già tentato di non far discutere e votare la mozione dei 5 Stelle, i Consiglieri del PD hanno avviato una sorta di trattativa con Linda Meleo per convincere lei e gli altri esponenti del Movimento a modificare e addolcire il testo depositato. I 5 Stelle si sono resi disponibili, a condizione che non venisse intaccata la sostanza della loro mozione. Nel pomeriggio, esaurita la discussione sull’approvazione dell’assestamento di bilancio, il PD ha presentato alla Consigliera Meleo la propria proposta di modifica della mozione, invitando a votarla. Letto il documento e dopo essersi consultata anche con la Comunità Palestinese di Roma, Linda Meleo ha respinto al mittente la proposta di modifica, perché, come vedremo, non solo addolciva bensì stravolgeva completamente la mozione originale.

A quel punto, non potendo – “per loro stessa ammissione”, come ha dichiarato a Kritica la capogruppo – non votare la mozione dei 5 Stelle (se non altro perché – oltre che analoga a quelle votate in altri grandi Comuni governati dal centrosinistra – era ricalcata sul documento nazionale sottoscritto da PD, 5 Stelle e AVS), i Consiglieri del PD hanno fatto chiudere l’aula e si sono allontanati. Un atto di codardia, politica e morale, a giudizio di chi scrive. Nonché un atto che getta più di un sospetto sulla subordinazione del PD capitolino alla comunità sionista di Roma.

Questo l’impegno che chiedeva la mozione presentata dai Liberi cittadini per la PalestinaQuesto l’impegno che chiedeva la mozione dei 5 StelleQuesto l’impegno che intendeva invece prendere la maggioranza PD
L’ASSEMBLEA CAPITOLINA IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
– A sospendere tutti gli accordi commerciali, culturali e sportivi con Israele; quindi
– A revocare ogni collaborazione istituzionale con enti, associazioni e istituzioni israeliane che abbiano relazioni accertate e accertabili di collaborazione con l’attuale Governo israeliano nei più diversi settori economici, amministrativi, culturali;
pertanto a fare in modo che Acea interrompa il contratto con Mekorot, alla luce del fatto che, come è noto, l’azienda israeliana Mekorot ha monopolizzato la gestione delle acque nei territori palestinesi occupati e ha messo in atto una politica di apartheid, limitando illegalmente l’accesso all’acqua da parte dei palestinesi per alimentare le richieste delle colonie illegali, della loro agricoltura intensiva e dello stesso Stato di Israele, concedendo ai palestinesi un quinto, o anche meno, dell’acqua fornita ai coloni israeliani, a prezzi maggiorati e flussi intermittenti, al di sotto dello standard minimo stabilito dall’Organizzazione mondiale della sanità. (Parlamento Europeo, Water in the Palestinian-Israeli conflict, briefing gennaio 2016; vedi anche Parlamento europeo, Interrogazione parlamentare – E-001734/2025), anche considerando il mancato rispetto da parte di Israele dell’affermazione “Entrambi i governi riconoscono che la collaborazione reciproca in ambito bilaterale e multilaterale, compresa l’ONU, deve essere utilizzata come strumento per rafforzare la stabilità e la pace sulle rive del Mediterraneo, del Medio Oriente e dell’Africa” contenuta nel documento Italian-Israeli Intergovernmental Consultations Joint Statement (Rome, December 2, 2013), che cita l’accordo AceaMekorot nel paragrafo Energy and Water, nonché quanto sancito dall’articolo 12-bis dello Statuto di Roma Capitale 12-bis: “Roma Capitale riconosce l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico”; – a favorire l’interruzione da parte delle farmacie comunali (Farmacap) del contratto con Teva, Pharmaceutical Industries multinazionale israeliana impiegata nel settore dell’industria farmaceutica;
a esprimere solidarietà a Francesca Albanese relatrice speciale delle Nazioni
a concedere la cittadinanza onoraria di Roma ad Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nella Striscia di Gaza, arrestato in dicembre 2024 e ancora illegalmente detenuto “in condizioni di fame, tortura, isolamento e morte” (dichiarazione dell’avvocata Gheed Kassem 9 luglio 2025) ;
– A compiere gesti simbolici proporzionati al genocidio in atto, tra i quali il primo e dovuto è una prolungata esposizione della bandiera palestinese nel luogo massimamente rappresentativo delle Istituzioni capitoline, ovvero il Campidoglio, come è già stato fatto per esprimere solidarietà all’Ucraina e a Israele stesso, ugualmente accompagnandoli con discorsi tenuti dalle più alte cariche dell’Assemblea capitolina;
– A privilegiare rapporti di collaborazione con organizzazioni non governative israeliane impegnate attivamente a promuovere la pace;
– A promuovere e sostenere ogni programmazione per l’attivazione di iniziative di assistenza umanitaria alla popolazione civile palestinese, di concerto con gli enti sanitari, formativi, sociali, ivi compresa l’accoglienza e l’assistenza presso strutture comunali e l’assistenza umanitaria a Gaza in accordo col Ministero degli Esteri Italiano nell’ambito del programma governativo “Food for Gaza”;
– A difendere il diritto internazionale e la pace nei consessi europei e globali di Palestina, in continuità con il presedente programma “Ali della Colomba” del MAECI.
L’ASSEMBLEA CAPITOLINA
IMPEGNA IL SINDACO E LA SUA GIUNTA
-A condannare fermamente le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario perpetrate dallo Stato di Israele nella Striscia di Gaza, sollecitando un cessate il fuoco immediato, il ripristino del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese ed esponendo sul Palazzo Senatorio in piazza del Campidoglio la bandiera Palestinese, in segno di vicinanza alla stremata popolazione palestinese e di rispetto dei diritti umani;
– A redigere un elenco di enti e aziende riconducibili direttamente o indirettamente allo Stato di Israele, con i quali sospendere ogni eventuale esistente forma di collaborazione, partenariato o intesa commerciale, istituzionale, educativa, tecnologica o scientifica, ogni rapporto contrattuale, commerciale o di fornitura con Roma Capitale e le sue agenzie e società partecipate, impegnandosi anche a non stipulare nuovi accordi finché Israele non rispetterà il diritto internazionale;
– Ad aderire alla campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) per esercitare pressione non violenta su Israele affinché rispetti i diritti dei palestinesi, così come hanno fatto numerosi enti locali italiani e internazionali;
– A promuovere e sostenere iniziative di cooperazione internazionale e di aiuto umanitario a favore della popolazione civile palestinese, anche attraverso accordi e partenariati con organizzazioni internazionali riconosciute;
– A sollecitare formalmente il Governo italiano a riconoscere lo Stato di Palestina quale Stato libero, indipendente e sovrano, in attuazione della mozione approvata dal Parlamento italiano e in coerenza con la risoluzione del Parlamento europeo.
L’ASSEMBLEA CAPITOLINA
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
– A chiedere, ancora una volta, la fine delle ostilità nella striscia di Gaza;
– A condannare con grande fermezza le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario perpetrate dallo Stato di Israele nella Striscia di Gaza, sollecitando un cessate il fuoco immediato, il ripristino del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese ed il rilascio degli ostaggi detenuti da Hamas;
– A promuovere e sostenere iniziative di cooperazione internazionale e di aiuto umanitario a favore della popolazione civile palestinese, anche attraverso accordi e partenariati con organizzazioni internazionali riconosciute;
– A promuovere, in collaborazione con Farmacap, un’azione straordinaria di raccolta, predisposizione e invio di aiuti umanitari, in particolare farmaci, dispositivi sanitari e materiali di primo soccorso, destinati alla popolazione civile della Striscia di Gaza, anche mediante il coordinamento con la Protezione Civile e con le organizzazioni umanitarie internazionali attive sul territorio;
– A sostenere, nelle forme opportune, le iniziative di pace, cooperazione e tutela della popolazione civile promosse da organizzazioni internazionali, istituzioni pubbliche e reti della società civile, nell’ottica del rispetto del diritto umanitario, della giustizia e della costruzione di percorsi di dialogo tra i popoli.

La mozione proposta dal PD annientava il senso di quella originale sin dal titolo. Laddove quello della mozione 5 Stelle aveva ad oggetto: “Impegno per Sindaco e Giunta ad attivarsi per la sospensione delle collaborazioni e dei rapporti istituzionali tra Roma Capitale e il Governo israeliano, in risposta alle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario nella Striscia di Gaza”, quello del PD recitava “Interventi urgenti di emergenza umanitaria a Gaza”, evidentemente annullando il significato politico del documento.

Coerentemente, nel testo del PD non c’era traccia dell’interruzione dei rapporti fra la multinazionale farmaceutica israeliana TEVA e l’azienda comunale Farmacap, che gestisce 46 farmacie nella Capitale, interruzione sollecitata anche dalle rappresentanze sindacali aziendali di CGIL, CISL e UIL. Altrettanto, era sparito anche il riferimento all’interruzione dei rapporti fra ACEA e Mekorot, azienda che gestisce il sistema idrico israeliano, rubando l’acqua dei territori palestinesi occupati. Cancellato anche il punto che sollecitava il governo a riconoscere lo Stato di Palestina. In sintesi, la mozione proposta dal PD negava qualunque elemento politico e, soprattutto, qualunque possibilità di intervento concreto, riducendosi ad un appello per la pace nel mondo in stile Jovanotti. Inevitabile il rifiuto dei 5 Stelle di prestarsi a una tale operazione (anche fuori dal Campidoglio, durante tutta la giornata, si sono susseguite proteste dei cittadini, ndr).

Sarebbe stata evitabile, invece, la viltà di scappare e far  chiudere l’aula, lavandosi così le mani di ogni responsabilità… Meglio, credendo di farlo, perché la questione si riproporrà alla riapertura dei lavori del Consiglio comunale, fra circa un mese e – ai ritmi attuali – dopo che migliaia e migliaia di palestinesi ancora saranno stati assassinati dalle bombe, dalla fame e dalle malattie. Chissà se, dopo il relax sotto l’ombrellone, i Consiglieri del PD e gli altri “di sinistra” che fungono da loro ruota di scorta avranno capito che chi governa la Capitale di Roma e della cristianità, in pieno Giubileo, non ha il diritto di tacere e di essere complice di un genocidio cui tutti stiamo assistendo in mondovisione.

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