giovedì 23/04/2026, 12:09

Con l’avvicinarsi dell’estate, gli abitanti di Gaza devono affrontare una crescente diffusione di roditori e insetti nei campi profughi, e sempre più famiglie segnalano casi di bambini morsi.

Non è più insolito sentire lamentele riguardo agli attacchi dei roditori nella Striscia di Gaza, dove i cumuli di macerie e rifiuti che circondano le tende degli sfollati sono diventati terreno fertile. Sebbene tali attacchi non siano più una sorpresa, continuano a suscitare profonde preoccupazioni tra i residenti che vivono nelle tende, specialmente in assenza di misure di controllo efficaci.

Bambini morsi dentro le tende

All’interno di una fragile tenda fatta di nylon e stoffa, un neonato è stato morso al viso da una donnola. Le immagini del bambino si sono diffuse ampiamente sui social media, suscitando allarme e sollevando domande urgenti su come affrontare questa minaccia crescente.

“Una donnola è entrata nella mia tenda e ha attaccato il mio neonato, mordendogli il viso”, ha scritto su Facebook un palestinese sfollato, facendo appello alle autorità e agli attori umanitari affinché forniscano una tenda più sicura per proteggere i suoi figli da un pericolo che ora minaccia le famiglie ogni notte.

Questo incidente, che ha fatto il giro del web questa settimana, non è stato un caso isolato. Anche le immagini di un altro bambino morso da una donnola si sono diffuse online, rivelando la portata di questo disastro silenzioso che si insinua nelle tende tra i rifiuti in aumento e la mescolanza di acque reflue con l’acqua piovana.

Mohammad Abdel Jalil (35 anni) ha raccontato di essere stato a sua volta morso da una donnola dopo che questa lo aveva inseguito all’interno del suo rifugio fatiscente e insicuro. Abdel Jalil, che vive nella parte nord-occidentale di Gaza City, ha riferito di essersi recato all’ospedale Al-Shifa dopo che il morso dell’animale gli aveva causato un forte dolore e un’emorragia al piede destro. Ha espresso la sua frustrazione per l’impossibilità di combattere i roditori, nemmeno con trappole o veleni.

Nei campi profughi, dove spesso i resti di cibo vengono lasciati all’aperto e l’acqua stagnante si raccoglie tra le tende, roditori e insetti hanno trovato un ambiente ideale per moltiplicarsi. Ai residenti non restano che strumenti rudimentali – trappole di base o il fumo della legna bruciata – per cercare di respingerli.

L’estate peggiorerà la situazione

Avvertendo che la situazione peggiorerà con l’aumento delle temperature all’inizio dell’estate, Amjad Al-Shawa, capo della Rete delle ONG palestinesi a Gaza, ha scritto su Facebook: “Con la diffusione di rifiuti, detriti e liquami, e il graduale aumento delle temperature, ci stiamo dirigendo verso una nuova crisi legata a roditori e zanzare, che aggraverà ulteriormente la situazione sanitaria a Gaza”.

Al-Shawa ha aggiunto che le restrizioni all’ingresso di rodenticidi nella Striscia stanno aggravando la crisi, chiedendo sforzi collettivi per affrontare la questione. Ha esortato specialisti ed esperti a sviluppare soluzioni pratiche utilizzando i materiali disponibili, sottolineando al contempo l’importanza delle campagne di sensibilizzazione e della mobilitazione delle risorse per affrontare quella che ha descritto come una nuova ondata di catastrofe.

Provare a contrastare il fenomeno, senza mezzi adeguati

Nel frattempo, la dottoressa Sanabel Abu Tawila, educatrice sanitaria presso il Ministero della Salute di Gaza, ha confermato che la diffusione di roditori e pulci nei campi ha raggiunto livelli pericolosi, colpendo in modo sproporzionato i gruppi più vulnerabili. “I bambini e gli anziani soffrono di insonnia e di irritazioni cutanee diffuse, e affrontiamo sfide immense nella prevenzione a causa della natura della vita nelle tende”, ha affermato.

Ha aggiunto che il ministero diagnostica quotidianamente malattie della pelle causate da questa diffusione e fornisce le cure necessarie, ma ha sottolineato che la vera battaglia risiede nella mancanza di strumenti di protezione di base. “Il controllo dei roditori è una responsabilità sia individuale che della comunità. Data la presenza diffusa di detriti, consigliamo di isolare le fonti di cibo in contenitori sigillati, gestire i rifiuti in sacchetti ben chiusi, tenerli lontani dalle zone notte e utilizzare trappole in assenza di alternative.”

In queste condizioni, il Ministero della Salute ha emanato linee guida di sensibilizzazione pubblica, esortando i residenti a ridurre le fonti di cibo conservando gli alimenti in contenitori sigillati, non lasciando esposti gli avanzi e pulendo quotidianamente le aree destinate ai pasti. Ha inoltre sottolineato l’importanza di bloccare i punti di ingresso dei roditori utilizzando i materiali disponibili, sollevando le lettiere da terra e gestendo correttamente i rifiuti sigillandoli e rimuovendoli dagli spazi abitativi.

In caso di morso, Abu Tawila fornisce istruzioni chiare: “Se un bambino viene morso, la ferita deve essere lavata con acqua e sapone per 10–15 minuti, poi disinfettata immediatamente, e si deve ricorrere subito alle cure mediche, anche se non compaiono sintomi”. Ha osservato che potrebbe essere necessaria la vaccinazione antitetanica, insieme a una valutazione medica per determinare la necessità di antibiotici. Il ministero avverte inoltre che le malattie possono diffondersi attraverso il contatto con l’urina o le feci dei roditori, oppure attraverso cibo e acqua contaminati.

Mentre i timori crescono con l’avvicinarsi dell’estate – quando l’aumento delle temperature accelera la diffusione di roditori e insetti tra i rifiuti accumulati e le condizioni igienico-sanitarie inadeguate – cominciano ad emergere segni di una risposta locale. A Khan Younis, dove più di 900.000 sfollati rimangono nei rifugi e nelle aree di sfollamento sparse, fonti locali hanno annunciato una prossima campagna per combattere roditori e insetti, impegnandosi a mobilitare tutte le risorse tecniche e umane disponibili.

Tuttavia, i residenti dei campi ritengono che questi sforzi, nonostante la loro importanza, siano arrivati troppo tardi. Il pericolo più grande, dicono, dorme ancora accanto ai loro bambini ogni notte. Con l’assenza di una raccolta regolare dei rifiuti, l’accumulo di detriti vicino alle zone abitate, il ristagno delle acque reflue tra le tende e le restrizioni all’ingresso dei necessari pesticidi e veleni, una domanda continua a riecheggiare in ogni appello e post sui social media: come si possono proteggere i bambini piccoli dai denti dei roditori in assenza di un intervento efficace da parte delle organizzazioni internazionali e sanitarie che, sul campo, sembrano incapaci di fermare questa invasione notturna?


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CREDITI FOTO: © Hamed Sbeata

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