Il rapporto di Francesca Albanese sull’economia del genocidio mette a nudo le complicità del mondo del “business” con lo Stato d’Israele.
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Il cessate il fuoco con Israele ha lasciato la società iraniana in una situazione di sospensione: lo spazio di dissenso e rivolta si è ristretto.
L’attacco all’Iran evidenzia il disprezzo con cui le leadership europee trattano il principio dell’autodeterminazione dei popoli.
Sia Israele sia il regime iraniano usano massicciamente la propaganda di guerra, ma per ragioni diverse, oltre che con mezzi molto diversi.
La popolazione iraniana non si allineerà né al regime né all’aggressore, secondo Neguin Bank di Donna Vita Libertà.
Di fronte all’escalation bellica la società iraniana in rivolta non si è paralizzata. Condannano Israele ma non si allineano al regime islamico.
Prima della devastazione, Yaman andava a scuola. Oggi è un operaio bambino di Gaza. Brucia plastica per 12 euro al giorno.
Israele ha sempre più le sembianze di una tribù suprematista ad alta dotazione tecnologica, in guerra contro il mondo e in guerra contro l’umanità.
Il nostro amico di penna F. si interroga su cosa sia per lui “sinistra”. In primo luogo: mettere al centro le persone e l’interesse pubblico.
In vari momenti della storia d’Italia, le sconfitte al referendum hanno segnato avanzamenti per il padronato da cui non si è mai più tornati indietro.
