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A Gaza stanno finendo il gas e la legna. I bambini a Gaza City hanno cominciato a prelevare i libri dalle macerie dell’Università islamica. È una scelta consapevolmente disperata, come spiega l’uomo intervistato al nostro reporter Hamed Sbeata.
Israele ha raso al suolo tutte le Università di Gaza. L’Università Islamica è stata bombardata agli inizi dell’attacco, il 10 ottobre 2023. L’esercito israeliano aveva dichiarato che all’interno dell’Università ci fosse un centro per lo sviluppo degli armamenti. Ecco com’era l’Università islamica di Gaza City prima che i bombardamenti israeliani la rendessero un cumulo di macerie.

La popolazione di Gaza, in pieno Ramadan, si trova ormai in una condizione di potenziale carestia dagli sviluppi incalcolabili. Come ha denunciato Oxfam Italia, una delle ONG più attive sul territorio nel portare acqua e aiuti alimentari alla popolazione: “Le scorte di aiuti, entrate durante il cessate il fuoco, si stanno di nuovo esaurendo e la risposta umanitaria è sempre più difficile. Le autorità israeliane stanno impedendo l’ingresso di oltre 63 mila tonnellate di aiuti alimentari destinati a 1,1 milioni di sfollati allo stremo.
La brusca interruzione dell’ingresso di aiuti alimentari è stata aggravata da un’impennata dei prezzi del cibo a Gaza, con alcuni tipi di frutta e verdura che sono aumentati di oltre il 200% rispetto ai livelli precedenti alla chiusura dei valichi.”
La situazione è aggravata dalla stanchezza, come spiega onestamente l’uomo intervistato nel video: “Sono mentalmente esausto, stressato. Cosa dobbiamo fare? Cosa possiamo fare?”. Milioni di persone sono in continuo movimento da 17 mesi, lontane dalle loro case ormai distrutte, evacuate di continuo e costrette a spostarsi e rimettersi in cammino. Israele sta cercando di fiaccarne in tutti i modi le energie, costringerle alla disperazione. Anche questo è genocidio.


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