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Il Friuli Venezia Giulia si conferma piazza di assoluta avanguardia nell’improbabile tentativo di normalizzazione del genocidio, della colonizzazione e dell’apartheid di Israele ai danni dei palestinesi di Gaza e dei palestinesi tutti. È di pochi mesi fa il tentativo sventato dal Tar Regionale di tagliare i fondi pubblici alla Fondazione Luchetta di Trieste, rea di aver conferito il proprio Premio Speciale alla Relatrice Speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese. A settembre la kermesse culturale di Pordenonelegge ospiterà in pompa magna lo scrittore israeliano Eshkol Nevo, che per due anni ha tenuto sulle pagine del “Corriere della Sera” un “Diario da Israele” attentissimo ai moti d’anima dei suoi connazionali ma rigorosamente cieco e sordo rispetto al genocidio che si consumava a pochi chilometri di distanza.
Intanto ogg, 9 luglio, nella prestigiosa sede del Palazzo della Giunta Regionale in piazza Unità d’Italia a Trieste, è la volta di un appuntamento dai contorni che si direbbero surreali se non fossero più semplicemente provocatori. Si tratta di una giornata di incontri intitolata “L’Italia e Israele l’una nello sguardo dell’altra”.
Gli organizzatori dell’associazione E361 dichiarano al quotidiano locale “Il Piccolo” di avere pensato di organizzarla a Roma, ma di avere poi convenuto che non c’era miglior luogo di Trieste. Di che esserne fieri. La giornata inizia al mattino presto con i saluti di benvenuto e finisce la sera tardi con un concerto di musica klezmer nell’adiacente piazza Verdi. In mezzo incontri, riflessioni e grandi pacche sulle spalle tra il sindaco di Trieste Roberto Di Piazza, che ci tiene a dare il suo saluto istituzionale, l’immancabile presidente della Regione Massimiliano Fedriga, che agli occhi dei presenti ha il merito di avere tentato in tutti i modi di affossare la Fondazione Luchetta dopo il riconoscimento all’indomita Francesca Albanese; e poi ben tre ministri del governo di Benjamin Netanyahu collegati da Gerusalemme, l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled collegato da Roma e il rabbino capo di Trieste Alexander Meloni, già autore della scomposta lettera aperta che lo scorso novembre insultava Albanese e denunciava la fondazione Luchetta. “Il Piccolo” annuncia poi la presenza di varie figure di contorno come l’inviato de “Il Giornale” Fausto Biloslavo e il tuttologo Klaus Davi con un inedito e immaginiamo estremamente equilibrato sondaggio sulla recrudescenza dell’antisemitismo. Tutto questo a Trieste, in Italia, nel giorno 1007 del genocidio di Gaza. Il segnale è chiaro: liquidato il popolo Gazawi, è ora il momento di ritrovare la routine, ripulire la memoria e cancellare la scena del crimine a suon di innocui blabla e amene note musicali. Si inizia da Trieste ma siamo certi che sia solo una prima tappa. Italia e Israele si rispecchieranno presto “l’una nello sguardo dell’altra” in altre sedi prestigiose di altre grandi e piccole città. Speriamo incontrino ovunque civili ma ferme forme di contestazione, come quelle di oggi stesso, 9 luglio, in Piazza Unità d’Italia.
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CREDITI FOTO: Wikimedia Commons

