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Quale ruolo svolgono oggi le imprese dell’ nella formazione delle nuove generazioni? In che modo orientamento, percorsi , innovazione tecnologica, cybersecurity e Formazione Scuola Lavoro contribuiscono a costruire consenso attorno al settore della difesa? Sono alcune delle domande da cui prende avvio La scuola di Leonardo, la nuova ricerca pubblicata da nell’ambito della campagna del BDS Movement per l’embargo militare contro .

Al centro dell’indagine c’è proprio il ruolo di , principale azienda italiana dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza, controllata al 30% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. La scelta di concentrarsi su questa impresa, spiega BDS Roma nel rapporto, nasce dal ruolo che essa occupa nel complesso militare-industriale internazionale e dalle relazioni commerciali e strategiche che intrattiene con Israele.

L’inchiesta colloca tali relazioni all’interno delle profonde trasformazioni che hanno interessato il sistema educativo negli ultimi decenni. Aziendalizzazione della scuola, partnership pubblico-privato, centralità dell’occupabilità e crescente subordinazione della formazione alle esigenze del mercato costituiscono il terreno sul quale si sviluppa la presenza delle imprese della difesa negli spazi educativi.

Educazione militarizzata

In questo contesto emerge il concetto di militarizzazione dell’educazione: un processo attraverso il quale soggetti appartenenti al comparto militare-industriale partecipano alla definizione dei contenuti formativi, degli immaginari professionali e delle competenze considerate strategiche. Nel dossier si introduce inoltre la nozione di israelizzazione dei sistemi educativi per descrivere il consolidamento di legami tra istruzione, tecnologie della sicurezza e del controllo sociale, apparati militari e produzione del consenso in una fase storica segnata dal regime di globale e del genocidio.

Diciannove scuole della Città Metropolitana

Per ricostruire la diffusione di queste collaborazioni sono stati analizzati i siti istituzionali di tutte le scuole secondarie statali della Città Metropolitana di Roma. Su 125 istituti esaminati, 19 presentano evidenze documentali di rapporti con Leonardo.
Le attività individuate comprendono percorsi di Formazione Scuola Lavoro, orientamento professionale, iniziative STEM, divulgazione scientifica e programmi dedicati alle cosiddette “professioni del futuro”. Tra i progetti maggiormente diffusi compare In volo con Leonardo, realizzato in numerosi istituti del territorio romano e provinciale. Attraverso attività dedicate all’aerospazio, all’innovazione tecnologica e alle competenze digitali, il programma mette in contatto studenti e studentesse con l’universo professionale dell’azienda e con i settori produttivi ad essa collegati.

Il caso del Liceo Digitale del Matteucci

L’esempio più significativo individuato dalla ricerca riguarda l’IIS Carlo Matteucci di Roma. Dal 2022 l’istituto ospita il Liceo Digitale, sviluppato in collaborazione con Leonardo SpA e Fondazione Leonardo ETS. La partnership comporta il coinvolgimento dell’azienda attraverso l’intero quinquennio scolastico e interessa direttamente la progettazione del percorso formativo.

Durante il biennio vengono affrontati temi quali intelligenza artificiale, programmazione, machine learning, deep learning e con la partecipazione di esperti provenienti dall’azienda. Negli anni successivi il percorso prosegue attraverso stage e attività di Formazione Scuola Lavoro in azienda integrate nella struttura stessa del corso. Il caso del Matteucci mostra una forma di collaborazione che supera il modello dell’incontro occasionale tra scuola e impresa e si traduce in una presenza stabile dell’industria militare all’interno del curricolo scolastico.

Formazione professionale e cybersecurity

Una dinamica analoga emerge nel settore della formazione professionale. A partire da un accordo con Città Metropolitana di Roma Capitale, Leonardo ha contribuito alla progettazione di un corso triennale gratuito per Operatore informatico in ambiente Cybersecurity presso il Centro Metropolitano di Formazione Professionale di Acilia. Rivolto a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 17 anni, il percorso combina attività teoriche, laboratori specialistici e periodi di stage presso l’azienda. La cybersecurity occupa un posto sempre più rilevante nelle strategie educative promosse dal settore della “difesa”. Presentata come una delle competenze chiave del futuro mercato del lavoro, diventa al tempo stesso uno dei principali canali attraverso cui l’industria militare rafforza la propria presenza nei percorsi formativi.

Le reti che collegano scuola e impresa

Le collaborazioni documentate non si esauriscono nei singoli progetti scolastici. Una parte rilevante delle relazioni tra Leonardo e il mondo dell’istruzione passa attraverso organismi intermedi e reti educative che operano stabilmente nel campo della formazione (ad esempio, ITS Academy). Tra queste figura il Consorzio ELIS, del quale l’azienda fa parte in maniera strutturale. Attraverso tale partecipazione, Leonardo contribuisce a programmi di orientamento, iniziative STEM, percorsi rivolti a studenti e docenti e progetti come School4Life, dedicato al contrasto della dispersione scolastica. Più che una semplice somma di attività isolate, emerge la costruzione di un ecosistema nel quale grandi imprese private partecipano alla definizione delle priorità formative e dei modelli professionali proposti alle nuove generazioni.

Innovazione, STEM e costruzione del consenso

Un capitolo centrale della ricerca è dedicato alla Fondazione Leonardo e all’insieme delle iniziative culturali, scientifiche ed educative promosse dall’azienda. Premi, eventi STEM, attività divulgative, programmi per le scuole e percorsi orientati alle professioni del futuro vengono interpretati come strumenti di costruzione del consenso e di rafforzamento della reputazione pubblica dell’impresa. Attraverso queste attività l’azienda si presenta come protagonista dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo tecnologico. Il risultato è una profonda dissociazione tra l’immagine pubblica dell’azienda e la realtà del suo business: un ruolo di primo piano nella produzione di armamenti e tecnologie militari, attività che non solo generano una parte significativa dei profitti, ma che la rendono anche corresponsabile delle devastanti conseguenze umanitarie dei conflitti, fino ad arrivare alle accuse di complicità nel genocidio. Una classica operazione di social washing volta a ridefinire la percezione pubblica del marchio.

Chi controlla i dati degli studenti?

La presenza di Leonardo nel sistema educativo non si esaurisce nelle attività formative. Un ulteriore livello di analisi riguarda il ruolo dell’azienda nelle infrastrutture digitali strategiche dello Stato italiano. La ricerca richiama infatti la partecipazione di Leonardo al raggruppamento che gestisce il Polo Strategico Nazionale, l’infrastruttura incaricata di ospitare e gestire una parte rilevante dei dati e dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Tra i sistemi interessati dalla migrazione verso il Polo Strategico Nazionale figurano anche banche dati che riguardano il mondo dell’istruzione, compresa l’Anagrafe Nazionale dell’Istruzione. Questo dato, emerso nel corso dell’inchiesta, apre questioni di natura diversa. Leonardo gestisce l’infrastruttura che ospita tali informazioni, pur senza averne accesso diretto. Diversi specialisti evidenziano tuttavia le criticità che possono emergere in sistemi di questo tipo, soprattutto nelle fasi di aggiornamento software. La questione assume così una dimensione politica che investe la dei dati pubblici e il rapporto tra istituzioni democratiche e grandi gruppi industriali.

Dalla ricerca all’azione politica

Le pagine finali si spostano dal terreno dell’analisi a quello della mobilitazione. Popolazione studentesca, docenti, famiglie, organizzazioni sindacali, collettivi antimilitaristi e reti di solidarietà con la sono i possibili soggetti di una campagna volta a interrompere le collaborazioni tra istituzioni educative e industria militare. La posta in gioco, si afferma nel dossier, va oltre il caso di Leonardo o delle scuole romane. Il confronto investe il rapporto tra educazione pubblica, produzione della violenza, tecnologie della sicurezza e del controllo sociale e costruzione delle soggettività. In questa prospettiva, il boicottaggio delle imprese della “difesa” nei contesti educativi viene proposto come uno strumento di opposizione alla normalizzazione del genocidio, della guerra e della militarizzazione dell’istruzione.

Scarica il dossier di BDS Roma

© Kritica – Riproduzione consentita citando la fonte all’inizio e inserendo il link.

CREDITI FOTO: Dario Morgante

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