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Continua la telenovela in Assemblea Capitolina, dove il PD si contorce fra la pressione dell’opinione pubblica (e dei suoi stessi militanti ed elettori) e il sacro terrore che prova verso l’influente comunità ebraica locale, presente in giunta con un proprio elemento, l’assessore al e alla casa Tobia Zevi. Dopo aver affossato lo scorso 30 luglio la mozione del Movimento 5 Stelle che chiedeva la sospensione dei rapporti commerciali con aziende israeliane come e Mekorot, martedì 17 settembre i Consiglieri dem hanno bocciato anche la richiesta – sempre del Movimento 5 Stelle – di esporre la bandiera palestinese sulla facciata del Campidoglio. Oltre a noi di Kritica e alla lodevole eccezione del Fatto Quotidiano (che ha pubblicato la notizia in prima pagina) e di Roma Today, per il resto la notizia è stata fatta passare sotto silenzio dalla stampa mainstream, come accaduto anche nel luglio scorso, ma questa non nuova forma di  omertà non è stata sufficiente per contenere l’indignazione di moltissimi romani, compresi militanti e simpatizzanti del partito del sindaco Gualtieri, al punto che, a distanza di poche ore, la capogruppo del PD Valeria Baglio (la stessa che aveva impartito ai consiglieri l’ordine di scuderia per bocciare la mozione 5 Stelle) proclama il “Contrordine, compagni” e annuncia che giovedì 18 settembre il partito presenterà e farà votare in aula Giulio Cesare… Indovinate un po’: una mozione per esporre la bandiera palestinese in Campidoglio, dopo che il Sindaco si era malamente smarcato, sostenendo di non essere coinvolto nella vicenda, di competenza esclusivamente consiliare. Non esattamente una dichiarazione coraggiosa. Da notare peraltro che, sulla mozione dei 5 Stelle bocciata di fatto ieri, i due consiglieri di e – hanno votato con i 5 Stelle a favore della mozione, collocandosi in questo modo più a sinistra del PD.

Ci sarebbe da ridere per non piangere, ma a Roma è così: una città di quasi tre milioni di abitanti il cui governo locale è tenuto sotto  scacco da una comunità che conta meno di quattromila aderenti, che pur definendosi “ebraica” rappresenta meno di un quarto dei cittadini ebrei romani, e che è notoriamente schierata a destra, al punto di poterla considerare un’ambasciata parallela del governo di Netanyahu, Ben Gvir e Smotrich.

Non siamo, quindi, all’ultima puntata: la capogruppo 5 Stelle in Campidoglio, , conferma  che la loro mozione per l’interruzione dei rapporti con aziende  israeliane verrà riproposta nelle prossime sedute dell’Assemblea Capitolina, perché va benissimo esporre la bandiera palestinese ed esprimere alla Global Sumud Flotilla ma, di fronte al genocidio in diretta streaming di Gaza ed alla in , occorrono atti concreti. Magari, anche mettendo ai voti la mozione in solidarietà con la Francesca Albanese che giace in un cassetto del Campidoglio dallo scorso maggio. E se l’assessore Zevi dovesse decidere di dimettersi per questo, ce ne faremo tutti una ragione.


CREDITI FOTO: Robert Lyle Bolton, Flickr | CC BY 2.0

Autore

  • Germano Monti

    Ex operatore sociale, marxista convinto, attivista per i diritti umani, innamorato di Irlanda e Palestina. In poche parole, un tipaccio.

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